Lorenzo Spallino

Libeskind: Firmata la sponsorizzazione

monumento-libeskind-renderingVenerdì prossimo la consegna dell’area di cantiere.

 

Come annunciato è stato firmato il contratto di sponsorizzazione fra Comune di Como e Consorzio Como turistica per l’edificazione del monumento di Daniel Libeskind sulla diga foranea. “Sono convinto che oggi possiamo essere contenti di aver inaugurato, grazie al prezioso lavoro degli uffici, un modello innovativo di collaborazione con i privati, caratterizzato da un’attenzione massima ai requisiti di legittimità, uno sguardo rivolto al futuro e al bene della città – dichiara l’assessore all’Urbanistica del capoluogo lariano Lorenzo Spallino – Credo che anche le discussioni e le polemiche siano, in fondo, servite: sono, infatti, segno importante della vitalità di una città. È doveroso un ringraziamento agli uffici coinvolti, uffici della cui disponibilità e professionalità non possiamo che essere orgogliosi». [md, ecoinformazioni]

Bloccato l’autosilo in viale Varese

parcheggio-viale-varese-interrato-2La Giunta comunale comasca congela la proposta dell’impresa Nessi e Maiocchi che ha ora: «Due mesi di tempo per integrazioni e modifiche».

 

«La giunta ha deliberato di riscontrare la proposta dell’impresa Nessi e Majocchi, invitandola ad approfondire alcuni aspetti, in virtù del concreto interesse dell’amministrazione ad una riqualificazione del comparto sia sotto il profilo ambientale che viabilistico – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino –. Nel dettaglio, accanto ad alcune precisazioni di ordine giuridico ed economico, l’impresa è stata sollecitata a valutare la possibilità dell’eliminazione dei parcheggi a raso anche attraverso soluzioni connesse al potenziamento della sosta in convalle, ad approfondire gli aspetti archeologici, a definire una proposta alternativa di riqualificazione del verde nell’ottica di una migliore visibilità e valorizzazione delle mura, a valutare attentamente i pareri degli uffici Reti e Mobilità, nonché ad approfondire la valutazione economica sulla redditività dell’area alla luce degli attuali introiti del Comune».

«Come più volte sottolineato la proposta ricevuta è di grande interesse – ha affermato il sindaco Mario Lucini –. Gli aspetti di complessità hanno richiesto un approfondito esame da parte degli uffici e l’acquisizione di tutti gli elementi ha consentito alla giunta, in modo condiviso, di individuare le richieste di integrazioni necessarie a garantire una piena valorizzazione della proposta in termini di pubblico interesse».

Palazzo Cernezzi chiede ora all’impresa, che potrà fare una nuova proposta entro due mesi, di valutare la «possibilità di eliminare dalla proposta il parcheggio a raso con una soluzione di completa riqualificazione delle aree di superficie, accompagnata, eventualmente, da una proposta di integrazione, per il riequilibrio economico-finanziario, anche al di fuori dell’ambito di intervento e comunque in relazione al potenziamento della sosta nella convalle; analisi più approfondita degli aspetti archeologici e del vincolo paesaggistico; valutazione e/o prospettazione di soluzioni adeguate delle criticità espresse dal settore Reti (in relazione alla presenza di una roggia e al deflusso idrico sotterraneo) e dal settore Mobilità (in relazione al posizionamento delle rampe di accesso al parcheggio, alle interferenze con i passi carrai); definizione di una proposta alternativa di riqualificazione del verde per assicurare una migliore visibilità e valorizzazione delle mura; necessità di approfondire e giustificare la valutazione economica sulla redditività dell’area di sosta esistente; possibilità di disporre di un’area alternativa, a ragionevole distanza pedonale, per sopperire alla diminuzione dei posti auto che saranno a disposizione durante l’esecuzione dei lavori». [md, ecoinformazioni]

Lombardia contro i diritti/ Intervista a Lorenzo Spallino

lorenzo spallino
Per  l’assessore all’Urbanistica del Comune di Como Lorenzo Spallino «La tecnica è evidente: non potendosi negare il principio costituzionale dell’eguaglianza delle religioni di fronte allo Stato, si cerca di limitarne l’esercizio attraverso l’assoggettamento a normative edilizie e urbanistiche. Credo si tratti di una tecnica di breve respiro: le città sono più avanti di chi ha pensato questa legge».

 La maggioranza di centrodestra ha approvato nel Consiglio regionale della Lombardia nuove e più restrittive norme che tendono a limitare il diritto al libero esercizio di alcune religioni.  Come valuta questo provvedimento? «Le recenti modifiche alla legge regionale n. 12 del 2005 in punto attrezzature religiose sono solo le ultime di una serie di interventi volti a rendere più difficile l’insediamento di nuovi servizi religiosi. La tecnica è evidente: non potendosi negare il principio costituzionale dell’eguaglianza delle religioni di fronte allo Stato, si cerca di limitarne l’esercizio attraverso l’assoggettamento a normative edilizie e urbanistiche. Credo si tratti di una tecnica di breve respiro: le città sono più avanti di chi ha pensato questa legge». 

Il nuovo Piano per le Attrezzature Religiose come si inserisce nelle già complesse normative urbanistiche e quali conseguenze determinerà? «La norma impone di approvare il Piano per le Attrezzature Religiose, nuovo componente del Piano dei Servizi, entro diciotto mesi dalla data di entrata in  vigore della legge regionale. Decorso questo termine il piano è approvato unitamente al nuovo Piano di Governo del Territorio. Si tratta di un documento in più, di cui francamente non si sentiva la necessità. Per obiettivi propri di una minoranza politica si rende più complicata la vita delle amministrazioni locali. Quando sono proprio queste a chiedere a gran voce, indipendentemente dagli schieramenti politici, una semplificazione delle procedure».

Anche a Como si è più volte tentato di garantire possibilità anche a religioni diverse da quella cattolica per la avere almeno l’uso di locali per pregare. Cosa cambia nel nostro territorio con la nuova legge? «Conosciamo il problema e crediamo debba essere affrontato in un’ottica di sistema. Crediamo si debbano censire esistenze e necessità, assicurando a tutte le confessioni la possibilità di esercitare, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, i diritti loro garantiti dalla Carta Costituzionale. La nostra proposta è di avviare un percorso parallelo a quello oggi condotto dalla variante al Pgt in essere, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale che immagino il Governo investirà della questione».

Spallino/ Per la Cittadella della salute in collaborazione con tutte le istituzioni

cittadellasaluteÈ stato positivo l’incontro di mercoledì 14 gennaio tra l’assessore all’Urbanistica del Comune di Como Lorenzo Spallino e i rappresentanti del Comitato per la Cittadella della salute. L’assessore  condivide l’obbiettivo del recupero dell’ex Sant’Anna  e conferma la disponibilità a appoggiare le iniziative del Comitato. Tuttavia, a differenza di quanto espresso dal Comitato  in polemica con Infrastrutture lombarde e Asl, Spallino ritiene che la collaborazione tra Regione, Comune, Infrastrutture lombarde, Asl e Azienda ospedaliera siano condizione per giungere a un risultato positivo. Di seguito la dichiarazione dell’assessore Lorenzo Spallino.

«Ho incontrato mercoledì scorso il comitato per la cittadella sella salute, il cui obiettivo di sensibilizzazione della città del tema del recupero dell’ex S. Anna è ovviamente condiviso fa questa amministrazione. In attesa di conoscere il contenuto della nuova perizia di stima, ho confermato quanto già emerso sulla stampa. Ossia che il Comune è sempre disponibile a esaminare  soluzioni del recupero del complesso che, nel rispetto dell’accordo di programma, tengano in considerazione il contesto urbanistico. La collaborazione tra Regione, Comune, Infrastrutture Lombarde, ASL e Azienda Ospedaliera è condizione per giungere ad un risultato positivo. Purtroppo, allo stato, l’iniziativa è nelle mani della Regione, che tuttavia ha dato un segnale importante nel senso del finanziamento delle operazioni di trasferimento dell’ASL nell’ex S.  Anna.  Le prossime iniziative del Comitato avranno certamente il nostro appoggio».

Cittadella della salute/ Non possono decidere gli inquisiti

cittadellasalutePer il Comitato Cittadella della salute di Como l’incontro del 14 gennaio con  l’assessore all’Urbanistica del Comune di Como Lorenzo Spallino è stato utile e non formale.   Per il Comitato le difficoltà vengono invece dall’Asl che rifiuta il confronto mentre è insostenibile che un peso determinate nelle decisioni sia nelle mani di strutture al centro dei rilievi della magistratura.  

Per il Comitato:  «Infrastrutture Lombarde Spa continua ad avere la totale gestione finanziaria dell’operazione di alienazione di una parte dell’area. A tale società non interessa che tipo di progetto si farà ma vuole esclusivamente vendere al miglior offerente. La stessa notizia della vendita del Gb Grassi alla Cassa Depositi e Prestiti va in questa direzione». Critico  anche il giudizio del Comitato del vertice dell’Asl che non ha partecipato a nessun tavolo di confronto e ritiene di poter gestire unilateralmente la vicenda scavalcando anche la stessa Azienda Ospedaliera. Adesso che l’Aslha ricevuto dalla regione diversi milioni di euro per gli spostamenti di alcuni servizi territoriali (Sert e Consultorio) nel vecchio Sant’Anna, chiediamo che sia pubblicamente chiarito il progetto operativo, perché le scelte riguardano tutti i cittadini, i sindaci dei comuni interessati e i sindacati. Ribadiamo inoltre che oltre gli aspetti socio-sanitari, l’azione pubblica è determinante per fare da volano a quelle che potrebbero essere le iniziative dei privati. Spostare funzioni pubbliche (Asl, Inps, ecc.) all’interno del comparto comporterebbe:

una riqualificazione della zona da un punto di vista funzionale (il mix funzionale renderebbe le aree urbane più vivibili, sicure e di maggior valore ); un maggior sfruttamento dell’autosilo Valmulini attualmente sottoutilizzato; la possibilità di mettere sul mercato edifici pubblici di pregio presenti in centro città attualmente occupati sicuramente più appetibili dal punto di vista del mercato immobiliare».

Per il Comitato «rendere accessibile il parco confinato all’interno del comparto ex Sant’Anna contribuirebbe ad innalzare la qualità urbana dell’intero quartiere e dei quartieri limitrofi. Ciò potrebbe essere realizzato, attraverso micro-interventi a basso costo e precisamente: riqualificare Via Colonna con piccole opere di moderazione del traffico; aprire l’accesso al Comparto Sant’Anna da Via Colonna  fino all’area di San Carpoforo utilizzando i percorsi esistenti (apertura anche limitata nell’arco della giornata se sussistono problematiche di sicurezza); sfruttare l’attuale passaggio protetto di collegamento fra l’autosilo Valmulini ed il Sant’Anna permetterebbe di collegare la Città Bassa attraverso un percorso pedonale/ciclopedonale che attraverso il Parco Spina Verde approdi  all’area antistante la Caserma De Cristoforis; costruire un percorso protetto che colleghi la nuova piazza (di cui a breve partiranno i lavori) antistante il Comparto Trevitex e la Via Colonna per collegare pedonalmente, attraverso micro-interventi, il Parco Negretti al Parco dell’Ex  Comparto Sant’Anna. Parte di detti percorsi pedonali e protetti sono già realizzati, essi non lambiscono le grosse arterie di traffico e sono di facile ricucitura».

Adottato il programma integrato di intervento ex Trevitex

Presentazione_15_12_2014_TrevitexLa Giunta comunale comasca adotta il progetto di riqualificazione dell’Ex Fisac a Camerlata.

 

«Nessuna variazione di volumi e la possibilità, per le attività commerciali dei quartieri di Camerlata, Rebbio e Breccia, di accedere a locazione di muri a canone agevolato all’interno del centro commerciale – prosegue la nota –. L’apertura della grande struttura di vendita è subordinata alla realizzazione della nuova piazza pubblica, il sovrappasso di via Badone e all’allargamento di una corsia della stessa via Badone».

La palazzina ex Fisac, per cui anche alcune delle forze che sorreggo l’amministrazione di centrosinistra che guida la città, verrà abbattuta e solo una piccola parte verrà conservata: «La memoria verrà mantenuta tramite un corpo a C, la creazione di un pergolato e la ricollocazione delle colonne in ghisa preesistenti».

Alcune migliorie verranno fatte per la viabilità e le strutture del quartiere: «La gestione è obbligata a realizzare gli interventi di adeguamento del sistema semaforico esistente sulle vie Paoli, Badone, Varesina e Napoleona, a propria cura e spese, in caso insorgano problemi di traffico, ove richiesto dal Comune entro 18 mesi dall’apertura del Centro Commerciale. La gestione è tenuta anche alla manutenzione delle aree pubbliche per trent’anni».

«Gli interventi previsti sono così riassumibili – spiega una nota del Comune di Como –: creazione sovrappasso pedonale, creazione nuove piazze pubbliche, nuove aree destinate a parcheggio pubblico (e verranno mantenuti 20 posti per parcheggio su via Varesina), allargamento via Badone/ intersezione via P.Paoli, nuova rotatoria via Varesina/ via Lissi, allargamento via P. Paoli, videosorveglianza dei due sottopassi pedonali, riqualificazione via Varesina e di via Giussani, nuova rotatoria di via D’Annunzio, per un costo totale previsto di € 7.364.898,46. Qualora il gestore che andrà a realizzare le opere avrà costi maggiori, dovrà provvedere in proprio, al contrario, se spenderanno meno, le quote ritorneranno all’amministrazione».

«Ci sarà un nuovo ed ulteriore passaggio dal quartiere perché vogliamo avere il cittadino come interlocutore – annuncia l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino, che aggiunge –. Invito tutti a ragionare sulla lungimiranza di un approccio come quello che ha avuto questa Amministrazione: al termine dei lavori il quartiere sarà pronto per accogliere i nuovi carichi urbanistici derivanti dal recupero dell’Ex S. Anna» (il piano). [md, ecoinformazioni]

The Life Electric: un dibattito postumo (e inutile)

La presentazione ufficiale dell’opera The Life Electric nel salone della Biblioteca di Como è l’occasione per un dibattito tardivo e svogliato, ormai svuotato di significato.

Alle 17.30, in effetti, va in scena un simulacro di dibattito: simulacro non solo perché ormai le decisioni sono prese, ma anche perché in nome di una fantomatica par condicio chi vuole intervenire deve prenotarsi prima dell’inizio e dichiarare se è favorevole o contrario in modo da poter alternare i pareri. I giochi sono fatti, quindi, in tutti sensi. Le cose già dette. Le opinioni già formate. E allora cosa si discute a fare?

But the show must go on.

Proviamo a darne conto in sintesi.

Bruno Profazio nella sua breve introduzione definisce questa “l’iniziativa più importante degli ultimi dieci anni a Como” e poi ne loda la capacità di far discutere. Il sindaco Mario Lucini la definisce una grande opportunità e un elemento di novità, capace di generare attrattività internazionale; e ovviamente sottolinea la positività del dibattito. Silvio Santambrogio, presidente degli Amici di Como, magnifica l’attività dell’associazione che sintetizza nella triade “cuore – passione – coraggio”. L’assessore Lorenzo Spallino ribadisce che il comune ha ricevuto un’offerta di donazione, che l’ha accettata, che ha condiviso la collocazione indicata, e ha avviato le procedure per la realizzazione; aggiunge poi che, alla fine dei cinque anni di concessione allo sponsor, “se vogliamo, possiamo toglierla”. L’architetto Giuseppe Blengini, dello studio Libeskind di Milano, ricostruisce la genesi dell’opera, spiega come la sua forma sia un’elaborazione dei campi di tensione che si creano tra poli positivi e poli negativi, mostra le simulazioni dell’inserimento nel paesaggio. L’architetto Giuseppe Cosenza, del Comune di Como, spiega le fasi della procedura di realizzazione e le tappe della gara d’appalto, scandisce le cifre: circa 129.000 euro la realizzazione dell’opera (a carico degli Amici di Como), circa 470.000 euro l’adeguamento della diga e il posizionamento dell’opera (oggetto della gara), e poi 103.000 euro di Iva ancora in discussione.

Dopo un’ora si sono esaurite le presentazioni e può cominciare il dibattito.

Chi si aspettava qualche scintilla, rimane deluso. A parte il siparietto di tre esponenti di Forza Nuova che avevano subito interrotto le presentazioni vociando contro l’inutilità del dibattito, il resto procede piuttosto stancamente. C’è chi chiede precisazioni sulle indagini geologiche sul fondo del lago nei pressi della diga, e chi si rallegra dell’apertura di un nuovo cantiere, chi chiede conto della quantificazione del brand “Como” e chi si rammarica della drammatizzazione eccessiva e ripone speranze nell’efficacia del neonato rapporto Como-Libeskind-Volta, chi richiama l’esperienza del monumento alla Resistenza ma confonde i soggetti coinvolti e chi sollecita chiarimenti sui tempi, o sulle responsabilità o sulle penali.

Tra richiami di maniera a lavorare tutti per il bene di Como e imbarazzate mezze parole sul lungo lago e l’ignobile vicenda delle paratie (che sono il vero convitato di pietra – anzi di cemento – della serata), un solo intervento – a nostro parere – coglie nel segno. Marco Longatti sottolinea come il progetto sia in sostanza un’“operazione parassitaria”, ovvero che sfrutta il contesto paesistico invece che valorizzarlo; pur riconoscendo alcuni elementi di interesse dell’opera e del progettista, da cui però era lecito aspettarsi di più, resta fortemente discutibile il modo di procedere fin qui seguito e soprattutto l’obiettivo di rendere “vendibile” ovvero “consumabile” il lago, un obiettivo che ha poco di innovativo e di culturale; pur senza considerare “intangibile” il primo bacino del lago, quel luogo merita sicuramente di meglio.

In sintesi, dice, un “piccolo” monumento per una “piccola” città, su cui si è esercitato un “piccolo” dibattito.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Blog-Biblio-TheLifeElectric

Un momento della presentazione in biblioteca.

Per Spallino: «Con The Life Electric, Libeskind ci regala un sogno»

Foto: copyright ©Associazione Amici di Como
Foto: copyright ©Associazione Amici di Como

Soddisfatto l’assessore all’Urbanistica del Comune di Como alla presentazione di martedì 23 settembre di Amici di Como e Consorzio Como turistica per il nuovo monumento sulla diga foranea.

 

«L’amministrazione ha ricevuto una proposta di donazione, ha condiviso e accettato la donazione dell’opera e la sua collocazione nel tratto finale della diga foranea – precisa l’assessore del Comune di Como Lorenzo Spallino, che si era già espresso in maniera favorevole all’opera –. L’amministrazione ha quindi avviato le procedure necessarie per consentire l’esecuzione dei lavori attraverso una procedura di sponsorizzazione. Domani [24 settembre] a Menaggio si aprirà la conferenza di servizi che insieme a tutte le amministrazioni coinvolte, dovrà esprimere il proprio parere e decidere a prevalenza degli interessi pubblici coinvolti. Nel caso in cui il parere fosse negativo, la questione può essere rimessa al Consiglio dei Ministri che si pronuncia entro 60 giorni. Al centro del dibattito, però, c’è qualcosa che va al di là dell’opera, del suo progettista e di chi ha proposto la sua realizzazione. Oggi discutiamo se siamo o meno favorevoli al cambiamento. Per quanto riguarda le similitudini che l’opera di Libeskind mostra con altri suoi progetti, da sempre, se apriamo gli archivi dei grandi artisti troviamo abbozzi, schizzi, pensieri, progetti approvati e rifiutati. E in ogni artista ci sono segni, cifre stilistiche che possono ricorrere in infinite varianti. Così è per Libeskind, un architetto tra i più interessanti di questa stagione che ha aperto il suo archivio e ci ha regalato un sogno». [md, ecoinformazioni]

Spallino sta con Libeskind

lorenzo spallinoL’assessore comasco prende nettamente posizione a favore del monumento dell’archistar.

 

L’assessore all’Urbanistica del Comune di Como Lorenzo Spallino interviene con la propria newsletter sul dibattito sull’opportunità o meno di installare il monumento alla luce, in onore a Volta, sulla diga foranea comasca.

«Due parole a proposito della (dura) presa di posizione (negativa) di alcuni autorevoli professionisti comaschi (link al documento) circa la realizzazione del monumento a firma di Daniel Libeskind sulla diga foranea di Como – interviene l’assessore –. Posso iniziare dai fatti? Uno dei più famosi architetti mondiali propone di donare alla città di Como il progetto di un monumento dedicato ad Alessandro Volta e un gruppo di realtà legate al territorio si assume i costi di tale realizzazione, comprensivi del consolidamento del tratto finale della diga. La stampa dà notizia, fin da gennaio di quest’anno, della suggestiva collocazione dell’intervento, ossia il tratto finale della diga foranea. Il Comune di Como accetta la donazione e il compito di gestire i non semplicissimi passaggi, connessi al percorso di sponsorizzazione tecnica, è affidato alla struttura diretta dall’architetto Cosenza».

«Alla notizia della indizione della Conferenza servizi ecco la presa di posizione, che boccia senza appello l’ipotesi della collocazione “per l’evidente incongruenza ambientale” e l’interferenza “nella libera visione dell’insieme del paesaggio lacuale da piazza Cavour” – prosegue Spallino –. Ho troppa stima e affetto per molte delle firme in calce alla lettera in questione per ricordare che proprio alcuni degli interventi architettonici per cui questa città va famosa sono stati contrassegnati dalla feroce opposizione di alcuni alle scelte del progettista».

L’assessore prosegue il sostegno all’iniziativa e l’attacco: «Non posso però tacere del fatto che dire “fatelo, ma non lì” fa torto all’intelligenza delle firme in questione, che sanno benissimo che proprio il luogo ha una parte importante, se non fondamentale, nella scelta della sua collocazione. Infine, poiché mi aspetto il rilievo. C’è un elemento di autocelebrazione nel monumento? C’è come in tutto ciò che è architettura e discussione attorno a questa. È stato evidenziato per la stessa Fontana di Camerlata, di cui giustamente si sottolinea lo stato non consono all’importanza che oggi le viene riconosciuta e all’affetto che le portiamo. Come comaschi possiamo scegliere di essere ricordati negli anni a venire per due motivi: per aver accolto in una posizione così spettacolare un’opera donata da Daniel Libeskind o per averla rifiutata. Personalmente preferirei la prima ipotesi». [md, ecoinformazioni]

Commissione per il paesaggio a Como

facciatapalazzocernezziPalazzo Cernezzi seleziona i nuovi esperti esterni, candidature entro il 20 ottobre.

 

«È stato pubblicato all’albo e sul sito del Comune l’avviso pubblico per la selezione dei componenti esterni della commissione per il paesaggio istituita ai sensi del Dlgs.42/2004 “codice dei beni culturali e del paesaggio” con il compito di esprimere i pareri nell’ambito delle procedure di autorizzazione paesaggistica – ricordano da via Vittorio Emanuele II –. L’attuale Commissione scade a fine dell’anno in corso e pertanto il Comune con l’avviso pubblico intende selezionare 7 esperti da nominare componenti della commissione in possesso di diploma universitario o laurea o diploma di scuola media superiore in materia attinente l’uso, la pianificazione e la gestione del territorio e del paesaggio, la progettazione edilizia e urbanistica, la tutela dei beni architettonici e culturali, le scienze geologiche, naturali, geografiche e ambientali. I candidati dovranno aver maturato una qualificata esperienza, almeno triennale se laureati ed almeno quinquennale se diplomati, nell’ambito della libera professione o in qualità di pubblico dipendente, in una delle materie sopra indicate».

«La Commissione per il paesaggio ha un compito di particolare importanza in relazione alle specificità della nostra città caratterizzata da un patrimonio storico-culturale e paesaggistico di straordinaria bellezza – dichiara l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino – e quindi occorre la massima attenzione nelle valutazioni dei progetti di trasformazione urbanistica e edilizia del territorio». [md, ecoinformazioni]

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