Giorno: 21 Febbraio 2010

Primo marzo antirazzista anche a Como

Il testo dell’appello per la partecipazione alla giornata del primo marzo diffuso dal Comitato che si è costituito a Como il 7 febbraio per contrastare l’attacco agli immigrati che sta portando l’Italia verso la barbarie del razzismo.

«Siamo immigrati e italiani, donne e uomini, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell’intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano. Siamo indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all’approvazione di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della Costituzione italiana. Quanto avvenuto a Rosarno non è un drammatico ed imprevedibile evento. E’ l’epilogo di una situazione di degrado, violenza e totale assenza di intervento delle istituzioni pubbliche che dura da anni e che esplode, non a caso, nell’anno del cosiddetto “pacchetto sicurezza”. Quanto successo a Milano in via Padova testimonia che gli incendi di Rosarno non sono episodici. Le politiche di inclusione e protezione sociale hanno lasciato spazio a provvedimenti che producono illegalità, emarginazione e sfruttamento degli immigrati. L’attacco agli immigrati ormai quotidiano spinge il nostro paese verso la barbarie. Verso la disumanità. Il comitato PRIMO MARZO di Como costituito il 7 febbraio 2010 partecipa alle iniziative programmate da tutti i comitati in Italia e in molti paesi della Comunità Europea attraverso:
volantinaggi nei principali comuni della provincia a partire da giovedì 25 febbraio 2010, davanti alle più importanti fabbriche del territorio e davanti alle principali Chiese della diocesi
distribuzione di fiocchi gialli da appuntarsi per esprimere una scelta pubblica antirazzista e che potrà essere il logo delle iniziative
esposizione di stoffe o drappi gialli dai balconi e dalle finestre delle abitazioni o dei luoghi di lavoro
il presidio a Cantù in largo XX Settembre il primo marzo 2010 dalle 17.30 alle 20.00».

Aderiscono: Associazione 3 Febbraio Erba, Anolf Cisl, Arci Cantù, Arci Como, Associazione Teranga di Cantù, Associazione La Soglia di Cantù, Associazione “Trapeiros di Emmaus” Erba, Associazione In Viaggio di Menaggio, Associazione per la Sinistra di Como, Cgil Como, Cisl Como, Chiesa Valdese di Como, Coordinamento Comasco per la Pace, Emergency Como, Fai Cisl – Femca Cisl – Filca Cisl – Fim Cisl Como, Fiom Cgil Como, Forum Immigrati del PD, Giovani Democratici di Como, “L’Isola che c’è”, ONG ASEm PD Como, PRC Erba, “Spazio Donne” Laboratorio Interculturale Cantù, Verdi di Como.

I candidati del Pd alle regionali 2010

Presentati i candidati del Partito democratico comasco alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo: Roberto Allevi, Luca Gaffuri, Vittorio Mottola, Maria Chiara Sibilia.

La campagna elettorale del Partito democratico si svilupperà lungo quattro direttrici, ha spiegato Luca Gaffuri, consigliere uscente e candidato anche alla prossima legislatura in Regione Lombardia, che saranno la mobilità, la sanità e il sociale, l’economia e il lavoro e l’ambiente.
«Siamo il primo partito che presenta i candidati alle regionali – ha voluto sottolineare Gaffuri – come un’unica squadra, vedremo se le altre forze politiche faranno o stesso» ha aggiunto alludendo alle divisioni fra Lega e Pdl e all’interno di quest’ultimo partito «che è quasi una coalizione».
Per il consiglieri regionale uscente la sfida è quella di una «modernizzazione della Lombardia, passando per i trasporti e la infrastrutturazione». Un passaggio già avviato per la viabilità su gomma ma che ora deve svilupparsi in una “cura del ferro” per la nostra regione: «Sia verso Milano che per i collegamenti fra i maggiori centri prealpini per cui è necessaria una Pedemontana del ferro che vada da Bergamo a Varese».
Gaffuri ha parlato anche dello sviluppo turistico della provincia di Como, pensando ad un rilancio di Sistema turistico del lago di Como, «che ha una buona potenzialità nonostante i problemi che ha avuto con la giustizia dovuto alle distorsioni delle risorse regionali». Sulla crisi la Regione pecca per l’esponente del Pd di lentezza: «solo il 25 per cento di quanto è stato stanziato è stato effettivamente erogato». Importante è poi la riqualificazione delle zone montane, «la Lombardia è per il 40 per cento una regione montuosa», un punto condiviso anche da Roberto Allevi, ex sindacalista della Cgil impegnato sulle dinamiche dell’immigrazione.
«Penso che bisogna pensare ad uno sviluppo economico legato anche ai nostri boschi che devono essere messi in sicurezza e fruttare reddito» ha dichiarato spendendosi poi per uno sviluppo della scuola pubblica: «se il Governo taglia risorse ala scuola la Regione dovrebbe intervenire garantendo quanto tolto». Un affondo poi ai buoni scuola voluti da Formigoni: «si tratta di classismo; per ottenere un contributo nel pubblico dalla Regione bisogna avere un reddito Isee di 15 mila euro, per avere mille euro su 7-8mila annui per la retta di una scuola privata si deve avere un reddito di 45 mila euro».
Per fronteggiare la crisi per Allevi si deve «fare un Patto fra Regione, sindacati e imprenditori, dato che l’impresa non è un’attività solo di tipo privato ma è anche un bene comune, per individuare quali settori incentivare».
Maria Chiara Sibilia, ex assesora al bilancio e alla cultura del Comune di Appiano Gentile, ha ricordato l’intervento da lei promosso di ristrutturazione di Villa Rosnati come paradigmatico per un interesse per il territorio comasco: «contro gli ecomostri che stanno rovinando il nostro lago dove possiamo vedere la montagna ferita da brutte costruzioni».
«Vivere in mezzo alla gente per la gente» è invece lo slogan del consigliere comunale di Como Vittorio Mottola, che ha ricordato le sue vecchie campagna per la salvaguardia dell’ambiente in difesa della collina di Cardina a Como e che ha ricordato il problema del dissesto idrogeologico «870 sono i siti a rischio nella nostra provincia. Basti pensare alla recente chiusura della strada da Porlezza alla Svizzera». «Da sempre mi impegno – ha precisato Mottola – per gli Euro 0, quattordici Comuni della nostra provincia fanno parte della zona omogenea e non vi possono circolare le macchine Euro 0, mentre nel resto non ci sono problemi. È un’ingiustizia o valgono gli stessi diritti per tutti oppure no. Le Euro 0 sono più controllate altre macchine e rispettano il bollino blu!». L’ex consigliere provinciale ha quindi sottolineato la mancanza di strutture sportive: «abbiamo a Lipomo una squadra di serie A di ginnastica artistica ma non un palazzetto dello sport».
La squadra del Pd spera di riuscire a guadagnare consensi in quello che è stato definito il Mugello del centrodestra, con un miglioramento rispetto alle ultime elezioni europee, anche grazie al «malgoverno del Pdl», con una campagna tra il tradizionale e le nuove tecnologie. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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