Formigoni sull’aborto contro il Tar «nonostante la sentenza non cambia nulla»

Dopo la sentenza del Tar che ha annullato il regolamento restrittivi sulla legge 194 approvato nel 2008 da Regione Lombardia «tutto rimane come prima negli ospedali lombardi – ha dichiarato il presidente regionale Roberto Formigoni –, perché le pratiche contestate dal Tar sono di puro buon senso e coerenti con le scoperte scientifiche degli ultimi anni». Cancellato «l’ennesimo atto di Formigoni contro la libertà delle donne» il commento dell’esponente di Sel Chiara Cremonesi

«Tali pratiche sono già state adottate spontaneamente da anni dai ginecologi negli ospedali lombardi e continueranno a essere utilizzate – aggiunge Formigoni –. Infatti, sbagliando, il Tar sostiene di aver annullato le linee guida. In realtà, l’atto della Lombardia era e resta un atto di indirizzo tutt’ora valido. La differenza è sostanziale perché con l’atto di indirizzo non si impone una disciplina, ma si indicano a tutti gli ospedali lombardi le migliori pratiche definite in accordo con i migliori professionisti che operano in Lombardia, anche di diverso e opposto orientamento politico».

«Da anni, in tutti i modi, il presidente Formigoni e la sua Giunta provano a mettere paletti all’autodeterminazione delle donne lombarde. Dalla questione della sepoltura dei feti, alla propaganda del diritto alla vita fin dal concepimento, al ricovero obbligatorio per la somministrazione della Ru486, cosa che non avviene in altre regioni italiane e nella maggior parte dei Paesi europei – ha dichiarato la consigliera di Sinistra ecologia e libertà Chiara Cremonesi –, questo centrodestra ha sempre tradito un’impostazione confessionale e oscurantista.

In tal senso andavano anche le linee guida per l’interruzione volontaria di gravidanza approvate nel 2008 che fissavano il limite di intervento alla ventiduesima settimana e 3 giorni, risultando peggiorative rispetto alla 194».

Di qui la soddisfazione per la consigliera regionale perché «viene così riaffermata la competenza esclusiva dello Stato in materia. Per l’ennesima volta, nel tentativo di ostacolare le donne nella loro libera scelta, Formigoni ha voluto utilizzare una discrezionalità che non gli è data.

La 194 è legge, non può essere oggetto di interpretazioni parziali e anche chi non la condivide, a partire dal Presidente della Regione Lombardia, è chiamato a rispettarla e a farla rispettare».

 

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