Mese: Marzo 2014

Lungolago chiuso a Como

lungolago comoTra piazza Matteotti e piazza Cavour Mercoledì 19 marzo dalle 20.30 fino alla una per il collaudo del nuovo ponte

«Per limitare il più possibile i disagi al traffico e vista la durata limitata della chiusura – spiega il Comune di Como –, il percorso alternativo individuato dai tecnici prevede il transito dei veicoli, in deroga ai divieti esistenti, lungo via Rodari-piazza Roma-via Bianchi Giovini-piazza Cavour». [md, ecoinformazioni]

Ambientalisti per la Ztl

ztl-2-2Italia nostra, Legambiente, Wwf, Città possibile di Como con una lettera al sindaco del capoluogo lariano esprimono: «Convinto ed esplicito sostegno all’ipotesi di allargamento della zona a traffico limitato».

Fiammetta Lang, Sezione di Como di Italia nostra, Michele Marciano, Circolo “Angelo Vassallo” di Legambiente Como, Pierangelo Piantanida, Wwf Como, Beppe Reynaud, Città possibile Como, in una lettera congiunta al sindaco di Como Mario Lucini danno il proprio appoggio all’allargamento della Zona a traffico limitato nel centro città, che si allargherà ora a piazza Volta il prossimo 17 marzo.

«L’esperienza di molte città sia italiane che estere, ma anche la stessa istituzione della Ztl comasca – dichiarano –, dimostrano incontrovertibilmente come lalimitazione del traffico veicolare privato rappresenti una delle leve da utilizzare per promuovere la vivibilità delle aree urbane e, con essa, una maggiore vivacità sociale e uno sviluppo economico sostenibile».

Un passaggio per gli scriventi quindi necessario a cui auspicano si accompagni ad altre scelte: «Che, in maniera sinergica, possano efficacemente promuovere stili divita sani, responsabili e rispettosi del patrimonio naturale e culturale del nostro territorio. Ci riferiamo, in particolare, alla riqualificazione del trasporto pubblico (riorganizzazione degli orari, intensificazione delle corse, stazioni intermodali, rinnovo del parco automezzi, ecc.), alla promozione della mobilità dolce (realizzazione di piste ciclopedonali, messa in sicurezza dei percorsi pedonali, ecc.), alla pianificazione condivisa dei parcheggi urbani e peri-urbani, alla revisione della rete viaria (con zone 30 e collegamenti dedicati con le stazioni per ridurre la

congestione), all’urbanistica partecipata».

La speranza delle organizzazioni ambientaliste è che: «L’ampliamento della Ztl faccia parte di una strategia più ampia e articolata in grado di rinnovare il volto della città di Como, di cui sia possibile individuare un percorso ben delineato nel tempo oltre ad obiettivi definiti e condivisi» (la lettera). [md, ecoinformazioni]

115 milioni di investimenti per A2A

a2a

La Banca europea per gli investimenti ne sosterrà «i piani nel settore del ciclo integrato dei rifiuti e della produzione di energia idroelettrica» nei prossimi 15 anni. A Como arriveranno nuovi mezzi a basso impatto ambientale per la raccolta dei rifiuti.

«Per quanto concerne il ciclo integrato dei rifiuti (Filiera ambiente di A2A) – spiega una nota della multiutility italiana –, gli investimenti oggetto del finanziamento comprendono: interventi sugli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti di Brescia e di Milano volti a incrementarne l’efficienza energetica; l’acquisto di mezzi a basso impatto ambientale per la raccolta dei rifiuti nelle aree di Milano, Brescia, Bergamo, Varese e Como [dove opera con la controllata Aprica Spa]; la realizzazione di un nuovo impianto per il recupero del vetro ad Asti». [md, ecoinformazioni]

Riapre il cantiere alla darsena sul lungolago di Como

darsenaLunedì 17 marzo riprendono i lavori per il completamento dell’opera con il rifacimento della soletta del marciapiede a sbalzo sullo specchio d’acqua. Manca ancora il collaudo, dell’intervento da 88mila euro, che si farà il 19 marzo, e la riasfaltatura definitiva entro fine aprile.

