Un incanto senza fine alla Fiera del Libro

Di libri e del piacere di leggere si è parlato, e tanti libri sono stati raffigurati nel corso dei secoli della storia occidentale. Aforismi e immagini su questo tema sono stati raccolti da Federico Roncoroni, che ha curato il libro Un incanto senza fine in occasione del cinquantesimo della libreria Mentana di Como. Questo libro è stato presentato da Roncoroni con Gerardo Monizza nella serata del venticinque agosto, all’interno della sessantesima edizione della Fiera del Libro, in piazza Cavour. Tra gli stand delle librerie comasche molti sono stati incuriositi da un incontro che aveva il libro proprio come suo tema principale. Le poche sedie disponibili sotto il tendone sono state occupate in fretta e in tanti si sono fermati in piedi ad ascoltare la presentazione.

«Per questo libro abbiamo scelto il titolo L’incanto senza fine – ha detto Roncoroni – perché questo è ciò che si prova di fronte ad un’opera d’arte, che sia essa di carattere artistico, musicale, poeticao o narrativa. Un incanto che secondo Roncoroni si sente quando si sta di fronte ad un’opera d’arte, perché «come si fa, per esempio, a non incantarsi ascoltando un sonetto di Petrarca?». Sorridendo recita quindi ai presenti proprio un sonetto petrarchesco, Io son sí stanco sotto ‘l fascio antico per trasmettere a tutti l’incanto di cui ha parlato. Roncoroni ha fatto notare come anche l’immagine di copertina richiamasse questo incanto e questa passione per la lettura raffigurando tanti piccoli libri che volano, aperti, pronti per essere letti. «L’idea di realizzare un libro proprio sui libri è nata per festeggiare i cinquant’anni della libreria Mentana. Abbiamo raccolto aforismi dove si parla di libri e accompagnato questi aforismi con particolari di dipinti dove essi vengono raffigurati».

 Alcuni aforismi e alcune immagini scelte sono state proiettate nella sala e commentate da Roncoroni, che ha saputo coinvolgere i presenti accompagnandoli lungo un percorso che ha preso il via dal quadro della Madonna in Rosso, in cui Gesù tra le braccia di Maria sfogliava curioso e con piacere le pagine di un libro, ed è continuato attraverso i secoli, fino ad arrivare al confronto del libro cartaceo con il nuovo e-book elettronico.

 «Il libro è un oggetto che percorre tutta l’arte della cultura occidentale – ha fatto notare Roncoroni – Veniva raffigurato in mano ai Santi, nelle loro biblioteche, sulle loro scrivanie nel periodo alto medievale. Poi con il periodo dei comunale e delle signorie diventa il vero simbolo di una persona acculturata e intelligente che nel libro trova quello che ha bisogno e che ha sempre a disposizione».

 Dalle immagini i presenti hanno visto il libro passare da oggetto simbolo di erudizione e saggezza nelle immagini sacre, di intelligenza tra le mani di una donne colte e raffinate, fino a essere usato anche come semplice passatempo mentre si attende, per esempio, nella hall di un albergo. Un oggetto di cui alcuni aforismi contemporanei avvertono che è meglio non prestare, ironizzando sul fatto che un libro prestato raramente viene restituito e finisce per lasciare un buco nella propria collezione. [ Matilde Aliffi, ecoinformazioni]. [Fotografia di Fabio Cani]

 

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