Nenia ripetitiva: via la musica e i poveri dal centro

confcommercio-comoNon basta ad alcuni commercianti comaschi guerreggiare contro la multiculturalità e gli opportuni interventi sul traffico realizzati dall’assessora Daniela Gerosa in via Milano. No, e non basta anacronisticamente contrapporsi frontalmente all’allargamento della  zona a traffico limitato contribuendo a impedire una discussione serena sul come realizzarla al meglio. Ora tocca a Confcommercio che,  con una nota che riportiamo integralmente nel seguito del post, se la prende addirittura con mendicanti, clochard e suonatori di strada. La singolare opinione dell’organizzazione dei commercianti lariani parla addirittura di stress a cui i titolari degli esercizi commerciali e le commesse [viene citato solo il genere femminile] sarebbero sottoposti quotidianamente. Dalla constatazione di questo “problema” la rituale richiesta di repressione.
«Confcommercio Como in una lettera inviata al Comune e alle forze dell’ordine  ha espresso  la protesta generalizzata tra gli operatori commerciali del centro storico nei confronti dei tanti, troppi, mendicanti, clochard e “suonatori di strada” che sistematicamente invadono le strade del centro, Tali soggetti agiscono in totale spregio delle norme vigenti, sia riguardo l’utilizzo di minori sia in relazione al rispetto del pubblico decoro. I motivi di tale legittima protesta sono molteplici: l’uso che i mendicanti fanno di bambini e animali costretti a “collaborare” nella raccolta di elemosina;  il disturbo, pressante recato ai passanti; il disagio dovuto all’uso di strumenti musicali che diffondono nenie ripetitive in modo continuato; la situazione di stress a cui i titolari degli esercizi commerciali  e le commesse sono sottoposti quotidianamente.  Per tutte queste ragioni, Confcommercio Como ritiene necessario un deciso intervento degli Organi preposti al controllo, tanto più urgente in un periodo di affluenza turistica come quello appena iniziato. Intervento necessario  anche in considerazione della rete di illegalità che si cela spesso dietro queste forme di elemosina. I commercianti del centro lamentano tale situazione, come Luigi Moresi, titolare dell’omonimo  negozio di Como: “la presenza di questi mendicanti  e suonatori – racconta –   è  sempre più massiccia, arrecando anche disturbo.   E’ assolutamente  necessario che si intensifichino i controlli con la presenza regolare delle forze dell’ordine”. La settimana scorsa un episodio increscioso si è verificato in città: due turisti americani hanno chiesto a un commerciante “Why Como is like Calcutta?”, a testimonianza della  crescente presenza delle persone che chiedono le elemosina. Sebbene la priorità è la tutela della legalità, anche l’immagine della città ne esce danneggiata:  “ Davanti al mio albergo staziona un mendicante quotidianamente – racconta Cristina Zucchi, Direttrice dell’Albergo Terminus di Como-  sosta proprio davanti al cancello, dove passano i clienti.  Provo rispetto per queste persone, mi dispiace per loro ma credo comunque che sia giusto che gli organi di controllo intervengano”.   Concorde su tutta la linea anche Roberto Cassani: “Se si vuole avere una città a vocazione turistica  bisogna arginare il fenomeno – dice il presidente degli albergatori – sebbene mi renda conto della situazione di difficoltà in cui si trovano queste persone.  La problematica  però nel centro storico esiste, è innegabile. Per questo è necessario più controllo da parte delle forze dell’ordine. Un eccessivo lassismo  non va bene”.  “  Con questa lettera al sindaco Lucini – conclude Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como – ci aspettiamo una presa in carico della questione. Sappiamo che è di difficile risoluzione e ci dispiace per chi è costretto a chiedere le elemosina. Ma  lo spregio delle norme vigenti va contrastato, soprattutto quando vengono usati i bambini e gli animali. Un maggior  controllo del territorio potrebbe quantomeno  limitare il fenomeno, nell’interesse di tutta la collettività comasca e di chi viene strumentalizzato. La criminalità in questo frangente è proprio dietro l’angolo”. Il Consiglio Direttivo del comparto Moda ha affrontato proprio ieri il problema indicando che la  presenza di questi soggetti allontana la clientela dai negozi con la loro fastidiosa e petulante insistenza». [Ufficio stampa e comunicazione Confcommercio Como]

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