Mese: Aprile 2014

Al Monumento alla Resistenza Europea la festa della Liberazione

25 aprile a Como: qualche sottolineatura non rituale ha animato la celebrazione della Liberazione, senza polemiche e con una partecipazione forse un po’ superiore a quella dell’anno scorso.

Il discorso del sindaco è stato teso soprattutto a contestualizzare la lotta di liberazione, per fare comprendere come il riscatto dal regime fascista e dall’occupazione nazista abbia davvero “liberato” il Paese; Mario Lucini ha anche sottolineato l’importanza del lavoro di promozione della conoscenza di questo fondamentale periodo storico e, a questo proposito, non ha mancato di elogiare l’impegno dell’Anpi e dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”; con un passaggio non scontato all’attualità ha poi ricordato l’importanza della manifestazione del “25 aprile pacifista” all’arena di Verona, collegando i valori della resistenza a quelli della pace.

Guglielmo Invernizzi, presidente provinciale dell’Anpi, ha approfondito nel suo discorso i temi più propriamente politici: non quindi solo un sentito omaggio alla Resistenza e alle persone che l’hanno animato (e l’apertura dell’intervento è stato dedicato al ruolo delle donne nella lotta di liberazione), ma anche uno sguardo tutt’altro che rituale sull’attualità. Ha rivendicato l’attualità della Resistenza contro chi, in nome di un malinteso aggiornamento dei termini, tende a metterne in secondo piano il ruolo (il riferimento è stato alle recenti vicende del museo di Dongo, dalla cui intitolazione è sparita proprio la Resistenza), ma con forza ancora maggiore ha richiamato l’attualità della Costituzione, soprattutto come baluardo contro i soprusi del potere (ricordando le tragiche vicende di Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva e altri, morti per le violenze delle forze dell’ordine). Senza mezzi termini ha ricordato anche la contrarietà dell’Anpi verso i progetti di riforma del Senato e della legge elettorale, progetti che rischiano di tradursi in una diminuzione di democrazia e in un aggravamento della situazione sociale del paese.

La cerimonia si è poi conclusa, come sempre, con la deposizione delle corone al monumento alla Resistenza Europea. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Il palco delle autorità durante l’inno nazionale.

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Mario Lucini, sindaco di Como.

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Guglielmo Invernizzi, presidente provinciale dell’Anpi.

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Le corone al Monumento alla Resistenza Europea:

a sinistra quella del Comune, a destra quella del prefetto; i fiori sono stati aggiunti da un bambino dopo la fine della cerimonia.

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Bandite nella Resistenza/ docu-film

banditeAllo spazio Gloria, la sera del 24 aprile, è stato proiettato il docu-film Bandite, diretto da Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini nel 2009: un lavoro svolto da donne per parlare di donne. L’evento è stato organizzato e promosso da Anpi sez. Como, Arci, Arci Xanadù, ecoinformazioni, Istituto di storia contemporanea P.A.Perretta, Comitato soci Coop, Cgil, Libera, Emergency, Circolo Italia-Cuba. Spesso la storiografia e il senso comune hanno lasciato alla memoria l’immagine delle partigiane come staffette che non imbracciavano armi, ma fungevano da contatto e da approvvigionamento, per quel loro spirito materno che le caratterizzava. Le due registe, partendo da questo dato, hanno cercato di dar voce alle donne che hanno combattuto nelle formazioni partigiane dal 1943 al ’45. Per farlo, hanno raccolto la testimonianza di sei donne che, in diversi gruppi e in diverse regioni, hanno scelto di mettere a rischio la propria vita per quella che è stata, prima che una ragione politica, una scelta per la conquista della libertà per tutti. Sei donne che non avevano ancora diritto al voto, e per conquistarlo hanno dato prova di una concreta parità, con i loro compagni combattenti che spesso erano i primi a diffidare delle loro capacità. A queste testimonianze s’intervallano documenti che scorrono troppo veloci per essere letti, e gli interventi di tre storiche, che portano il loro contributo meta riflessivo e sociologico sul tema di genere nella Resistenza e nell’Italia fascista. Purtroppo, le protagoniste hanno parlato poco della loro storia personale, scegliendo di concentrarsi sui macro contesti, e di scivolare velocemente sulle azioni, quasi come fossero delle curiosità. Rimanendo in superficie, si corre il rischio di lasciare soddisfatto solo un pubblico che non è avvezzo al tema. Ma gli occhi s’illuminano quando si racconta di aver fatto saltare un ponte; quando il reggiseno si sgancia lasciando cadere la pistola nascosta; quando la fortuna permette di sfuggire ad uno stupro; quando si ricorda la differenza di uccidere con cuore di donna. Il pubblico eterogeneo, secondo gli organizzatori un centinaio, dimostra come il tema Resistenza e donne sia d’interesse, e meriti uno spazio, affinché le Bandite non vengano bandite. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Mostra di Ester Maria Negretti

