Uno sguardo d’insieme sulla distribuzione dell’acqua a Como, gestita da Acsm-Agam, la società per azioni di cui il Comune di Como detiene il 24,8 per cento delle quote. 15.341 clienti, tra residenti e industrie di Como, Brunate e Cernobbio, una rete per la distribuzione dell’acqua lunga 345,42 chilometri, 15.659.922 metri cubi di acqua prelevati dai pozzi e dal lago di Como, 15.020.611 metri cubi di acqua immessi in totale nella rete. Questo è in estrema sintesi quanto è stato fatto nel 2009 da Acsm-Agam, il gruppo che si occupa a Como di captazione, trattamento e distribuzione dell’acqua e servizio fognatura (oltre che della distribuzione del gas, della produzione di energia elettrica e termica, della vendita di metano per autotrazione, dello smaltimento dei rifiuti). I soci principali sono il Comune di Monza, il Comune di Como e A2A, una società nata dalla fusione tra due multiutility che si occupano di servizi idrici a Milano e Brescia. Da poche settimane il nuovo amministratore delegato del gruppo è Enrico Grigesi, subentrato a Silvio Bosetti. 

Le caratteristiche peculiari dell’acqua comasca sono due: «si pesca ormai interamente dal lago – spiega Giampietro Elli, ufficio stampa di Acsm-Agam – con un punto di prelievo che succhia in profondità nel primo bacino. È un fatto anche culturale importante e di forte valenza simbolica: il lago che è turismo, logotipo di Como… Si tratta poi – è questo il secondo elemento caratterizzante – di un  bacino inestinguibile e praticamente non inquinabile, essenso molto meno esposto a rischi di contaminazione di quanto non lo siano i pozzi e le falde, ormai in dismissione. Grande evidenza merita inoltre la caverna dell’acqua, cioè l’impianto di potabilizzazione completamente inserito in un tunnel sotto il Baradello, in funzione dal 2001. È all’avanguardia per i filtri e le altre tecniche ed impiantistica di trattamento dell’acqua, ma è di moderna concezione anche dal punto di vista logistico poiché realizza l’obiettivo dell’ impatto zero dal punto di vista urbanistico. Per queste ragioni è spesso visitato da esperti daogni parte del mondo». Attualmente, quindi, l’acqua per usi civili distribuita è prelevata quasi interamente dal lago, mediante una centrale di pompaggio, che aziona il prelievo a circa 45 metri di profondità, incanalata nelle tubazioni e fatta confluire verso la stazione di potabilizzazione scavata alle pendici del Baradello.

Per quanto riguarda i costi, su 37 capoluoghi di provincia analizzati da Federconsumatori, nel VII rapporto sul servizio idrico, pubblicato lo scorso anno, Como si piazza tra le acque meno care. In particolare la si trova al trentesimo posto per una spesa (su dati del 2007) complessiva media annua per famiglia, riferita a un consuno annuo di 200 metri cubi, di 192.65 euro. Milano era ultima, ovvero la più economica, con 104.66 euro l’anno per nucleo famigliare, mentre Arezzo deteneva il primato dell’acqua più cara con una spesa per famiglia di 363.10 euro all’anno. La metà della bolletta della famiglia comasca è rappresentata dalla quota fissa e dall’acqua erogata, un’altra larga parte è costituita dalla quota per la fognatura e per la depurazione, oltre a un dieci per cento di Iva. Tali quote, con relativi prezzi e quindi spese per i cittadini, sono piuttosto variabili da provincia a provincia.

Ma la rete come sta? «La maggior parte delle centraline di pompaggio e dei serbatoi di accumulo/compenso della rete di distribuzione di Acsm – dichiara l’azienda sul suo sito – ha un’età inferiore a 20 anni o è stata ristrutturata nel medesimo arco temporale. Il 15 per cento della rete di distribuzione ha un’età inferiore a 10 anni. Acsm rinnova una media di 3/5 chilometri l’anno della rete di distribuzione con il risultato di ridurre anche i costi di manutenzione e le dispersioni di acqua. La società di via Stazzi effettua attività di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria della rete di distribuzione dell’acqua per usi civili al fine di adeguarsi a quanto previsto dalla normativa e dai regolamenti in vigore e di corrispondere in maniera puntale alle aspettative della clientela. Tali attività hanno consentito, nel corso del tempo, di azzerare le dispersioni di acqua». A detta dell’azienda, dunque, i lavori di manutenzione ed espansione della rete sono costanti; recentemente ad esempio sono stati realizzati i nuovi allacci per la nuova sede dell’ospedale Sant’Anna.

L’azienda che distribuisce l’acqua ai lariani ha inoltre attivato diversi progetti di sensibilizzazione e formazione al consumo. È stato tra l’altro istituito un concorso, una sorta di gara delle idee, dedicato all’acqua, fra i ragazzi delle scuole medie del comasco, per valorizzare la cultura del risparmio e della tutela delle risorse naturali.

Infine, per verificare la qualità dell’acqua del rubinetto, visitando la pagina http://www.acsm.it/italian/qualita_sicurezza.php è possibile leggere i dati dell’acqua potabile comasca confrontata con le acque minerali in commercio. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

 

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