Alienazioni/ Iantorno: la questione elementari di via Binda sarà riesaminata
Riguardo al Piano delle alienazioni in discussione lunedì 19 maggio in Consiglio, Marcello Iantorno, l’assessore al Patrimonio del Comune di Como, risponde alle critiche mosse dagli ambientalisti e comunica che i contributi venuti dall’interno e dall’esterno del Consiglio comunale riguardo alla questione della scuola di via Binda «sono apprezzati e perciò saranno fatte le opportune verifiche e riflessioni sul limite delle possibilità edificatorie urbanisticamente compatibili con la zona». Leggi di seguito la presa di posizione dell’assessore.
«Nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni che il Consiglio voterà nella riunione di domani lunedì, rispetto a quello votato lo scorso anno, sono compresi 13 box siti in via Borgovico e i quattro immobili di via T. Grossi (ex Orfanotrofio), le ex scuole elementari di via di Lora e di via per Brunate che hanno varie destinazione, esclusa quella produttiva della industria e artigianato, nonché quella di via Binda che, unica fra le quattro, ha per destinazione solo l’edilizia convenzionata per la realizzazione di alloggi a prezzi contenuti onde agevolare l’accesso alla prima casa per i soggetti con redditi bassi.
La perizia è stata redatta dal prof Caruso di Spaccaforno del Politecnico di Milano. Quella relativa alla via Binda si basa sull’indice medio di zona pari a 2 mc per 1 mq. e prevederebbe la ristrutturazone dell’esistente e la realizzazione di nuova edilizia convenzionata sull’area contigua. I contributi avanzati in aula da alcuni consiglieri e di recente anche dall’esterno, in particolare in riferimento alla possibilità teorica di costruire nella misura massima indicata dal prof. Spaccaforno di ben 5 mila metri quadrati, sono apprezzati e perciò saranno fatte le opportune verifiche e riflessioni sul limite delle possibilità edificatorie urbanisticamente compatibili con la zona».


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