«Durante la demolizione dell’impalcato del vecchio ponte è emerso che la struttura in acciaio che sosteneva la soletta del marciapiede a sbalzo sullo specchio d’acqua, era gravemente ammalo rata – dichiara Pietro Gilardoni, dirigente del settore Reti del Comune di Como –. Le condizioni del manufatto ci hanno imposto di redigere immediatamente una modifica al progetto, abbiamo accelerato il più possibile i tempi, ma tra autorizzazioni, fine dei lavori già in corso e maltempo non abbiamo avuto altra possibilità». «Per evitare ulteriori disagi al traffico – conclude Gilardoni – le lavorazioni saranno eseguite a strada aperta e questo, però, non ci consentirà di contrarre i tempi oltremodo». [md, ecoinformazioni]

15 marzo/ C’era una volta… Il medico di famiglia

150314 cadoragoIncontro con l’autore del libro omonimo Maurizio Bruni, Massimo Gatto, Sindacato medici italiani, Antonio Muscolino, Medicina democratica, Fernanda Donchi, Tribunale per i diritti del malato, sabato 15 marzo alle 15 all’Associazione anziani di Cadorago in piazza Zampiero 5.

Resistenti e Resistenza all’Istituto di storia contemporanea

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All’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como il 14 marzo, per il ciclo di incontri sulla storiografia locale, ha parlato la storica e ricercatrice Roberta Cairoli. Il libro Nessuno mi ha fermata – Antifascismo e Resistenza nell’esperienza delle donne del comasco 1922-1945 [NodoLibri, 2005], come ha dichiarato Patrizia Di Giuseppe, «rappresenta una valida ricerca sia per le fonti scandagliate, sia per la modalità narrativa usata». È stato un incontro diverso dai precedenti per la metodologia utilizzata, quella dell’intervista, in cui Patrizia Di Giuseppe ha indirizzato l’autrice nel raccontare le storie presenti all’interno del libro. La scelta di opporsi al regime, per le donne, ha rappresentato la voglia di uscire dalla guerra;  in alcune il sentimento antifascista è stato alimentato all’interno della famiglia. Scegliere di porsi contro il regime, per una donna, è diverso che per un uomo, perché significa trasgredire e superare i codici della società. Questo permette alla donna uno slancio in autonomia e libertà, ma anche forme di sospetto da parte di quelli che dovrebbero essere i propri compagni di lotta. Partendo dalle antifasciste della prima ora, Roberta Cairoli è arrivata a spiegare il maternage di massa, già proposto come categoria storica da Anna Bravo, per cui il ruolo materno, con la sua peculiarità di cura, viene esteso alla sfera pubblica. Dopo l’8 settembre, le donne aiutarono gli uomini a spogliarsi dagli abiti militari per la grande diserzione; da quel momento in poi, hanno sfamato, accudito, nascosto e si sono mosse nella resistenza civile, interpretata come lotta di opposizione al fascismo. La resistenza è stata la lotta per uscire dalla guerra e le donne, in modo diffuso, hanno rifiutato la guerra con modalità non violente. Il loro ruolo è stato assolutamente indispensabile alla guerra partigiana, poiché hanno coinvolto altre donne tessendo rapporti solidali, dando così un valore politico alle relazioni personali. Anche loro hanno pagato la loro scelta con la clandestinità, la condanna, il carcere e la morte. La resistenze delle donne è stata trasversale ad ogni ceto sociale, dalle operaie alle borghesi.
Tra i documenti analizzati, la ricercatrice ha tenuto a parlare dell’importanza del Casellario politico centrale, dove venivano schedati i sovversivi. Le schede relative alle donne comasche sono limitate, ma fanno comprendere il grado di pervasività totalizzante del regime, che controllava amicizie, letture, archiviava gli stenogrammi degli interrogatori e le fotografie. Si pensa spesso che donne e armi siano incompatibili, in quanto in contrasto con la maternità; ma le donne narrate nel libro raccontano della domesticità, della seduzione, della femminilità usate come armi per depistare il nemico. Anita Pusterla, Francesca Ciceri e Ginevra Bedetti Masciadri sono solo alcune delle donne che vengono raccontate nel loro agire. Alcuni espedienti: mettevano le armi nel passeggino del figlio, avevano borse con il doppio fondo, cambiavano colore dei capelli, inserivano i bigliettini, che recavano informazioni segrete, nei gomitoli di lana. E per chi ancora fatica a comprendere, e crede che il loro ruolo fosse marginale, di retrovia: le gappiste fungevano da informatrici, studiavano le abitudini dei fascisti, indicavano i luoghi degli incontri, agivano con scaltrezza. La veloce conclusione si è concentrata su una delle storie più controverse del territorio: la Gianna e il Neri, vicenda che ha spaccato l’Anpi e che meriterebbe più che un resoconto veloce dei fatti, e sembra negli interessi dell’Istituto, ridare spessore ad una vicenda ancora non chiarita. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

