Approvato il decreto legislativo sulle energie rinnovabili

Cna protesta per «impedire la chiusura di migliaia di imprese e la disoccupazione per almeno 50.000 lavoratori». Il Pd lombardo chiede alla Regione di fare pressione sul Governo

«L’atto del Governo, nel porre un limite temporale al 31 maggio alle incentivazioni sul fotovoltaico, ha prodotto il blocco totale dei finanziamenti da parte delle banche ai progetti in corso d’opera ed il conseguente blocco delle attività – ha denunciato mercoledì 9 marzo la Presidenza nazionale Cna – La CNA ha già avviato una formale e sostanziale protesta al Governo impegnandolo a rivedere al più presto tale decisione, al fine di impedire la chiusura di migliaia di imprese e la disoccupazione per almeno 50.000 lavoratori».

Le priorità per il risparmio energetico per Cna sono invece: «una strategia di sostegno stabile e trasparente che incentivi soprattutto l’efficienza e la generazione diffusa di energia da piccoli impianti; incentivi allo sviluppo dei settori a monte della filiera energetica mediante l’introduzione di misure agevolative per la nascita di nuove attività; facilitazione per il ricorso al credito bancario mediante l’istituzione di strumenti di garanzia destinati ad interventi di efficienza e alla realizzazione di impianti di piccola taglia per la produzione di energia da fonti rinnovabili; nuovi criteri di copertura degli incentivi; – percorsi sostenibili di qualificazione a misura di PMI».

«Negli ultimi anni l’Italia aveva iniziato una rincorsa positiva verso il raggiungimento di quel 17% di fonti rinnovabili sul consumo energetico totale che avrebbe significato il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità previsti a livello europeo – ha precisato il capogruppo del Pd nel Consiglio regionale lombardo Luca Gaffuri – Un impegno che ha visto il settore delle energie rinnovabili, unico, in controtendenza in un periodo di crisi generalizzata dell’economia nazionale. Tuttavia, il recente decreto del Governo, approvato in via definitiva lo scorso 3 marzo, getta nello sconforto quanti hanno creduto in questa svolta, anche culturale, e nel panico quanti hanno in essere investimenti perché potrebbero veder bloccati dalla norma statale i finanziamenti bancari e le operazioni che non riusciranno a concludere entro la data del 31 maggio 2011 anticipata di molto rispetto a quella iniziale, prevista al 31 dicembre 2013». In Regione Lombardia il Partito democratico ha presentato una mozione che verrà discussa martedì 15 marzo per chiedere un «impegno esplicito alla Giunta regionale affinché si faccia portavoce presso il Governo di una correzione del decreto del 3 marzo scorso, che rischia di lasciare nell’incertezza tutto il settore delle fonti rinnovabili».

 

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