Il Consiglio comunale di Como di lunedì 18 luglio

Approvato il Collegio universitario in via Grossi

 «Quali sono state le adesioni al bando per l’animazione serale in centro storico per l’estate?» ha chiesto nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 18 luglio il consigliere comunale di Fli Pasquale Buono che ha anche domandato «leggendo il testo poi non ho capito, verranno pagati dal comune gli eventuali cachet dei gruppi che si esibiscono?».

Mario Lucini, Pd, ha chiesto nuovamente copia dei documenti di Piano per la preparazione del Pgt in Commissione urbanistica «giovedì ci dobbiamo riunire ho chiesto di fare le copie per i commissari ma gli uffici mi hanno detto di non avere avuto disposizioni in tal senso».

«Mi si diano i dati che ho chiesto! – è sbottato un irato Massimo Serrentino, Pdl, sugli aumenti delle tariffe – mi è stata data copia di una risposta data al consigliere Bottone, ma non si tratta di quello che ho chiesto, io ho chiesto i dati di 5 vie».

Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto chiarimenti sullo scarico di inerti in via Bonifacio da Modena «chi ha dato il permesso?», mentre Giampiero Ajani, Lega, ha sottolineato la condizione di precarietà in cui versano le strutture scolastiche comunali «via Giussani ne è l’esempio». Mario Molteni, Per Como, ha annunciato una raccolta firme per la sistemazione dei giardinetti pubblici di via Segantini, sistemazione dell’impianto di illuminazione, bagni pubblici, «abbiamo già raccolto una quarantine di firme».

Contro le nomine alla Comodepur si è scagliato il democratico Marcello Iantorno annunciando un’interrogazione «tutte le domande presentate sono state fatte fuori dai termini previsti!».

Cimitero maggiore

Il consigliere del Pdl Marco Butti ha sollevato il problema dell’accesso al Cimitero maggiore «due persona anziane con difficoltà di deambulazione sono cadute sulle scale d’ingresso» e chiesto di mettere sulla scalinata almeno un corrimano e posto il problema dell’abbandono in cui versa il terreno prospiciente nell’area ex Ticosa a ridosso del parcheggio «ci sono personaggi che rovistanovicino alle macchine» e «in una cella frigo è stato approntato un “loft” da una quindicina di extracomunitari».

Antenne

Roberta Marzorati, Per Como, è ritornata sulle antenne poste sopra il Baradello per un ponte radio dei vigili comunali «mi hanno risposto dal Parco della Spina Verde e mi si dice che l’autorizzazione di nuovi impianti è espressamente vietata».

Fumi

«Dal camino dell’Acsm sono stati visti uscire fumi colorati – ha dichiarato Bruno Magatti, Paco – è stato detto che sono stati bruciati alcuni medicinali senza conseguenze per la salute dei cittadini, vorrei ricordare che vengono bruciati 65 milioni di chilogrammi di materiali, di cui Acsm afferma di recuperare il 25 per cento, ma il restante si disperde nell’aria».

Parolario

«Dato il trasferimento di Parolario a Villa Olmo – ha chiesto il futurista Pasquale Buono – il Comune sta operando da solo? Con che contributo? Qual è il suo ruolo all’interno di Parolario?».

Collegio universitario

L’assemblea ha quindi affrontato l’argomento della serata la convenzione da istituire con Univercomo per il recupero della struttura comunale di via Tommaso Grossi per creare un Collegio universitario.

Dopo le diverse eccezioni e richieste fatte nel lunedì precedente una delegazione del mondo universitario comasco e di Univercomo si è presentata in Consiglio per spiegare e sostenere il progetto.

Per primo ha parlato il presidente dell’associazione che si occupa della promozione universitaria nella provincia lariana Giacomo Castiglioni che ha ripercorso la storia dei collegi universitari in Italia e spiegato come funzionerà e quali saranno gli obiettivi «viene garantito vitto e alloggio a chi ha una media superiore al 27 e per mantenere l’eccellenza qualitativa settimanalmente verrà offerto un supplemento di formazione».

Un’esperienza che sarà supportata dall’esperienza del Collegio di Milano che svolgerà una sorta di tutela sulla futura struttura comasca. Una partnership avviata affinché «Como diventi il sesto collegio in Lombardia per Expo 2015» ha precisato Castiglioni, la struttura, a regime, potrà ospitare un centinaio di ragazzi dell’nsubria e del Politecnico.

Il preside della Facoltà di Scienze dell’Insubria Stefano Serra Capizzano ha sottolineato l’importanza della capacità di attrazione del Polo universitario comasco nella regione, in Italia e all’estero e proprio su questo punto ha portato la propria esperienza diretta l’ingegnere Maddalena Mombelli, che ha raccontato l’esperienza dell’apertura agli studenti stranieri dell’Università comasca. «Sono state attivate 50 borse di studio per 600 studenti che provengono da tutto il mondo – ha precisato Castiglioni – gli studenti stranieri sono ormai il 32 per cento»; «si tengono infatti corsi in inglese che sono un’occasione di crescita professionale anche per gli italiani» ha precisato Mombelli.

Per Castiglioni i ragazzi, che provengono da 43 paesi differenti, oltre alla formazione vera e propria hanno l’occasione di far propria «2000 anni di cultura giudeo-cristiana e porteranno a casa la saggezza dell’occidente» con particolare riferimento ai cinesi perché da loro i diritti individuai non sono rispettati, ha precisato.

A chi ha chiesto se la nuova struttura possa essere incongruente con il prospettato Campus universitario Castiglioni ha risposto recisamente di no «è un primo passo per far diventare Como una città universitaria».

L’architetto Corrado Tagliabue ha esposto quindi il progetto che prevede un intervento su 7.600 metri quadri e per il quale il suo studio prenderà 19 mila euro, che saliranno a 99mila se otterrà un finanziamento ministeriale. Un intervento che coinvolgerà il quadrilatero posto fra la ferrovia, via Tommaso Grossi e via Dante che prevede la pedonalizzazione dei cortili interni, la creazione di una sala conferenze e di camere per studenti nei vari corpi che compongono la struttura.

Castiglioni ha anche ripercorso la genesi dell’intervento spiegando le diverse ipotesi vagliate prima della decisione definitiva.

In un primo tempo Univercomo aveva pensato al Salesianum di Tavernola, ma la proprietà era interessata solo a vendere, poi alla Domus Mariae di Camnago, ma era una sede troppo decentrata, infine alla struttura dell’Insubria in via Carso, una ex Tintoria, ma avrebbe dovuto essere ristrutturata completamente con una spesa di circa 5,5 milioni di euro.

L’idea di un intervento al S. Martino è sfumata perché erano troppi gli enti da mettere d’accordo, Ospedale S. Anna, Asl, comune, Camera di commercio, Regione, mentre in via Tommaso Grossi il partner è solo l’Amministrazione comunale.

L’intervento avrà un costo di 7,8 milioni di euro, il Ministero metterebbe il 50 per cento, l’Insubria, vendendo lo stabile di via Carso, metterebbe 1,2 milioni, «il Politecnico immagino metterà altrettanto e la Camera di Commercio 1 milione». Castiglioni ha ventilato anche l’ipotesi di un intervento di villa Saporiti e precisato che solo l’Insubria ha dato una risposta formale sull’interessamento al progetto. In ogni modo se non dovesse andare in porto il finanziamento da Roma la speranza del presidente di Univercomo è di riuscire a coinvolgere nella partita la Fondazione Cariplo.

«Bisogna prendere il treno adesso o mai più» ha esortato il Consiglio e l’obiettivo è di ultimare il restauro ntro il 2015 e di iniziare i lavori al più presto nel luglio 2012.

Molti, sia dalla maggioranza che dall’opposizione gli apprezzamenti per il progetto presentato, anche se alcuni hanno espresso scetticismo: Pierangelo Gervasoni, Pdl, ha chiesto il perché del mancato recupero degli spazi del primo cortile dove è presente la pizzeria, «è stata una scelta del Comune» la risposta dell’assessore Cenetiempo; mentre per Magatti si tratta di una scelta monca, data la mancanza di strutture sportive nella zona del Collegio data la scelta del Comune di creare il villaggio dello sport a Muggiò.

Dopo la decisione di andare ad oltranza per chiudere in nottata, per poter permettere ad Univercomo di rispettare i tempi tecnici per la presentazione della domanda di contributo al Ministero, è stato approvato dal Consiglio un emendamento di Magatti, con il solo voto contrario di Rapinese e 3 astensioni fra i banchi del Pd, per ribadire la non conflittualità con il progetto di Campus universitario, bocciata invece la proposta di Rapinese, sostenuta solo da Per Como, Rifondazione e Gervasoni, di allargare l’intervento a tutto il primo cortile.

Al voto finale tutti d’accordo sul progetto, tranne Rapinese, che ha poi litigato con il vicepresidente Saladino, «legga il Regolamento, lei è ignorante», per non avergli concesso di prendere la parola per fatto personale al termine della seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

1 thought on “Il Consiglio comunale di Como di lunedì 18 luglio

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: