Dell’Utri non ha parlato a Parolario

Il senatore condannato per mafia avrebbe dovuto prendere la parola nel contestassimo incontro previsto alle 18 di lunedì 30 agosto a Como in piazza Cavour, ma ad attenderlo più che il pubblico interessato ai Diari di Mussolini ha trovato persone indignate per la scelta degli organizzatori di dare spazio a chi definisce i mafiosi eroi. Fuori dell’area di Parolario Il Comitato per la difesa della Costituzione distribuiva il volantino “Sfortunata la terra che ha bisogno di eroi”. Sotto il tendone, gremito da decine di persone venute per ascoltare il senatore e da centinaia di partecipanti alla mobilitazione contro la mafia e il fascismo, è stato il giornalista Armando Torno ad aprire l’incontro. Una presentazione appena iniziata che aveva l’intenzione di placare gli animi, ma li ha esasperati anche a causa di un infelice passaggio nel quale il giornalista ha detto: «Ho partecipato a molte presentazioni anche con Capanna».

Ma la contestazione è stata – nonostante qualche accusa al moderatore e ad Antonio Marino de La provincia – tutta contro Dell’Utri e focalizzata nettamente più alla condanna della mafia che alle pur denunciate simpatie del fondatore di Forza Italia per il fascismo di ieri e di oggi.

Prima una serie di ragazzi con ciascuno una maglietta con una lettera per comporre la parola “mafioso”, poi striscioni tra i quali un applauditissimo “Marcello baciamo le mani”. Particolarmente intenso il momento nel quale un ragazzo del gruppo Qui Lecco libera, alzando una copia del libro Dossier Mangano della Kaos edizioni, ha urlato al senatore tutta la sua rabbia contro la mafia.

Altri, quando Marino ha affermato che il rispetto della Costituzione deve essere comprensivo del diritto di tutti a parlare hanno urlato «La mafia non ha fatto parlare Falcone e Borsellino».

Alla fine gli organizzatori e lo spesso Dell’Utri hanno preso atto dell’impossibilità di svolgere l’incontro ed il senatore ha lasciato tra le urla «mafioso» il tendone.

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