Il consiglio comunale di lunedì 22 settembre 2008
Al Consiglio comunale di lunedì 22 settembre le opposizioni denunciano l’illegalità della nomina di Francesco Cattaneo, esule dal Consiglio provinciale, a vicesindaco. Ma poi si spaccano e Supino (Prc) e Valli (Area 2010) garantiscono il numero legale.
Nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì Donato Supino, Prc, ha espresso preoccupazione per l’evoluzione del confronto fra Asf e autisti soprattutto dopo «la nota di censura ad un lavoratore che ha segnalato il guasto ad un acceleratore ed un’altra ad un autista che si è rifiutato di partire con la spia dei freni accesa, senza dimenticare l’autobus bruciato ad Asso». Una situazione inaccettabile per l’esponente comunista che ha segnalato come i nuovi acquisti di Asf siano usati e con nove anni di anzianità, quando il contratto dell’azienda prevederebbe l’eliminazione di autobus con più di dieci anni di servizio. «Siamo la discarica di un’azienda multinazionale l’Arriva che manda qui gli autobus da Trieste e da altre città». Anche Vittorio Mottola, Pd, ha ricordato che «il prossimo anno questi eurodue saranno da rottamare» e annunciato una raccolta firme per cambiare il tracciato della linea 11 per le scuole al mattino.
Marco Butti, An, ha invece chiesto l’applicazione dell’ordinanza del sindaco contro l’accattonaggio e la mendicità dato che «quest’ultimo week-end è stato come tutti gli altri come se non ci fosse stata un’ordinanza».
Roberto Rallo, Fi, ha plaudito la rinascita di una testata giornalistica in città «uno strumento per lo sviluppo della democrazia».
Dure critiche alla nomina a vice sindaco dell’ex vice presidente della Provincia Francesco Cattaneo sono arrivate da parte di Mario Molteni, Per Como, che ha definito l’avvicendamento fra Palazzo Cernezzi e Villa Saporiti «una sostituzione a tavolino», che «si fa beffe della logica», non tenendo conto delle specifiche competenze maturate dai due politici coinvolti, e che «aumenterà il clima di sfiducia dei cittadini».
Una vicenda dai «dai contorni grotteschi – per Mario Lucini, Pd – un’umiliazione intollerabile per questa città che mostra quanto poco rispetto per le istituzioni ed i cittadini abbia questa maggioranza».
Un fatto che rattrista il consigliere democratico così come «il famigerato concorso dei vigili» e il cantiere di via Magni che indigna il presidente della commissione urbanistica dato che l’ordinanza di revoca del Comune fa «totalmente proprie» le controdeduzioni dell’impresa.
Dopo l’appello il sindaco Bruni ha dichiarato di conferire l’incarico di vice sindaco e assessore allo sport a Francesco Cattaneo, con cui ha collaborato quando era all’Acsm. Un incarico che va ancora perfezionato dovendo essere chiarita l’incompatibilità fra le cariche di vicesindaco a Como e di sondaco a Rovellasca del nuovo amministratore di Palazzo Cernezzi. «Ci sarò un incontro chiarificatore mercoledì 24 settembre col Prefetto», comunque per Bruni ci sono anche i tempi tecnici dato che Cattaneo ha dieci giorni per decidere se assumere l’incarico a partire da venerdì 19.
Dure le proteste dell’opposizione che hanno rivendicato il diritto di potere replicare alle affermazioni del sindaco ritenendo «il ricoprire o meno incarichi pubblici non è elastico» ha dichiarato Marcello Iantorno, Pd, mentre il presidente del Consiglio Pastore, forte dell’appoggio della segreteria generale, ha impedito il dibattito.
Dopo una sospensione dei lavori i consiglieri di opposizione hanno dichiarato di considerare illegittima la la nomina del nuovo vice sindaco di cui hanno chiesto la revoca.
Anche Ajani, Lega Nord, si è rivolto verso il banco della Giunta chiedendo del vicesindaco Mascetti non riconoscendo Cattaneo e andandosene dall’aula.
Una richiesta della verifica del numero legale è così stata fatta da Bruno Magatti, Paco, mentre per protesta i consiglieri dell’opposizione uscivano dal Consiglio, tranne Dario Valli, Area 2010, e Supino, che ha spiegato che rimaneva solo perché riteneva la sua mozione sulla Ca’ d’industria, il primo argomento all’ordine del giorno, troppo importante per potere essere posticipata.
Mancando un numero sufficiente di consiglieri, aspettati i quindici minuti da regolamento, si è passati al riconteggio e il numero legale è stato garantito dai due consiglieri dell’opposizione rimasti e perciò ringraziati sia dal presidente del consiglio Pastore che dallo stesso sindaco.
Supino ha così potuto spiegare le ragioni del proprio emendamento in un’aula vuota nei banchi delle opposizioni. Il consigliere comunista, dopo avere criticato le polemiche sulla stampa locale per i costi dei contratti degli operatori della Ca’ d’industria, ha affermato che il presiedente della Fondazione ha lasciato in sospeso alcuni punti come il destino della struttura della Solitaria. Ha ribadito il motivo della sua scelta di rimanere in aula e parlare di un tema a lui caro per la salvaguardia delle fasce più deboli: «Io sono stato eletto per rappresentare il 20 per cento della città che non ha voce e che fa fatica ad arrivare alla fine del mese, qui siete tutti professionisti io invece sono un operaio».
Dato l’interesse dell’argomento per tutti e la mancanza di un clima costruttivo dai banchi della maggioranza è venuta la proposta di sospendere la seduta ed aggiornare la discussione. Una decisione fatta propria anche dal sindaco che ha accolto nella sostanza la mozione Supino, seppur con alcune modifiche. Se ne riparlerà nel prossimo consiglio comunale di giovedì 24 settembre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Torneranno in classe venerdì 19 settembre i 240 studenti della scuola per amministratori organizzata dal Pd comasco, per sostenere gli ultimi incontri di formazione e simulare la vita politica di un consigliere comunale, in vista delle elezioni amministrative 2009 che coinvolgeranno 109 dei 162 comuni della provincia di Como.
«Il decreto del Governo non nasce dal nulla – ha dichiarato Nicoletta Pirotta, segretario provinciale Prc – rientra in una politica ben precisa».
«Non è ancora chiaro chi abbia voluto la norma inserita nel maxi emendamento della Finanziaria approvato alla Camera che prevede che il datore di lavoro non può essere costretto, nemmeno da una sentenza della magistratura, a regolarizzare un lavoratore precario.
In una nota le segreterie confederali della funzione pubblica hanno espresso soddisfazione per la partecipazione al presidio organizzato davanti alla Prefettura di Como a cui hanno partecipato «un migliaio di lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego» che si sono ritrovati per protestare «contro le misure del decreto legge 112, in fase di conversione al Senato».
«Siamo l’unico Comune capoluogo di provincia che non pubblica sul sito internet gli atti del Consiglio» ha esordito durante le preliminari il consigliere Alessandro Rapinese, Area 2010, che ha continuato ironicamente «abbiamo però un centralino che parla in dialetto, tra i pochi in Italia». Il consigliere della lista civica che ha sostenuto Carcano sindaco ha chiesto poi formalmente quanti soldi sono stati spesi sino ad oggi per onorare gli obblighi derivanti dalla vendita della ex Ticosa.