77mila pensionati comaschi aspettano che il governo faccia qualcosa

logo_spi_rid2Nessuna “svolta buona” per pensionati e anziani; Fra le misure annunciate dal nuovo esecutivo, per loro non è previsto nulla

«77mila pensionati comaschi, che sono nelle stesse condizioni dei lavoratori ai quali si applicherà il bonus fiscale promesso dal governo, pagano 170 milioni di euro solo per l’Irpef nazionale e non avranno indietro nessun beneficio – commenta Amleto Luraghi, segretario provinciale Spi Cgil – è evidentemente un problema, che va affrontato e risolto subito». [aq, ecoinformazioni]

Mariano Comense/ Il Pd rompe con Sel

sel-genericoCon una nota della sezione di Mariano Comense, Sinistra ecologia libertà accusa il Partito democratico di aver rotto l’alleanza di centro sinistra nel tentativo di attirare voti del centrodestra alle prossime comunali. Leggi nel seguito il testo del Comunicato.

«Nelle scorse settimane i rappresentanti di Sel di Mariano Comense hanno incontrato due volte il candidato sindaco Giovanni Marchisio (segretario del Pd locale) e i rappresentanti delle liste civiche Progetto Mariano Brianza e Mariano 2.0; l’obiettivo era discutere del metodo e dei punti programmatici prioritari per dare una speranza di cambiamento a Mariano dopo le amministrazioni disastrose leghiste e il commissariamento. Abbiamo chiesto l’incontro perché in ogni amministrazione regionale e comunale, quando il centro sinistra si è presentato unito, ha dimostrato di essere credibile e ha vinto. Abbiamo concordato sia sul modo di procedere con un metodo condiviso, sia sui punti essenziali: nessun consumo di suolo, una politica dalla parte dei cittadini, garanzia di attenzione al sociale e ai temi del lavoro, bilancio partecipativo, valorizzazione delle risorse locali. Dopo aver condiviso questi aspetti, il candidato sindaco Giovanni Marchisio e il Pd locale si sono assunti la grave responsabilità di rompere l’alleanza di centro sinistra con motivazioni di carattere politico (la presenza del simbolo di Sinistra Ecologia Libertà allontanerebbe l’elettorato potenziale di centro destra che potrebbe votare per Marchisio???) che nulla hanno a che vedere con i problemi del territorio e di Mariano. Questo atteggiamento ottuso e provinciale dimostra l’incapacità dei rappresentanti locali del Pd di capire che l’elettorato del centro sinistra ha superato da tempo le barriere ideologiche e che l’elettorato moderato sceglie in base alle persone e ai programmi. Il Pd di Mariano continua nella illusoria  ricerca di conquistare voti dal centro destra rischiando invece di perdere quasi sicuramente i voti sicuri della sinistra. La scelta di Marchisio e del Pd avrà delle conseguenze anche su quella parte dell’elettorato di centro sinistra che, senza una rappresentanza della sinistra riformista, manifesta un crescente mal di pancia. Il nostro partito sta valutando la possibilità di presentarsi con un proprio candidato sindaco alle elezioni comunali». [Sel Mariano Comense]

Lorella Zanardo/ Manifestare, protestare, indignarsi

DSC00029Protesta civile e pacifica, cittadinanza attiva ed educazione per uscire dalla gabbia del modello unico di donna oggetto proposto dai media nel nostro paese. Queste le importanti proposte emerse ieri sera a Villa Olmo dall’incontro con Lorella Zanardo Il corpo delle donne: guarda la tv con occhi consapevoli. L’appuntamento, organizzato in occasione della Giornata Internazionale della donna, si inserisce in un percorso che il Comune di Como ha avviato con l’adesione alla campagna Città libere dalla pubblicità offensiva promossa dall’Udi, Unione donne italiane.

