Mese: Aprile 2008

ecoinformazioni 384/ Geografia del cibo

Ecco il numero di ecoinformazioni di aprile 2008, dedicato al tema Geografia del cibo, lo potete scaricare qui (pdf).

Il sommario del numero 384

– Fuori bolla GIANPAOLO ROSSO

– Laicità TOMMASO BRUNI

– Blog lariani GRETA PINI

– Economia cooperativa FRANCESCO COLOMBO

– Più controlli, meno morti FRANCESCO COLOMBO

– Il delirio del Lario

– Paratie anticittà

– Navigazione a vista MICHELE DONEGANA

– Fiato corto FRANCESCO COLOMBO

– Volontariato a Santo Domingo ANDREA BETTA

– Cifrario A cura di FRANCESCO COLOMBO

Tema: Geografia del cibo

– Percorsi del cibo MARCO RIVA

– Biodiversità in un solo podere

– Food miles Traduzione a cura di NICOLETTA NOLFI

– Educare alla tavola GRETA PINI

– Fine dell’agricoltura ROSSANO NISTRI

– L’imbroglio del cibo globale

– Provincia di Como: i numeri dell’agroalimentare

– Biologico comasco NICOLETTA NOLFI

– La filiera corta a Como FRANCESCO COLOMBO

– Non si può fare FRANCESCO VANOTTI

– Biblioteche nel futuro CHIARA MILANI

– Simboli MARCO LORENZINI

– Architetture del moderno FABIO CANI

– Giro di mostra

Paco denuncia i paradossi della raccolta differenziata a Como

La quasi totalità dei sacchi viola che vengono raccolti va ad alimentare i forni dell’inceneritore. Proposta una delibera di indirizzo per affrontare il problema.

Una ventina i partecipanti, martedì 30 aprile alle 21 alla cascina Massèe di Albate, all’incontro su Rifiuti, pulizia e appalto integrato a Como organizzato da Paco (Progetto per amministrare Como). I portavoce della lista della rondine hanno esposto la ricerca sullo stato dei rifiuti a Como da loro effettuata negli ultimi mesi, frutto anche di tre visite agli impianti di raccolta e smaltimento. È stata anche presentato la delibera di indirizzo che verrà proposta al Consigli comunale.
Bruno Magatti ha aperto l’incontro sottolineando che il tema dei rifiuti è diventato rilevante e va affrontato seriamente. Ad oggi è la sfida più difficile che il mondo occidentale deve affrontare: l’obiettivo Discariche zero che la Comunità europea si è posta entro il 2020 appartiene ad un futuro per nulla lontano e la riduzione della produzione di rifiuti all’origine è ancora, per lo meno in Italia, sostanzialmente inattuata. Il consigliere di Paco ha poi criticato il sistema comasco di raccolta differenziata. I sacchi viola che vengono raccolti diventano quasi per la loro interezza combustibile derivato da rifiuto (cdr) e vanno ad alimentare i forni degli inceneritori. La situazione a Como è molto critica e la lista della rondine propone una delibera di indirizzo. Paco vorrebbe attivare un dibattito trasversale tra tutte le componenti interessate: cittadini, amministrazione e imprese gestrici del ciclo raccolta – smaltimento. Un dialogo serio e rigoroso che porti in un anno alla scelta di una direzione da prendere più vantaggiosa dal punto di vista ambientale ed economico. La proposta di delibera verrà proposta con la sola firma di Bruno Magatti, anche se servirebbero quelle di sette consiglieri. «Vedremo» ha terminato il consigliere «chi e come vorrà accompagnarci in questo anno, la proposta vuole essere aperta a tutte le forze politiche».
Paolo Sinigaglia, portavoce del movimento, ha spiegato i punti cardine dell’indagine (consultabile sul sito di Paco www.paco.co.it) effettuata dalla quale si deduce che la quasi totalità del sacchi viola e la totalità dei sacchi neri finiscono bruciati. L’esponente del Progetto per amministrare Como ha poi descritto alcune differenti realtà italiane di raccolta-smaltimento che potrebbero essere prese a modello per possibili cambiamenti da apportare gestione rifiuti di Como.
Alla serata era presente l’assessore comunale all’Ecologia e all’ambiente Diego Peverelli (Lega Nord) che ha esordito dicendo che «si dovrebbe riuscire a scendere sulla terra e che molte delle parole dette durante la serata erano frutto della fantasia». Ha poi continuato elogiando i comaschi, cittadini rispettosi delle regole e ha dichiarato che la raccolta differenziata va di anno in anno sempre meglio grazie soprattutto agli sforzi degli abitanti.
Una parte del pubblico, dichiaratasi “presa per i fondelli”, ha duramente chiesto all’assessore come si sarebbe mosso nelle prossime 24 ore, alla luce delle notizie sulla racconta differenziata. Secondo alcuni dei presenti si dovrebbe togliere l’appalto all’Acsm o dare per lo meno delle multe alla società. Altri hanno chiesto come dovranno comportarsi nei prossimi giorni col sacco viola, se continuare a farlo oppure no. La risposta dell’assessore Diego Peverelli è stata che ognuno ha il diritto di pensarla come vuole e che quindi accetta le critiche, ma che purtroppo per intraprendere una qualsiasi azione si dovrà aspettare un anno e ha concluso ricordando che «i problemi non si risolvono con la bacchetta magica». [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di martedì 29 aprile

