Mese: Aprile 2014

29 aprile/ Lipperini alla Drogheria

laltra-europa-con-tsiprasMartedì 29 aprile alle 18 incontro  alla Drogheria in via Diaz n. 15 a Como con Loredana Lipperini, scrittrice e giornalista, candidata di L’altra Europa con Tsipras nella circoscrizione Nord Ovest per le elezioni europee.  Alla discussione seguirà un aperitivo.

Loredana Lipperini è una giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica. Ha pubblicato diversi saggi sulla questione femminile (tra cui la trilogia iniziata con “Ancora dalla parte delle bambine” per Feltrinelli e “L’ho uccisa perché l’amavo” scritto con Michela Murgia per Laterza). Ha aperto uno dei blog italiani più visitati, Lipperatura, collabora con le pagine culturali di Repubblica e conduce Fahrenheit su Radio3. 

Como Ogm Free

ogm freeIl Movimento 5 stelle comasco chiede di bandire gli organismi geneticamente modificati dal capoluogo lariano.

 

Il consigliere comunale comasco del Movimento 5 stelle Luca Ceruti ha depositato lunedì 28 aprile una mozione per chiedere alla Giunta Lucini di: «Attivarsi utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per contrastare la coltivazione di tutti gli organismi geneticamente modificati nell’ambito del comprensorio di riferimento, a salvaguardia della salute umana, dell’ambiente e della biodiversità agraria, cioè delle produzioni agricole peculiari del territorio comunale, verificando la disponibilità dei Comuni limitrofi ad attivarsi congiuntamente».

Arrivando così a dichiarare la città Comune Ogm Free, con anche cartelli segnaletici, con attenzione anche alle forniture delle mense comunali, fare una campagna di informazione, e anche mandare un messaggio al Governo (la mozione). [md, ecoinformazioni]

Storie in movimento

storie in movimento parada cernobbioLaboratorio alla Biblioteca comunale di Cernobbio con il patrocinio del Comune, dal 3 maggio e per quattro sabati pomeriggio consecutivi dalle 14 alle 16, in vista della quarta edizione della Parada par tücc.

 

«Storie in movimento consentirà ai partecipanti di realizzare delle tavole illustrate da “indossare” durante l’edizione 2014 della Parada par tücc – spiega la presentazione –, il progetto sociale promosso in collaborazione con il Comune di Como che utilizza l’arte e la creatività come elementi di unione e aggregazione ed in vista del quale si svolgeranno nel capoluogo lariano ed in altre località, tra cui appunto Cernobbio, ben 34 laboratori a partecipazione gratuita sui temi più disparati (trampoli, sculture in movimento, chitarra, sogni volanti, swing energy, sostenibilità casalinga, capoeira angola, arti performative, danza contact, danza afro, monociclo, percussioni afro, street-tap, ukulele, break dance, serigrafia, treccine senegalesi, fotografia, hula hoop dance, ciclofficina, illustrazione, incursioni teatrali, bolas, regia e recitazione, disegno creativo per bambini, pittura su tessuto, sartoria, graffiti, trucco, percussioni urbane, samba, eco-talents, giocoleria) e che si svolgerà sabato 31 maggio». [md, ecoinformazioni]

Pubblicati i concorsi per le piazze Roma e Volta

BlbeRxgCYAAzc0ePalazzo Cernezzi annuncia il termine ultimo per far domanda: le 12 di venerdì 30 maggio.

 

«I due bandi e i relativi disciplinari, insieme alla documentazione cartografica, sono stati pubblicati oggi sulla Gazzetta ufficiale e sul sito del Comune di Como (www.comune.como.it alla voce I progetti in Comune, cliccare il banner Concorso di progettazione Piazza Roma-Piazza Volta) – precisano da via Vittorio Emanuele II a Como, dopo l’annuncio della pubblicazione –. Il concorso è aperto agli architetti e agli ingegneri che potranno partecipare nelle seguenti forme: liberi professionisti singoli; liberi professionisti associati; società di professionisti; società di ingegneria; prestatori di servizi di ingegneria e architettura stabiliti in altri stati membri, costituiti conformemente alla legislazione vigente nei rispettivi paesi; raggruppamenti temporanei; consorzi stabili di società di professionisti e di società di ingegneria. Gli elaborati dovranno poi essere consegnati entro le ore 13 del 30 giugno. La partecipazione al concorso prevede, inoltre, un sopralluogo obbligatorio il 15 maggio al mattino in piazza Roma, il pomeriggio in piazza Volta. Entrambi i bandi prevedono una graduatoria di merito e l’attribuzione di 1 premio di 5mila euro per il progetto vincitore (premio che verrà considerato quale acconto per il successivo sviluppo progettuale); 1 premio di 2.500 euro per il progetto secondo classificato a titolo di rimborso spese; 1 premio di 2mila euro per il progetto terzo classificato a titolo di rimborso spese». [md, ecoinformazioni]

Pdci contro il corteo neofascista del 30 Aprile

logo-pdciIl Pdci comasco, con un comunicato stampa, si schiera a fianco dell’ Anpi cittadina e del Prc contro la manifestazione neofascista prevista per mercoledì 30 aprile a Como. «Per l’ennesimo anno, il 30 aprile Como diventa teatro di parate neofasciste. Pur mascherate da commemorazioni, queste manifestazioni non sono altro che provocazioni. Ancora più pesanti, se si pensa che a poche centinaia di metri ha sede il Monumento alla Resistenza Europea. Ancora una volta tocca a noi esprimere indignazione per questa situazione, in una città certo non nuova a farse in stile neofascista di questo genere. Condividendo apertamente quanto già affermato dalla sezione cittadina dell’Anpi, invitiamo, come già fatto da altre forze politiche, alla massima vigilanza in difesa dei valori democratici. Per quanto ormai le nostre parole sembrino ripetitive, non possiamo stancarci di sottolineare nuovamente quanto queste manifestazioni siano un’offesa alla città. Un sindaco come Mario Lucini, che si è dimostrato solerte nel negare uno spazio ad un convegno della Anpi, non conferma la medesima attenzione per le iniziative neofasciste, dando pieno senso politico alla nostra assenza polemica col suo operato durante le commemorazioni del 25 aprile al Lungo Lago. Abbiamo ritenuto ingiusto applaudire un sindaco che, in nome di una idea tutta sua di democrazia, concede spazi alle forze che si rifanno al nefasto ventennio mussoliniano e chiude le porte ad associazioni sempre impegnate nella difesa della Costituzione e dei valori fondanti della Repubblica Italiana. Chiediamo, concludendo, che tutte le forze antifasciste, al di là del loro credo politico, continuino a perpetrare gli ideali democratici e egalitari del nostro Stato, prendendo definitivamente le distanze da chi fa, della nostra Carta Costituzionale, carta straccia.»

 

Il Prc contro la manifestazione di estrema destra a Como

logo prcLa segreteria provinciale del Prc comasco, diffonde un comunicato stampa dove denuncia il riproporsi di manifestazioni neofasciste a Como. «La segreteria provinciale di Como del Prc denuncia il riproporsi di provocazioni fasciste sotto forma di manifestazioni come quella annunciata in città per il 30 aprile prossimo. Nel condannare fermamente questa aperta violazione delle leggi che vietano la ricostituzione del partito fascista e l’ esaltazione della sua ideologia, il Prc comasco condivide pienamente la posizione espressa dall’ Anpi città di Como e invita i cittadini alla massima vigilanza in difesa dei valori democratici. Per riaffermare i principi della Costituzione nata dalla Resistenza, tutti siamo chiamati a ricordare le ragioni della lotta di liberazione dal nazifascismo  ma anche ad impedire, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, che si manifesti a favore di un regime e di un’ ideologia che per un ventennio hanno privato il paese dei diritti democratici, hanno cancellato con la violenza la libertà di pensiero e di parola, hanno imprigionato e ucciso gli oppositori,  prestandosi infine ai piani di sterminio nazisti».

La sezione Anpi di Como denuncia: ancora manifestazioni neofasciste a Como

ANPI COMO LOGOCon un comunicato stampa, la sezione Anpi Perugino Perugini di Como, denuncia l’ennesima manifestazine neofascista permessa in città. «Apprendiamo che il 30 aprile prossimo forze neofasciste manifesteranno pubblicamente a Como e, con il pretesto di commemorare la persona di Sergio Ramelli, insceneranno la solita fiaccolata a ritmo di tamburo, con l’utilizzo e l’esaltazione di simboli, slogan neofascisti e saluti romani, a cui abbiamo già purtroppo assistito negli anni scorsi. Il volantino che promuove la manifestazione è un aberrante corollario della simbologia neofascista e, già di per sé, prefigurerebbe la violazione sia della legge 645/1952 (cosiddetta Legge Scelba), che punisce “chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche, ovvero idee o metodi razzisti”, sia della legge 205/1993 (cosiddetta Legge Macino) che punisce chi propaganda e incita all’odio e alla discriminazione razziale, etnica o religiosa. Crediamo che commemorare un giovane ragazzo vittima di un omicidio sia ovviamente umanamente legittimo, tuttavia è altrettanto necessario e doveroso opporsi alla bieca strumentalizzazione di questo tragico evento attraverso parate neofasciste che da alcuni anni deturpano la nostra città sede del Monumento alla Resistenza europea. Monumento che ricordiamo essere unico al mondo per il suo alto significato ideale di riscatto dei popoli contro la barbarie nazifascista. Riteniamo inoltre che la città di Como non possa più tollerare simili manifestazioni organizzate da soggetti che non si riconoscono in alcun modo nei valori costituzionali antifascisti e democratici. Chiediamo quindi con forza alle Autorità competenti e alle Istituzioni democratiche che facciano tutto quanto è possibile al fine di evitare che simili offese alla Repubblica italiana e alla nostra Costituzione possano essere continuamente reiterate. Soprattutto, chiediamo  che finalmente si applichino e vengano fatte rispettare le Leggi Macino e Scelba. Chiediamo inoltre al Sindaco di intervenire in prima persona -così come ha fatto il suo collega Pisapia di Milano- presso le Istituzioni preposte, affinchè questa situazione venga affrontata e definitivamente risolta.»

