Sisme/ chiesto incontro in regione

striscioneIl presidio cominciato giovedì dai lavoratori dell’azienda metalmecanica di Olgiate continua. Il forte vento dei giorni scorsi ha messo a dura prova la resistenza dei due tendoni, allestiti per gestire al meglio lo svolgimento delle attività. L’assemblea dei lavoratori ha intanto inoltrato alla regione Lombardia la richiesta di un incontro

Ricomporre il tavolo e trovare una via d‘uscita. È la richiesta che i sindacati fanno alla regione: «Una vertenza durissima che dura da anni e con effetti devastanti sulla tenuta occupazionale di quella che era la più grande azienda metalmeccanica della provincia di Como.
L’11 gennaio 2014 si concluderà il terzo anno di contratti di solidarietà. L’intervento politico istituzionale ha permesso di verificare in un incontro qualificato al Ministero del lavoro il 17 ottobre 2013 ed ottenere la fattibilità del quarto anno di solidarietà in deroga al limite quantitativo dei 36 mesi nel quinquennio.
L’azienda, nonostante questa prospettiva e possibilità in data 24 ottobre 2013 ha aperto una procedura di mobilità per 223 lavoratori sui 494 occupati attualmente ad Olgiate Comasco.
Un atto dirompente cui si è risposto ricercando comunque in sede sindacale di arrivare ad una intesa che facilitasse l’emersione di volontari con la mobilità incentivata.
Dopo tre incontri, l’azienda ha fatto proposte lontane da una possibile intesa subordinando al raggiungimento di un numero di circa 40-50 lavoratori la continuazione dei contratti di solidarietà per il 2014.
Come abbiamo avuto modo di rappresentare al Presidente Maroni che ci ha ricevuto il 17 ottobre 2013, al termine di un presidio davanti all’assemblea di Confindustria Como tenutasi a Villa Erba a Cernobbio, noi riteniamo fondamentale l’intervento di Regione Lombardia perché Sisme ritiri l’irricevibile piano industriale e assuma impegni vincolanti sull’occupazione e gli investimenti ad Olgiate Comasco.
Dal 2008 sono usciti circa 460 lavoratori. Oggi vengono dichiarati 223 esuberi. Una situazione inaccettabile ed esplosiva dal punto di vista sociale.
I lavoratori sono in sciopero e in presidio permanente dal giovedì mattina. La tensione aumenta ad ogni ora. E serve pertanto un intervento urgente al fine di ricomporre il tavolo e trovare una soluzione condivisa». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

 

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