È finita la discussione sul Bilancio comunale mancano solo le dichiarazioni di voto finali ed il voto conclusivo per chiudere il lungo iter di approvazione. La maggioranza fa anche l’opposizione con An contro FI. Corengia soddisfatto di essere stato chiamato fascista da Arcellaschi.

Dopo la dichiarazione preliminare di Marcello Intorno, Pd, che ha denunciato l’illegalità e la pericolosità della dichiarazione di Umberto bossi sui 300 mila uomini armati Palazzo Cernezzi ha deciso, con un ordine del giorno proposto da Luca Gaffuri, capogruppo Pd, l’intervento per recuperare e valorizzare le sezioni della Linea Cadorna, il sistema difensivo approntato durante la prima guerra mondiale, poste sulle colline della città. I consiglieri di maggioranza e minoranza si sono trovati d’accordo, su una proposta di Mario Lucini, Pd, anche sulla definizione di beni alienabili e inalienabili, ritenuti strategici, prima di procedere ad eventuali cessioni patrimoniali. Unanimità d’intenti anche sulla proposta di Marco Butti, capogruppo di An, per la messa in opera di isole ecologiche, con contenitori interrati, per la raccolta dei rifiuti e per un ordine del giorno per l’acquisizione completa del teatro Politeama, oltre che per un potenziamento della sicurezza cittadina. Una proposta del capogruppo Udc Luigi Bottone per un potenziamento dei pattugliamenti notturni, distaccamenti della polizia locale nei quartieri, avvio di accordi fra le diverse forze dell’ordine con anche il coinvolgimento «della protezione civile, del volontariato e delle guardie ecologiche». Un progetto che prevede anche «nuovi corsi educativi sulla legalità, sul rispetto del bene pubblico e sul senso civico». Approvata anche la proposta di Gianluca Lombardi, capogruppo FI, di indire una borsa di studio per gli studenti delle superiori del capoluogo più meritevoli e quella di Giampiero Ajani, Lega Nord, per attivare delle adozioni a distanza. Una proposta che era già stata approvata per il bilancio comunale dello scorso anno ma, come denunciato dal consigliere leghista, «non se ne è fatto nulla. È stato totalmente disatteso un emendamento approvato dal Consiglio comunale».
Maggiori difficoltà ha invece incontrato l’approvazione della proposta di Emanuele Lionetti, per la destinazione del dieci per cento delle assegnazioni delle case popolari alle giovani coppie italiane residenti in città, «quelle regolari», ha chiarito il capogruppo della Lega Nord. Dei vincoli essenziali per Claudio Corengia, An, per cui «queste case sono state costruite con i soldi degli italiani e devono andare agli italiani, non facciamoci portare via le case da chi è appena arrivato in questo paese». Perplessi gli esponenti del Pd: per Marcello Iantorno «la legislazione nazionale parifica sotto tutti i profili le persone svantaggiate a prescindere dalla nazionalità» e Mario Lucini ha ricordato che «ci sono già normative regionali e nazionali in proposito».
Un intermezzo fuori programma è stato il saluto al Consiglio da parte del presidente del Calcio Como Vincenzo Angiuoni, per la promozione della squadra comasca in C2, che non ha esitato ad attaccare il suo socio Antonio Di Bari, invitando tutti domenica allo stadio per «l’inizio di una nuova era». Un momento gratificante per i consiglieri che hanno ricevuto in dono il libro Como 1907-2007 Cent’anni in azzurro sulla storia del team sportivo lariano.
Dopo l’intervento di Angiuoni è scoppiata la fronda all’interno della maggioranza che si è nuovamente prodotta nel tentativo di essere contemporaneamente opposizione di se stessa. Alleanza nazionale ha sollevato dei forti distinguo sull’operato della Giunta. La proposta di allargamento di viale Geno, poi accolta come studio sulla risoluzione dei problemi viabilistici della stessa, è stata definita da Corengia provocatoria, dato che «non si sono sinora trovate soluzioni e quelle dell’amministrazione comunale sono state fallimentari e deficitarie».