Si vis pacem, para pacem

Pic 003“Se vuoi la pace, prepara la pace”. Tredicimila persone, nel sessantanovesimo anniversario della Liberazione, sono tornate undici anni dopo ad abbellire l’arena di Verona con i colori arcobaleno della nonviolenza. Guarda le foto di Silvia Mascheroni. 

«La Pace è l’inizio di tutto». Un augurio, una speranza e un impegno che il popolo pacifista ha deciso di prendersi nella giornata di venerdì 25 aprile. Dopo undici anni, infatti, all’Arena di Verona si è tornati a raccontare la Pace.
Tredicimila persone hanno aderito all’appello promosso dall’Arena di Pace e Disarmo (da Como, un pullman più qualche macchina organizzati dal Coordinamento Comasco per la Pace); una costellazione variegata, composta prevalentemente dall’associazionismo cattolico e laico e dal mondo sindacale (leggi la lista dei sottoscrittori).
«Da qui riparte la speranza», ha detto ai giornalisti un emozionato padre Alex Zanotelli. Non un punto d’arrivo, quindi, ma una tappa in cui rilanciare un futuro che abbia al centro i valori del rispetto e della nonviolenza. Nel 2003 lo slogan recitava “Per la Pace mi espongo”. Era il periodo delle manifestazioni oceaniche contro l’intervento militare in Afghanistan e in Iraq, quando 110 milioni di persone marciarono in tutte le nazioni per opporsi alla guerra. Un movimento definito dal New York Times «la seconda superpotenza mondiale».
Dopo undici anni la situazione è differente, ma altri conflitti si sono aggiunti alla lista, anche alle porte d’ingresso dell’Europa. «E di fronte alla drammatica crisi economica e sociale del Paese, – ha spiegato Mao Valpiana, presidente nazionale del Movimento Nonviolento – vogliamo fare un passo in avanti, promuovendo congiuntamente la Campagna per il disarmo e la difesa civile, lanciando la proposta di legge d’iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta».
Alle 14, orario di apertura dei cancelli, una moltitudine di bandiere arcobaleno ha invaso (pacificamente, manco a dirlo) l’anfiteatro. Dal palco si sono alternate, per tutto il pomeriggio, musica e parole: particolarmente apprezzato il discorso di don Luigi Ciotti, centrato su inclusione ed esclusione e quello di Renato Accorinti, sindaco di Messina, che ha spronato i presenti a «fare qualcosa adesso».
Si è parlato anche di F35: migliaia di aeroplanini di carta si sono alzati in aria e hanno disegnato traettorie colorate nel cielo sereno di Verona. «Finora il governo – ha osservato Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo – si è limitato a rinviare l’acquisto di qualche aereo a dopo il 2020, ma al di là delle voci e degli annunci a effetto, l’impegno finanziario complessivo rimane quello da 14 miliardi per 90 cacciabombardieri. Chiediamo a Renzi di rispettare sia le prerogative del Parlamento, sia la posizione maggioritaria del suo stesso partito, ormai contraria agli F35 come lo è la maggioranza degli italiani». Anche da Maurizio Landini (Fiom Cgil) e Gianni Alioti (Fim Cisl) è arrivato un netto no agli F 35.
Gad Lerner si è scagliato invece contro il sindaco Flavio Tosi e l’ordinanza che vieta di dare cibo ai bisognosi in alcune aree del centro durante la stagione turistica. «Tratta le persone come piccioni o animali molesti cui è vietato dare cibo. – ha detto il giornalista – Con sobrietà noi tutti qui presenti, tutte le associazioni, possiamo impegnarci in una risposta pacata di disobbedienza civile. L’aggettivo civile, forse, lo dobbiamo insegnare al signor sindaco di questa città».
Simone Cristicchi e Eugenio Finardi hanno salutato, attraverso le loro note musicali, il popolo pacifista che con calma e allegria ha lasciato l’Arena. “La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo”, era la scritta che compariva su alcuni stendardi. Venerdì 25 aprile la bandiera arcobaleno e quella della resistenza sono tornate a sventolare insieme. E, guarda caso, il sole a Verona splendeva alto nel cielo. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

29 aprile/ sciopero degli addetti alle pulizie del Valduce

valduce_comoLe organizzazioni sindacali di categoria hanno proclamato un primo sciopero per tutta la giornata di martedì 29 aprile per gli addetti alle pulizie del Valduce. Dalle 9 alle 11 è previsto un volantinaggio fuori dall’ ospedale

I lavoratori, in gran parte donne e molte delle quali ex dipendenti dell’ ospedale, rivendicano il rispetto del proprio orario di lavoro, che è stato ridotto in modo unilaterale dall’azienda a partire da aprile, nonostante i continui riposi saltati e le ore di supplementare richieste: «Alla riduzione dell’orario contrattuale – commentano i sindacati – corrisponderà una evidente riduzione del salario. L’azienda appaltatrice Markas continua a non voler discutere di soluzioni diverse che non comportino la riduzione oraria. A nulla è servito l’incontro avuto la scorsa settimana con il Prefetto» [aq, ecoinformazioni]

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