Il Consiglio comunale di lunedì 12 ottobre 2009
Accantonato il discorso sul muro del lungolago, che riprenderà la prossima settimana, il Consiglio comunale di lunedì 12 ottobre ha affrontato il Piano casa.
«Quando sarà il rinnovo del Cda della Ca’ d’industria? – ha chiesto nelle preliminari Donato Supino, Prc – si impegnerà il sindaco per trovare una soluzione alla trattativa in corso?». Il consigliere comunista ha aggiornato i presenti sulla vertenza in corso e l’incontro che si terrà fra direzione della struttura e rappresentanti sindacali dal prefetto anche facendo riferimento alle affermazioni del presidente Domenico Pellegrino in Consiglio comunale quando aveva detto che sarebbero stati stabilizzati tutti i lavoratori, cosa non ancora fatta, mentre i sindacati denunciano una carenza di organico.
«Chi è responsabile per il Piano di governo del territorio? – ha chiesto invece Silvia Magni, Pd – Sarà approvato entro il 30 marzo 2010 come da proroga?».
Giampiero Ajani, Lega, ha invece chiesto se c’è difformità fra quanto realizzato e quanto si sarebbe dovuto realizzare in piazza Verdi per sapere «se l’articolo apparso su un giornale locale ha un fondamento di verità». Il consigliere leghista ha inoltre resa pubblica la disponibilità del presidente uscente dell’ordine degli ingegneri, Manlio Cantaluppi, ad entrare in una possibile Commissione consultiva per temi come le modifiche da apportare a quanto realizzato per il progetto paratie sul lungolago.
Roberta Marzorati, Per Como, è intervenuta duramente contro il primo cittadino: «i rimpasti di Giunta sono l’unico movimento di un’amministrazione per il resto stagnante. Tutto viene bloccato e quando si fa riferimento ad un assessore questo viene o rimosso o non nominato» impedendo quindi alla macchina comunale di funzionare correttamente.
Alessandro Rapinese, Area 2010, ha esortato la Giunta a non perdere le occasioni poste dal Giro di Lombardia.
«Si è concluso il percorso di riduzione della Giunta da 11 a 9 assessori con l’accettazione delle formali dimissioni di Cattaneo – ha esordito il primo cittadino Stefano Bruni – e la revoca dell’assessore Rallo di cui si è completato l’iter». «Le deleghe sono tutte rientrate al sindaco che se ne farà carico ancora per qualche giorno» ha aggiunto chiarendo poi che per l’ex assessore Rallo è stato attuato un provvedimento di revoca perché non è riuscito a rintracciarlo per avere le sue dimissioni.
Il sindaco ha quindi esposto all’assemblea la legge regionale di applicazione del Paino casa, «una legge straordinaria che non si consolida come procedura», ha tenuto a precisare.
Per Bruni il Comune si è attivato per tutelare ulteriormente il centro storico e le zone contigue al lago, «premettendo un aumento volumetrico solo all’intenro del patrimonio esistente», escludendo limitazioni alla legge regionale solo per i quartieri periferici come Ponte Chiasso e Sagnino a nord e quasi tutti i quartieri sud, da Prestino a Albate, salvo i centri storici degli stessi tutelati già dalla legge stessa.
La Commissione urbanistica non ha espresso un parere formale essendo stata convocata d’urgenza senza avere avuto il tempo di documentarsi completamente ed ha quindi espresso per bocca del suo presidente Mario Lucini, Pd, una mera «presa di coscienza».
«La legge dello stato e della regione sono l’ennesimo pasticciaccio , con intrecci di competenze e profili di incostituzionalità – ha spiegato Lucini nel suo intervento come consigliere – l’Accordo stato regioni, che prevedeva la tutela dei centri storici è stata disattesa dalla regione». Un provvedimento che arriva poi in una città in cui «il Piano regolatore apre margini di edificabilità devastanti». «Non possiamo pensare di rilanciare sempre l’economia mangiando il territorio» ha quindi aggiunto il consigliere democratico lanciando una stoccata al sindaco che l’aveva messo come uno dei punti a favore del provvedimento.
Nello specifico poi forti sono state le perplessità di Lucini sulla perimetrazione delle aree tutelate essendo escluse Lora e i «triangolino bianchi» nell’area dell’Oasi del Bassone. «Lora è oggettivamente non problematica per il Piano regolatore» è stata la risposta del sindaco.
Nel dibattito aperture sulla possibilità di un voto congiunto sono venute dalle minoranze con Dario Valli, Area 2010, e Vincenzo Sapere, Gruppo misto, finché non è stata chiesa una sospensiva per mettersi d’accordo sugli emendamenti da proporre.
Elaborate 8 proposte di modifica, da sottoporre al giudizio tecnico degli uffici, data l’ora la seduta è stata sciolta ed aggiornata per mercoledì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Il dibattito sulle mozioni presentate contro il muro proseguirà, dopo le serate del 19 e 20 ottobre, lunedì 26 ottobre ma a porte chiuse. Per il presidente del Consiglio Mario Pastore va applicata la norma dello Statuto comunale che prevede sedute segrete visto che Donato Supino vuole si parli di licenziamento del direttore dei lavori e dell’assessore responsabili della costruzione del muro del lago di Como. Per assicurare l’effettiva segretezza certamente finestre ancora chiuse e forse qualcuno proporrà una seduta subacquea che sarebbe indubbiamente adeguata al tema lacustre.
Seconda seduta sul muro del lungolago a Palazzo Cernezzi giovedì 8 ottobre. L’assembla è stata messa in onda da Etv ed è stata seguita “dal vivo” oltre che dai 15 “palchettisti” nella sala del Consiglio anche su grande schermo nell’attigua Sala stemmi.
Nel Comunicato che riportiamo integralmente il Pd di Como conferma la disponibilità ad ogni soluzione per determinare la caduta di Bruni e della sua Giunta.
In un comunicato che riportiamo integralmente il movimento della rondine spiega le ragioni delle proprie scelte.
Duecento persone per la seconda manifestazione contro il muro a lago edificato dalla giunta Bruni hanno fatto da sfondo ad una sorta di riunione aperta nella quale i molti esponenti delle minoranze in consiglio comunale presenti si sono confrontati sulle prospettive per mandare a casa il sindaco e la sua giunta. Forse decisivo tra dimissioni e sfiducia l’incontro di domenica 4 alle 21.
Centinaia di persone hanno partecipato dalle 15,30 alla manifestazione La stampa serve, non serva, indetta in contemporanea con quella di Roma per difendere la libertà di stampa sabato 3 ottobre a Porta Torre a Como. Centinaia di cappelli fatti con fogli di giornale hanno simbolicamente dimostrato l’attenzione dei comaschi ad uno dei pilastri della nostra democrazia.
Domenica 4 ottobre dalle 17 i comaschi nuovamente in piazza ai Giardini a lago contro il muro.