Lo scontro si è acuito poi sulla proposta di Stefano Rudilosso, FI, di diminuire gli sprechi della macchina comunale, una formulazione troppo generica, definita “aria fritta” dai rappresentanti di An che hanno votato contro determinando malumori in FI.
Un duro confronto su un altro ordine del giorno proposto da Rudilosso per «limitare le nuove assunzioni all’equazione di un nuovo assunto, a tempo indeterminato o determinato, a fronte di dieci cessazioni di rapporto», un rapporto giudicato dallo stesso capogruppo dei berlusconiani troppo modesto e quindi portato a due nuovi assunti ogni dieci cessazioni. Per Corengia in questo modo si dimostra che l’80-90 per cento dei dipendenti comunali sono inutili, una deduzione che ha fatto alterare Arturo Arcellaschi, FI, che l’ha apostrofato: «Provocatore, lo stampo fascista ti è rimasto nelle vene». Soddisfatto Corengia che ha affermato di aver ricevuto «il migliore complimento del mandato».
Anche Pierangelo Gervasoni, Gruppo misto, ha difeso la proposta ricordando come nella Finanziaria si parli di un rapporto di uno a quattro e come già in passato il Comune sia riuscito a “rottamare” molti dirigenti. Decisamente contrari i consiglieri dell’opposizione: per Lucini si cerca di fare gli apprendisti stregoni, data l’impossibilità di definire in quali servizi fare tagli. Allibiti per i termini utilizzati Mario Molteni, Per Como, e Bruno Saladino, Pd, che si sono dissociati dalla scelta di “rottamare”.
Ha preso la parola il sindaco Stefano Bruni che ha ricordato come il Comune di Como abbia già lavorato per una diminuzione del personale, passando da 1007 dipendenti del 1998 agli attuali 856. «La prospettiva non può essere quella di operare con l’accetta – ha chiarito il primo cittadino – con il numero dei dirigenti che abbiamo al momento facciamo fatica ad andare avanti». Se si volesse diminuire il personale seriamente ha proseguito Bruni «il consiglio comunale deve avere il coraggio di dire che alcuni servizi vanno esternalizzati, come è stato per le farmacie. O come realizzabile ad esempio per le mense dato che nella maggior parte dei Comuni sono affidate a ditte esterne». Questa è per il sindaco «una battaglia sociale importante. Ogni riduzione assoluta del personale genera tendenzialmente una riduzione del servizio che noi non vogliamo». Il parere di Giunta è stato quindi sfavorevole all’ordine del giorno proposto dal capogruppo di Forza Italia. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Apre il primo maggio e si protrae fino al quattro, a Lariofiere di Erba, Agrinatura 2008

Settima edizione di Agrinatura, dal primo al quattro maggio, al centro Lariofiere di Erba. Per il vicepresidente della Provincia di Como, Francesco Cattaneo, questa esposizione è un evento fondamentale perché permette l’equilibrio delle attività agricole e della conservazione ambientale, anche attraverso laboratori didattici per i più piccoli. Entusiasta dell’iniziativa anche l’assessore ai grandi eventi, Dario Bianchi, che ha espresso la volontà del coinvolgimento della provincia di Lecco nelle prossime edizioni della fiera. All’evento saranno presenti: protezione civile, polizia locale, produttori locali. La fiera sarà un’occasione per mettere in rilievo l’agricoltura locale, non solo dal punto di vista produttivo, ma anche per la manutenzione e tutela del paesaggio e delle colture. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

Paco propone riuso e riciclo invece di stoccaggio e incenerimento

Alla Cascina Massèe la lista della rondine propone un incontro – dibattito sul tema della città sporca e dello scandalo della raccolta differenziata a Como.

Paco (Progetto per amministrare Como) ha organizzato martedì 29 aprile alle 21: Rifiuti, pulizia e appalto integrato a Como. Un’iniziativa per porsi delle domande e darsi delle risposte su rifiuti e riciclo. Durante la serata verrà presentata un’indagine sulla situazione attuale della spazzatura e della pulizia a Como. Verrà inoltre illustrata una delibera di indirizzo che sarà presto proposta in consiglio comunale. La delibera e l’incontro vogliono essere degli spunti per incominciare una discussione che partendo dalla popolazione coinvolga l’amministrazione.
Tra un anno scadrà la proroga concessa dal Comune ad Acsm ambiente – Econord per il servizio di raccolta e smaltimento. La delibera propone delle strategie da seguire differenti da quelle proposte. Per Bruno Magatti, consigliere comunale, si troverebbe una soluzione grazie all’educazione dei cittadini, anche adulti. Per raggiungere l’obiettivo servirebbe la disponibilità dell’amministrazione pubblica e degli organi d’informazione.

Il consiglio comunale di lunedì 28 aprile 2008

Il consiglio Comunale di lunedì 28 aprile ha deciso che verrà ristrutturato il centro civico di Albate e andrà avanti il progetto comunic@. Claudio Corengia di Alleanza nazionale segnala poca trasparenza nell’assegnazione dei fondi alle associazioni.

Ancora una volta il consiglio comunale è potuto iniziare grazie al sostegno delle minoranze, dato che all’appello si sono contati poco più di un ventina di consiglieri di maggioranza.
Il dibattito è subito incominciato sugli ultimi emendamenti al Bilancio comunale. Sono state bocciate le proposte di un Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo, dato che azioni in tal senso sono già state intraprese dall’amministrazione, la sistemazione di alcuni marciapiedi, perché la procedura per la sistemazione segue altri iter, e la costruzione di fognature in una strada vicinale a Sagnino. Non hanno incontrato il favore del consiglio anche il ripristino della piscina delle scuole di Lora e la sistemazione degli orti di Tavernola, che doveva essere approntata bloccando il progetto del nuovo campo di calcio, l’attivazione della comunità alloggio per minori di Tavernola, per l’amministrazione i progetti ci sono già.
È stata invece approvata la sistemazione, con un budget di 200 mila euro, del centro civico di via Giovane Italia ad Albate. «I soldi erano già stati stanziati nel 2001, poi sono stati tolti e rassegnati senza risultato. La ristrutturazione dello stabile è tra i primi posti dello stato dei bisogni espresso dalla Circoscrizione essendo l’unica sala pubblica disponibile» così ha perorato l’intervento la consigliera del Pd Silvia Magni.
Grazie all’astensione della maggioranza è anche stato deciso di impegnare il Comune nella ricerca di finanziamenti a vari livelli soprattutto per quanto riguarda i bandi comunitari. Quasi tutti d’accordo per il reperimento di risorse per l’allargamento dell’imbocco di via Ronchetto a Breccia, un intervento sollecitato anche da una raccolta di firme fra i cittadini.
Il sindaco, sollecitato da un emendamento proposto dal consigliere Mario lucini, Pd, ha poi chiarito le prospettive future per la ex chiesa di S. Lazzaro (nella foto particolare del degrado interno): «Acquisiremo lo stabile e lo ristruttureremo, stiamo progettando la creazione di un “cannocchiale” da via Dei Mille e la sistemazione di quello che sarà il sagrato».
Per l’Expo 2015 è stato trovato un accordo tra minoranze e maggioranza sull’insediamento di una Commissione ad hoc e un incontro anche con l’amministrazione provinciale per poter valutare gli interventi necessari.
Ancora discussioni sul progetto comunic@ che prevede la nascita di un giornale comunale. Per il sindaco Bruni: «Il tema dell’informazione e della comunicazione è sempre più importante per le pubbliche amministrazioni. Uscirebbe solo con dieci numeri mentre la stampa locale copre 365 giorni l’anno, si farà un lavoro diverso in collaborazione con gli altri promotori: Asl, Asf, Acsm e Csu» Ha poi aggiunto il primo cittadino comasco «Capisco la paura della minoranza sulla gestione del giornalino, ma assicuro che non ci sarà un’occupazione politica e comunque si inizierà con una sperimentazione di 12 mesi».
Il consiglio infine si è soffermato, ed ha approvato, un emendamento proposto da Claudio Corengia, An, che prevede incentivi per gli studenti che utilizzano i trasporti pubblici. Tutti d’accordo sull’iniziativa ma si è aperta la discussione sul dove reperire i fondi. In un primo momento il consigliere di Alleanza nazionale aveva pensato di reperire i soldi dalla parte del bilancio che eroga contributi al mondo dell’associazionismo affermando che si tratta di contributi a pioggia non sempre giustificati da una precisa istruttoria. A questa affermazione hanno fatto eco Vincenzo sapere, Gruppo misto, «finalmente qualcuno ha il coraggio di dirlo» e Bruno Magatti, Paco, che ha detto «Corengia, così come aveva già fatto Rallo, ha riconosciuto che una parte del Bilancio è costruito facendo il giro delle “parrocchie”, in una maniera che polverizza gli interventi facendogli perdere la capacità di incidere seriamente». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 21 aprile

Grandi intese nel Consiglio comunale di lunedì 21 aprile. Solo la notte bianca 2009 incrina l’armonia d’intenti di un consiglio che ha visto l’ingresso del consigliere Alessandro Rapinese. Como avrà un’area attrezzata per i camper e non aderirà al progettato Parco della valle del Cosia.

È stato accolto nel Consiglio comunale di lunedì 21 aprile Alessandro Rapinese subentrato al dimissionario Giorgio Carcano che ha lasciato in dote all’assemblea cittadina un dolce regalo in caramelle.
In discussione gli emendamenti al bilancio comunale sono state subito trovate grandi intese tra maggioranza e minoranza e dei dodici documenti presentati una decina sono passati quasi se non all’unanimità.
Sono stati approvati l’installazione di misuratori di temperatura e umidità ambientale nelle scuole per diminuire le patologie alle vie respiratorie dei bambini, il progetto “un albero per ogni neonato”, la copertura internet della biblioteca comunale con una rete wireless, agevolazioni per le famiglie per il trasporto pubblico e l’introduzione di un biglietto unico per più vettori in città, il recupero della piscina della scuola media Don Milani di Sagnino, la costruzione di posteggi a Civiglio Superiore, la costruzione da parte di Csu di un’area attrezzata per i camper e l’introduzione di interventi per la moderazione del traffico nei centri dei quartieri periferici.
Non è passato l’emendamento per l’attuazione del Parco locale di interesse sovracomunale della valle del Cosia, che ha incontrato la contrarietà della Giunta per bocca del sindaco, timoroso di perdere capacità di gestione del territorio e delle spese che deriverebbero da una tale decisione.
Una battaglia più dura sulla decisione dell’affido di due incarichi uno da 28 mila euro per la definizione dell’indotto dei grandi eventi e l’altro da 19 mila euro per la Notte bianca 2009. Per Silvia Magni, Pd, «dei soldi che potrebbero essere indirizzati verso scopi più utili in un bilancio che vede delle difficoltà economiche da parte dell’amministrazione comunale». Un parere contrario da parte dell’assessore Sergio Gaddi che vede invece positivamente la definizione scientifica dell’indotto portato dai grandi eventi culturali affidato ad un osservatorio dello Iulm. Alla votazione per punti, assodata la convenzione con l’università milanese, per poco non è stato stralciata la Notte bianca 2009. In prima votazione si è registrato un testa a testa tra favorevoli e contrari con anche tre esponenti di Forza Italia. Rallo, Simone e Sosio, che si sono trovati concordi con le minoranze. Ricompostasi la maggioranza, dopo una breve pausa di riflessione, è stata poi confermata la collaborazione per il grande evento cittadino.
Sulle tariffe per i servizi a domanda individuale alla proposta di bloccare gli aumenti sino al 2010 della consigliera Roberta Marzorati, Per Como, ha risposto Gianluca Lombardi, capogruppo Fi, che ha presentato un nuovo progetto: il ritiro degli aumenti del 5 per cento proposti per l’anno prossimo controbilanciato però da un aggancio all’indicizzazione Istat delle tariffe. Roberto Rallo dopo aver affermato che «le consulenze destano qualche perplessità» ha detto che in un simile frangente «non si può chiedere neanche un centesimo se non c’è un rigore estremo nelle spese». Per l’esponente forzista «se la stampa locale fosse seria domani dovremmo arrossire e farlo ancor di più quando si sapranno i nomi, che non sono ancora stati resi noti, dei consulenti. Le tariffe non sono contratti economici ma sociali. Senza una indicizzazione degli stipendi non si può fare una indicizzazione tariffaria». La proposta, che è passata, è stata invece difesa dal sindaco che ha voluto sottolinaeare come gli aumenti siano necessari per far fronte alla crescita delle spese con una grossa rigidità dovuta alle spese per il personale. «In quindici anni – ha chiarito Bruni – non aumentando le tasse, come ad esempio l’Ici, siamo riusciti a fare dei risparmi mantenendo la stessa qualità dei servizi». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

La figlia del Che e i pullman comaschi

Un incontro al circolo Xanadù sulla cooperazione internazionale e un’esperienza di solidarietà concreta a Cuba le due importanti iniziative presentate dall’associazione Italia – Cuba di Como.

Lunedì 21 aprile sono state presentate due importanti iniziative del circolo comasco dell’associazione di amicizia Italia – Cuba. Erano presenti Antonio Russolillo, segretario del circolo, Donato Supino, socio dell’associazione, e Renzo Pigni, vice-presidente dell’Anpi di Como e sostenitore del gruppo.

Il 24 aprile alle 21 al circolo Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como ci sarà una serata nella quale si discuterà di Rivoluzione cubana, resistenza italiana e solidarietà internazionale, tema che deriva direttamente dall’articolo 1 dello statuto dell’associazione. Alla serata saranno presenti Aleida Guevara, figlia del Che, don Andrea Gallo, della comunità di San Benedetto al porto di Genova, e Renzo Pigni.

Il segretario del circolo si è mostrato soddisfatto per l’andamento degli iscritti all’associazione che stanno crescendo di anno in anno, mostrando un crescente interesse per le tematiche affrontate dall’associazione. Inoltre ha voluto presentare la seconda iniziativa del circolo di Como. Sabato 26 aprile arriverà a Las Tunas, provincia cubana gemellata con l’associazione Italia – Cuba Lombardia, un container contenente materiale per sistemare il centro per disabili Calixto Sarduy. Oltre al materiale arriveranno sul posto dei volontari dell’associazione che per tre settimane porteranno avanti i lavori di ristrutturazione. Antonio Russolillo ha ricordato che questo è l’ottavo container inviato alla provincia di Las Tunas e ha voluto anche sottolineare la risposta positiva dei comaschi a queste esperienze di solidarietà.

Donato Supino ha fatto presente che dal 2000, l’associazione ha inviato ben sedici autobus (donati dall’azienda Spt) e un’autobotte, oltre ai meccanici che hanno rimesso in funzione i mezzi. Le cose che spesso servono a Cuba, sotto embargo da quarant’anni, sono pezzi di ricambio, attrezzi o materiali per noi molto comuni, come il filo per cucire le ferite.

Renzo Pigni ha evidenziato l’importanza di iniziative di solidarietà concreta, molto differenti da quelle di “solidarietà da lontano”. Como – ha ricordato il vice-presidente dell’Anpi – è una delle quarantasette città riconosciute dall’Onu come messaggere di Pace, in città c’è un monumento alla resistenza europea e inoltre il capoluogo si è gemellato dopo la guerra con una città giapponese e una tedesca, un messaggio di rottura con il passato. Queste caratteristiche devono fare riflettere i giovani che dovrebbero crescere non con nostalgia per il passato, ma con speranza per il futuro e coscienza storica. L’ex-parlamentare ha anche descritto la situazione cubana, incattivita da quarant’anni di embargo americano. Un popolo che è stato messo nella condizione di non poter realizzare il proprio futuro. In questa drammatica situazione i progetti che prevedono l’invio di volontari sono necessari molto più che l’invio di soldi. [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]

Il mercato del lavoro comasco cresce

Aumentano il numero degli avviamenti e i contratti a tempo determinato, divenuti però sempre più brevi. Presentati i dati dell’Ust Cisl sull’occupazione in provincia nel 2007.

