Il Consiglio comunale di Como di lunedì 4 aprile
Blocco delle assunzioni in attesa della prossima relazione del segretario generale, Palazzo Cernezzi si perde
Strascichi dello scontro in aula fra Alessandro Rapinese, Adesso Como, e Marcello Iantorno, Pd, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 4 aprile. Il primo, che si è scusato innanzitutto per la sua intemperanza con Pettignano in un precedente Consiglio, ha mandato al mittente la patente di razzista datagli da un quotidiano locale, dopo le ironie su Iantorno nella seduta precedente, ricordando le proprie origini abruzzesi, il secondo si è scusato con l’assemblea per «le eccessive espressioni dal punto di vista verbale» esternate solo per «salvaguardare il decoro mio e di quest’aula della quale mi onoro di appartenere».
Gli autonomisti Emanuele Lionetti e Pasquale Buono sono intervenuti per esprimere il loro dissenso per la scelta di indire tre sedute a settimana per affrontare il Bilancio al posto di una seduta unica seduta fiume dal mattino alla sera.
Insediatosi il Consiglio un minuto di silenzio, su proposta del democratico Bruno Saladino, è stato rispettato in ricordo dell’ex sindaco di Marzabotto Dante Cruicchi, che «ha permesso a Como di entrare nel novero delle città messaggere di Pace negli anni ’80-’90, una stagione che ha portato alla edificazione del Monumento alla Resistenza europea».
Personale comunale
La discussione è quindi ripresa sulla delibera sulla pianta organica del personale comunale proposta dagli autonomisti. «Il testo dice che bisogna solo aspettare una relazione e non si dà nessun indirizzo successivo, mi sembra un testo un po’ povero» per questo il capogruppo del Pd Mario Lucini ha presentato un emendamento che voleva rendere più incisiva la proposta di delibera che è stato bocciato dalla maggioranza (salvo il presidente Pastore).
Un secondo emendamento, inaccettabile per il vicesegretario generale Emoroso «non si può intervenire in un campo che è prerogativa della normativa nazionale», proposto da Rapinese per intervenire nelle graduatorie dei concorsi è stato bocciato praticamente da tutti (solo il consigliere comunista Donato Supino lo ha sostenuto). Già un ordine del giorno sullo stesso argomento era stato respinto al consigliere di Adesso Como che visibilmente contrariato ha cercato più volte di prendere la parola e perorare la sua causa.
Alle dichiarazioni di voto finali si sono così meglio definiti i limiti della delibera che vedrà sì l’esposizione all’assemblea di una relazione sullo stato dell’organico comunale da parte del segretario generale Fabiano (e fino ad allora entro 60 giorni dall’approvazione il blocco delle assunzioni) ma sulla stessa non si potrà né aprire il dibattito, né votare. E già circolano voci che dicono che la relazione è già bell’e pronta e che verrà presentata durante il bilancio entro la fine della settimana prossima.
La delibera è stata così approvata dalla maggioranza, più Rapinese, contraria la Lega, e l’astensione di Prc, sindaco e quattro consiglieri del Pdl, mentre le restanti minoranze hanno abbandonato l’aula, qualcuno uscendo ha detto «votatevela voi, tanto è inutile».
Linea 6
La discussione si è spostata così sulla mozione proposta da Supino per il prolungamento della linea 6 dal capolinea in via Venturino fino al nuovo Ospedale S. Anna. L’assessore Molinari ha spiegato che il costo di un tale prolungamento per tutte le corse si aggirerebbe sui 74mila euro, mentre per le sole scolastiche, che già arrivano alla Magistri Cumacini, il costo sarebbe pari a zero perché bisognerebbe prolungarle di qualche centinaio di metro.
L’aula è ormai fuori controllo con chiacchiericcio e continui interventi ostruzionistici che esulano dall’argomento o richieste continue di chiarimenti per questioni procedurali, ma in un qualche modo la discussione prosegue.
«Qualsiasi richiesta in più al Piano dei trasporti va pagata a Asf» ha sottolineato il sindaco, mentre per il tecnico competente l’ingegner Lorini «bisogna trovare un compromesso per contemplare gli interessi di tutti». «Avete fatto una contrattazione al ribasso avete spazi per contrattare chilometri – ha replicato Supino – se non possono essere allungate tutte le corse, non possono neanche essere solo 5 o 6, bisogna arrivare almeno alla metà». Bocciato un primo emendamento proposto da Supino che chiedeva l’attuazione del prolungamento entro maggio, il consigliere comunista ha presentato un secondo emendamento per l’allungamento dell’orario dei biglietti a tempo da 75 a 90 minuti «così si raccoglie la proposta di delibera già approvata che però non è mai stata approvata». Data l’ora la discussione è stata sospesa e rinviata a mercoledì 6 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]


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