1° maggio, a Como sciopero nel settore del commercio: no all’apertura dei negozi

No ai negozi aperti nella giornata della Festa dei Lavoratori. Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL, in riferimento all’ordinanza del 26 aprile del sindaco di Como che prevede appunto la facoltà degli esercizi commerciali di aprire per la giornata di domenica 1 maggio, hanno deciso di proclamare lo sciopero per l’intera giornata.

«Crediamo che l’ordinanza in questione sia grave e sbagliata – dichiarano i segretari delle categorie – per due motivi: viola quanto già definito dal Comune a novembre del 2010, sulla scorta di un accordo raggiunto con tutte le parti del settore interessate (associazioni datoriali, sindacali, consumatori) che prevedeva la programmazione delle aperture degli esercizi commerciali per le domeniche e le festività dell’anno in corso. In quell’occasione ci fu l’impegno dell’amministrazione comunale a non prevedere la facoltà di apertura per il primo maggio. Per tanto è evidente come il Comune non sia nelle condizioni di tener fede ad impegni precedentemente assunti. Le regole e i meccanismi che portano a costruire percorsi condivisi di regolamentazione delle aperture sono importanti: con questa ordinanza il Comune è artefice di uno strappo e una forzatura, a quanto ci risulta, non condivisa e tanto meno caldeggiata neanche da Confcommercio.
Le deroghe alle aperture non sono sicuramente la ricetta per combattere la crisi e per dare sviluppo al settore del turismo, anzi peggiorano le condizioni di chi lavora nel settore.
Infine non dimentichiamo il significato della festività del 1° maggio: anche in questo senso ci sembra vi sia l’intenzione di svilirne la funzione. L’utilità sociale di questa festa – con i negozi chiusi! – sta proprio nel ricordare e celebrare i valori di giustizia sociale, libertà e democrazia. Valori non derogabili».

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