Auser, servizi di aiuto alle persone più fragili

CORO GAUDEAMUS IGITUR 012L’associazione ha presentato il rapporto delle attività svolte da Filo d’argento nel 2013. I risultati evidenziano una crescita importante negli ultimi quattro anni dei servizi erogati e degli anziani che ne fanno richiesta; allo stesso tempo essi forniscono un’immagine precisa di una società che ha al suo interno fasce deboli bisognose di protezione. Guarda il report
Il territorio della provincia di Como non ha più la tenuta sociale di un tempo. La crisi economica e la scomparsa di alcuni luoghi storici di ritrovo (i cortili, le piccole botteghe, i negozi di paese) hanno generato uno sfilacciamento del tessuto sociale. A questo aspetto si accompagnano i tagli dolorosi a cui sono state costretti le amministrazioni comunali che, sempre più in “braghe di tela”, sforbiciano, spesse volte, i servizi dedicati alla persona. Gli aiuti per i cittadini “deboli” sono quindi meno, ma i loro bisogni aumentano sempre di più.

In questa situazione complicata si inserisce il lavoro di Auser, che ha erogato l’anno passato sul Comasco 18.211 servizi. Il numero acquista maggiore valenza se paragonato con i 9.231 del 2009. Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro di 199 volontari. In questo campo, l’associazione svolge la sua mission attraverso lo strumento “Filo d’Argento”, il numero verde che raccoglie i bisogni degli anziani; la persona viene accompagnata con una vicinanza espressa in una molteplicità di sostegni. Infatti, se le richieste di informazione e di assistenza, nell’ultimo anno, sono state 7.764, gli interventi dei volontari nello stesso periodo sono stati oltre il doppio.
I servizi più utilizzati sono quelli di accompagnamento sociale con trasporto (nel 2013: 31.055 ore per 261.531 chilometri), compagnia telefonica (2188) e domiciliare (739).
«Non siamo taxisti, ci teniamo a precisare – ha spiegato il presidente provinciale Gianfranco Garganigo – con gli utenti si stabilisce un legame reciproco di affetto». I fruitori del Filo d’Argento sono soprattutto ultra sessantacinquenni, persone con patologie importanti (tumori e dialisi su tutti) e portatori di handicap. Nell’ultimo anno sono arrivate richieste anche da giovani immigrati «Sono aumentati i chilometri percorsi, questo perché molto spesso gli ospedali hanno le liste d’attesa piene e allora si va all’ospedale più vicino, pure se si trova fuori provincia – ha riportato Rita Broggi, volontaria decennale dell’associazione – visto l’aumento di malati gravi, abbiamo frequentato alcuni corsi per essere il più efficienti possibili».
I dati mostrano una situazione difficile per il territorio lariano: «siamo in una società vecchia – prosegue Garganigo – entro il 2020 il 25 per cento della popolazione sarà anziana. In più, abbiamo notato che aumentano il numero di utenti ma crescono esponenzialmente le richieste di aiuto. Vuol dire una sola cosa: le persone hanno bisogno». Ed è la solitudine, spesso, il vero problema. Accanto alle patologie gravi come dialisi, tumori e handicap, i maggiori fruitori del Filo d’Argento sono gli ultra sessantacinquenni. A questo proposito, Auser ha un programma molto vasto di attività ricreative come l’Università popolare della terza età, i venerdì del cinema, corsi d’informatica e di disegno.
L’associazione si mantiene attraverso cinque fonti di entrate: il tesseramento (15 euro all’anno), la raccolta fondi annuale con la pasta di Libera, il 5 per mille, i progetti finanziati attraverso bandi e le convenzioni con i comuni. Quest’ultime, sono circa 20 su 195 amministrazioni presenti nel territorio. Dove non subentra la convenzione, l’associazione, che svolge il servizio sempre gratuitamente, deve coprire da sé le spese. Fra i comuni non convenzionati c’è anche Como. «Noi proteggiamo la fragilità dell’anziano e cerchiamo di mantenerlo nel proprio contesto sociale – ha concluso Garganigo – speriamo che la politica assuma la domiciliarità come un obiettivo vero» [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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