Mese: Marzo 2014

ecoinformazioni 440/ settimanale

440È on line il numero 440 di ecoinformazioni. In primo piano: Piazza Roma, L’altra Europa, Como contro le mafie. Segue la vasta sezione cronache, la cultura e il video della settimana dedicato alla straordinaria testimonianza di Caterina De Camilli, scolara nell’asilo Sant’Elia. Per sfogliare on line la rivista clicca qui.

La vera Europa è un’Altra Europa / Pirotta e Somoza per Tsipras

Incontro per discutere di “quale Europa vogliamo” alla sala CNA di Como il 26 marzo, organizzato da Sel.

Il pubblico ha in maggioranza snobbato questa occasione di approfondimento e ha fatto male. A beneficio del gruppo ristretto delle persone presenti, Marco Lorenzini, Nicoletta Pirotta e Alfredo Somoza hanno dato un serio contributo di analisi dell’attuale situazione politica, sociale ed economica dell’Europa, indicando anche alcune possibili piste di evoluzione.
Marco Lorenzini, in apertura, ha provato a delineare le “Europe possibile” che i popoli europei avranno di fronte alle prossime elezioni. La prima è quella delle destre: è un’Europa-fortino, arroccata sulla difesa di una supposta integrità dei popoli e sulla riproposizione dei nazionalismo; è un’Europa-non-Europa poiché mette da parte qualsiasi condivisione di orizzonti e di diritti (e ovviamente preme per la distruzione dell’euro). La seconda è un’Europa che conosciamo: è quella delle banche e dell’austerità, che fa pagare la crisi in termini di diritti soprattutto alle persone e alle comunità più fragili, che salvaguardia i privilegi e riduce i diritti fondamentali. La terza è un’Europa possibile: quella che mette al centro il lavoro, i diritti, i bisogni fondamentali delle popolazioni; è un’“altra Europa” che bisogna provare a costruire e che ovviamente è quella proposta dalla lista L’altra Europa con Tsipras, nel cui percorso di approfondimento anche l’incontro organizzato da Sel si colloca.
All’interno di questi scenari, di quello operante e di quelli possibili, Nicoletta Pirotta ha messo al centro il tema fondamentale della democrazia, poiché – a sette anni dall’inizio di questa crisi ormai destinata con ogni evidenza a “non passare” – è evidente che la politica sta portando avanti il gioco del nuovo capitalismo neoliberista fondato sulle regole dell’austerità. Le riforme che gli organi politici stanno portando avanti sono funzionali a quel progetto di governo complessivo del mondo. Questo processo ha dimensioni sovranazionali e sono a questo livello si può contrastare; è un processo che impone alle persone una perenne competizione, che sceglie quali servizi erogare e con quali modalità, che usa gli Stati come estensione dei ceti elitari.
Questa Europa non è l’Europa che i padri fondatori immaginavano. Anzi: il sogno europeo – ha ribadito Alfredo Somoza – era un sogno progressista, un progetto che metteva al centro la crescita delle popolazioni e non quella degli affari. Viceversa oggi, gli strumenti di governo dell’economia prevedono il livello più basso possibile di democrazia. Quindi, è in gioco l’Europa; non una delle tante opzioni sul tavolo, ma l’idea stessa di Europa.
In questo contesto, la narrazione della crisi è – secondo Alfredo Somoza – in gran parte basata su elementi che non hanno rapporto con la realtà, mentre alcune dinamiche sfuggono e non vengono analizzate con la dovuta attenzione. Il ciclo dell’emigrazione – per esempio – sta cambiando profondamente; mentre continuano gli arrivi delle persone che fuggono dai conflitti, quelle che negli anni passati avevano cercato nella “ricca Europa” il lavoro stanno prendendo la via del ritorno: il fenomeno è particolarmente evidente per il mondo latino-americano, ma vale anche per altre aree; e contemporaneamente è ripartito il flusso di emigrazione degli europei verso le economie in espansione. Anche le reali connotazioni dell’accordo tra USA e UE sugli spazi economici non sono sufficientemente prese in considerazione: il dibattito non è sull’imposizione dei dazi, ma è sulle condizioni non-daziarie, sulla possibilità di garantire agli operatori economici le stesse condizioni in tutti i contesti, il che quasi sempre significa imporre le condizioni più favorevoli al capitale, con la rimozione dei diritti e delle regole.
Che cosa provare a fare, dunque, per contrastare tutto ciò, cioè per salvare la “vera” Europa?
Nicoletta Pirotta e Alfredo Somoza hanno indicato qualche risposta: rinegoziare il debito con una conferenza europea sull’argomento, adottare una legislazione europea sul lavoro, ripensare il welfare a livello continentale, riportare al centro dell’attenzione la legislazione per l’autodeterminazione dei corpi (legislazione oggi al centro di un attacco assai pesante), elaborare un piano straordinario dell’occupazione a livello europeo che tenga conto delle esigenze di sostenibilità, cioè che si muova in direzione della conversione ecologica.
Un progetto ambizioso, ma ineludbile. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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Nicoletta Pirotta

 

 

 

 

 

 

 

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Alfredo Somoza

 

30 marzo/ Primo il lavoro

sel-genericoPrimo il lavoro è il titolo dell’incontro, organizzato da Sel domenica 30 marzo dalle 10 alle 12.30 nella sala della circoscrizione 6 di via Grandi 21 a Como. Intervengono Vincenzo Ricciari (Eupolis Lombadia), Giuseppe Cattalini (avvocato giuslavorista), Enzo Tiso (medico del lavoro), Francesco Di Salvo (segreteria Cgil), Titti Di Salvo (deputata Sel). Coordina Marco Lorenzini, Sel Como. Leggi nel seguito il comunicato stampa.

«Primo il lavoro. Le politiche del lavoro sono state le grandi assenti dal dibattito parlamentare e pubblico degli ultimi anni. Precarizzazione, contratti atipici, licenziamenti, delocalizzazioni, chiusura di imprese, disoccupazione, cassa integrazione, sono state le parole più usate per descrivere la condizione dei lavoratori, dei giovani e delle imprese. Noi crediamo che il lavoro debba essere la prima preoccupazione della politica e con la conferenza Primo il lavoro, vogliamo presentare un piano per il lavoro che, a partire dai dati e dalle tipologie dei contratti, propone un concreto progetto da attuare a livello nazionale e locale.

Domenica 30 marzo 2014 dalle 10 alle 12.30 nella sala della circoscrizione 6 di via Grandi 21 a Como si svolgerà una iniziativa intitolata Primo il lavoro. La conferenza, coordinata da Marco Lorenzini, metterà a confronto competenze diverse sul tema del lavoro in provincia di Como: Vincenzo Ricciari (Eupolis Lombadia); Giuseppe Cattalini (avvocato giuslavorista); Enzo Tiso (medico del lavoro); Francesco Di Salvo (segreteria Cgil); Titti Di Salvo (deputata Sel).

Durate la conferenza sarà possibile raccogliere le firme per la presentazione della lista L’altra Europa con Tsipras e verranno distribuiti materiali sui temi del lavoro e sull’Europa». [Marco Lorenzini, coordinatore provinciale Sel Como]

Arci/ Campi della legalità 2014

campi2014Per l’ottavo anno consecutivo, Arci con Spi, Flai, Cgil e Libera propone i campi nelle terre confiscate alle mafie. Formazione, educazione alla legalità democratica e alla responsabilità, azione concrete sui terreni, laboratori culturali, memoria e condivisione di esperienze: tutto questo nei tanti campi organizzati in Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, Marche, Liguria, Veneto, Lombardia e Toscana. Luoghi che, un tempo simbolo del potere mafioso, vengono restituiti alla collettività. Attraverso la ricostruzione di spazi sociali ed economici, diventano liberi e produttivi.  Da aprile ad ottobre viene promossa attraverso i campi una pacifica “occupazione”, abitata dalla presenza di centinaia di persone che si spendono con impegno e dedizione per costruire una comunità alternative alle mafie. Le iscrizioni sono aperte per i singoli, anche minorenni, e per i gruppi e si raccolgono fino ad esaurimento dei posti disponibili. Info www.arcicomo.it, como@arci.it

10 aprile/ Disarmo e nonviolenza a Lurago d’Erba

arena di pace e disarmo 2014La biblioteca comunale di Lurago d’Erba organizza giovedì 10 aprile l’incontro Disarmo e nonviolenza: 2 binari per costruire la pace. L’incontro si terrà alle 21 nella sala consiliare in via Roma 56 e interverranno Francesco Vignarca, coordinatore nazionale di Rete italiana per il disarmo, e il direttore del Coordinamento comasco per la pace Mauro Oricchio. Scarica il volantino dell’iniziativa.

Como spera nell’Unesco

COMO COMUNEApprovata la mozione che chiede di attivarsi per l’ingresso nel patrimonio dell’umanità, Palazzo Cernezzi si arena sulla richiesta di Rapinese di togliere il posteggio al sindaco.

 

Preliminari

Molti gli interventi preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 24 marzo, Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto di rispondere alle sue interrogazioni alla Giunta, il presidente Franco Fragolino ha ricordato i tepi che il Regolamento concede per una risposta, Luca Ceruti, M5s, ha invece presentato la controdeduzione al parere contrario alla mozione sugli scrutatori disoccupati (il parere negativo degli uffici, la controdeduzione). Francesco Scopelliti, Ncd, ha dichiarato di avere avuto comunicazione di una guardia medica non entrata in città murata perché sprovvista del permesso per l’ingresso nella Ztl, mentre Marco Butti ha attaccato il dirigente comunale Pierantonio Lorini per aver giocato con la città come con il Monopoli, ripercorrendo le “caselle” percorse, dal palo di via Briantea alla chiusura mattutina di via Milano alta, fino alla decisione di darsi un premio: «Di 7.524 euro! C’è la Bassanini e c’è il buon gusto e il ritegno!» Per questo il consigliere del Gruppo misto ha chiesto di valutare provvedimenti disciplinari.

Andrea Luppi, Pd, ha attaccato invece Scopelliti, a proposito della vicenda del concorso dei vigili truccato, dopo la sua assoluzione per un errore giudiziario, con una riflessione sulla necessità e l’opportunità degli interventi. Una bordata a cui ha subito risposto Enrico Cenetiempo, Ncd, «è la prima volta che succede qualcosa del genere in aula!» ha detto contrariato. Scopelliti ha risposto con una offensiva contro tutta la maggioranza, la Giunta e il presidente del Consiglio Franco Fragolino, per lui incapaci di adempiere ai propri ruoli, una volta preso la parola appena iniziata la seduta.

 

Unesco

Insediatasi l’assemblea la discussione è ripresa sulla proposta di ingresso di Como nel patrimonio del’Unesco. Di «percorso lungo e ricco di insidie» ha parlato nella replica il proponente Mario Molteni, Per Como, rispondendo anche all’intervento di Patrizia Lissi, Pd, con qualche riserva sull’iter e il coinvolgimento di soggetti esterni all’amministrazione. «Abbiamo già sondato il terreno – ha assicurato Molteni – e diverse realtà cittadine ci sosterranno». Al voto la mozione è passata all’unanimità, astenuti il sindaco, come sempre sulle mozioni, e Giorgio Selis, Como civica.

 

Posteggio

La discussione si è così spostata sulla mozione presentata da Alessandro Rapinese per togliere i posteggi riservati agli amministratori nel cortile di Palazzo Cernezzi, una decina usati da sindaco, assessori e consiglieri comunali impegnati nelle Commissioni. Già nelle preliminari il capogruppo di Adesso Como aveva letto il programma del sindaco rinfacciandogli di non rispettarlo per quanto riguarda il dialogo. E la proposta è collegata alla contrarietà all’allargamento della Zona a traffico limitato per cui il Palazzo comunale ha visto arrivare diversi spettatori, tutti i posti a sedere in aula e in Sala stemmi, approntata apposta per una diretta, si sono riempiti. Per Rapinese i posteggi in Comune sono un privilegio della cosiddetta casta soprattutto dopo la trasformazione di 450-500 posteggi del centro da bianchi a blu. Un intervento che ha raccolto il plauso del pubblico della Sala stemmi (in aula non si possono fare apprezzamenti o altro), subito ripreso dal presidente, «adesso non può applaudire neanche chi ci guarda da casa?» l’ironica risposta di Rapinese.

A favore le minoranze «può sembrare una provocazione – ha detto Ada Mantovani, Adesso Como – però dopo tutti i posteggi che sono stati tolti in centro», di eliminazione di privilegi ha parlato Butti, proponendo il posizionamento di un semaforo per regolare l’ingresso, ha allargato invece il discorso Molteni chiedendo di togliere le auto da Palazzo Cernezzi.

Ha annunciato l’uscita dall’aula Cenetiempo non credendo che l’uso dei posteggi venga abusato, mentre il dibattito si è esteso anche all’utilizzo da parte dei consiglieri comunali, durante le sedute, dell’autosilo Valduce, senza costi per loro e per l’amministrazione.

Da parte della maggioranza della demagogia, partendo da Aristofane ha parlato Gianni Imperiali, Como civica, invece Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la necessità di essere tempestivamente in Comune per il sindaco, mentre Andrée Cesareo, Pd, ha attaccato il tono dello scritto proposto. Marco Tettamanti, Como civica, ha ricordato come il far politica non faccia arricchire e sia a servizio della comunità facendo una distinzione fra: «L’aver tolto la possibilità di posteggiare in via Perti, che era un privilegio e l’utilizzo dell’autosilo Valduce».

«I demagoghi siete voi – ha risposto alla maggioranza nella replica un accaloratissimo Rapinese – io non faccio false promesse. Se si approva si tolgono i posteggi». «I posteggi per i consiglieri non sono stati tolti, ma solo spostati» ha aggiunto il consigliere di Adesso.

E su questo punto Butti ha presentato un emendamento per eliminarli del tutto, che quasi allo scoccare della mezzanotte, quando l’assembla è stata sciolta, non è stato approvato, con il voto contrario della maggioranza, l’appoggio dell’opposizione e l’astensione di sindaco e presidente del Consiglio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Regione Lombardia vuole che l’alluminio resti a Dongo

isotta fraschini srlForse verranno usati la legge Impresa Lombardia e l’Accordo per la competitività per l’Isotta Fraschini.

 

«Si è svolto un incontro tra Regione Lombardia, l’azienda Isotta Fraschini e le organizzazioni sindacali, con a tema il futuro del sito produttivo di Dongo (Como) – dichiara un comunicato di Regione Lombardia del 25 marzo –. Regione Lombardia ha confermato che l’obiettivo è salvaguardare la presenza in Lombardia e la continuità operativa dell’azienda, anche alla luce della collocazione strategica del sito di Dongo rispetto al mercato tedesco e del prezioso knowhow costruitosi nel tempo».

«È importante che la produzione di alluminio resti a Dongo e che si lavori insieme per costruire le condizioni di contesto necessarie, affinché si possano attrarre investitori interessati alla ricerca e innovazione e mantenere i livelli occupazionali – ha dichiarato Mario Melazzini, assessore regionale alle Attività produttive –. Al riguardo Regione Lombardia è disponibile a verificare la possibilità di utilizzare gli strumenti previsti dalla nuova legge ‘Impresa Lombardia’ e, in particolare, l’Accordo per la competitività». [md, ecoinformazioni]

– Rifiuti + Valore. Pratiche per una Como più sostenibile

- Rifiuti + ValoreParte il progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo per 98mila euro che coinvolgerà il mercato di via Mentana, scuole e cittadini.

 

L’obiettivo del progetto è di «prevenire e ridurre la produzione di rifiuti coinvolgendo commercianti e cittadini». «Si tratta di un positivo esempio della validità e del significato profondo del modo di operare in rete» ha dichiarato Gisella Introzzi, assessora alle Attività produttive del Comune di Como, seguita dal collega all’Ambiente Bruno Magatti, «La partenza di questo progetto insieme al nuovo servizio di raccolta serve ad attivare la sensibilità necessaria», e da Fausto Cancelli, responsabile operativo di Aprica spa (la società che gestisce la raccolta rifiuti),  «La contemporaneità del progetto con l’avvio del nuovo servizio di raccolta rifiuti è un’occasione da cogliere». «Il progetto vuole potenziare e diffondere quelle azioni, individuali e comunitarie, che possono ricreare valore, portando vantaggi ambientali, economici e sociali al territorio, attraverso la riduzione dei rifiuti alla fonte, il riuso e il riciclo – ha affermato la coordinatrice del progetto per L’Isola che c’è Marzia Loria –. Obiettivo finale è arrivare al -15 per cento di rifiuti prodotti e al 75 per cento di raccolta differenziata (rispetto al campione coinvolto)».

Si tratta di un investimento di: «165mila euro, finanziati dalla Fondazione Cariplo con 98mila e 500 euro; la quota a carico del Comune di Como ammonta a 22mila euro (sotto forma di personale e attività); le quote restanti sono a carico di L’isola che c’è e Rete Clima».

Il progetto si svolgerà attraverso percorsi formativi in sei scuole cittadine, la scuola dell’Infanzia di via Salita dei Cappuccini e le scuole Primarie di via Fiume, via Perti, Civiglio, Breccia e Prestino, attività di animazione nei quartieri con eventi e laboratori a Como-Borghi e Sant’Agata e nei quartieri di Camerlata, Rebbio, Breccia e Prestino.

Per quanto riguarda il mercato coperto invece «Con i commercianti è in corso un’attività di analisi della attuale gestione e produzione di rifiuti, attraverso interviste e questionari; per la riduzione degli imballaggi e degli sprechi si stanno valutando sia la possibilità di usare imballaggi riutilizzabili e biodegradabili, sia la possibilità di recuperare gli alimenti invenduti per fini sociali».

Verranno poi organizzate campagne specifiche «per far conoscere e sostenere le forme di riuso già attive in città» e promosso in collaborazione con Acsm-Agam, il consumo dell’acqua del rubinetto, per ridurre la quantità di bottiglie di plastica.

Palazzo Cernezzi lancia anche un invito ai cittadini per: «Partecipare e collaborare al progetto, in particolare tramite dei questionari di monitoraggio per le famiglie attraverso i quali verificare le proprie abitudini nella gestione dei rifiuti e misurare i benefici apportati dalle proposte portate dal progetto».

Per informazioni L’Isola che c’è tel. 031.4451154, 331.6336995, info@lisolachece.org, Internet www.lisolachece.org (il depliant informativo). [md, ecoinformazioni]

«La cittadinanza onoraria a Puecher è una mossa elettorale»

prcQuesto il commento del Prc, dopo quanto affermato dall’Anpi comasca, sulla scelta del sindaco di Ponte Lambro di conferire l’onorificenza cittadina a Giancarlo Puecher.

 

«Il sindaco e la sua Giunta in passato si sono segnalati anche per le rievocazioni a sproposito – attacca un comunicato della segreteria provinciale di Rifondazione comunista –: due figure dell’antifascismo locale come Roberto Lepetit e lo stesso Puecher, da qualche anno vengono ricordate da questa amministrazione solo in occasione del 4 novembre, oggi festa delle forze armate e dell’unità nazionale, istituita dopo l’annessione di Trento eTrieste nel 1918 e celebrata con enfasi durante tutto il ventennio fascista, lo stesso regime che fucilò Puecher e deportò e uccise Lepetit».

«Mettere insieme i caduti di tutte le guerre e di tutte le bandiere, solo perché morti, non è un bel servizio per la ricostruzione storica, non favorisce il chiaro confronto democratico fra posizioni politiche né la formazione delle coscienze civili, specie nelle giovani generazioni – prosegue la nota –. Il sindaco Cattaneo che, per formazione e storia politica è notoriamente lontano dai valori della Resistenza antifascista non ha neppure la sensibilità per capire che la cittadinanza onoraria a Puecher conferita con queste modalità e in queste circostanze verrà immediatamente riconosciuta da tutti per quello che è: uno squallido tentativo di recuperare qualche manciata di voti». [md, ecoinformazioni]

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