Regione Lombardia approva la legge sull’acqua

«Pdl e Lega votano da soli una legge sull’acqua che va contro ogni logica» ha dichiarato il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Luca Gaffuri, per l’assessore Raimondi si è trattato di «inutile e sterile ostruzionismo»

«Il Governo nazionale dà una proroga che consente a tutte le Regioni di aspettare i pronunciamenti della Corte costituzionale, l’indizione del referendum e di fatto una condizione legislativa più chiara – spiega Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in regione Lombardia –. Ma Regione Lombardia, incautamente, con 39 consiglieri su 80, quindi una minoranza, approva la legge sull’acqua»

Mercoledì 22 dicembre al Pirellone «l’opposizione ha fatto fino all’ultimo ostruzionismo e, al momento del voto, ha abbandonato l’Aula. Ma nonostante mancasse evidentemente il numero legale, la maggioranza Pdl-Lega ha deciso di continuare e di votare il progetto di legge».

«Non c’era fretta per votare una norma che esautora i Comuni dalla gestione del servizio idrico, facendo una rivoluzione indipendentemente dal quadro normativo nazionale; che non permette più la gestione in house; che mette mano in un settore che, attualmente, ha le tariffe più basse d’Europa; che costringe le Ato a riaffidare entro il 31 dicembre il servizio; che inserisce elementi normativi in contrasto con sentenze della Corte costituzionale – ha proseguito Gaffuri – La maggioranza di Governo di questa regione ancora una volta non ha dato ascolta a centinaia di migliaia di cittadini referendari, ai tanti che avevano manifestato la propria preoccupazione, alle innumerevoli proposte emendative fatte al testo, e si è arroccata con una posizione difficilmente comprensibile».

Completamente opposto il parere dell’assessore all’Ambiente, energia e reti Marcello Raimondi: «Un’ottima legge, che finalmente riorganizza il sistema idrico in Lombardia in maniera tale da garantire ai nostri cittadini non solo un servizio adeguato, ma anche il miglioramento della qualità delle acque dei fiumi e dei laghi». «Non è affatto vero che è una legge approvata con urgenza, dato che ha avuto ben sette mesi di gestazione» ha aggiunto con un affondo alle minoranze «si è arrivati al 22 dicembre per colpa di un’opposizione che ha continuato a prendere tempo in attesa di non si sa di cosa, quando aveva chiesto, impegnandosi a rinunciare a fare ostruzionismo, di spostare la votazione alla prima sessione utile dopo l’approvazione del bilancio».

«La proroga di un anno della scomparsa delle Aato contenuta nel decreto mille proroghe – precisa in conclusione Raimondi sulla mancanza d’urgenza – non inficia in alcun modo la nostra legge, ma semplicemente dà più tempo alle Regioni inadempienti per completare i processi relativi al trasferimento delle competenze delle Aato stesse».

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