Consiglio comunale: sì ad un’Università multipolare

Palazzo Cernezzi ha deciso di sviluppare la presenza universitaria in città individuando tre poli di riferimento a Sant’Abbondio, S. Martino e fra via Tommaso Grossi e via Briantea


Fascismo e negazionismo

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 30 gennaio Donato Supino ha ringraziato il presidente Pastore per aver espresso solidarietà a nome del Consiglio all’Anpi e all’ex senatore Luciano Forni per la scritta negazionista e fascista sulla sede dell’associazione dei partigiani comaschi, «Forni sei falso come i forni di Auschwitz». La scritta è stata cancellata, «proprio ora in prossimità del Giorno della memoria», ma non dall’Amministrazione e quindi il consigliere comunista si è scagliato contro il sindaco Stefano Bruni «non ne ha tenuto conto, con quale dignità è andato, assieme al prefetto, a stringere la mano ai deportati e ai loro famigliari?».

Varie

Sulle ultime vicende della Ca’ d’industria è intervenuto Marcello Iantorno, Pd, asserendo che la fondazione può intervenire per vie giudiziarie contro Fms, la ditta appaltatrice per le forniture dei pasti che chiede ulteriori contributi, «potrebbero avere diversi argomenti per stopparla e potrebbero presentare delle memorie». La collega di partito Silvia Magni partendo dalla richiesta di sistemazione dei giardinetti in via S. Antonino ad Albate, dove panchine e giochi possono risultare pericolosi per i bambini, ha chiesto un «censimento dello stato dei giardini per far sì che siano utilizzabili con l’arrivo della primavera per i nostri bambini». «Non c’è etica!» lo sfogo dell’autonomista Massimo Serrentino dopo l’approvazione nella seduta precedente della mozione sull’utilizzo dei posteggi per i consiglieri per motivi strettamente connessi all’incarico. «Non è possibile che consiglieri che parcheggiano l’auto quotidianamente in via Perti da mattina a sera, avendo il posto di lavoro vicino abbiano votato la mozione di Rapinese» ha tuonato. Il consigliere di adesso Como Alessandro Rapinese ha quindi presentato una’altra mozione per espropriare le case dei residenti che chiedono la chiusura del Palaghiaccio di Casare a causa del rumore, «per un’opera di pubblica utilità, così come fece Gelpi per la passeggiata di Villa Olmo». Per ultimo Pasquale Buono, Fli, ha chiesto al sindaco di relazionare all’aula a proposito della paratie e della ex Ticosa: «che cosa sta succedendo? – ha chiesto – L’ultimo Consiglio potrebbe essere il 15 o il 19 marzo, sarebbe utile che prima di quella ci informasse in tempo reale di quello che la prossima Amministrazione dovrà fare su questi temi».

Oca Bianca

Come primo punto all’ordine del giorno il consiglio ha affrontato una procedura di Suap per la Locanda dell’Oca Bianca, un recupero di sottotetto per creare tre nuove stanze con quattro posti letto. Un procedimento che non ha destato scalpore tanto che, senza interventi e dichiarazioni di voto, è passato con l’astensione delle minoranze.

Università

Ritirata dal proponente, Dario Valli, Area 2010, una mozione sulla sistemazione transitoria del lungolago, l’assemblea è passata a discutere di quella di Bruno Magatti, Paco, sul futuro dell’Università a Como.

La proposta nasce da un emendamento proposto quando venne fatta la presentazione della delibera per la destinazione della ex Scuola media Baden Powell a collegio universitario (uno sviluppo di cui non si conoscono ancora gli esiti in attesa di un finanziamento statale) convertito in mozione.

L’idea è quella di concentrare la presenza universitaria in città, ora polverizzata in più luoghi, in tre grandi aree, definendo un polo principale scientifico nell’area del S. Martino, dove il parco dell’ex Ospedale psichiatrico dovrebbe diventare il Parco della città, uno secondario umanistico a Sant’Abbondio, e residenze studentesche fra via Tommaso Grossi e la Presentazione in via Briantea, secondo un progetto elaborato da Paco l’estate scorsa, sulla falsariga di quanto accade a Trondheim.

