Dal blog di Mario Agostinelli: “Sono degli irresponsabili. Parlassero di meno e studiassero di più”. Così Mario Tozzi, uno dei geologi più preparati e noti anche al pubblico televisivo, sui politici che, a dispetto degli ammonimenti della tremenda sciagura giapponese, si inventano di tutto pur di andare avanti con l’irresponsabile programma nucleare italiano. Mi disarma la mala fede che spinge persone che non distinguono un neutrone da un tulipano a perseguire a qualunque costo i loro fini, spesso in commistione con gli affari, le lobbies che li hanno eletti, la sudditanza ai monarchi che li mantengono alla loro corte.

Uso parole dure, perché risulta stridente l’immagine della catastrofe dello tsunami e della dignità della popolazione colpita quando viene messa a confronto con la saccenteria degli sciocchi del nostro villaggio. A ripetizione, nel telegiornale di Minzolini e prima che il conduttore di turno passi a sublimare la “giustizia epocale” che il Cavaliere incerottato regalerebbe per puro disinteresse all’Italia e agli Italiani, i Gasparri, i Cicchitto, i Casini, i Chicco Testa e i Veronesi, blaterano di barre dei reattori, di scorie e di gas radioattivi come se stessero davanti ai fornelli di casa loro. Invitando a dormire sonni tranquilli per le 4 centrali nucleari appena commissionate a Sarkozy, che da noi, bontà loro, non porterebbero rischio perché progettate, costruite e gestite meglio che nel resto del mondo (!). Ma, mi direte, vengono citate qui personalità di destra, di centro e di sinistra… Proprio per questo sono ancor più sconsolato: l’opportunismo e una presuntuosa arroganza, tollerati dall’indifferenza dei cittadini, spinge sulla stessa barca politici, manager e scienziati che stanno a galla fino a che gli elettori non si prenderanno finalmente in mano il loro futuro.

Si tratta di personaggi che hanno magari più volte cambiato casacca, ma che da oltre trent’anni restano saldamente dalla parte del potere, disprezzando la partecipazione. Potete essere certi che faranno di tutto per dissuadere dall’andare a votare ai referendum. Vorrebbero che continuassimo a chiudere gli occhi per metterci sotto casa impianti intrinsecamente insicuri,  imposti con l’artifizio della fiducia in Parlamento da un governo che organizza la compravendita dei voti. Ma ascoltando le notizie che vengono da Fukushima e rattristandoci per il terribile destino di chi è sopravvissuto ma abita vicino alle centrali, dobbiamo ricordarci che abbiamo a disposizione una consultazione popolare, dove spetterà a noi decidere, andando tutti a votare, quale futuro ci predisponiamo. [dal blog di Mario Agostinelli]

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