Fim Cisl Como e Varese verso l’unione

 FIM CISL como dep congresso13Questo il futuro delle due organizzazioni sindacali dopo il congresso congiunto, a Como dal 28 febbraio al 1 marzo, per arrivare alla Fim dei Laghi

«Questo complesso processo di riorganizzazione della Cisl è esteso a livello nazionale e per quanto riguarda la Lombardia rideterminerà la “geografia” organizzativa con ridefinizione degli attuali 14 territori in 8 – spiega un comunicato – e con potenziamenti e sinergie capaci di leggere i bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati e delle pensionate, dei cittadini e delle cittadine che la Cisl rappresenta e assiste sia a livello collettivo che individuale.»

Nascerà quindi una nuova struttura, con «13 dirigenti sindacali a tempo pieno, 2 impiegate amministrative unitamente al sostegno di volontari», «di circa 130mila iscritti (2a per dimensione a livello lombardo) – spiegano dal sindacato –. La fusione della Fim Cisl di Como e della Fim Cisl di Varese quantitativamente riguarderà due strutture che complessivamente organizzano 6.609 iscritti (2.466 Como, 4.143 Varese) distribuiti in quasi 1.000 aziende (equamente distribuite tra Como e Varese) con una presenza organizzata di 326 delegati (240 a Varese – 86 a Como) (in dettaglio).

Una unione che viene effettuata pur riconoscendo la diversità fra il territorio delle due province. Il territorio: «Comasco vede una distribuzione e concentrazione nelle piccole e medie aziende collegate ai metadistretti dell’Erbese, del Canturino, di Lomazzo, Olgiate e del lago con le loro specificità produttive. Dalle stamperie, all’indotto del legno arredo, alla meccanica speciale, al meccano tessile, alla nautica. Le aziende di media e grossa dimensione sono state e sono oggetto di forti tensioni e riorganizzazioni».

«La Fim di Como ha saputo leggere e cogliere i cambiamenti del territorio e crescere nella rappresentanza sia qualitativamente che quantitativamente – viene rivendicato, lanciando un affondo all’omologo sindacato della Cgil –. Se Fiom Cgil Como ha perso oltre 1.200 iscritti negli ultimo 15 anni la Fim li ha visti continuamente crescere,  diventando il primo sindacato metalmeccanico a Como nel 2010 con 2.500 iscritti (erano 1.800 nel 1995)». «La Fim Cisl di Varese – invece – ha storicamente una forte rappresentanza collegata ad importanti insediamenti produttivi di grandi gruppi quali Whirpool, Bassani Ticino e tutto il settore dell’AeroSpaziali (Agusta Westland e Aermacchi), unitamente alle centinaia di piccole e medie aziende spesso collegate ai diversi distretti in termini di indotto. È una struttura solida, organizzata, che presidia il territorio con interventi mirati alla formazione dei delegati per dare la giusta spinta alla contrattazione collettiva aziendale ed alla risposta puntuale con servizi dedicati ai lavoratori direttamente nei luoghi di lavoro».

«Questo fusione avviene in un momento molto critico per il settore. I due territori evidenziano da ormai troppo tempo situazioni di crisi aziendali molto significative con gravi ricadute a livello socio economico – riconosce il sindacato dei metalmeccanici della Cisl –. La crisi può trasformarsi in una grande opportunità di cambiamento. Per fare questo i primi a cambiare dobbiamo essere noi. Adeguare le strutture ad un contesto che è radicalmente mutata era ed è una necessità improcrastinabile».

Perciò, per i sindacalisti della Fim di Como e Varese riunitisi a congresso a Como a cavallo fra febbraio e marzo (la relazione introduttiva), l’accento è posto su: «Le sinergie, la collaborazione, la sintesi tra le differenze, la capacità di proporre azioni che si rafforzano nelle diverse esperienze e pratiche, si esalterà nel fare rete, squadra, nel dare struttura e senso ad un modo diverso di pensare il sindacato e di realizzarlo insieme ai lavoratori ed alla lavoratrici, alle delegate e ai delegati». [md – ecoinformazioni]

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