Tares: Cambiano i coefficienti

comunePalazzo Cernezzi deve tornare sul provvedimento per i rifiuti a causa di un errore del software. «Devono essere individuate le responsabilità» chiede l’opposizione, mentre dalla maggioranza verrà presentato un ordine del giorno in tal senso.

Stranamente poche le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 18 novembre sulle dimissioni dell’assessora al Bilancio Giulia Pusterla. Saluti e attestati di stima sono arrivati da Ada Mantovani, Adesso Como, e Laura Bordoli, Gruppo misto, mentre il sindaco, che si è detto «molto dispiaciuto e addolorato», ha ufficialmente presentato il fatto all’assemblea ribadendo che «non ci sono altri motivi» oltre a quelli addotti e le relazioni personali non sono cambiate. Le deleghe dell’assessora, che si è detta disponibile a portare a termine la variazione di Bilancio e che ricopriva anche l’incarico alle Politiche finanziarie e tributarie, Aziende e partecipazioni e Pari opportunità, ritorneranno ora al primo cittadino Mario Lucini.

Il leghista Diego Peverelli si è lamentato invece della concorrenza fatta dal mercato di Forte dei Marmi a quello tradizionale comasco, mentre Luca Ceruti, M5S, ha ricordar dato l’impegno preso con una mozione dal Comune contro la violenza sulle donne in vista del 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza alle donne. «Ad oggi, nessuno di quegli impegni è stato mantenuto, niente è stato fatto per porre in essere quelle azioni concrete – ha detto il consigliere –, ma soprattutto niente è stato messo a bilancio per gli interventi per i quali all’unanimità l’Amministrazione comunale si era impegnata».

Tares

Insediato il consiglio il sindaco ha presentato una delibera di revisione del provvedimento già approvato sulla Tares. Una necessità dovuta a un «difetto dell’elaborazione del software» con cui erano state impostate nel deliberato precedente. «Non si è toccato alcun coefficiente – ha precisato il primo cittadino –, ma la rielaborazione dei dati tenendo fissi i coefficienti con la correzione delle imperfezioni del software ha determinato delle tariffe diverse».

Le minoranze hanno subito chiesto più tempo per poter visionare i documenti, «li abbiamo ricevuti stasera – ha detto Peverelli – non vogliamo approvare a busta chiusa», e, sospesa la seduta,  solo dopo una un incontro con i dirigenti comunali il dibattito è potuto riprendere.

Dall’opposizione si sono levate subito richieste di chiarezza e di valutare la possibilità di rivalersi sull’azienda fornitrice del programma informatico. «Abbiamo fatto causa all’azienda che ci ha fornito il software?» ha chiesto il capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese. «Ci sono aumenti del 117 per cento per i ristoranti!» ha esclamato Bordoli, «del 80,87 per cento per l’ortofrutta, e del 67 per cento per i banchi del mercato» gli ha fatto eco Sergio Gaddi, Pdl. «Come sono state decise le 5 categorie tartassate, sono state sorteggiate?» si è chiesto il capogruppo della Lega Alberto Mascetti, seguito dal collega Peverelli «siete una Giunta di gabellieri!» Per Marco Butti, Grupo misto, si tratterebbe dell’ennesimo scivolone della maggioranza dopo il Pgt, quando mancava una firma per l’approvazione, e la Ica, la controversa azienda di riscossione dei tributi per le pubblicità. La differenza nei conti si aggirerebbe sul milione di euro per un gettito necessario per la copertura dei servizi per il 2013 di 12 milioni e 500mila euro, un dato inferiore di 700mila euro al 2012.

Dalla maggioranza è arrivato un invito alla calma «ci sono stati degli errori e ora bisogna comprendere e capire perché» ha detto Vincenzo Sapere, Paco-Sel, di errore meramente tecnico ha parlato Italo Nessi, Como civica, «un errore ammesso apertamente in cui non c’è nulla di politico – ha aggiunto Antonello Paulesu, Como civica –, mentre è politico ammettere l’errore e venire in aula per arrivare in fondo alla questione». La maggioranza dovrebbe presentare un ordine del giorno in proposito per fare chiarezza sulla situazione.

A tutti ha risposto nella replica, prima della chiusura della seduta, Lucini per cui ci sono: «Condivisibili esigenze della piena contezza delle ragioni che hanno portato a questa situazione». Per il sindaco sono più di una le componenti che hanno fatto scaturire questo stato di cose e ha dichiarato: «Faccio fatica a riconoscere alla Giunta e al sottoscritto responsabilità precise». «La ripartizione non è arbitraria» ha aggiunto richiamando quanto era stato già deciso dall’aula e ha ribadito «questo non è un aumento» solo una rettificazione dei coefficienti. Una speranza per chi si vedrà arrivare un conto salato è la rateizzazione su cui il primo cittadino non ha voluto sbilanciarsi ma ha detto: «Penso sia fattibile». La discussione riprenderà nella sera di giovedì 21 novembre. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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