Assisi, Tavola della Pace/ Il seme di Pace di Vittorio Arrigoni

Atmosfera mesta, un po’ surreale, all’apertura della tre giorni della Tavola della pace  venerdì 15 aprile ad Assisi. La morte di Vittorio Arrigoni, al quale e’ stato dedicato il seminario, non poteva non influenzare il clima del convegno e l’umore di molti partecipanti, sia tra i relatori che nel “pubblico” pacifista. Un centinaio le persone presenti – se ne sono iscritte circa trecento nell’ambito dell’intero seminario, che si conclude domenica 17 aprile – rappresentanti di associazioni, enti locali e comitati, studenti, giornalisti e “semplici” cittadini.

A un giovane, il trentaseienne blogger e attivista Vittorio Arrigoni, va il primo pensiero di tutta l’assemblea riunitasi ad Assisi. Un minuto di silenzio, di fronte ad un’immagine di Arrigoni ritratto con una bambina palestinese, dedicato al giornalista e attivista dell’International Solidarity Movement e a tutti i migranti morti in mare, a tutti coloro che da uno dei tanti sud cercavano una vita migliore altrove.

In molti stamattina erano a Roma, a ricordarlo. Luisa Morgantini, ex vice presidente del Parlamento europeo, non è  riuscita ad essere ad Assisi, ma sarà in Palestina nei prossimi giorni.

Da Gerusalemme Filippo Landi, giornalista del Tg3, ha raccontato quanto sta accadendo oggi a Gaza, «che sta rendendo non vana la morte di Vittorio»; si sono svolte due manifestazioni «alle quali hanno partecipato tanti giovani con dei cartelli sui quali hanno scritto “Vittorio sei il nostro eroe”. E c’erano donne, uomini, la società civile, ma anche il mondo politico di Gaza».

E’ questo, per il reporter Rai, “un seme di pace” lasciato da Arrigoni. E pensare alla pace, parlarne e costruirla, oggi, vale di più, vale anche per chi ha dedicato la sua vita alla lotta per il popolo palestinese e per i loro diritti.

Restiamo umani, sempre, senza se e senza ma. [Barbara Battaglia ecoinformazioni]

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