Il Consiglio comunale di Como di lunedì 9 maggio

Bocciati gli ultimi emendamenti del Pd il Consiglio si incaglia nei primi emendamenti di Rapinese

 Consiglio comunale di lunedì 9 maggio il consigliere di Rifondazione comunista Donato Supino ha ricordato i lavoratori morti alla ThyssenKrupp «per risparmiare sui sistemi di sicurezza» e «la sentenza che in questi giorni ha evidenziato le responsabilità dell’amministratore delegato e di altri dirigenti».Un intervento diretto contro l’applauso e le parole della presidente di Confindustria agli stati generali tenutisi a Bergamo «non si capisce dove è la giustizia in questo paese» ha dichiarato «è un atteggiamento vergognoso da parte degli industriali italiani».

Vittorio Mottola, Pd, è tornato sulle aree pubbliche all’interno di nuovi insediamenti costruiti in città «non sono segnalati e la gente non sa che può andare in quelle aree tranquillamente» ed ha quindi letto una e-mail di una ricercatrice che ha denunciato l’impossibilità di parlare dei prossimi referendum del 12 e 13 giugno. Roberta Marzorati, Per Como, è invece tornata sugli affitti delle case comunali «le tariffe non sono mai state definite con una delibera!» e si è chiesta come sarà la manutenzione del manto di erba sintetico del pezzo di lungolago che verrà riaperto «bambini con gelati, cani, sigarette, come si farà a mantenerlo pulito?».

Sempre sul lungolago Luigi Bottone, Gruppo misto, ha presentato una raccolta firme degli esercenti delle strutture dei giardini a lago che lamentano una eventuale concorrenza se nel tratto riaperto verranno posizionati giochi per bambini «non sono contrari all’intervento vorrebbero poter avere un incontro con l’Amministrazione e Zambrotta per discutere della questione».

Il consigliere ha quindi denunciato il fatto che per la raccolta dei rifiuti le strade si riempiono di sacchi di spazzatura e ha chiesto l’introduzione di cassonetti o isole ecologiche.

I due autonomisti Emanuele Lionetti e Pasquale Buono hanno invece denunciato l’inattività dell’Amministrazione e la mancanza di rigore e precisione nella gestione degli affitti dei chioschi comunali e dele concessioni di suolo pubblico (per i tavolini dei bar del centro): «No si possono accendere mutui e poi non riscuotere le locazioni che spettano al Comune!».

Un infuriato Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha invece denunciato l’attacco mediatico subito «da parte del Corriere di Como e da Espansione Tv. Sembra quasi che il blocco del Consiglio comunale sia dovuto ai miei 220 emendamenti, ma questi non sono ancora stati affrontati dal Consiglio, in un articolo si parla di questo e non è stato nemmeno ritenuto interpellarmi per esprimere il mio parere in proposito!».

Il consigliere democratico Marcello Iantorno ha quindi ricordato che il 9 maggio è il Giorno della memoria per le vittime del terrorismo e i 10 magistrati morti dal 1979 ad oggi chiedendo un minuto di silenzio.

Bilancio

Fatto il minuto di raccoglimento la seduta è ripresa dall’emendamento 10, proposto dalla consigliera del Pd Silvia Magni, che chiedeva l’introduzione di tavoli nell’arredo urbano dei parchi pubblici, subito bocciato dalla maggioranza.

«Dato che l’anno scorso avete bocciato il progetto che avevo presentato per fare dei campi da calcetto e un campo da basket nell’area dell’Ippocastano – ha proseguito con l’emendamento successivo la consigliera democratica – perché dovevate farvi la piazzola di sosta per i camper, ma non avete fatto nulla, la ripropongo». Ma l’iniziativa, dopo anche il blocco della discussione per la presentazione di subemendamenti, uno di Buono considerato inammissibile e uno di Rapinese bocciato, non ha avuto successo e la maggioranza la ha bocciata.

Stessa sorte per la proposta di stornare 80mila euro per la sistemazione della Biblioteca comunale e l’apertura di un sala studio al piano terra.

Decaduto l’emendamento 13 perché il capitolo da cui prendeva soldi è stato già impegnato, si è affrontata la proposta successiva il primo degli emendamenti presentati da Rapinese, bocciato, contro l’accensione di un mutuo per la sistemazione dei giardini a lago, duramente attaccato anche dai banchi del’opposizione «è un’idea di città disunita che va verso un peggioramento» il commento di Iantorno.

Il Consiglio si è quindi bloccato nelle pastoie dei cavalli legali e dei bizantinismi con una lunghissima sospensione per ottenere il parere tecnico dagli uffici e un’aula sbracata in una seduta sempre più caotica.

Alla richiesta di sapere come mai il parere dei revisori e dei dirigenti comunali sugli emendamenti dal 15 al 237 fosse in contrasto la risposta del segretario generale Fabiano è stata serafica «sembra che il consigliere Sapere ravvisasse un contrasto, ma non c’è nessun contrasto». Adirato per il modo in cui è stata affrontata la discussione anche il capogruppo del Pd Mario Lucini.

Presentato il quindicesimo emendamento da Rapinese contro l’acquisizione del 100 per cento Politeama da parte dell’Amministrazione «sappiamo già che due soci non sono interessati a vendere e quindi è inattuabile», dalla maggioranza è stato proposto un subemendamento che se approvato porterebbe, per una questione burocratica, all’annullamento di buona parte degli emendamenti proposti dal consigliere di Adesso Como.

Avviandosi il Consiglio sempre più confusamente alla conclusione Rapinese ha quindi chiesto la prosecuzione della seduta ad oltranza «così che non si possa dire che faccio ostruzionismo», ma con un voto trasversale, solo gli autonomisti, Per Como, 3 consiglieri del Pdl, il proponente e Supino favorevoli, la proposta è stata bocciata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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