Nessuna sfiducia alla Introzzi

COMO COMUNE 3La maggioranza che sostiene la Giunta Lucini, con una seduta ad oltranza, ha rigettato la mozione contro l’assessora di Amo la mia città con però una astensione.

 

«Nulla di personale» ha esordito presentando la mozione di sfiducia all’assessora al Personale, attività produttive e commercio della Giunta Lucini al Consiglio comunale di Como di lunedì 31 marzo Marco Butti, Gruppo misto, che ha poi aggiunto alle accuse anche quelle delle risposte ritenute insoddisfacenti dalle interrogazioni delle minoranze. «Rispondo al comunicato stampa di Amo la mia città – ha aggiunto –, questa non è una affatto una mozione formulata in modo vago e non è affatto evanescente, tutt’altro è effervescente!» Il consigliere ha quindi ribadito la contrarietà alla gestione del concorso per la sostituzione del dirigente della polizia locale comasca: «Non è stato incaricato Aiello – il vice, ora trasferitosi a Cantù – per una maggiore trasparenza, ma per il Capo di gabinetto e il dirigente del settore strade, non c’è stato nessun concorso». Un affondo anche contro: «La insoddisfacente gestione del Mercato di Forte dei Marmi, con la concorrenza che crea al commercio locale, e il discorso si è allargato anche alla gestione di Ica, l’agenzia per la riscossione delle tasse sulle pubblicità, affissioni pubbliche e sull’occupazione di aree pubbliche, «pare stia ricominciando a mandare cartelle a pioggia», e anche a coloro i quali le multe erano state verificate e tolte ha denunciato Butti, che ha concluso con una domanda: «Ma con l’avvallo dell’ingresso della grande distribuzione alla ex Trevitex, quale futuro ci sarà per i negozi di vicinato?»

Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha incalzato l’assessora lamentandosi di un suo mancato intervento per far dialogare sindaco e commercianti contro la Ztl – già nelle preliminari aveva annunciato che il referendum auto organizzato ha raggiunto i 4mila votanti –: «Quando ha visto per due serate consecutive 280 commercianti in aula avrebbe dovuto andare dal sindaco e convincerlo quanto meno a parlare con loro». «Addio al maggiore Aiello e addio alle tante attività che stano abbassando la saracinesca» ha dichiarato Anna Veronelli, Fi.

Contro il progetto beCome si è lanciato Sergio Gaddi, Fi, «il budget è assolutamente generico, il dettaglio zero, due foglietti che non sarebbero dati neanche per un incarico di ragazzini delle scuole elementari». Il tutto per un progetto da 150mila euro che il consigliere ritiene più che sproporzionato, «non sono qui a farmi prendere per il culo ha aggiunto», raccogliendo il plauso di alcuni fra il pubblico composito, equamente distribuito fra sostenitori e critici della maggioranza, abbastanza numeroso, tanto da riempire tutti i posti a sedere e gli spazi in piedi adiacenti oltre che l’ingresso. «È vergognoso che le abbiano dato dei soldi con questo progetto – si è scagliato Rapinese contro Marco Servettini, consigliere di Amo la mia città e animatore de L’isola che c’è, una delle realtà coinvolte nel progetto – C’è gente che si fa un mazzo così e non becca soldi. Per lei invece aprono il portafoglio!» «Non siamo nel campo dell’illecito, però delle opportunità» è intervenuto Luca Ceruti, sempre su beCome, per il coinvolgimento del consigliere di Amo la mia città, e sulla nomina del manager del distretto urbano, ex candidato della lista dell’assessora Introzzi. E sempre di inopportunità ha parlato Diego Peverelli, Lega, «io al posto di Servettini non sarei neanche qui, io non ho voluto essere presente neanche quando sono stato sotto giudizio» ha ricordato quando era assessore nella Giunta Bruni, annunciando però l’uscita dall’aula: «La sfiducia non va fatta agli assessori, ma al sindaco». «Perché fare sinergie solo con L’isola che c’è – ha chiesto Francesco Scopelliti, Ncd, quando in città ci sono tante forze vive?»

Dalla maggioranza  Gianni Imperiali, Como civica, ha difeso l’assessora rivolgendosi all’opposizione «penso che in realtà il problema sia la Ztl», Luigi Nessi, Paco-Sel, ha parlato della complessità degli incarichi affidate a Introzzi «sono deleghe pesanti, il personale, le attività produttive, parlo del lavoro». Italo Nessi ha invece spiegato cosa è e cosa fa l’Isola che c’è e gli ambiti in cui lavora da anni lodando il consigliere Servettini per «non essersi nascosto e essere stato se stesso» anche se con un consiglio, quello di valutare attentamente quello che farà in futuro.

«Sono sgomento per il clima da caccia alle streghe di queste ultime settimane» ha detto il consigliere di Amo la mia città, che ha parlato di una campagna di diffamazione nei suoi confronti (il commento de L’isola che c’è) e di: «Fatti alterati per creare sospetto». «Se lei ha subito una campagna di diffamazione – gli ha ribattuto nella replica conclusiva Butti – vada in Tribunale, se no faccia nomi e cognomi». Il consigliere di Amo la mia città ha poi ricordato l’attività de L’isola e le collaborazioni con diversi enti locali, «anche in passato il Comune di Como», negli ultimi anni e come il progetto beCome rientri in un bando finanziato da Fondazione Cariplo. «Mi sono sempre mosso alla luce del sole – ha aggiunto – gratuitamente, relazionandomi con l’Amministrazione nel suo completo e non solo con l’assessora Introzzi. Non ho chiesto nulla e questo è stato un tentativo di fare rete e portare valore al Comune». «Non avrei immaginato di dovermi giustificare – ha concluso emozionato e amareggiato – ora ci penserò in futuro a mettermi in gioco per non mettere in difficoltà realtà esterne».

Terminata la discussione a 5 minuti dalla mezzanotte il presidente del Consiglio Franco Fragolino ha chiesto la votazione del prosieguo ad oltranza approvato dalla sola maggioranza, contrarie le minoranze, e si è andati al voto, come da Regolamento, segreto. 31 sono stati i votanti, uscito Peverelli, assente giustificata Laura Bordoli, e solo i 10 della minoranza hanno votato a favore del provvedimento, bocciato da 20 esponenti della maggioranza, fra le cui fila però uno si è astenuto. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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