pari opportunità

Como: candidature per la Commissione pari opportunità

parita-di-genereEntro il 9 dicembre devono essere nominate/i 1 rappresentante per la scuola, l’università e la cultura, 1 per il volontariato, il sociale e la cooperazione, 6 per le associazioni, le organizzazioni e i movimenti femminili e 2 esperte/i.

 

«Scadono il prossimo 9 dicembre alle ore 12 i termini per la presentazione delle candidature per la Commissione per le pari opportunità uomo-donna – ricorda il Comune di Como –. Come previsto dal regolamento della Commissione, approvato dal Consiglio comunale, devono essere nominati 1 rappresentante del mondo della scuola, dell’università e della cultura; 1 rappresentante del mondo del volontariato, del sociale e della cooperazione; 6 rappresentanti del mondo delle associazioni, delle organizzazioni e dei movimenti femminili, anche multiculturali, attivi sul territorio comunale; 2 esperte/i con comprovata competenza ed esperienza nel campo delle iniziative in favore delle donne, della parità e delle pari opportunità, nei vari settori». La partecipazione alla Commissione è a titolo gratuito

«Ai fini della valutazione, ogni candidatura dovrà essere correlata da: manifestazione di disponibilità, curriculum vitae, fotocopia della carta d’identità – precisa il Notiziatio comunale –. Per le candidature delle associazioni/organizzazioni/movimenti femminili, la cui sede operativa dovrà essere sul territorio del Comune di Como, andrà allegata anche la copia dello Statuto o della documentazione idonea a comprovare l’attività nell’ambito delle pari ppportunità e a sostegno/promozione della parità di genere. L’elenco delle candidature pervenute sarà presentato alla Commissione  consiliare I “Affari generali ed istituzionali, bilancio e programmazione, personale” che provvederà ad individuare i nominativi delle/dei componenti da proporre al Consiglio comunale, anche tenendo conto dell’opportunità di garantire un quadro il più ampio possibile delle diverse professionalità ed esperienze».

Per informazioni tel. 031.252637, Internet www.comune.como.it Albo Pretorio on-line/Avvisi. [md, ecoinformazioni]

Professioniste/i delle Pari Opportunità

Pari_opportunitàPalazzo Cernezzi apre un bando per la formazione di un elenco di professioniste/i, domande entro martedì 9 settembre.

 

«Il Comune di Como intende predisporre un elenco di professionisti per l’eventuale affidamento di incarichi relativi ad azioni di pari opportunità . annuncia con una nota Palazzo Cernezzi –. L’inserimento nel suddetto elenco non comporta l’assunzione di alcun obbligo specifico da parte del Comune, né l’attribuzione di alcun diritto al professionista, in ordine all’eventuale conferimento. L’elenco avrà una validità biennale a far data dal 15 settembre 2014».

Di cosa si occuperanno gli interessati? «Rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, per svolgere le funzioni promozionali e di garanzia contro le discriminazioni; promozione di progetti di azioni positive, anche attraverso l’individuazione delle risorse comunitarie, nazionali e locali finalizzate allo scopo; attività di formazione nelle scuole primarie e secondarie per lo sviluppo di una cultura del rispetto e della valorizzazione di donne ed uomini; attività di educazione e sensibilizzazione alla lotta contro gli stereotipi di genere rivolta a fasce differenti di cittadinanza; interventi di contrasto delle discriminazioni e dell’esclusione sociale, con particolare attenzione alle donne immigrate; costruzione di campagne comunicative capaci di promuovere la consapevolezza del carattere sessista dell’informazione televisiva, giornalistica e pubblicitaria; realizzazione di materiali e prodotti grafici con contenuto di pubblicità alternativa».

I requisiti richiesti sono: «Corsi di specializzazione post-laurea e/o post-diploma di maturità, abilitazioni, attestati di qualifica, strettamente attinenti alle seguenti tematiche: mercato del lavoro, normativa sulla parità e sulle pari opportunità, formazione, competenze educative e comunicative; specifiche esperienze in materia di lavoro femminile, di normative sulla parità e pari opportunità nonché di mercato del lavoro e percorsi scolastici, comprovati da idonea documentazione. L’amministrazione provvederà a formare l’elenco delle professioniste/i ed esperte/i una volta concluso l’esame delle domande pervenute».

Chi volesse entrare nell’elenco deve: «Far pervenire, a mano o a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, apposita domanda entro le ore 13 del giorno 9 settembre all’ufficio Protocollo (via Vittorio Emanuele II, 97) in plico sigillato sul quale dovrà essere riportata la seguente dicitura: “Domanda di inserimento nell’elenco di professioniste/i ed esperte in politiche femminili per il conferimento di incarichi professionali- settore politiche sociali tempi per la città”. La domanda dovrà essere redatta secondo il modello allegato all’avviso e pubblicato sul sito del Comune. La domanda potrà essere inviata anche via Pec alla casella mail comune.como@comune.pec.como.it, allegando la scansione in Pdf della domanda e la documentazione richiesta. Tutta la documentazione è pubblicata all’Albo Pretorio on-line del Comune di Como www.comune.como.it». [md, ecoinformazioni]

Anteprima BeCOMe/ In campo le donne e l’agricoltura

donne_campoNella mattina di venerdì 23 maggio si è tenuta l’anteprima di BeCOMe, alla Biblioteca comunale di Como in piazzetta Venosto Lucati, con il convegno Le radici e il futuro. Sguardi sull’impegno delle donne nell’agricoltura dell’Alta Lombardia, organizzato dall’associazione Donne in campo Lombardia. Sono intervenuti: Gisella Introzzi, assessora alle politiche economiche, attività produttive e lavoro del Comune di Como; Adonis Bettoni, presidente di Cia Alta Lombardia; Chiara Nicolosi, coordinatrice di Donne in campo Lombardia; Bianca Pastori e Sara Roncaglia, ricercatrici dell’Associazione Avoce; Marco Pistocchini e Camilla Crugnola del Parco regionale Campo dei Fiori; Chiara Bassanelli dell’Università della Montagna di Edolo; Michela Zucca, antropologa, e infine Valeria Reggiani, presidente Donne in Campo Lombardia.

L’associazione Donne in campo Lombardia è nata nel 1999 da un gruppo di imprenditrici e di donne attive nel settore agricolo, fa parte della Cia (Confederazione italiana agricoltori) e partecipa all’Associazione nazionale Donne in Campo. Tra i suoi scopi c’è quello di diffondere i principi di pari opportunità, promuovere l’agricoltura in tutti i suoi aspetti e il ruolo delle donne attive nella stessa. Il tema dell’agricoltura è oggi rilevante, basta guardare ai dati ufficiali, esplicati da Chiara Nicolosi: secondo un sondaggio l’82% degli italiani l’agricoltura è il settore da cui ripartire dalla crisi, e il 50% ha un orto, e non si tratta solo di persone anziane. Nelle università, i corsi di agraria vedono un incremento nelle iscrizioni del 43%.

L’assessora Introzzi ha ricordato lo scopo dell’iniziativa di BeCOMe a Como «BeCOMe si inserisce a sostegno del percorso verso Expo 2015 a Milano con lo scopo di riflettere più consapevolmente sulle buone qualità che lo sviluppo deve seguire; la crisi ha cambiato totalmente il contesto economico – continua – quindi bisogna ragionare sullo sviluppo del benessere non solo a livello economico quantitativo ma anche a livello di valori per la società, come le relazioni umane e l’ambiente». Si è espressa anche a proposito dell’agricoltura: « È un settore che negli anni di forte sviluppo è andato riducendosi, ciononostante gli si sta dando progressivamente maggiore attenzione, senza contare che giova sul nostro benessere diretto nel senso di sostentamento alimentare con prodotti di qualità. Noi come Comune di Como – spiega – abbiamo realizzato un progetto per riqualificare una parte del Mercato coperto, quindi c’è sicuramente uno spazio e un interesse che vogliamo esaltare all’interno di BeCOMe».

Con Adonis Bettoni si è riflettuto sull’importanza della presenza dell’uomo sul territorio, che ne previene il degrado e l’abbandono: «L’uomo deve intervenire sulla natura quando ostacola l’efficienza nel lavoro, ma non si tratta di uno scontro tra uomo e natura, ma di una cooperazione; poi siccome è la collettività che gode dei propri territori dovrebbe essere compito della stessa contribuire a salvaguardarne l’ambiente – e poi ancora – la bellezza dei territori c’è perché è grazie a qualcuno che è da generazioni o da tempo recente che lo ha conservato così come vediamo». Per esempio per ottenere un vasto prato verde con l’erba tagliata in montagna ci vogliono anni, perché molto spesso un territorio abbandonato è invaso dai rovi, o dalle piante e dagli alberi, da zone paludose. Insomma, l’intervento dell’uomo permette ai luoghi abbandonati a loro stessi di tornare a vivere, e questa rivitalizzazione lo porta a essere definito “bello” dalla collettività.

Un elemento fondamentale per far sì che le persone permangano in un dato territorio, e così salvaguardarlo ed evitare il suo degrado, è l’opportunità di reddito. Bettoni sprona il pubblico:«Bisogna fare rete tra le aziende, fate cooperative, associazioni, perché questo metodo migliora la capacità economica e di offerta dell’azienda». Poi si esprime a proposito del kilometro zero: «Ci dobbiamo scordare la dicitura kilometro zero, perché non esiste. Qualsiasi prodotto deve fare un certo percorso lungo o corto che sia per arrivare al consumatore, e un’azienda cresce quando i propri prodotti escono dal Paese». Inizialmente si vende vicino all’azienda e pian piano si va nelle città limitrofe, poi fuori regione e così via. «Per crescere ci vuole il commercio – afferma con convinzione Bettoni – quindi ci vogliono i kilometri».

Bianca Pastori e Sara Roncaglia, per il loro progetto Etnografia e storia del lavoro dell’impresa e del territorio, supportato dalla Camera di Commercio di Como, hanno raccolto delle biografie video di contadini e contadine e di aziende agricole della provincia di Como per far emergere le motivazioni che hanno portato queste persone tornare nel mondo agricolo, o scegliere di entrarvi dopo aver vissuto esperienze lavorative totalmente diverse. Ciascuna proiezione video aveva un tema che lo distingueva dagli altri. Il primo tema riguarda la scelta, nel senso di scegliere di aprire da zero un’azienda agricola, in cui si coinvolge anche la propria famiglia, che gioca quindi un ruolo di sostegno nella scelta e di aiuto a portarla avanti; la famiglia diventa poi anche un bagaglio di conoscenze da trasmettere alle generazioni future che prenderanno le redini dell’azienda. Il secondo tema è quello della conservazione, ovvero salvaguardare e curare un territorio che era dei genitori o dei nonni. Un altro tema che riguarda le attività agricole è il prodotto e il Mercato: in alcuni casi chi avvia un’attività ha dietro una formazione accademica agricola, in altri casi invece no, quindi occorre un’autoformazione con l’aiuto di libri, corsi, ecc. In azienda si sperimentano nuovi metodi di produzione e malizie, per esempio quello di produrre il latte di capra durante tutti i mesi dell’anno, oppure quello di produrre formaggi freschi che possano essere convertiti in stagionati per ovviare all’invenduto; prevedere una vendita diretta al consumatore, in modo da ammortizzare i prezzi, e così via. L’ultimo video ha mostrato l’effetto positivo che un’attività agricola genera sulle persone che sono desiderose di avviare attività similari, come piantare un uliveto, degli animali per produrre latte, e di conseguenza sulla salvaguardia dei territori a essa limitrofi.

«Questo è il primo passo di quello che vediamo un lungo e importante progetto – afferma Sara Roncaglia – quello di far raccontare alle persone del loro lavoro nel settore agricolo, di far raccontare i successi ma anche quelle realtà che nonostante l’impegno, non riescono a permanere sul Mercato». Non si è trattato solo di condurre delle interviste, ma è una ricerca scientifica. (I video sono visibili sul sito dell’Associazione AVoce).