«Il mercato del lavoro a Como fa registrare un saldo positivo ma assorbe manodopera a due precise condizioni: che sia nel settore terziario e con contratti a tempo determinato» questo il commento di Mario Piccinelli, segretario territoriale della Cisl – Mercato del Lavoro sui dati raccolti nel 2007 nei centri per l’impiego.

Nonostante i 25 mila avviamenti in più rispetto a al 2006 l’offerta di lavoro in provincia rimane precaria, con un contratto su due stipulato a tempo determinato. Se poi ai 36 mila contratti a tempo stipulati si aggiungono gli 11 mila interinali e le 2 mila collaborazioni, solo un contratto su tre prevede la formula indeterminata. «È un cambio epocale per il mercato del lavoro – ha continuato Piccinelli – che riflette il trend lombardo. Come sindacato dovremo proporre al nuovo governo un cambiamento nel sistema previdenziale, per assicurare continuità di reddito ai giovani tra un contratto e il successivo. La situazione di precarietà impedisce progetti a lungo termine e un intervento a difesa di chi lavora a tempo determinato avrebbe importanti ricadute sociali. Per questo consiglio ai giovani che hanno che fare con i primi contratti a tempo la previdenza integrativa».

La flessibilità non è però un affare solo per giovani. Gli avviamenti si fanno consistenti anche tra i lavoratori ultraquarantenni, per i quali crescono sia le opportunità che la flessibilità lavorativa.

Ma oltre all’aumento (+ 50 per cento rispetto al 2006) dei contratti a tempo determinato, si allarga anche la differenza tra numero di contratti stipulati e persone avviate, che ha raggiunto nel 2007 quota 16 mila, in costante crescita dal 2004 quando il saldo ammontava a 5 mila. Ciò significa la diminuzione della durata media di un contratto a tempo, che costringe i lavoratori a stipularne più di uno all’anno.

Dal punto di vista della parità dei generi arriva invece qualche buon notizia: le donne guadagnano punti percentuali sul totale degli avviamenti tendendo alla parità con il mercato maschile, ma ancora una volta i dati migliori si registrano sotto la voce dei contratti a tempo determinato, in cui il pareggio è stato quasi raggiunto.

Il settore che traina la crescita del mercato lavorativo è quello terziario, l’unico che fa registrare un significativo aumento degli avviamenti salendo dai 33 mila registrati nel 2006 ai 59 mila dell’anno passato, mentre industria e primario rimangono stabili rispetto agli scorsi anni. La valutazione del mercato è complessivamente positiva, ed è confermata dal saldo fra cessazioni e avviamenti salito a quota 19 mila.

Cresce infine, in linea con i dati generali, l’offerta di lavoro a cittadini extracomunitari, che coprono un settimo del totale degli avviamenti. Ben lontana in questo segmento la parità dei generi, il principale problema rimane comunque il mondo del lavoro sommerso, che falsa – a parere di Piccinelli – i dati sull’occupazione straniera. «Purtroppo il lavoro nero coinvolge più facilmente lavoratori extracomunitari. Anche qui occorrerà un’azione a livello nazionale. In edilizia per esempio nonostante l’approvazione del Documento unico di regolarità contributiva, si stipulano sempre più contratti a tempo parziale. Ed è molto strano trovare un muratore che lavora solo 4 ore al giorno». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]


Necessità di una visione laica per la conoscenza e il confronto di diverse culture

La riflessione emersa dalla presentazione del libro di Giuliana Sgrena alla Feltrinelli venerdì 18 aprile.

Una quarantina di persone ha assistito all’incontro organizzato dalle Donne in nero per la pubblicazione de Il prezzo del velo. La guerra dell’Islam contro le donne di Giuliana Sgrena [Feltrinelli editore, 2008, 13 euro, 160 pagg.], nonostante l’allestimento infelice dello spazio tra gli espositori dei libri, con pochi posti a sedere.

Laura Quagliuolo delle Donne in nero ha aperto l’incontro: «Questo libro mette in evidenza una situazione che si verifica anche in Italia, a cui si può dare una soluzione, stimolando una riflessione sulla laicità».

Giuliana Sgrena ha sottolineato il tentativo di «dare voce a chi non ha voce», in questo caso molte donne dei paesi musulmani, dove in alcune realtà si vive in situazioni di conflitto e povertà.

«Solitamente ci sono due atteggiamenti possibili nei confronti della popolazione musulmana» ha spiegato l’autrice «uno è di considerarla un pericolo, l’altro di difenderla. Entrambi, però, la considerano diversa». Invece l’unico modo costruttivo per rapportarsi a questa realtà è considerare semplicemente uguali a noi.

Le donne immigrate dal mondo musulmano sono doppiamente discriminate, in quanto donne e in quanto straniere. Sono loro a trovarsi nella situazione peggiore, perché la comunità di appartenenza impone loro regole rigide e per questo sono isolate dal mondo che le sta intorno, avendo poche possibilità di conoscerlo. «Sono delle grandi escluse» ha chiarito Giuliana Sgrena. E raccontare le loro storie è come avere la possibilità di vedere attraverso i loro occhi.

Aprendo le porte di quest’universo si scopre infatti la realtà di donne che hanno combattuto e combattono quotidianamente nei loro paesi per la democrazia e nel passato hanno ottenuto notevoli risultati ancora prima che in Italia. «Noi non dobbiamo esportare niente, né la democrazia, né la tradizione femminista occidentale» ha puntualizzato l’autrice. Le donne, ad esempio in Egitto, sono riuscite in passato a partecipare alla vita politica e sociale del paese, ma sono state, in un processo lento e inesorabile, demonizzate dal mondo politico e religioso con campagne forti e persistenti, che hanno portato all’interiorizzazione di questa immagine negativa della donna. «Tutte le libertà sono state perse nonostante le donne abbiano anche avuto un ruolo importante durante la lotta per l’indipendenza nazionale» ha chiarito l’autrice.

In alcune circostanze si adduce questa mancanza di libertà a un fattore di cultura tradizionale proprio di alcune nazioni e quindi insormontabile per un popolo, ma un’analisi approfondita rivela come le tradizioni, che nel caso del velo sono comunque relativamente recenti e fuorvianti (infatti nel Corano non è menzionato il velo come obbligo), si possano rielaborare con il passare del tempo e delle generazioni. «Anche loro, come le donne italiane hanno diritto a non rimanere legate alle tradizioni» ha spiegato Giuliana Sgrena.

A volte ciò che sta celato dietro a certe scelte condizionate, come la copertura totale del corpo e del volto della donna è un raccapricciante tentativo di controllo della possibilità riproduttiva della donna da parte dell’uomo. In questo libro viene evidenziato ciò che si nasconde dietro il velo è il controllo incondizionato della sessualità femminile, del libero uso che la donna può fare del proprio corpo. Infatti la parola velo, in arabo hijiab, significa anche imene.

La donna dunque si è battuta per scegliere e per evitare in alcuni casi di indossare il velo. In certi paesi associazioni fondamentaliste pagano le donne per portarlo, per cui, in situazioni disagiate, queste accettano soldi per sopravvivere e nutrire i figli.

La visione integralista dell’Islam, in molti casi si sviluppa a causa della guerra e la radicalizzazione della religione è la risposta all’attacco alla propria civiltà. Purtroppo chi ne paga maggiormente le conseguenze è la donna.

Il primo punto che è emerso dal dibattito è che non solo la guerra ha portato in periodi vari diverse ondate di re-islamizzazione.

Di sicuro la vittoria di Komehini in Iran ha avuto un suo peso, ponendo fine ai movimenti di sinistra e diventando un punto di riferimento per diversi movimenti islamismi. La radicalizzazione della religione si è diffusa anche come collante identitario extra-nazionale, costituendo un forte legame tra popoli che rischiano di perdere la propria cultura nel confronto con l’occidente.

Anche se il percorso non è semplice bisogna fare in modo che anche le comunità straniere accettino un confronto e scambio di culture. Questa conoscenza e iterazione con l’altro è fondamentale perché evita pregiudizi, che a volte passano senza difficoltà dai media, su temi capitali che non possono essere certo generalizzati. Ad esempio, se una donna musulmana pensa, guardando la televisione, che la libertà che cerca un’italiana sia quella di mercificare il proprio corpo, è logico che preferirà portare il velo. Ma se le viene spiegato che anche quello è un uso strumentale del corpo femminile la sua conclusione sarà ben diversa.

Se però ci si continua a confrontare sulle differenze e non sulle uguaglianze non si arriverà mai a capirsi reciprocamente. Affidando il compito del confronto a una visione laica del fenomeno del confronto fra culture non si creeranno divisioni religiose insanabili. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

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