Testamento mediatico

Presentando così un modello che i nostri lettori potranno liberamente modificare per ottenere uno strumento di resistenza contro la possibile devastazione mediatica post mortem alla quale sono sottoposti tutti coloro che ricevono dai media strappalacrime attenzioni tanto morbose quanto mostruose, vi proponiamo il Testamento miadiatico del giornalista comasco Alessio Brunialti che illustra le sue volontà nel caso gli capitasse di morire di una terribile morte o di sparire.

«Non basta più quello – banale – biologico: dopo la visione dell’ennesima trasmissione del dolore, dopo avere letto ancora una volta i retorici titoli dei giornali mi sento in dovere di tutelarmi con questo atto, che ognuno può adattare alla bisogna per sé.

Se dovessi io morire di una terribile, terribile morte, o semplicemente dovessi io sparire per giorni, settimane o anche mesi, chiedo che vengano svolte in piena serenità le necessarie indagini per ritrovarmi, vivo o morto, e per assicurare alla giustizia chi ha fatto quello che ha fatto, rilasciando ai media le notizie necessarie per l¹informazione – non è necessario intervistare TUTTI i miei vicini di casa, essi non mi conoscono affatto – non è necessario intervistare i miei parenti, stretti o larghi, fino alla settima generazione: con alcuni dei quali ho avuto gli ultimi contatti il giorno della prima comunione – no, non ho un prete né un confessore, il parroco mi conosce per motivi strettamente professionali e comunque no, non ha la minima idea di chi io sia – nel caso ve lo dico già io: ero un ragazzo (vabbè, uomo) mite, logorroico (Aveva 3235744 parole buone per tutti…), sovrappeso, barbuto, nerovestito, gran lavoratore, tutti mi volevano bene, volevo bene a tutti, amavo gli animali e accumulavo per motivi misteriosi dischi, film e libri, avevo fatto del giornalismo una missione (non è vero ma da trapassato o comunque assente, lo concedo)  – (…che poi ero il più gran bastardo della valle, ma chi lo direbbe?…) – non è necessario intervistare TUTTI i miei colleghi di lavoro che, tanto, confermerebbero quanto sopra – non è necessario inquadrare a lungo i miei parenti, amici, semplici conoscenti mentre piangono ricordandomi, zoomando sull¹occhio lachrimoso – non è necessario domandare a ottuagenarie  sconosciute semianalfabete agguantate con l¹inganno all¹uscita del supermercato a pochi passi da casa mia cosa direbbero al malfattore che mi ha causato tutto ciò (faccio io: ³Belva, è una bbelva!²) – non è necessario intrufolarsi nei luoghi che frequentavo assiduamente alla ricerca di suggestioni. Essi sono bars, ristoranti, negozi di dischi, librerie e videoteche, al massimo a mio nome vi fanno uno sconticino – ho due gatti residui. Non è necessario inquadrarli mentre miagolano disperati. Hanno fame: non piangono per me. Dategli dei croccantini! (morbidi che non son più giovanissimi)

 IMPORTANTISSIMO

Di me non devono disquisire in televisione conduttrici di programmi mattutini, pomeridiani e serali con un tasso di caucciù superiore al 10% nel corpo – Di me non devono parlare in televisione : criminologi che non sono stati sul posto (quelli che sono stati sul posto parlino con gli inquirenti, li aiutino e stop), direttori di settimanali a tiratura nazionale che hanno scritto un libro su Coco Chanel, mogli / amanti di giocatori di calcio di serie A (e anche B, non si sa mai – ah, per inciso non avevo la squadra del cuore e non giuocavo con gli amici al campetto, mi dispiace) sociologi o presunti tali con il nome che inizia per “C” e finisce per “repet” – Di casa mia non devono essere mostrati plastici in scala o altre ricostruzioni, a meno che non vi si faccia passare in mezzo un trenino che fa ciùf ciùf ché ci son bimbi in ascolto – No ingrandimenti di impronte di morso, schegge di arma da taglio, obici di mitragliette, chiazze di sangue o altro.

IMPORTANTISSIMO ++  

Quando verrà preso il mio rapitore / assassino / coseinnominabili gradirei che esso venisse processato e condannato se colpevole, prosciolto se innocente. Siccome già questo è chiedere molto voglio che nel frattempo – NON venga intervistato tutto scarmigliato mentre lo portano via mettendogli le risposte in bocca – NON venga inquadrato mentre lo portano via con il rallenty e le zoomate sullo sguardo da pazzo (che è quello che farei anch¹io se la polizia mi stesso portando via, colpevole o innocente che sia) – NON si intervisti tutto il circo di parenti, amici, semplici conoscenti suoi per rifarvi che non vi ho dato i miei – NON si realizzino innumerevoli special televisivi durante tutte le fasi dell¹eventuale processo abbandonandosi a illazioni totalmente prive di qualsiasi fondamento – Ah, se fosse successo davvero l’irreparabile, beh, io sono contro la pena di morte a prescindere, anche di ‘sto stronzo che m’ha acciso e quindi non mi potete strumentalizzare nei dibattiti e nelle aule. Cicca cicca cicca.  Ho dimenticato qualcosa? Ah, sì: autorizzo invece l¹uso di un medium solo se si agghinda come il mago Otelma e si butta nel punto indicato per trovarmi di persona. Io sarò lì di fianco che rido. Spero.  

In fede  Alessio Brunialti Griffani».

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