Marco Pistocchini e Camilla Crugnola hanno esposto il progetto Agricoltura contadina di piccola e media scala tra agronomia classica, nuove forme d’impresa e nuove ipotesi di mercato, che tra gli obiettivi ha quello di documentare la qualità dei prodotti per creare nuovi mercati di vendita diretta, fornire elementi per permettere alle persone di entrare nel mondo agricolo. La proiezione di due video ha fatto riflettere sui temi del cambiamento delle tecniche di lavoro tra generazioni, che non sempre sono migliori rispetto alle tradizionali, soprattutto se guardate “dalla lente” delle persone più anziane, e l’impatto negativo sui terreni; del “salto di qualità” nell’attività che i genitori sperano per i figli, sulla multifunzionalità a cui un’attività deve sempre puntare per fare successo, quindi dedicarsi non solo alla produzione del latte, ma anche dei formaggi, del legname, della ristorazione. (I video sono visibili sul sito www.naturauomonatura.it). Camilla Crugnola si è espressa sull’importanza della vendita diretta produttore-consumatore come un «rapporto capace di cura reciproca» e dell’agricoltura biologica come «L’educazione a nuovi stili di vita, al rinnovamento dei sistemi alimentari, perché si produce cibo buono, pulito e di qualità, è quindi giusto restituire centralità all’agricoltura contadina».

Chiara Bassanelli ha spiegato il progetto condotto dall’Università della Montagna di Edolo, che analizza gli aspetti salutistici e qualitativi delle produzioni agroalimentari tradizionali del territorio montano, come la patata blu, il mais rosso da polenta, lo zafferano che sono adatti esclusivamente all’ambito montano, e ne garantiscono quindi un valore aggiunto rispetto ad altri prodotti, sono più competitivi a livello commerciale. Il progetto quindi mira a recuperare la specificità delle aree montane, la sua biodiversità colturale, per favorire così uno sviluppo durevole di queste aree.  «La montagna non può puntare sulla quantità, ma sulla qualità dei prodotti, data la morfologia del territorio rispetto alla pianura; il prodotto tipico non è contrario all’innovazione, ma deve tenere le radici nel territorio per salvaguardarne l’identità».

Michela Zucca ha fatto invece riflettere sull’importanza economica e culturale del sistema di lavoro “turnario”, tipico delle aree montane italiane, come in Valfurva (SO) e in Trentino Alto Adige, dato il suo mestiere di far risollevare le piccole aziende. Il sistema turnario consiste nell’ inserire nell’attività un “contadino di sostituzione” che gira le diverse aziende assicurando le ferie ai loro lavoratori fissi. In montagna, per secoli, questo metodo aveva garantito la sopravvivenze degli abitanti del posto. C’è chi lo ha sempre fatto come mestiere, e chi ha ricominciato a farlo. Oggi per esempio le latterie turnarie consentono alle piccole aziende montane che non possono essere in regola con le norme igienico-sanitarie (a causa dell’altitudine in cui si trovano, in alpeggio e oltre) di caseificare. Basti pensare che dei 64 formaggi tradizionali lombardi, 53 sono di origine montana, quindi secondo Michela Zucca questo sistema dovrebbe essere rinforzato e ampliato ad altre zone. Nessuna di queste aziende ha lo scopo di raggiungere la grande produzione, ma il mercato di riferimento è per prima cosa l’autoconsumo, poi per gli abitanti del posto, e da ultimo per i turisti.

In chiusura al convegno è stato offerto un rinfresco all’esterno dell’auditorium. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

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Adonis Bettoni e Gisella Introzzi

 

 

 

Chiara Nicolosi, coordinatrice Donne in campo
Chiara Nicolosi, coordinatrice Donne in campo

 

 

 

 

 

No alle pubblicità offensive, sì alla Commissione pari opportunità

sala consiliare comoTutti d’accordo a Palazzo Cernezzi anche se, dall’opposizione, qualche lamentela per la presentazione di documenti zeppi di errori.

Riprendono le sedute del Consiglio comunale comasco dopo la pausa natalizia e lunedì 13 gennaio nelle preliminari Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la marcia per la Pace fra Sagnino e Cernobbio, «molto partecipata», e la drammatica situazione in Siria, oltre a esprimere solidarietà ai dipendenti della Sisme di Olgiate Comasco. Marco Butti, Gruppo misto, ha invece rilevato come il bollettino per il pagamento della Tares non sia arrivato a tutti i cittadini, oltre a segnalare il fatto che le finestre al piano terreno della Circoscrizione 8 di Sagnino, in ristrutturazione, sono rimaste aperte, «speriamo che non succeda quello che è successo al’ex centro di accoglienza dove dei vandali hanno distrutto quello che era rimasto all’interno». Diego Peverelli, Lega, ha presentato un ennesimo dossier sulla condizione precaria delle strade e dei marciapiedi, oltre che delle discariche abusive, con 65 foto per il sindaco, mentre Mario Molteni, Per Como, è tornato a chiedere nuovamente l’apertura almeno del piano terra della nuova struttura del cimitero di Monte Olimpino.

Commissione pari opportunità

Dopo un minuto di silenzio in ricordo dello scomparso don Titino Levi l’Assemblea ha affrontato la prima deliberazione sull’introduzione di una Commissione pari opportunità: «Non una delle Commissioni permanenti del Comune – ha detto la prima firmataria della proposta Andrée Cesareo, Pd –, ma che sarà comunque un organismo permanente».

Saranno 17 i membri del nuovo organismo, tutte le consigliere comunali di Palazzo Cernezzi, più 12 esponenti esterni, esperti, rappresentanti delle categorie e del mondo imprenditoriale, di quello sindacale, della scuola e della cultura, del sociale e della cooperazione, delle associazioni e organizzazioni femminili, non solo del capoluogo.

Un luogo di incontro che vuole essere aperto «non stiamo creando un ghetto per le questioni femminili, sono tematiche che vanno affrontate da uomini e donne assieme» ha detto Marco Servettini, Amo la mia città; «Queste politiche non sono né di destra, né di sinistra» ha aggiunto dai banchi delle minoranze, esprimendo sostegno all’iniziativa, Anna Veronelli, Fi.

Pubblicità offensive

Il Consiglio ha affrontato poi l’adesione «alla risoluzione comunitaria (N. 2038 del 3 settembre 2008) che indica come inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso le donne» oltre che alla campagna Città libere dalla pubblicità offensiva dell’Unione donne in Italia, perché «nessun materiale pubblicitario collegato ad iniziative promosse o patrocinate dal Comune sia veicolo degli stereotipi lesivi per la dignità delle donne». Inoltre Palazzo Cernezzi dovrà attuare «iniziative e campagne di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne e più in generale sul fenomeno della pubblicità sessista offensiva della dignità della donna, con particolare riguardo alle nuove generazioni», promuovere «l’uso di un linguaggio non sessista e rispettoso delle donne sia per la redazione di ogni atto amministrativo che sui mezzi di comunicazione e informazione», proibire «la diffusione di pubblicità discriminatoria e lesiva della dignità soprattutto delle donne». «Come fa a essere una delibera a costo zero?» ha chiesto Laura Bordoli, gruppo misto, «non sappiamo ancora di preciso quali saranno le singole iniziative» la replica del sindaco Mario Lucini.

Entrambe le proposte sono state approvate all’unanimità, senza neanche un’astensione con il pieno sostegno delle minoranze, nonostante qualche protesta dall’opposizione per i documento presentati con diversi errori formali, infatti corretti da emendamenti di maggioranza e per cui si è scusato il primo cittadino. Una adesione formale di tutta l’aula per un tema condiviso, ma forse non sentito pienamente da tutti o accolto con sfumature diverse. Per Alessandro Rapinese, Adesso Como, non si deve più parlare di violenza sulle donne, ma di condanna della violenza in generale verso tutti, Bordoli ha chiesto di riflettere sull’influenza che i social network hanno sui giovani, rilevando come la mercificazione dei corpi non sia solo femminile, mentre l’ex assessora Veronelli ha proposto di fare un incontro con Lorella Zanardo sul suo ultimo progetto con le scuole sulla televisione.

A mezz’ora dalla mezzanotte il presidente ha quindi sciolto l’assemblea, aggiornandola per lunedì 20 gennaio. [Michele Donegana,  ecoinformazioni]

Le politiche di genere per le pari opportunità

democraticheUn corso organizzato dal Coordinamento donne Pd di Como tenuto da Irene Riva, formatrice Irrsae, per dieci anni presidente Commissione pari opportunità Provincia di Lecco e consigliera comunale Pd a Lecco, «rivolto a uomini e donne, giovani e adulti, iscritti e non al Pd». (altro…)

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