Il Consiglio comunale di Como di lunedì 27 giugno

Nessuno vuole votare la delibera sul Cube, la seduta va deserta a Palazzo Cernzzi

 Spazi Bimbo

«Ora che verranno chiusi due Spazi Bimbo – ha dichiarato nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 27 giugno Roberta Marzorati, Per Como – coloro che avevano fatto domanda per quelle strutture or sono in coda nelle liste per gli asili nido, bisogna fare delle programmazioni quando si attuano queste politiche».

Lungolago

«Per quale ragione i cittadini comaschi sono stati tenuti fuori dall’inaugurazione del lungolago temporaneo?» ha domandato Alessandro Rapinese, Adesso Como, indossando una maglietta con due racchette da tennis e scritto «Lo scempio – Wimblecom», che ha chiesto lumi sulla presenza dell’ex assessore Caradonna, contestato per l’erezione del muro poi abbattuto, all’evento.

«Si è permesso di chiamare incivili i cittadini che lo hanno mostrato il proprio dissenso» ha detto il democratico Marcello Iantorno censurando l’operato del sindaco fischiato all’inaugurazione del lungolago provvisorio pagato da Zambrotta.

Ca’ d’industria

«È aberrante l’appoggio ingiustificato dato dal sindaco al Cda della Ca’ d’industria – ha proseguito Iantorno – la Procura di Como sta indagando su atti di estrema gravità come la corruzione di atti che governano le aste».

Sfiducia

Il consigliere di Rifondazione comunista Donato Supino è ritornato sulla sfiducia a Peverelli, rimproverando il sindaco Bruni per le affermazioni fatte a Etv «il problema era la città è pulita o no?», ricordando che «le minoranze da sole non hanno neanche il numero legale per poter affrontare la discussione».

Sullo stesso argomento è quindi intervenuto Carlo Ghirri, Gruppo misto, «ero a Sanemo al Casinò, ma non sarei uscito dall’aula e avrei sfiduciato Peverelli per i suoi comportamenti riprovevoli». Innanzitutto per l’alterco sulla bandiera italiana e il consigliere ha quindi attaccato la stampa locale rea di aver sostanzialmente difeso l’assessore leghista.

Code

«Oggi sono stato fortunato – ha detto Massimo Serrentino, Pdl – ho impiegato solo 1 ora e 55 per rinnovare la carta d’identità!». E già due volte, dopo 2 ore di attesa, il consigliere aveva desistito. Per questo, pur riconoscendo «la solerzia e la capacità dell’impiegata», ha chiesto chiarimenti all’assessore Cenetiempo «che mi ha dato una risposta insulsa; i cittadini dovrebbero andare negli uffici al mercoledì e al sabato, come se in quei giorni non ci fossero le code!».

Varie

Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto la rimozione dei ponteggi falla Torre Pantera, mentre Luigi Bottone, Pid, si è lamentato per aver impiegato un’ora per scendere da Monte Olimpino a Como data la chiusura di via Nino Bixio.

Sull’ipotesi di spostamento dell’ormai tradizionale rassegna Parolario è intervenuto il leghista Diego Martinelli favorevole all’utilizzo di Villa Olmo ma timoroso che lo spostamento dal «salotto cittadino in piazza Cavour, che era un punto di forza», la manifestazione possa risentirne.

«Quanti soldi stiamo buttando in via Fontana?» ha chiesto Mario Molteni, Per Como, annunciando un’interrogazione in cui si chiede quanto è stato speso negli ultimi anni per i vari rifacimenti del fondo stradale della via cittadina.

Cube

Insediato il Consiglio la discussione è ripresa sulla spinosa diatriba fra Cube e Amministrazione comunale per la definizione di un canone per la concessione del terreno pubblico su cui è stato costruito negli anni l’attuale bar.

«Ritengo che l’immobile sia già parte del Comune» il commento di Iantorno. Più cauto il suo collega di partito Bruno Saladino «il privato ha sempre pagato l’Ici e ha accatastato a suo nome il bene», che ora è stimato 1,3 milioni circa «non si può tirare un colpo di spugna così».

«Chi ha costruito su un’area pubblica indisponibile ha già avuto il suo ritorno, non dobbiamo farci nessuno scrupolo» la conclusione lapidaria dell’intervento di Bruno Magatti, Paco.

L’assessore Cenetiempo ha cercato di smorzare i toni, spiegano che l’attuale concessione, con una curiosa formula, «è valida sino al 2012 più 4 anni», e che tutto è nato dall’aumento del canone di affitto del terreno da parte del Comune, passato da 7 a 44 mila euro annui, che la proprietà dell’immobile ha chiesto poi di rivedere.

Ma l’oggetto del contendere è stata la decisione di far approvare il documento, preparato dalla Giunta, al Consiglio, contrariamente a quanto accaduto nel 2005, una scelta non condivisa da molti, anche della maggioranza che non si sono presentati in aula. «Mi rifiuto di votare» ha detto il socialista Vincenzo Sapere.

Di «Aspetti molto poco chiari sul quadro di valutazione interna allo stesso Comune – ha parlato, annunciando l’uscita dall’aula, il capogruppo del Pd Mario Lucini – abbiamo sentito le posizioni dell’assessore Cenetiempo, dell’avvocata Marciano e del segretario generale Fabiano e non mi sembrano coerenti fra loro».

Le difficoltà della maggioranza si sono rese evidenti con una riunione durata più di 20 minuti per decidere il da farsi.

Rapinese ha presentato un emendamento in quattro punti migliorativo dello scritto della delibera.

Al voto del primo punto dell’emendamento di Rapinese erano rpesenti in aula solo 17 consiglieri, la maggioranza, Supino e Dario Valli, Area 2010, che si sono astenuti e il proponente, l’unico voto favorevole. Non essendoci il numero legale la seduta è stata sospesa e avendo avuto conferma della indisponibilità a restare in aula il presidente ha dichiarato sciolta l’assemblea. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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