Indagine congiunturale rapida febbraio 2011

Confindustria Como ha presentato una indagine sull’economia comasca che registra sostanziale stabilità. Taborelli chiede «maggiore flessibilità nell’utilizzo della forza lavoro»

«La prima edizione 2011 dell’Osservatorio rapido riferito al mese di febbraio ha rilevato le tendenze dell’andamento economico, produttivo e occupazionale considerando le variazioni rispetto al mese precedente. Sono state inoltre esaminate le dinamiche relative all’approvvigionamento delle materie prime e ai rapporti con gli istituti di credito – spiegano da via Raimondi – Gli indicatori monitorati esprimono uno scenario di sostanziale stabilità, con alcuni elementi positivi che descrivono performance in crescita. La domanda registra una fase favorevole, soprattutto nel caso degli ordini oltre confine, l’attività produttiva si rivela in crescita e l’orizzonte temporale di visibilità pare allungarsi».

«Su fronte previsionale – prosegue il comunicato – le imprese del campione esprimono fiducia e segnalano ipotesi di aumento: si attesta al 31% il numero di coloro che attendono una crescita della domanda mentre il 63% prevede il permanere degli attuali livelli, confermando per le prossime settimane uno scenario nel complesso invariato. Solo il 6% invece comunica previsioni negative».

Ed anche «il quadro occupazionale appare sostanzialmente stabile: il giudizio prevalente è il mantenimento dei livelli (indicato nel 61% del campione) che viene confermato dai giudizi improntati alla crescita (19%) e alla diminuzione (20%) che tendono a bilanciarsi».

Non tutto è uguale però «nell’ambito del quadro appena descritto, si evidenziano alcune differenze fra aziende di diverse dimensioni: le imprese al di sotto dei 50 occupati manifestano alcuni indicatori con prestazioni migliori rispetto a quelli delle aziende medie». Effettivamente «pur confermando la generale situazione di stabilità già esaminata per il campione nel suo complesso, i soggetti di piccole dimensioni (che rappresentano il 60% del campione) rivelano infatti le più alte propensioni all’aumento della domanda, le previsioni più positive e le migliori aspettative occupazionali».

«Il principale dato che emerge da questa indagine – commenta Ambrogio Taborelli, presidente di Confindustria Como – è una grande, generalizzata incertezza. Generalizzata perché purtroppo riguarda sia le prospettive economiche che le materie prime e le dinamiche occupazionali».

«Dall’indagine emerge anche qualche difficoltà delle imprese nel rapporto con gli istituti di credito – prosegue Taborelli – Dal canto loro, le banche devono essere capaci di andare oltre gli aridi numeri e valutare la bontà dei progetti, oltre che la storia e le capacità imprenditoriali, come la propositività, la voglia di fare e di innovare, la fiducia nelle proprie possibilità».

«Data l’incertezza generalizzata e l’instabilità che ormai contraddistinguono il lavoro – conclude il presidente della Confindustria comasca –, penso che sia necessario pensare a nuovi modelli occupazionali che vadano nella direzione di una maggiore flessibilità nell’utilizzo della forza lavoro, che deve adeguarsi ai flussi scostanti degli ordini. Credo che sia l’unico modo per arrivare a creare capacità di competere delle nostre aziende e nuova occupazione». (dati indagine)

 

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