Tavola per la Pace

Gaza No war

Con l’Appello, che riportiamo integralmente nel seguito dell’articolo, la Tavola per la Pace chiede a tutte e a tutti  un impegno straordinario per evitare un nuovo massacro a Gaza. Tra le prime adesioni anche il Coordinamento comasco per la Pace. Scarica e diffondi l’Appello. (altro…)

Le scuole alla Marcia Perugia-Assisi del 25 settembre

Con una lettera ai presidenti e responsabili delle associazioni e organizzazioni (molte in provincia di Como) che aderiscono alla Tavola per la Pace, il coordinatore Flavio Lotti invita a sviluppare il massimo impegno per la partecipazione delle scuole alla Marcia Perugia-Assisi del 25 settembre. Leggi nel seguito dell’articolo il testo della lettera e scarica i materiali. (altro…)

Assisi, Tavola della Pace/ Il seme di Pace di Vittorio Arrigoni

Atmosfera mesta, un po’ surreale, all’apertura della tre giorni della Tavola della pace  venerdì 15 aprile ad Assisi. La morte di Vittorio Arrigoni, al quale e’ stato dedicato il seminario, non poteva non influenzare il clima del convegno e l’umore di molti partecipanti, sia tra i relatori che nel “pubblico” pacifista. Un centinaio le persone presenti – se ne sono iscritte circa trecento nell’ambito dell’intero seminario, che si conclude domenica 17 aprile – rappresentanti di associazioni, enti locali e comitati, studenti, giornalisti e “semplici” cittadini. (altro…)

Ad Assisi per Vittorio Arrigoni

Il 29° Seminario nazionale della Tavola della pace che si apre il 15 aprile ad Assisi sarà dedicato a Vittorio Arrigoni.  Flavio Lotti: «Di fronte all’indifferenza che circonda tante tragedie umane come quella dei palestinesi di Gaza aveva messo in gioco la sua vita e l’ha persa. Altri, prigionieri del cinismo e dell’egoismo, la perdono tutti i giorni». [Su ecoinformazioni sarà disponibile in tempo reale il resoconto della giornata della nostra inviata Barbara Battaglia].  (altro…)

Guerra in Libia/ Cessate il fuoco!

La Tavola per la Pace con l’appello (che riportiamo integralmente) Libia, Siria, Palestina, Bahrein, Yemen, Oman, Afghanistan, Iraq, Somalia, Costa d’Avorio, Darfur,… Cessate il fuoco! invita a costruire una politica di Pace e di giustizia. (altro…)

Nell’isola degli schiavi per i Diritti umani

In occasione del Forum Sociale Mondiale che si è aperto a Dakar il 6 e continuerà fino all’11 febbraio 2011, un ampio cartello di sindacati, associazioni ed Enti Locali depositeranno una targa a ricordo del sacrificio di milioni di uomini e donne africane vittime della schiavitù, transitate nella piccola isola di Gorée, a poche miglia dal porto della città di Dakar, dando vita ad un percorso comune di promozione dei diritti umani. Leggi il comunicato della Tavola per la Pace.

Atto criminale israeliano contro i pacifisti di tutto il mondo

Pacifisti assassinati dall’esercito israeliano [guarda il video Al Jazeera, guarda il video euornews, leggi il reportage e guarda il video di Peace reporter]. La Tavola della Pace: «Chiediamo verità e non menzogna.  L’Italia condanni questo atto criminale! Flavio Lotti: L’Italia condanni a chiare lettere questo atto criminale. Convochi l’ambasciatore d’Israele. E poi s’impegni davvero per chiudere definitivamente il conflitto israelo-palestinese». Il testo del comunicato del 31 maggio. 

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Bandiere di Pace per Emergency

Per la manifestazione convocata da Emergency per chiedere l’immediato rilascio degli italiani e degli afgani sequestrati in Afghanistan, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, lancia un nuovo l’appello che riportiamo integralmente.

«La manifestazione di oggi a Roma deve segnare l’inizio di un rinnovato impegno per la pace in Afghanistan. Riaprire l’ospedale di Emergency in Afghanistan e liberare i tre italiani e i sei afgani arrestati il 10 aprile sono i nostri primi obiettivi. Ma non basta.
Per questo invitiamo tutti i cittadini, tutte le associazioni, i movimenti, gli enti locali, le organizzazioni e istituzioni pubbliche e private, religiose o laiche, contrari alla guerra ad esporre da subito la bandiera della pace ai balconi delle proprie case.
La politica ha scaricato sui militari un compito impossibile. E’ davvero il tempo di cambiare strada.
In Afghanistan, dopo nove anni di guerre e fallimenti, dobbiamo passare dall’impegno militare ad un impegno politico e civile a fianco delle popolazioni vittime della guerra, dell’oppressione e della miseria.
La manifestazione di oggi deve segnare l’inizio di un rinnovato impegno per mettere fine alla guerra, alle stragi e a ogni forma di terrorismo, per proteggere la popolazione civile, per garantire i suoi bisogni vitali (diritto alla salute, diritto all’istruzione, diritto all’acqua,…), per sostenere concretamente la società civile afgana stretta nella morsa dei talebani, dei signori della guerra e dei bombardamenti (per ulteriori approfondimenti: www.afgana.org).
Torniamo dunque a sventolare la bandiera arcobaleno, simbolo della nostra volontà di pace. Appendiamo la bandiera della pace ai balconi delle nostre case e poi, tra un mese, domenica 16 maggio, con quella bandiera marciamo insieme, ancora una volta, in tanti, per la pace da Perugia ad Assisi».

Vergogna: mandano una portaerei da 1300 milioni ad Haiti

Flavio lotti, coordinatore della Tavola peer la Pace: «L’Italia metta i suoi soldati a disposizione dell’Onu che deve coordinare e accelerare la distribuzione degli aiuti». «L’Italia deve rispondere immediatamente all’appello del Segretario Generale dell’Onu mettendo a disposizione 1000 soldati e carabinieri italiani per il rafforzamento della polizia delle Nazioni Unite e del contingente dei caschi blu presente ad Haiti. Lo deve fare subito e per tutto il tempo necessario».

Il governo italiano, ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, deve rispondere subito all’appello del Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
Ad Haiti è il caos e oltre alla tragedia umanitaria c’è un grande problema di sicurezza, ordine pubblico e distribuzione degli aiuti. Ban Ki-moon ha chiesto al Consiglio di Sicurezza 1500 poliziotti e 2.000 caschi blu in più e l’Italia deve agire almeno con la stessa rapidità con cui, rispondendo all’appello di Obama,  in un giorno ha deciso di mandare altri 1000 soldati in Afghanistan.
Mi domando invece, ha continuato Flavio Lotti, che senso abbia mandare ad Haiti una portaerei. A fare cosa? Con quale dirigente dell’Onu è stata presa questa decisione? Per eseguire quali ordini? Quanto ci costa inviare oltre l’atlantico una imponente macchina da guerra come la portaerei Cavour? Quanto tempo ci impiegherà ad arrivare? Per quanto tempo si fermerà ad Haiti? Quanto costerà il tutto? Con quali soldi si pagherà il conto? E ancora, da dove nasce la collaborazione con le forze armate brasiliane? Quali interessi nasconde?
Sulla portaerei Cavour viaggeranno un po’ meno di ottocento militari, 540 dei quali sono i membri dell’equipaggio. Non è più utile ed efficace mandare subito 1000 soldati per le strade di Haiti a sostenere la missione dell’Onu?
Vale la pena di ricordare agli italiani che questa portaerei, simbolo per eccellenza della proiezione di potenza delle nostre FFAA, ci è costata bel 1300 milioni di euro, tutti soldi prelevati dalle tasche degli italiani onesti che pagano regolarmente le tasse. Quante vite avremmo salvato se anche solo una parte di quei soldi fossero stati spesi nella lotta alla miseria ad Haiti prima del terremoto?
Quest’anno, il 2010, il governo italiano ha stanziato solo 326 milioni di € per la lotta alla povertà nel mondo e 23.500 milioni di € per la guerra….”

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