Riapprovata la Tares

cernezziPalazzo Cernezzi ha approvato la nuova deliberazione con la correzione dei coefficienti e vuole vedere chiaro sull’errore del software.

«La procedura di conversione da Tarsu a Tares, l’elaborazione delle tariffe da parte del software gestionale, la bonifica di tutte le utenze non convertite, sono alcune delle problematiche che hanno portato in ottobre ad una diversa distribuzione delle superfici tassabili tra utenze domestiche e non domestiche con la conseguenza, non prevedibile e non prevista, che rispetto alle simulazioni effettuate a giugno le tariffe deliberate non assicuravano integralmente l’entrata della Tares (12milioni e 513mila euro) – precisa il perché di un nuovo passaggio in aula una nota di Palazzo Cernecci –. Da qui la necessità, dovendo coprire integralmente con le tariffe i costi del servizio e dovendo garantire gli equilibri del bilancio, di rideterminare le tariffe Tares».

Il Consiglio comunale comasco nella serata di giovedì 21 novembre ha quindi approvato il nuovo provvedimento Tares con 19 voti favorevoli e 9 contrari e «il termine per il pagamento è stato spostato dal 30 novembre al 31 dicembre 2013» (simulazione tariffe, tariffe a confronto).

Palazzo Cernezzi ha altresì accolto due ordini del giorno: «Il primo, presentato dai consiglieri dei gruppi di maggioranza Vincenzo Sapere (Paco-Sel), Marco Servettini (Amo la mia città), Stefano Legnani (Pd) e Italo Nessi (Como civica) impegna il sindaco e la giunta ad acquisire dagli uffici, tramite il segretario generale, una dettagliata relazione che dia conto delle ragioni che hanno determinato la necessità dell’approvazione delle nuove tariffe (26 voti favorevoli, 2 astenuti); il secondo ordine del giorno, presentato dai consiglieri dei gruppi di minoranza Alessandro Rapinese e Ada Mantovani (Adesso Como), Luca Ceruti (Movimento 5 Stelle), Laura Bordoli e Marco Butti (Gruppo Misto), Mario Molteni (Per Como), invita sindaco e giunta a valutare la possibilità di prevedere una rateizzazione in virtù del particolare momento di difficoltà economica e alla luce dei dati relativi alle differenze percentuali, delle tariffe previste per le seguenti attività: ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub, mense, birrerie, bar, caffè, pasticcerie, ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizze al taglio, banchi di mercato, generi alimentari (26 voti favorevoli)». [md – ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: