Sulla sfiducia a Cavadini

comunePalazzo Cernezzi discute della mozione contro l’assessore alla Cultura presentata da parte dell’opposizione. Cenetiempo: «Nulla contro la persona ma faccia un passo indietro».

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 2 dicembre Andrea Luppi, Pd, ha chiesto di fare accertamenti su una nuova sala slot aperta vicino alle scuole secondarie di primo grado in via Borgovico «credo sia a meno di 200 metri dalle scuole come imporrebbe la legge regionale», mentre Alessandro Rapinese, capogruppo di Adesso Como, ha chiesto: «Chi ha detto a La Provincia che l’ex sindaco Botta non avrebbe preso l’Abbondino? Sono documenti secretati che non dovrebbero uscire dalla Commissione». Luca Ceruti, M5s, ha preso posizione contro la riforma della Costituzione e ricordato la nascita del gruppo comasco di Costituzione la via maestra, lamentandosi di «una manovra strana – sull’iniziativa in calendario per sabato 7 dicembre –, per cui varie associazioni hanno voluto sin dall’inizio non condividere e si sono appropriate di questo evento». Il capogruppo del Pdl Francesco Scopelliti ha attaccato frontalmente e genericamente l’assessora Gerosa «che stesse più attenta alle dichiarazioni che fa» e all’indirizzo del sindaco «la catechizzi e gli spieghi che non sta più giocando con le bambole». Il sindaco Mario Lucini ha invece preso posizione sul rimborso dell’Imu da parte del Governo. Per lui non si possono penalizzare i Comuni virtuosi che hanno fatto i conti seriamente e non hanno alzato le aliquote: «La battaglia di questi giorni non è giusta e rispettosa dei Comuni che hanno fatto una scelta di serietà. È molto sbagliato se il Governo cedesse alle richieste e se i trasferimenti dovessero essere fatti che vengano fatti a tutti i Comuni nella stessa misura».

Mozione di sfiducia

La mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore alla Cultura, Biblioteca, musei, grandi eventi, turismo e sport Luigi Cavadini è stata presentata da Marco Butti, Gruppo misto. L’opposizione di lamenta del fallimento della grande mostra a Villa Olmo su Sant’Elia per cui l’amministrazione aveva preventivato 50mila ingressi, attestatisi poi a soli 17mila, «non si è riusciti a toccare neanche la metà dell’obiettivo posto», con «un disavanzo di 217mila euro, che riteniamo eccessivo. Pesa sulle tasche dei cittadini comaschi, non si può dire tanto paga Csu, come se fosse aliena realtà comunale». Nono sono stati creati network turistici con di pacchetti di visita, si è lamentato Butti, che si è poi scagliato contro «la strategia di comunicazione totalmente sbagliata». Non è stato risparmiato anche il curatore Marco De Michelis, «le cui dichiarazioni ci hanno lasciato esterrefatti», con la denigrazione della precedente esperienza e commenti poco lusinghieri su Pavia, per cui ha messo in forse l’erogazione del compenso, che, per il futuro, «dovrà essere legato a risultati concreti». Anche la scelta del curatore si auspica passi attraverso un bando e la Commissione competente e «che il Consiglio sia messo in condizione di dire la propria opinione sulla manifestazione del 2014». Dal curatore ha preso lo spunto Rapinese: «Se lo avete licenziato, non c’è più lo stesso progetto, siete già voi a non confermare il progetto». «Non ho nulla sulla persona di Cavadini – ha dichiarato Enrico Cenetiempo, Pdl –. Non credevo alle possibilità di questa mostra e avrei voluto essere smentito dai fatti. Ma ora non capiamo perché non faccia un passo indietro, non è umiliante». Dello stesso tenore l’intervento di Scopelliti rivolto all’assessore: «Ha avuto il coraggio di tentare di fare una mostra. Lasci perdere, faccia altro nella vita, quello che sa fare, fuori di qua». L’ex assessore alla Cultura e ideatore delle grandi mostre a Villa Olmo Sergio Gaddi, Pdl, è intervenuto coadiuvato da delle slide ricordando i risultati ottenuti dalla sua attività nel corso degli anni. Una media di più 70mila visitatori per mostra per un totale di 784mila presenze. Un confronto impietoso di cifre, praticamente tutte di segno negativo quelle del’ultima grande mostra a partite dal 66 per cento in meno delle presenze preventivate «un 82 per cento in meno rispetto a Brueghel». Anche sulla comunicazione Gaddi ha riepilogato il lavoro svolto e la promozione fatta con pubblicità dagli aeroporti ai passaggi in televisione, ai giornali. «La spesa assicurativa poi è un dato incontrovertibile – ha aggiunto – la misura del valore delle opere esposte per La città nuova era di 13.200 euro, contro una media dai 100mila ai 300mila per le mostre precedenti». «Sarebbe bastato avere la furbizia o l’umiltà di copiare bene chi aveva lavorato negli anni precedenti. Nelle slide presentate da Gaddi ci sono cifre incontrovertibili e una strategia precisa – ha affermato Anna Veronelli, Pdl – Nella maggioranza vedo la volontà proseguire un cammino, fallimentare sin dal suo inizio, ancora per 2 anni». «E neanche un velato messaggio di autocritica» ha aggiunto. Di «non sprecare l’esperienza fatta da Gaddi, con il costante livello culturale e il numero di visitatori» ha parlato Mario Molteni, Per Como, pur ricordando le critiche fatte in passato all’assessore della precedente Amministrazione. I numeri sono stati al centro del suo intervento: «Il risultato è stato disastroso, lo si dica». «Devo scegliere fra la persona e il ruolo che essa ricopre, fra il professionista, il cittadino, quale lei è e il politico che lei non è – ha detto invece Ceruti –, la ritengo un ottimo professionista. Molto preparato, capace di trasmettere a me profano, le sue passioni per il Sant’Elia, che io non avrei mai immaginato di poter apprezzare e per questo le sono grato.
Questo però non mi esula dal dover constatare nel contempo la sua incapacità come uomo politico».
 «La sfiducia ha il senso ricordare a lei, alla Giunta e a questa maggioranza di cambiare marcia proporre interventi decisi in settori delicati» come cultura, sport, giovani e turismo ha concluso l’esponente del Movimento 5 stelle.

La Lega nord ha invece dichiarato per bocca del suo capogruppo Alberto Mascetti l’intenzione di non prendere posizione sulla sfiducia: «Si sta facendo grandissima confusione, non si può paragonare un piano di mostre su personaggi che attiravano una grande massa di visitatori e su un personaggio comasco». «Fosse stata una mozione diretta al sindaco l’avrei votata subito» ha detto il collega di partito Diego Peverelli che ha aggiunto: «Noi avevamo avuto il coraggio criticare l’assessore Gaddi, non come voi ora».

Una difesa totale è incondizionata dell’operato dell’assessore è venuta da Patrizia Lissi, Pd, che ha espresso «apprezzamento e totale fiducia all’assessore Cavadini». A cui non si può ascrivere la colpa del crollo dei visitatori, perché anche altre mostre «per via della crisi hanno avuto una flessione del 10 per cento». Anche la campagna mediatica è stata impostata bene per la consigliera anche se forse «troppo discreta e raffinata». L’idea di un «discorso culturale nuovo e avanzato è inevitabile che non venisse accolto subito positivamente – ha aggiunto, rilevando che –. L’esposizione permanente di Sant’Elia è un piccolo gioiello che ha contribuito ad aumentare i visitatori della Pinacoteca». Il capogruppo di Paco-Sel Luigi Nessi ha riconosciuto a Gaddi il merito di avere aperto le grandi mostre e dichiarato di ammirare l’entusiasmo di Cavadini, «che ha puntato su Como e i comaschi», riconoscendo anche «il positivo lavoro svolto come assessore allo sport». Una valutazione positiva anche se: «I deficit mi preoccupano». Della mancanza di un passaggio di consegne e del relativo know how, da parte dell’ex assessore Gaddi, hanno parlato Guido Rovi, Pd, e Marco Servettini, Amo la mia città, che, unico nella maggioranza, ha esplicitamente riconosciuto: «Siamo qua perché la mostra non ha funzionato come avrebbe dovuto». Dato l’approssimarsi della mezzanotte la seduta è stata aggiornata a lunedì 9 dicembre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

1 thought on “Sulla sfiducia a Cavadini

  1. Per la precisione, sul mio intervento preliminare di ieri: ho dichiarato che la sala slot è a meno di 500 metri dalla scuola e a poco più di 200 metri dalla chiesa (entrambi sono luoghi considerati “sensibili” dalla nuova legge regionale). Cordialità,
    Andrea Luppi

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