negretti lagoNella Sala civica comunale di Alserio, organizzano Comune e Biblioteca comunale, inaugurazione domenica 27 aprile alle 15.30, aperta 28, 29 e 30 aprile dalle 10 alle 12.30, 1 maggio dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, 2 e 3 maggio dalle 10 alle 12, 4 maggio dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

 

«Particolare attenzione si è voluta dare al lago – spiega la presentazione – e in modo più profondo all’acqua, temi cari al territorio di Alserio il quale Comune ha voluto invitare Negretti ad approfondire ulteriormente questo aspetto».

Per informazioni e-mail info@esternegretti.com, Internet www.esternegretti.com. [md, ecoinformazioni]

«Bene la nuova linea Como Stabio»

gaffuriMa per Gaffuri non basta: «Si pensi al collegamento diretto tra Milano e Lugano delle 7 del mattino».

 

«Apprendiamo con soddisfazione della decisione del Canton Ticino di far ripartire il collegamento ferroviario tra Albate Camerlata e Stabio, via Mendrisio – dichiara il consigliere regionale lombardo comasco del Partito democratico Luca Gaffuri –. È un importante passo avanti che va nella direzione di soddisfare le esigenze di tutti i pendolari, che quotidianamente si spostano per motivi di lavoro e studio dalla Lombardia verso la Svizzera, e di risolvere l’annoso problema dell’aumento delle auto in direzione Svizzera».

«Si tratta, anche, del primo step verso il collegamento ferroviario tra Como e Varese che partirà quando saranno completati i lavori di costituzione della linea tra Stabio e Arcisate, ora in corso – aggiunge il consigliere –. Inoltre le nuove corse sopperiscono alla soppressione del servizio presente tra Albate Camerlata e Como sino allo scorso anno e rendono ancora più significativo il ruolo che avrà il nuovo polo d’interscambio a Camerlata».

Rimane però il problema della diminuzione dei collegamenti internazionali verso la Svizzera: «Una decisione che penalizzerà i pendolari milanesi che si spostano verso il Canton Ticino con l’eurocity delle 7 del mattino, unico collegamento utile per essere a Lugano prima delle 9 che, per mancanza di materiale rotabile, non potrà essere sostituito. Auspichiamo che si trovi quanto prima una soluzione con lo sforzo congiunto di Regione Lombardia e del Canton Ticino». [md, ecoinformazioni]

69° anniversario della Liberazione a Dongo

locandina ANPI Dongo 25 aprile 2014Venerdì 25 aprile a Dongo alle 9.30, ritrovo in piazza Paracchini, deposizione corona al Monumento dei caduti, discorso del sindaco ed intervento di Vittorio Roncacci, formazione corteo, alle 11, S.Messa nella chiesa di S. Stefano, sosta al Parco delle rimembranze, visita al cimitero e deposizione corona alla tomba dei Martiri della Libertà, alle 16 all’Istituto civico musicale di Dongo spettacolo teatrale Sospiro d’Anima di e con Aida Talliente, «La storia di Rosina Cantoni staffetta partigiana protagonista della Resistenza Friulana» (il volantino).

Pedemontana: Regione Lombardia annuncia accertamenti

tratta b1 b2 pedemontanaCosì il presidente Roberto Maroni ai sindaci coinvolti dai lavori per le tratte B1 e B2.

 

«Il presidente della Regione Lombardia ha incontrato i sindaci della Brianza interessati dai lavori delle tratte B1 e B2 [la prima da Lomazzo a Lentate sul Seveso, la seconda da quest’ultimo a Cesano Maderno] della Pedemontana – spiega un comunicato di Regione Lombardia –. Un incontro che il governatore ha giudicato “positivo” e nel corso del quale i rappresentanti dei municipi hanno più volte confermato l’interesse delle loro Amministrazioni alla realizzazione dell’opera, pur segnalando alcune specifiche criticità».

«Il presidente della Regione ha recepito le preoccupazioni espresse dagli amministratori, avviando una serie di accertamenti e ha proposto una nuova riunione entro la metà di maggio – conclude la nota –. Presente al tavolo anche l’amministratore delegato di Pedemontana Marzio Agnoloni, che ha annunciato, per il prossimo 7 maggio, la presentazione del progetto esecutivo della tratta B2. In seguito potranno poi essere affrontate anche le criticità che afferiscono a quel tratto di autostrada». [md, ecoinformazioni]

Cavadini evita la sfiducia per un soffio

COMO COMUNEDopo l’una di notte la maggioranza si sfalda, nel segreto dell’urna in 6 si astengono sulla sfiducia all’assessore e favorevoli (tutta l’opposizione) e contrari pareggiano 11 a 11.

 

Preliminari

Poche le preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 24 aprile Giampiero Ajani, Lega, ha presentato un altro caso di multa inviata da Ica srl con una mora altissima, mentre Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di fare attenzione, con l’introduzione dell’orario estivo dei bus, di fare attenzione alla linea 4 per Camnago Volta per mantenere la coincidenza con l’uscita da scuola dei bambini da scuola. Ada Mantovani, Adesso Como, ha annunciato la notifica, «venerdì santo» nei confronti del collega di gruppo Alessandro Rapinese dell’apertura del procedimento che potrebbe portare a un suo decadimento dal Consiglio. «Il parere del segretario generale si fonda su orientamenti giurisprudenziali che possono essere suscettibili di differenti interpretazioni» ha dichiarato Mantovani contraria al provvedimento che ha aggiunto che non si può vedere nel ricorso al Tar, contro l’allargamento della Ztl, un interesse strettamente personale di Rapinese: «Perché è evidente l’interesse di tutti gli utenti della strada, infatti ha ricorso anche l’Acus». «Ci sono due pesi e due misure» ha aggiunto Rapinese riferendosi alle dimissione dell’ex assessore Pusterla, il consigliere ha quindi chiesto nuovamente di intervenire in via Varesina per renderla più sicura attaccando l’assessora alla viabilità Daniela Gerosa «un anno fa, del’introduzione della corsia preferenziale per i bus diceva che non si cambiava niente, ora è un problema».

 

Surroghe

Presentate le proprie dimissioni il consigliere Antonello Paulesu, Como civica, l’assemblea ha provveduto alla surroga con Stefania Soldarini.

 

Sfiducia

Il Consiglio ha così affrontato la seconda mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore alla Cultura Luigi Cavadini chiesta, per primo, dall’ex assessore e ora capogruppo di Forza Italia Sergio Gaddi. Una seduta nervosa iniziata, subito dopo l’appello iniziale, con una richiesta di verifica del numero legale da parte del leghista Diego Peverelli, uscite le minoranze solo 16 hanno risposto al nuovo appello (avrebbero dovuto essere 17 per proseguire) e si è dovuto attendere il contr’appello dopo il quarto d’ora da regolamento quando sono rientrate le opposizioni in aula. «Con i vostri 21 consiglieri non riuscite nemmeno a garantire il numero legale» ha detto Peverelli, «sapevamo che alcuni non ci sarebbero stati, ma la mozione è vostra…» ha risposto il capogruppo del Pd Stefano Legnani a margine del Consiglio, mentre un acceso dibattito è nato anche fra i membri dell’opposizione sull’opportunità o meno di rientrare per l’ultimo appello e la stessa maggioranza si è riunita per decidere il da farsi in un clima di sfiducia reciproca.

Ripresi i lavori Gaddi ha svolto una lunga prolusione contro l’operato dell’assessore alla cultura ricordando i numeri delle sue grandi mostre e calcando la mano sul bando andato deserto in prima battuta per l’affidamento della prossima, citando la lettera di un operatore nazionale che, fatto il sopraluogo, non ha poi partecipato alla gara: «L’oggetto della mostra è molto più difficile, non risulta evidente il racconto, il tema scelto non contribuisce a innescare il desiderio di visita». Marco Butti, Gruppo misto, si è concentrato invece sulla azienda che si è fatta avanti per gestire la mostra di quest’anno «il progetto che hanno presentato è un copia, incolla» per un profilo che non ha analogie con le grandi mostre di Villa Olmo. Più tranchant Francesco Scopelliti, Ncd, che ha attaccato in toto l’operato della Giunta: «Ha totalizzato uno zero su tutto, dalla polizia locale alla darsena, chiusa da un anno». Di progetto debole ha parlato Mantovani, mentre Rapinese ha ricordato la possibilità di affittare Villa Olmo e i ricavi che si potrebbero ottenere.

Luigi Nessi, Paco-Sel, ribadendo l’apprezzamento per quanto fatto «e il lavoro per il bene della città», ha chiesto a Cavadini di spiegare il lavoro svolto.

«Il bando non è costruito per avere un risultato economico» ha chiarito quindi l’assessore sottolineando la novità del bando proposto «normalmente i Comuni danno solo spazio alla gestione delle società, noi abbiamo dato uno spazio e un progetto è assolutamente nuovo». Non è previsto alcun deficit ha assicurato Cavadini e l’azienda ricaverà i propri profitti da bigliettazione, bookshop e bar. A chi lo accusava di aver cercato a tutti i costi un’azienda dopo il bando deserto ha risposto che è stata quest’ultima a proporsi e che ha la sua consonanza con quanto richiesto dalla gara è stata valutata dagli uffici. Un intervento piccato e secco concluso con un attacco alle minoranze: «Prima di alcuni interventi sarebbe meglio guardarsi allo specchio, lo dico per me, e per alcuni che sono intervenuti questa sera».

In sua difesa sono intervenuti Italo Nessi, Como civica, «la cultura non coincide con queste grandi mostre» e «il bilancio economico delle mostre è sempre stato negativo». «Non sono numeri confrontabili» ha replicato Gaddi il cui operato del passato è stato elogiato dalla collega di partito Anna Veronelli, ricordando «i 30mila articoli su Como e gli 800mila visitatori in città». Un intervento che ha fatto perdere le staffe a Vincenzo Sapere che, litigando con la consigliera, ha lasciato l’aula. Scatenando l’ilarità delle minoranze Legnani ha chiesto loro di ritirare la mozione: «Tra 7 mesi vedremo come sarà andata…» «Lo diceva anche Bruni delle paratie» la risposta di Rapinese.

A ridosso della mezzanotte Legnani ha quindi chiesto il prosieguo ad oltranza della seduta, approvato con i voti della maggioranza, più Butti, l’astensione di Forza Italia e Raffaele Grieco, Pd, e il voto contrario delle minoranze.

La seduta è così proseguita per più di un’ora con diversi interventi e una querelle fra Scopelliti «Troppo facile iniziare a mettere le mani avanti e iniziare a scaricare la colpa sui tecnici degli uffici» a cui ha risposto Cavadini «non tocca a me controllare le referenze, non è una scelta politica» e rivolto all’opposizione tutta: «È inutile parlare con chi non vuole ascoltare».

Al voto, segreto, parte della maggioranza si è sfilata e non ha sostenuto il rappresentante della Giunta Lucini. Infatti su 28 votanti 6 si sono astenuti, 11 hanno votato a favore (tutta l’opposizione, tranne Peverelli che ha annunciato come al solito di non votare sfiducie a singoli assessori ma di essere pronto a votare quella per il sindaco), 11 contro. Per un solo voto quindi la sfiducia non è passata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

27 aprile/ Open Day al Centro culturale Chiasso

Invito_Open DayDomenica 27 aprile dalle 15 alle 18 «per permettere al pubblico di “esplorare” il m.a.x. museo, lo Spazio Officina e il Cinema Teatro», con alle 15 allo Spazio Officina, «una caccia alle uova di dinosauro con regalino, alle 16 si proporrà Racconta la storia: c’era una volta… nella preistoria e alle 17 si terminerà con una merenda del brontosauro».

 

Inoltre: «Per l’intero pomeriggio si potranno visitare gratuitamente le mostre in corso: al m.a.x. museo Luigi Rossini (1790-1857) incisore. Il viaggio segreto (esposizione visibile fino a domenica 4 maggio) e allo Spazio Officina Viaggio nel tempo: i paleoartisti (ultimo giorno di apertura). Al Cinema Teatro, invece, sarà possibile scoprire il palcoscenico» (l’invito). [md, ecoinformazioni]

Memoria resistente: continua la ricerca sui luoghi della lotta di liberazione

Tenendo fede a un impegno assunto con la realizzazione del progetto Memoria resistente, promosso nel 2012 da Anpi, Arci, Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” ed ecoinformazioni con il contributo di Regione Lombardia, continua il lavoro di ricerca sui luoghi in cui la lotta di liberazione dal nazifascismo è ricordata con monumenti o lapidi.

A distanza di poco più di un anno e mezzo dalla pubblicazione, presentiamo un primo aggiornamento (per accedere all’aggiornamento clicca MemoriaResistente-Agg) che raccoglie alcuni luoghi sfuggiti alla prima catalogazione (per accedere all’opuscolo originale clicca MemoriaResistente02) : si tratta di lapidi, cippi e iscrizioni diffuse su tutto il territorio della provincia, da Cantù a Vercana, realizzate nel corso dei passati decenni.

Bisogna anche segnalare che nei mesi passati sono stati collocati in alto Lario i 39 pannelli del sistema segnaletico La fine della guerra, dedicato appunto agli anni 1943-1945 e centrato sulle vicende della lotta partigiana; lo stesso museo di Dongo recentemente inaugurato, anche se non si è voluto sottolineare nella sua intitolazione con la giusta evidenza il ruolo della Resistenza, è un apporto alla conoscenza di quegli eventi e di quei protagonisti.

Con l’aggiornamento, offriamo il nostro piccolo ulteriore contributo a tener viva la memoria della Liberazione.

La pubblicazione originale è stata inviata anche alla redazione di Radio3 che domani scandirà il palinsesto con il racconto delle storie fissate nelle lapidi che ricordano la Resisetnza. “In tutta Italia – scrive la redazione – i segni di memoria sui muri testimoniano il sacrificio dei coduti e delle vittime, e il 25 aprile Radio3 li racconterà”. Se vi capita di cogliere nelle trasmissioni di Radio3 di domani documentazione proveniente dal territorio comasco, segnalatelo a ecoinformazioni.

22 Aprile/ Jobs Act: l’incontro con Filippo Taddei

Pd como Proprio mentre la cronaca politica è dominata dalle schermaglie parlamentari sui nuovi provvedimenti per il Lavoro, il Pd comasco prova a fare chiarezza su uno dei punti più controversi, e attesi, dell’ambizioso programma renziano: il Jobs Act. Nella serata di martedì 22 aprile l’Hotel Continental ha infatti ospitato Jobs Act: Creare lavoro, far ripartire il Paese, evento organizzato dai “Democrats” lariani e dedicato alle ultime novità sul tema.

Ospite d’onore, insieme al segretario provinciale Savina Marelli, al responsabile economia e lavoro del Pd locale Fausto Tagliabue e alla parlamentare comasca Chiara Braga, Filippo Taddei, collega di scranno “romano” della Braga e anch’esso membro della segreteria nazionale con delega proprio alle tematiche lavorative.

Introdotto dalla Marelli, coordinato nelle sue parti dalla Braga, l’incontro ha avuto come momento centrale la relazione di Taddei, chiamato a sgombrare il campo intorno all’annunciato pacchetto di misure, in via di discussione parlamentare nei prossimi giorni. «Innanzitutto una doverosa precisazione- ha esordito il giovane esponente del Pd- questo è un Governo con il Pd, non del Pd. La discussione con le altre forze dell’esecutivo è per questo necessaria». Frase, quest’ultima, che può essere vista come ideale risposta alle polemiche degli ultimi giorni, che hanno visto il progetto di legge Poletti, prodromo all’Atto del Lavoro, al centro di tesissimi botta e risposta tra le forze di Maggioranza.

Esaurita l’attualità, l’esponente della segreteria Renzi ha passato in rassegna le radici del Jobs Act, le sue motivazioni e l’impatto che potrà avere sulla disastrata situazione occupazionale del nostro Paese: «dal 2008, anno d’inizio della Grande Crisi- ha ripreso Taddei- in Italia si è spezzato un equilibrio, un sistema è andato velocemente in frantumi». Un orizzonte cupo, ma da cui dobbiamo rialzarci, tenendo presente che indietro non si può più tornare, come ha lasciato poi intendere il deputato di origine emiliana: «dobbiamo accettare il fatto che non torneremo più alla situazione del passato, alle sue certezze, ai suoi miti», ma viceversa bisogna ricominciare a credere nel futuro, ad « un Italia diversa, migliore. E’ questa la scommessa del Partito Democratico».

Scommessa che verrà affrontata con nuove forme d’azione, come «un’attenzione particolare alle fasce lavorative sprovviste di qualsiasi tutele come le partite Iva, una rinnovata forza contrattuale al tempo indeterminato, la semplificazione normativa per tutti i soggetti in causa, dallo strumento del contratto unico a tutele crescenti», ormai presenza storica dei progetti renziani, «per i lavoratori, arrivando agli incentivi per le aziende che assumono e che creano occupazione». Obiettivo finale sarà quello di «rimettere al centro il Lavoro, modernizzando così il Paese per avvicinarlo a standard “normali”», con una serie di tappe intermedie che vedranno anche «un ripensamento degli ammortizzatori sociali, magari più incisivi ed equi. La Cig si è rivelato uno strumento utilissimo per proteggere migliaia di persone dallo spettro della povertà e della disoccupazione, ma non possiamo continuare così. Il reddito minimo di cittadinanza potrebbe essere uno degli strumenti, insieme ad un utilizzo più esteso di forme come il contratto di solidarietà, come tra l’altro avviene in tutta Europa». Un raggio d’azione estremamente vasto, di cui il Dl Poletti sarà un «primo passo, per rimettere in marcia un progetto e per dare un segnale: scommettiamo su quell’Italia che non si è arresa alla crisi, e che è già ripartita».

Scommessa e progetto: parole utilizzate, prima dal contributo di Taddei, anche da Fausto Tagliabue, dirigente di peso del Pd comasco: «Lavoro vuol dire fare i conti con una vera e propria emergenza, visto che anche a Como, più resistente di altri ai venti della Crisi, i numeri della disoccupazione sono più che raddoppiati in questi ultimi 7 anni». Tagliabue ha posto l’accento anche su altri dati e temi, come il fatto che « il mercato del lavoro comunque non è immobile, come dimostrano i migliaia di avviamenti professionali registrati nell’ultimo anno. Questo dimostra che più sulla mancanza di impiego dovremmo puntare, come Partito e come Politica, sul combattere l’inattività, e parimenti più che sulla domanda bisogna agire sull’offerta di lavoro».

L’ultima parte della serata è stata dedicata agli interventi dal pubblico, come testimoniato dai contributi del segretario della Uil Enzo Monteduro, del presidente della CNA Como Fausto Bergna, e dei candidati comaschi alle Europee Paolo Sinigaglia e Sergio Aureli, che hanno portato un saluto ai presenti in sala. [Luca Frosini, Ecoinformazioni, foto da Blogdem Como]

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