Quasi tutti favorevoli salvo lamentarsi del ritardo accumulato dal Comune sull’argomento. Un ritardo stigmatizzato da Supino che è tornato a chiedere il rispetto del Regolamento, che prevedrebbe la discussione entro 40 giorni, per la discussione delle mozioni che al contrario perdono di attualità «e si devono ritirare così come successo la seduta scorsa», un rimprovero ai capigruppo, che decidono con la presidenza gli argomenti da discutere nelle sedute, ed in particolare a Valli.

«Che tipo di indirizzo si vuole dare per il futuro dell’università a Como?» ha chiesto il socialista Vincenzo Sapere, una specializzazione è necessaria per Valli «siamo ormai in un regime di concorrenza agguerrito, una Università indifferenziata senza forti legami col territorio rischia di essere debole», una difesa dell’operato dell’Amministrazione è giunta da Marco Butti, Pdl, «si sta facendo un percorso che sta dando risultati, si sta innescando un cambiamento culturale contro quella sorta di sudditanza psicologica nei confronti della vicina Varese». Una scarsa relazione fra Università e la città ha lamentato Mario Lucini, Pd, «la città di Como non ha capito l’indotto che può ricevere dall’Università» si è lamentato l’autonomista Emanuele Lionetti, «questa Amministrazione ha totalmente fallito! Ma con l’Università non c’ha nemmeno provato (non come per le paratie e le Ticosa)» il commento del democratico Marcello Iantorno. Il sindaco ha espresso perplessità sul futuro, in particolare «per Giurisprudenza, non c’è un grande fabbisogno da parte del territorio e non dà un grande futuro professionale», ma l’Università è comunque «la più grande azienda in città e il nostro territorio non la può perdere»

Tutti d’accordo all’approvazione, unico contrario Rapinese: «S. Martino non è nostro è proprietà di terzi, il Campus non è compatibile con questo spezzatino e per il collegio di via Tommaso Grossi non c’è garanzia di successo».

Partecipate

Una mozione dell’autonomista Piercarlo Frigerio per invitare maggiore attenzione alle politiche di gestione delle partecipate, per ridurre il più possibile le spese non necessarie, l’eventuale dismissione, e l’introduzione di una relazionare periodica in Commissione è stata sospesa in attesa di sapere le prossime decisione del Governo sulla materia.

Grandi mostre

L’assemblea ha così ascoltato le interrogazioni di Buono sulle grandi mostre rivolte all’assessore Gaddi. Quando un consigliere non si ritiene soddisfatto della risposta scritta ricevuta da un assessore su un argomento può chiedere un chiarimento in aula e così è stato anche se il consigliere non si è dichiarato soddisfatto neppure delle risposte orali. Tre domande, la prima sul bando per l’assegnazione del catering a Villa Olmo, «se si tratta dell’inaugurazione lo ha pagato lo sponsor, se invece del servizio bar è stato fatto un bando da Csu» la risposta dell’assessore alla cultura. «Perché la grande mostra 2012 è stata decisa senza indicazioni del Consiglio comunale?» la seconda domanda a cui ha risposto Gaddi: «Il Consiglio ha dato delle linee di indirizzo nel 2009 fino a fine mandato, e l’organizzazione della mostra è gestionale, quindi spetta alla di Giunta». Per ultimo Buono ha attaccato i viaggi dell’assessore «a Bruxelles e Anversa per la grande mostra 2012» «Con i soldi degli altri tutti fanno quello che vogliono» ha aggiunto «l’organizzazione dell’evento ha una fase organizzativa assai complica – ha precisato Gaddi – i viaggi non li faccio per andare in vacanza, ci sono altri modi più gradevoli che andare in un museo a Bruxelles». «Ma vai in Procura – ha alzato i toni uno spazientito Sapere all’indirizzo di Buono – Hai tagliato il nastro con lui fino altr’anno!». Un’uscita che ha dato il la a Giovanni Acelti, Pdl, per trascendere e iniziare a gridare «sei entrato senza pagare il biglietto per 9 anni!», per poi urlare scompostamente di vergognarsi al consigliere di Fli, tanto da essere invitato a uscire. L’ultima interrogazione di Buono sulle politiche familiari, mancando l’assessora competente, è stata rimandata e la seduta chiusa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: