Lorenzo Spallino

L’archivio di Antonio Spallino a disposizione della città

Ritratto di Antonio Spallino (archivio NodoLibri)

Antonio Spallino è stato sicuramente uno dei protagonisti della seconda metà del Novecento a Como. Sportivo, avvocato, politico, intellettuale a tutto tondo, sindaco della città per ben 15 anni.

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L’insostenibile pesantezza del consumo di suolo/ Video su AltraComo.it

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Dopo due convegni dedicati ai temi dell’inquinamento atmosferico e allo stato delle acque del Lario (non catastrofico, ma decisamente non ottimale) , il circolo Legambiente Angelo Vassallo di Como ha voluto portare all’attenzione collettiva la questione del consumo di suolo, un aspetto non altrettanto noto e regolamentato dell’intervento umano sul paesaggio, ma proprio per questo da non sottovalutare nel suo impatto su ambiente e società. (altro…)

9 novembre/ L’insostenibile pesantezza del consumo di suolo

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Alle 20,45 di venerdì 9 novembre si terrà al salone Cia di viale Innocenzo XI 70 (entrata da via Don Brusadelli 46) un incontro proposto dal circolo Legambiente “Angelo Vassallo” di Como.  (altro…)

2012-2017: La prima e l’ultima giunta di Como

Il 30 maggio 2012, per una serie di coincidenze, mi è capitato di ritrarre in fotografia la prima riunione della nuova giunta del Comune di Como, appena annunciata alla cittadinanza, e riunita al gran completo nell’ufficio del sindaco.

A distanza di cinque anni l’assessore uscente Lorenzo Spallino mi ha chiesto di ripetere quello stesso scatto, con tutti i cambiamenti e le fatiche intercorse. Cosa che ho fatto volentieri, come segno di amicizia.

Ecco quindi la prima e l’ultima giunta, il 7 giugno 2017.

[Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Un quartiere, una piazza, un ponte, un cancello: l’area ex Fisac quasi ultimata

La ristrutturazione dello spazio ex Fisac ed ex Trevitex di Camerlata sta per imboccare l’ultimo tratto del percorso e il Comune di Como si preoccupa di presentarne i risultati alla popolazione (soprattutto del quartiere). Questo il tema dell’incontro pubblico convocato nell’aula magna della scuola “Fogazzaro” a pochi metri dal luogo dell’intervento.

L’assessore alla Pianificazione Urbanistica, Lorenzo Spallino, espone in apertura il lungo iter dell’intervento edilizio, che affonda le radici almeno nel 1994, mentre l’ultima fase, quella che vie definita di “riqualificazione” prende l’avvio almeno nel 2011. Una riqualificazione che intende mettere a disposizione del quartiere una piazza, in una zona che soffre della mancanza di spazi collettivi e socializzanti, e che ne soffrirà sempre di più in futuro, stante la pressione demografica che l’ulteriore espansione edilizia, che pare inarrestabile, porterà (sull’area dell’ex Sant’Anna è previsto nei prossimi tempi l’insediamento di circa 1200 nuovi residenti).

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E dunque una nuova piazza di circa 2000 mq e un «percorso protetto» in direzione del Liceo “Giovio”, interventi che si inseriscono in un quadro di interventi più ampio, finanziato con il 70% degli introiti degli oneri di urbanizzazione, che comprende anche interventi sulla via Paoli, sulla via Varesina e sulla via Giussani.

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All’architetto Fabio Nonis, del gruppo progettuale, spetta il compito di illustrare le caratteristiche di questo nuovo «luogo di fruizione», che sarà al tempo stesso uno «spazio di rappresentanza» e un «recupero della memoria» di quanto è stato raso al suolo (una delle industrie tessili più importanti e più interessanti dal punto di vista architettonico della città, di cui l’ultimo relitto sopravissuto – la palazzina degli uffici di cui si è a lungo discusso – era sinceramente il brano meno significativo). Nella storia del tessile, perciò, si sono scovati gli elementi decorativi che vivacizzeranno l’allestimento architettonico dello spazio: alcuni ovviamente ripescati dallo sterminato repertorio di disegni di cui i «foulard» (che paiono essere l’unico prodotto tessile degno di memoria) erano pieni, e altri inopinatamente reperiti grazie a degli innocui strafalcioni (come la teca museale con i vari tipi di bozzoli, scambiata per «teca con cui venivano fatti essiccare i bachi»! vetro compreso, si intende…). Ma naturalmente la discussione si accentra sull’ormai noto ponte che scavalca la via Badone. L’architetto Nonis delinea le scelte progettuali che hanno portato alla sinuosità del percorso (inevitabile il riferimento alla flessuosità dei tessuti serici, ma si potevano citare anche le onde del lago) e quelle che hanno obbligato a una realizzazione di parziale funzionalità, con forti pendenze e «gradoni» che ne impediscono la percorrenza a chi ha difficoltà di deambulazione, a carrozzelle, passeggini, biciclette ecc. In sostanza al ponte è affidato un obiettivo specifico: quello di accompagnare «la massa degli studenti del Giovio» da piazza Camerlata alla sede scolastica, indirizzandoli dalla nuova piazza verso il percorso interno tra le nuove case dell’area ex Fisac (attualmente parzialmente chiuso, ma che dovrà essere riaperto, perché su di esso grava una servitù pubblica di passo, fino ad oggi scarsamente rispettata), e poi, superata via Cuzzi e risistemato il tratto finale di percorso, verso un ingresso laterale del Liceo. Come ha dichiarato l’architetto Nonis, «il ponte deve essere attrattivo, perché se il ponte non funziona per farci passare gli studenti, risulta inutile». Per tutti gli altri, infatti, continuerà a funzionare il passaggio pedonale a raso, all’innesto di via Badone con via Paoli, ulteriormente razionalizzato con sistemi di «semafori intelligenti».

A questo punto si scatena la discussione, perché i residenti presenti contestano questo tipo di scelte, e la reale utilità del ponte. Tra le altre questioni sollevate, meriterebbe una riflessione approfondita quella sulla reale provenienza dei flussi di studenti verso il Giovio (una buona parte, in effetti, non proviene dalla piazza di Camerlata). Lamentano anche un difetto di comunicazione, perché il ponte è stato presentato come «ciclopedonale», cosa che non è. «È vero, – ammette a un certo punto l’architetto Cosenza, dirigente del settore Urbanistica, Edilizia privata e Suap del Comune di Como – il ponte avrebbe dovuto essere così», ma poi, approfondendo le verifiche, si è capito che così non si sarebbe potuto fare…

E comunque l’ipertrofico ponte ormai c’è, la piazza quasi. La discussione rischia di essere accademica. La progettazione partecipata, di cui poco oltre il confine si continua a sperimentare, resta dalle nostre parti una pia illusione.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Iantorno e Spallino dal giudice: Comune di Como parte lesa

COMO COMUNEIl Notiziario comunale informa che su indicazione del sindaco e della giunta, Marcello Iantorno, assessore al Patrimonio e alla Legalità, e Lorenzo Spallino, assessore all’Urbanistica, hanno incontrato il 7 giugno mattina al Palazzo di Giustizia di Como, il Procuratore della Repubblica Nicola Piacente. (altro…)

20 maggio/ La politica urbanistica di Como

urbanistica20maggioIl seminario La politica urbanistica di Como obiettivi, strumenti, metodi si terrà il 20 maggio a Palazzo Natta in via Natta 12/14 a Como alle 14,30. L’iniziativa si volge con il patrocinio del Comune di Como nell’ambito del Master Polis‐making: gestione della trasformazione degli insediamenti urbani per la qualità del vivere e lo sviluppo economico del Politecnico di Milano, in collaborazione con Urban Life and Territorial Research Agency del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. (altro…)

Bloccati i lavori in piazza Grimoldi

duomobrolettosangiacomoMartedì 26 gennaio sopralluogo della Soprintendenza per il ritrovamento di alcune «lastre riferibili ad una pavimentazione e un tratto di muratura».

 

Bloccati i lavori, appena partiti, di riqualificazione di piazza Grimoldi a seguito dell’allargamento della zona a traffico limitato, con il rinvenimento lunedì 25 gennaio di alcune «lastre, probabilmente riferibili ad una pavimentazione, e un tratto di muratura». Gli operai stavano facendo uno scavo «per la posa del locale tecnico a servizio della fontana». «Le operazioni si sono svolte sotto la supervisione e con l’assistenza di un’impresa iscritta all’albo della Soprintendenza archeologica» assicura il Notiziario comunale. «Attualemente il cantiere è sospeso – ha affermato l’assessore Lorenzo Spallino negli interventi preliminari al Consiglio comunale di lunedì 25 gennaio –. Domani [26 gennaio] alle 9 di mattina avverrà un sopralluogo della Soprintendenza» (mappa elaborazione Laboratorio di geomatica del Politecnico di Milano). [md, ecoinformazioni]

Pgt nonostante la regione/ Spallino con Cosenza

pgtfirmeL’assessore all’Urbanistica e all’edilizia privata del Comune di Como Lorenzo Spallino comunica l’approvazione nella giunta del 13 gennaio della variante al Pgt. L’approvazione era stata sospesa per attendere che la Regione Lombardia recuperasse la mancata indicazione del secondo lotto della tangenziale, ma vista l’inattività regionale (nonostante il voto del Consiglio regionale, nulla è successo) Como decide di prenderne atto.

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Piano di recupero in via Rezzonico a Como

via_rezzonico.jpg_1010865165Un edificio a sei piani, altezza massima 23,67 metri, al civico 19.

 

«Il progetto prevede la realizzazione di un edificio di sei piani destinato principalmente alla residenza, con una parte destinata ad artigianale e una piccola porzione al commercio – spiega il Comune di Como –. L’altezza massima dell’edificio sarà di 23,67 metri. Sul fronte parcheggi ne saranno realizzati 24, di cui 15 interrati. La proprietà verserà all’amministrazione 104mila euro per gli oneri di urbanizzazione e 206mila euro di monetizzazione».

Dopo la scelta della Giunta Lucini: «Seguirà ora il deposito, la pubblicazione e a febbraio l’approvazione sempre da parte della giunta».

«La città cambia. Il piano di recupero di via Rezzonico è la logica conseguenza della scelta virtuosa di non consumare nuovo suolo, concentrando gli interventi edilizi nel rinnovo del tessuto esistente – dichiara l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino –. La variante del Piano di Governo del territorio che adotteremo a gennaio andrà ancora di più in questa direzione, semplificando dove possibile le procedure nel rispetto degli elementi di tutela». [md, ecoinformazioni]

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