La tv può essere spenta, i manifesti o volantini con pubblicità offensive no. E laddove non arrivano le istituzioni opera un vero e proprio esercito di attiviste anonime che con le loro azioni riescono ad ottenere grandi risultati, come nel caso citato ieri dalla Zanardo: il supermercato fai-da-te Bricomatt di Torino alcuni anni fa aveva diffuso dei volantini per pubblicizzare i suoi nuovi materiali sanitari in cui la donna non solo veniva presentata in pose sexy associate a una presunta stupidità, ma ciò che è peggio, era raffigurata china sul wc nell’atto di indursi il vomito associata allo slogan Liberati dal peso dei rifiuti. Un uso strumentale e odioso di una malattia come la bulimia, presentata sfacciatamente come stereotipo femminile e persino incitata. Qualcosa di inaccettabile che ha subito mobilitato moltissime donne, ma anche associazioni ed istituzioni, che con le loro proteste hanno ottenuto la chiusura della campagna pubblicitaria e le scuse dell’azienda.
Manifestare, protestare, indignarsi, questo l’invito della scrittrice ad un paese ancora troppo pregno di cultura maschilista e che troppo spesso chiude gli occhi o reputa normale l’oggettivizzazione del corpo della donna. Durante la serata è stata riproposta la visione del documentario Il corpo delle donne (visibile in versione integrale sul sito www.ilcorpodelledonne.net) di cui la Zanardo è coautrice insieme a Marco Chindemi e Cesare Cantù. Un filmato di circa venticinque minuti in cui l’utilizzo manipolatorio del corpo delle donne in tv risulta fin da subito evidente, e che sottolinea come spesso una visione distratta di tali immagini da cui veniamo quotidianamente bombardati, ci impedisca di notare che le riprese dei corpi femminili sono il più delle volte legate solo alla sessualità. La donna ridotta a oggetto sessuale o bambolina che non parla ed è priva di intelletto. Un atteggiamento discriminatorio che non solo svilisce la donna , ma la depotenzia privandola inevitabilmente di autorevolezza. Nessun perbenismo o proibizionismo nelle parole della Zanardo, che coinvolgendo molto il pubblico, ha spiegato come da parte sua non ci sia accusa né verso le donne della tv, né verso il nudo in sé. Ha anzi illustrato come il nudo, se adeguatamente veicolato, possa essere un potentissimo strumento di espressione in grado di aumentare l’impatto di parole forti, come nello spettacolo teatrale La merda, che ha ottenuto il primo posto al prestigioso Fringe festival di Edimburgo. Lo spettacolo, monologo scritto da Cristian Ceresoli, è interpretato da Silvia Gallerano che si presenta in scena totalmente nuda per raccontare in modo viscerale e sofferente le miserie del maschilismo becero e volgare che domina la società di oggi. Non è il centimetro di pelle a fare la differenza ma come il corpo viene mostrato. L’unica speranza, spiega Zanardo, è una buona educazione all’immagine da dare soprattutto alle nuove generazioni e a cui l’autrice dice: «Non aspettate, ragazzi. Non attendete istruzioni, ragazze, perché non arriveranno o forse arriveranno troppo tardi, e il tempo è prezioso. Alcuni tra noi adulti vi daranno una mano, il tempo necessario per costruire ponti sulle macerie prodotte dai crolli di questo mondo in disarmo. Voi percorreteli. Poi sarà ora. Non attendete oltre. Tocca a voi. Senza chiedere il permesso». Durante la serata nessun accenno è stato fatto al ruolo politico della Zanardo che è in testa alla lista L’altra Europa con Tispras nella circoscrizione centro. [Federica Dell’Oca, ecoinformazioni]

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