Con Etico l’idea di una nuova Lombardia

eticologoNella serata di martedì 5 febbraio, nella sala convegni del comune di Cantù, si è tenuto l’incontro Sedotti e abbandonati: le imprese e i cittadini di fronte alla crisi. 75 idee (più le tue) per il lavoro, l’ambiente e la salute in Lombardia  della Lista Etico a sinistra Per un’altra Lombardia. Presenti all’iniziativa il sociologo sondriese, fondatore dell’Istituto di Ricerca Aaster per lo sviluppo del territorio, Aldo Bonomi e il promotore della Lista Etico, nonché giornalista, Andrea Di Stefano. Sono intervenuti i cinque candidati alle regionali per Ambrosoli presidente per la provincia di Como: Lina Annoni, Fabrizio Baggi, Fernanda Donchi, Luca Frosini e Danilo Lillia.
Dopo una breve introduzione del segretario della Federazione della sinistra canturina Ruggero Arnaboldi, la parola è passata a Aldo Bonomi che, dopo un personale suggerimento ai candidati sul ruolo che deve avere la politica, cioè quello di essere fatta con passione e dare speranza, si è “avventurato” in un’analisi socio-economica sul cambiamento e sulla metamorfosi di tutti i contesti attuali, esaltando il ruolo del vecchio tipo di comunità, che, a detta del sociologo, teneva insieme i vari soggetti sociali; una realtà che adesso non è più attuale e attuabile. Dopo aver fornito un quadro economico della situazione lombarda e canturina, Bonomi ha proposto varie alternative per un ruolo diverso della nuova regione e per una serie di politiche pubbliche atte al recupero del potere e della produttività delle imprese, e quindi, secondo lui, dei dipendenti delle imprese stesse. Terminato l’intervento del professore, la parola è passata ad Andrea Di Stefano, che ha spiegato in maniera più concreta le proposte della lista Etico, per comprendere ed uscire dalla crisi che attanaglia la Lombardia e, più in generale, il sistema-Paese: ad un contesto, come quello attuale, di assenza di controlli sulla finanza, va contrapposto un piano strategico di natura economica che ponga al centro la sostenibilità sociale, ambientale ed economica, partendo da una programmazione più consistente, che permetta anche di rilanciare l’occupazione. Rispondendo poi a Bonomi che aveva espresso perplessità sul reddito minimo garantito, in quanto lo stesso può trasformarsi in una sorta di elargizione, Di Stefano ha spiegato come questo tipo di reddito possa aiutare da un lato i tantissimi in difficoltà economica per assenza di occupazione (attraverso un sostegno economico ed una serie di progetti di reinserimento nel mondo del lavoro), dall’altro le imprese, che, assumendo queste persone, possono essere “premiate”. Nel concludere l’intervento, Di Stefano ha dato la sua immagine della Lombardia che verrà:  una comunità solidale, guidata da politiche pubbliche che siano ascolto e risposta dei problemi del territorio, non tralasciando un parallelismo col sistema portato avanti nell’era Formigoni-Lega, tesa ad una privatizzazione del settore pubblico, a favore delle imprese legate alla Compagnia delle opere.
La serata, che ha visto la partecipazione di oltre 100 persone, si è conclusa con la presentazione e gli interventi degli altri candidati, che hanno poi risposto alle domande del pubblico. [Andrea Cazzato per ecoinformazioni]
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