Giorno: 7 Aprile 2008

La politica che vogliamo, Andrea Bagni a Villa Gallia

Nell’incontro del 5 aprile a Villa Gallia organizzato dal Circolo Rosa Luxemburg della Sinistra europea La politica che vogliamo Andrea Bagni dell’associazione Per una Sinistra unita e plurale di Firenze ha dichiarato: «Nella campagna elettorale per la Sinistra l’Arcobaleno invito a votare per il progetto futuro, non certo per la semplice alleanza dei quattro partiti. La scommessa sarà quella di riuscire ad inventare nuove forme della politica».

«L’associazione Per una Sinistra unita e plurale – ha introdotto, parlando a una trentina di partecipanti all’incontro, Andrea Bagni, esponente dell’associazione – nasce a Firenze dopo l’esperienza del G8 di Genova del 2001. Nasce per volontà di una serie di persone con storie e professionalità diverse che rifiutando il meccanismo della delega hanno deciso di partire da se stesse per intraprendere nuovi percorsi politici. La nostra scommessa sta nel tentativo di far incontrare chi si era impegnato nei Social forum con i partiti politici di sinistra. La strategia che adottiamo è quella di coniugare una forma di vitalità e un aspetto informale che derivano dalle esperienze dei movimenti con uno statuto molto articolato che permetta alle varie anime di lavorare insieme. La nostra non è un’organizzazione militante pura o strettamente gerarchica come quella dei partiti, che non avrebbe più senso in un quadro di crisi della rappresentanza politica. Le decisioni sono prese solo a largo consenso e preferiamo lavorare sui temi che ci accomunano, prendendo tempo per discutere delle questioni più delicate».
Citando il libro di Marco Revelli, Sinistra destra. L’identità smarrita, Bagni ha tracciato un quadro generale. «Una prima causa è da ricercare nella crisi delle basi del pensiero “di sinistra”. Le teorie ambientaliste hanno smantellato il mito dello sviluppo, i movimenti femministi hanno introdotto nuove forme politiche. Tutto questo mentre venivano persi i concetti classici di classe e Stato. Lo spazio pubblico una volta garantito dallo stato nazione si sta privatizzando provocando una profonda scomposizione sociale che abbandona le persone nella loro solitudine globale.
È quindi normale che le persone affidino il loro voto e le loro speranze a figure come Silvio Berlusconi o Walter Veltroni, perché è venuto a mancare il tessuto associativo che una volta dialogava con le istituzioni.
Ci sono certo delle differenze tra i messaggi politico commerciali di Berlusconi, che ha fondato un partito in franchising senza indire nessun congresso in 14 anni, e il linguaggio di Veltroni che coniuga pragmatismo e ideali di sfondo. Ma entrambi i leader rappresentano la semplificazione della politica e l’uomo forte a cui affidarsi».
Esiste allora un’altra possibilità? Una proposta moderna e non nostalgica? Si è chiesto l’esponente fiorentino. «Ad esempio – ha continuato Bagni – non credo che si possa combattere il precariato riproponendo il modello di lavoro dipendente salariato a vita. Per molti sarebbe una condanna».
«Negli anni in cui si è acuita la crisi della politica, dal 2001 ad oggi, hanno trovato spazio esperienze politiche limitate o circoscritte in un territorio, come i Social forum o le comunità in lotta. Queste esperienze sono una risposta alla crisi, producono nuovi modelli politici circolari dove se anche qualcuno ha più autorità non deriva dall’alto ma dalle relazioni che si creano tra le persone. Le relazioni sono il nocciolo della questione. Occorre creare luoghi in cui le persone possano relazionarsi, che diventino dimensione costituente delle nuove forme politiche.
Garantire questi spazi significa anche non imporre una linea politica, ma creare percorsi aperti dove anche gli ideali si mettano in gioco, come i giovani di Rifondazione fiorentini che due anni fa occuparono a pagamento un parcheggio in centro, riempiendolo con scene di vita quotidiana, dalla casalinga alla vecchietta che lavora a maglia.
In contrasto con l’idea di una politica come amministrazione dell’esistente che ha assunto una dimensione professionistica, bisogna inventare strutture democratiche che sfruttino anche i nuovi mezzi tecnologici, ma che siano all’altezza della crisi. Altrimenti risulterà difficile coinvolgere altre persone».
L’esponente della sinistra fiorentina ha concluso con un’analisi del nuovo soggetto politico La Sinistra l’Arcobaleno. «Quando faccio campagna elettorale invito la gente a votare per il progetto futuro, non certo per la semplice alleanza dei quattro partiti. La scommessa, indipendentemente dall’esito delle elezioni, sarà quella di riuscire ad inventare nuove forme della politica. Ma se La Sinistra l’Arcobaleno rimarrà solo un’alleanza elettorale segnerà la fine del rapporto tra le persone e le istituzioni. Bisogna intendere l’azione politica anche come felicità personale e non solo come militanza, rilanciando alti orizzonti senza nostalgia».
Nel dibattito che è seguito, coordinato da Celeste Grossi con interventi di Anna Sacerdoti, Grazia Villa, Massimo Patrignani, Giuseppe Calzati, Marco Lorenzini, Domenico Caccavari, Enzo Arighi, Alessio Binda sono emerse ampie convergenze con il discorso del relatore e la convinzione che dopo le elezioni debba svilupparsi il percorso fondativi dell Sinistra l’Arcobaleno. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Incontro con Pia Locatelli

Incontro con Pia Locatelli, presidente dell’Internazionale socialista donne, e le candidate socialiste Iris Tassalini e Giulia Parini Bruno il 5 aprile al Loom Cafè.

Un interessantissimo video sui 100 anni dell’Internazionale socialista donne ha aperto l’incontro organizzato da Giulia Bruno Parini, candidata alla Camera dei Deputati per il Partito Socialista nel Collegio Lombardia 2, sabato 5 aprile al Loom Cafè di Como. All’iniziativa, alla quale era presente anche la candidata al Senato, Iris Tassalini, hanno risposto soprattutto le donne. E, evento singolare in questa campagna elettorale senza confronti, molti e molte partecipanti erano mossi non dall’appartenenza al Partito socialista, ma dal reale desiderio di confrontarsi su temi, uno fra i tanti la laicità, con Pia Locatelli, europarlamentare e presidente dell’Internazionale socialista donne; dall’augurio che il Partito socialista non scompaia dal Parlamento italiano e dalla convinzione che, dopo il 13 aprile, su molte questioni sarà indispensabile riprendere a incontrarsi e a discutere a sinistra.

Revolver. L’arte e il sociale insieme per una mostra a Como

La mostra sarà aperta dall’11 al 15 aprile al Centro diurno di via Vittorio Emanuele II 112.

Chi è malato, non ha una parte sana? Questa una delle riflessioni che si portano avanti nel progetto che vede la collaborazione del Centro diurno del Dipartimento di salute mentale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna con alcuni artisti lariani e diverse associazioni, tra cui Erodoto e Nessuno è perfetto (Nep). Ha introdotto Alberto Tettamanti, educatore del Centro diurno che ha presentato una delle ospiti del centro, Daniela Bricola, che tre anni fa ha ideato l’iniziativa e che ha spiegato come «la cosa principale è che il centro si apre, costituendo una risorsa». In effetti, troppe volte il problema della salute mentale della popolazione rimane isolato nei centri senza offrire possibilità di scambio con chi è definito “normale”.
Ornella Kauffmann, intervenuta in rappresentanza di Claudio Cetti, direttore del dipartimento, ha chiarito: «Bisogna parlare meno di psichiatria e più di promozione della salute mentale. Anche nelle persone malate c’è una grande possibilità di essere una risorsa». Ha poi spiegato il ruolo dell’associazione Nep: «Nasce come volontà di mettere insieme un sapere tecnico e profano, come l’esperienza di vita». Clemente Tajana, direttore dell’Accademia di belle arti A. Galli, i cui studenti sono tra gli espositori, ha ammesso di essersi commosso verificando come essi per partecipare alla mostra abbiano sviluppato una sensibilità sociale molto forte.
Jessica Savoia, dell’associazione Erodoto, ha aperto una breve riflessione sul titolo provocatorio della mostra: Revolver, dallo spagnolo mescolare, dare una svolta, ma in inglese rivoltella. Ha poi presentato gli artisti: Fabrizio Bellanca, Krystian di Camillo, Alessandro Filardo, Giovanni Lucini, Degrì, Emanuele Prina, Danilo Quovadis, Federica Rovelli, Marino Salvetti, Giuseppe Tattarletti, Moreno Zanibellato, ognuno con una particolarità diversa, ognuno con una vita diversa, alcuni normali, altri personalità definite labili. Lo scopo è l’unione, un invito ad entrare in un luogo di solito chiuso a chiave, grazie proprio agli artisti che hanno allestetito la mostra al Centro diurno.
Ha concluso Gabriella Cilli del Cps di Como parlando della tecnica dell’empowerment: «Molti degli utenti della psichiatria possono essere più attivi per produrre da soli». [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: