alienazioni

Finita la presentazione delle paratie

3 COMO COMUNEIl progetto andrà all’anticorruzione. Palazzo Cernezzi approva il nuovo piano delle alienazioni, stralciata solo via S. Bernardino da Siena.

 

Preliminari

Diverse le preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 16 aprile Luca Ceruti, M5s, ha chiesto la sistemazione di una lapide per i caduti della Prima guerra mondiale in via Canturina, e chiesto lumi sulla consegna della Tangenziale comasca a settembre-ottobre. Ha confermato le tempistiche il sindaco Mario Lucini «dovranno essere installate le barriere, se no si potrebbe andare gratis fino a Milano». Il primo cittadino ha anche ricordato l’udienza avuta in Parlamento su Schengen, dove ha sottolineato il problema dei minori non accompagnati. Sempre sulla Tangenziale è intervenuto Diego Peverelli, Lega, inalberatosi per le lamentele sul pagamento della tratta «la Regione ci dà 15 milioni per le paratie e noi ci lamentiamo per 60 centesimi». La vicesindaca Silvia Magni ha ricordato le iniziative organizzate dal Comune per il settantesimo anniversario della Liberazione.

 

Paratie

La seduta è incominciata con la ripresa del dibattito sull’ultima variante del progetto delle paratie, come ultimo intervento previsto prima della replica, Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha preso la parola e chiesto «una squadra per controllare i lavori e i materiali» e oltre di informare costantemente i cittadini e la città sui lavori.

Lucini ha quindi replicato a tutti gli interventi e dichiarando però che il progetto dovrà fare un passaggio all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, che «ha l’obbligo di unire tutte le perizie di variante, le riceve e le analizza» e quindi «i nostri tecnici andranno a Roma».

A chi ha chiesto della vertenza con la gelateria battello ha ricordato che l’amministrazione ha vinto il ricorso Tar ed ora ci sarà il passaggio al Consiglio di stato, invece a Ceruti che ha chiesto dei livelli del lago una volta approntate le difese ha risposto «il Consorzio dell’Adda non può muoversi dai livelli di contratto, non potranno per scelta superare l’1.30».

 

Liberazione

Ceruti ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno per discutere una mozione per la promozione e la pulizia del Monumento alla Resistenza europea, «giusto per arrivarci prima del 25 aprile», «perché non ne dà lettura in aula, così prendiamo atto che lei voleva fare quello che si sta già facendo» ha replicato il sindaco. Al voto la proposta è stata bocciata dalla maggioranza, tranne un paio di astensioni e il voto favorevole di Luigi Nessi, Paco-Sel, e Eva Cariboni, Amo la mia città.

 

Alienazioni

Si è quindi ripresa la discussione sugli emendamenti al Piano delle alienazioni tutti bocciati tranne quello per lo stralcio di uno stabile in via S. Bernardino, approvato anche dalla maggioranza. Una situazione che ha indispettito le minoranze, tanto che Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha smesso di presentare le proposte di modifica, e Enrico Cenetiempo, Ncd, ha invece esclamato rivolto all’assessore al Patrimonio Marcello iantorno «io faccio quello che faceva lei nella passata amministrazione, non è possibile che dia solo un parere negativo senza neanche argomentare!» «Non ho spiegato ora perché era stato già detto precedentemente il contesto in cui operiamo» di dismissione dei beni anche da parte di tutte le altre amministrazioni pubbliche. «Senza l’alienazione di questi immobili che non sono funzionali all’attività del Comune non potremmo finanziare nessuna opera pubblica, asfalti, scuole…» ha aggiunto il primo cittadino, ricordando la fortuità dell’entrata dei ristorni dei frontalieri che non può essere però sicura. «Non è vero poi che non siamo stati attenti alle proposte fatte dalle minoranze – ha aggiunto Nessi – infatti abbiamo approvato l’emendamento su via S. Bernardino».

Scontate le dichiarazioni di voto e il voto stesso con il parere favorevole della maggioranza e l’opposizione delle opposizioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Salta il numero legale

cernezziA Palazzo Cernezzi passa il nuovo piano di alienazioni, che prevede il nuovo insediamento al posto della ex Scuola di via Binda, ma la maggioranza non riesce a garantire i numeri per l’immediata eseguibilità dell’atto.

 

Preliminari

Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato l’incontro tenutosi alla Biblioteca comunale sull’esodo istriano, mentre Luca Ceruti, M5s, ha chiesto precisazioni sul viaggio alla città gemellata di Fulda, quali consiglieri andranno in delegazione, Ada Mantovani, Adesso Como, ha chiesto di poter vedere i dati delle prove di carico per il cantiere delle paratie, e per ultimo Alessandro Rapinese, Adesso Como, è ritornato sui posteggi «come si può pensare di rendere inaccessibile la città?» si è chiesto attaccando la maggioranza per lui non in grado di gestire la situazione e contraddittoria: «Avete tolto i posteggi dal centro e ora volete fare un autosilo in viale Varese».

 

Alienazioni

La seduta è quindi ripresa sul Piano delle alienazioni, ma l’oggetto del contendere è stato l’intervento previsto alla ex Scuola all’aperto di via Binda, che verrebbe abbattuta per lasciare spazio a un nuovo intervento edilizio. Il dibattito ha seguito i binari della seduta precedente «avete attaccato Botta e Bruni perché hanno fatto una colata di cemento sulla città, ed ora anche voi fate lo stesso» ha detto Rapinese, «per via Binsa avevo presentato un progetto per un parco avventura» ha ricordato Roberta Marzorati, Per Como, «l’accesso dalla strada lì non c’è» ha aggiunto Diego Peverelli, Lega, «dove passeranno le macchine?» ha rincarato il collega di partito Giampiero Ajani. Dopo una pausa lunghissima in attesa dei pareri degli uffici su un subemendamento presentato da Rapinese per rendere conforme l’emendamento, presentato sempre da lui, in discussione nel corso della serata, le due proposte di modifica sono state bocciate compattamente dalla maggioranza. La delibera è quindi stata approvata, sempre dalla maggioranza, con l’astensione di Sergio Gaddi, Fi, e Ajani, mentre il resto dell’opposizione è uscita dall’aula. Visti i numeri anche gli ultimi due esponenti delle minoranze hanno abbandonato l’aula e per l’immediata eseguibilità dell’atto è saltato il numero legale, che dopo il quarto d’ora di attesa, da Regolamento, non si è riformato e la seduta è stata quindi sciolta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Alienazioni/ Iantorno: la questione elementari di via Binda sarà riesaminata

marcello iantornoRiguardo al Piano delle alienazioni in discussione lunedì 19 maggio in Consiglio,  Marcello Iantorno, l’assessore al Patrimonio del Comune di Como, risponde alle critiche mosse dagli ambientalisti e comunica che i contributi venuti dall’interno e dall’esterno del Consiglio comunale riguardo alla questione della scuola di via Binda «sono apprezzati e perciò saranno fatte le opportune verifiche e riflessioni sul limite delle possibilità edificatorie urbanisticamente compatibili con la zona». Leggi di seguito la presa di posizione dell’assessore.

«Nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni che il Consiglio voterà nella riunione di domani lunedì, rispetto a quello votato lo scorso anno, sono compresi 13 box siti in via Borgovico e i quattro immobili di via T.  Grossi (ex Orfanotrofio), le ex scuole elementari di via di Lora e di via per Brunate che  hanno varie destinazione, esclusa quella produttiva della industria e artigianato, nonché quella di via Binda che, unica fra le quattro, ha per destinazione solo l’edilizia convenzionata per la realizzazione di alloggi a prezzi  contenuti onde agevolare l’accesso alla prima casa per i soggetti con redditi bassi.

La perizia è stata redatta dal prof Caruso di Spaccaforno del Politecnico di Milano. Quella relativa alla via  Binda si basa sull’indice medio di zona pari a 2 mc per 1 mq. e prevederebbe la ristrutturazone dell’esistente e la realizzazione di nuova edilizia convenzionata sull’area contigua. I contributi avanzati in aula da alcuni consiglieri e di recente anche dall’esterno, in particolare in riferimento alla possibilità teorica di costruire nella misura massima indicata dal prof. Spaccaforno di ben 5 mila metri quadrati, sono apprezzati e perciò saranno fatte le opportune verifiche e riflessioni sul limite delle possibilità edificatorie urbanisticamente compatibili con la zona».

 

Continuano le alienazioni

via milano alta comoPalazzo Cernezzi prosegue le dismissioni del patrimonio: giovedì 19 giugno asta per un negozio in via Milano alta.

 

«Il 19 giugno, alle ore 10, in Sala Stemmi, a Palazzo Cernezzi, si svolgerà un’asta pubblica per la vendita di un’unità immobiliare ad uso commerciale, in via Milano (civico 256), di 33 metri quadri – spiega il Comune di Como –. Il prezzo a base d’asta è di 88.734 euro. Per informazionigli interessati potranno rivolgersi al dottor Alberto Frigerio (telefono 031/252.385, mail frigerio.alberto@comune.como.it) o al signor Vincenzo Sanna (telefono 031/252.380, mail sanna.vincenzo@comune.como.it). Il bando è pubblicato sul sito del Comune di Como www.comune.como.it Albo Pretorio on-line/Avvisi». [md, ecoinformazioni]

Approvato il Regolamento per la gestione del patrimonio

COMO COMUNE 3Passa a Palazzo Cernezzi il nuovo regolamento, che regola anche le alienazioni dei beni comunali. Fragolino si dimette dal Consiglio comunale.   Preliminari «Sono ripresi i furti – ha detto Mario Molteni, Per Como, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 30 aprile –, nelle ultime due notti ci sono stati due tentativi in via Boccioni», per questo il consigliere ha chiesto di discutere quanto prima la mozione presentata, assieme ai colleghi di minoranza, sull’introduzione dei vigili di quartiere. Luca Ceruti, M5s, eletto nella Commissione, elettorale comasca, ha riproposto la possibilità, in vista delle prossime elezioni europee, di far fare gli scrutatori a disoccupati o persone a basso reddito, mentre Luigi Nessi, Paco-Sel, ha annunciato all’aula l’ultimo lutto che ha toccato il collega di gruppo Vincenzo Sapere da cui si è poi recato a portare un saluto e il cordoglio del Consiglio insieme al consigliere di opposizione Diego Peverelli, Lega. Ultimo a prendere la parola il presidente del Consiglio Franco Fragolino ha annunciato le proprie dimissioni sia dall’incarico che dal ruolo di consigliere.   Patrimonio È così ripreso, dopo due settimane, il dibattito sul Regolamento sulla gestione ed alienazione del patrimonio immobiliare del Comune di Como. Finita la replica dell’assessore competente, Marcello Intorno, l’assemblea ha affrontato i 26 emendamenti presentati dall’opposizione, per la gran parte bocciati dalla maggioranza. Le proposte volevano definire in maniera più stringente la possibilità della Giunta di affidare e definire i canoni degli spazi e impianti sportivi comunali dati alle associazioni, proposte ritenute per lo più non necessarie dalla maggioranza e in alcuni casi un appesantimento e allungamento del procedimento. Laura Bordoli, Ncd, ha abbandonato l’aula per protesta dopo aver visto bocciare tutte le sue proposte e per l’ultima di queste, con parere negativo, chiesto del tempo per sistemarlo con il supporto degli uffici. Cinque gli emendamenti passati: sui diritti di prelazione, sulla comunicazione fra uffici per l’aggiornamento dello status del patrimonio, proposti da Enrico Cenetiempo, Ncd, l’aggiunta delle realtà inerenti alla formazione, la valutazione dell’ampiezza degli spazi per le associazioni in base alle necessità dettate dalla effettiva vita associativa e la valorizzazione degli spazi delle ex strutture scolastiche, proposti da Marco Butti, Gruppo misto. Scontata la votazione finale con l’approvazione da parte della maggioranza e la bocciatura delle minoranze, astenuto Butti. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Palazzo Cernezzi svende?

3 COMO COMUNEDopo le polemiche in Consiglio anche altre voci si levano contro il Piano di alienazioni del Comune di Como, si passa da quasi 7milioni a quasi 20 di introiti, ma cosa sta pensando di vendere la Giunta Lucini?

 

Dal suo insediamento in via Vittorio Emanuele II nell’estate del 2012 il centro sinistra comasco ha cercato, fra le prime cose, di fare il punto sulle proprietà comunali. L’assessorato al Patrimonio guidato da Marcello Iantorno ha reso pubblici, nel novembre dello stesso anno, diversi elenchi su quanto posseduto da Palazzo Cernezzi, al di là delle strutture scolastiche, sportive e di “servizio” (uffici comunali, vecchie sedi di circoscrizioni con annesse sale civiche).

Con un occhio attento agli affitti, che hanno visto l’emersione di diversi casi di morosità e di irregolarità nelle locazioni (come si vede dai riepiloghi messi on-line dal Comune) su cui si è intervenuto con piani di rientro e sfratti (su Villa Olmo, su Villa Geno).

Ma significativamente prima della approvazione del Bilancio, nel maggio del 2013 la Giunta Lucini approvò un primo Piano di alienazioni per il 2013-15, passato poi in aula il mese seguente (1 e 2).

Una proposta per il consigliere di opposizione Alessandro Rapinese, Adesso Como, «basata su sogni e ipotesi al momento senza senso di esistere, ideale inizio per un bilancio dai contenuti utopistici come accadeva nell’era Bruni». «I criteri seguiti nella predisposizione del Piano tutelano innanzitutto l’interesse pubblico – precisò invece Iantorno –. Gli edifici messi in vendita, infatti, sono tutti classificabili come non strumentali e necessari all’esercizio delle funzioni istituzionali dell’ente. La vendita, d’altro canto, non pregiudica in alcun modo le attività commerciali che sono salvaguardate e continueranno a lavorare regolarmente fino alla scadenza del contratto e i titolari se interessati potranno partecipare alla gara».

Con questo primo provvedimento si prevedeva di incassare 1.837.783 euro nel 2013, 3.146.645 euro nel 2014 e 1.764.511 euro nel 2015.

Più precisamente per il 2013 si intendeva vendere:

 

Indirizzo Tipologia del bene Prezzo a base d’asta
Via Milano 242 uso commerciale libero da affittanza 83.356
Via Milano 250 uso commerciale libero da affittanza 88.734
Via Milano 252 uso commerciale libero da affittanza 67.223
Via Milano 248 uso commerciale libero da affittanza 160.096
Via Milano 256 negozio parrucchiere 88.734
P.za V° Alpini/ Bellinzona farmacia con vani servizio 372.866
P.za Tessitrice bar con appartamento e box 513.335
Via De Cristoforis area scoperta mapp. 7862 Camerlata 38.758
Via per Brunate area scoperta mapp. 1059 Camerlata 24.681
L.Lario Trieste chiosco bar 400.000

 

Per il 2014

Indirizzo Tipologia del bene Prezzo a base d’asta
Via Regina 42 deposito officina 111.300
P.za S.Rocco 42 uso commerciale (negozio elettronica) 153.267
Via Milano 238 uso commerciale (ristorazione) 198.979
Via Milano 240/a uso commerciale (negozio abbigliam.) 147.890
Via Milano 258 uso commerciale (negozio alimentari) 126.378
Via S. Bernardino stabile al rustico 556.759
Via C.Cantù 53 uso commerciale (ristorante) 1.001.120
Via C.Cantù 53 uso commerciale (negozio abbigliam.) 850.952

 

Per il 2015

Indirizzo Tipologia del bene Prezzo a base d’asta
Via Natta 16/18 uso commerciale (bar) 455.243
P.za Martignoni uso commerciale (bar) 475.408
Via Conciliazione farmacia con alloggio e box 333.726
Via Milano 212/214 uso commerciale (ristorazione) 174.778
P.za S.Rocco 39 ambulatorio veterinario 201.667
Via Milano 210 uso commerciale (negozio macelleria) 123.689

 

Ma, come pronosticato da Rapinese, l’intera operazione si è insabbiata e nel marzo del 2014 si è ripreso in mano il dossier aggiornandolo con nuove perizie e un nuovo passaggio in Giunta.

Salta agli occhi subito l’importanza del nuovo Piano di alienazioni per il 2014-16 dati gli introiti: Sono previsti infatti 5.696.214 euro per il 2014, 9.702.620 euro per il 2015 e 4.385.539 euro per il 2016, per un totale di 19.784.373 euro, contro i 6.748.939 euro previsti dal primo Piano.

Sostanzialmente quanto si pensava di vendere nel 2013 è stato riproposto per il 2014, con qualche modifica. Sono state anticipate di un anno, sempre al 2014, la vendita della pizzeria kebab di via Milano 212/214 e della vicina macelleria, oltre che del veterinario di piazza S. Rocco e del comprensorio della farmacia di Tavernola. Posticipate dal 2015 al 2016 invece le vendite del deposito di via Regina, del rustico di via S. Bernardino, del ristorante e del negozio di abbigliamento di via Cesare Cantù dal 2014 al 2016, del bar di piazza Martignoni.

piano-alienazioni-como-2014-16Sono state fatte alcune lievi modifiche ai valori di alcune voci, via Milano 248 è stato rialzato da 160.096 a 180.156, mentre via De Cristoforis (area scoperta mapp. 7862 Camerlata) è stato abbassato da 38.758 a 34.882, così come via per Brunate (area scoperta mapp. 1059 Camerlata) da 24.681 a 22.213.

Le differenze più notevoli si sono avute con l’eliminazione della vendita del bar Natta all’interno di Palazzo Natta, previsto per il 2015, andando forse incontro ai malumori all’interno della maggioranza, e l’aggiunta nel 2014 dell’ ex Scuola all’aperto di via Binda 10 (base d’asta 1.729.830), dell’ex Scuola di Garzola, in via per Brunate 30 (654.511), nel 2015 (unico bene all’asta per quest’anno) dell’ex orfanotrofio ex Scuola media Baden Powell, di via Grossi 2-4/Dante (9.702.620), e nel 2016 di posti auto in via Borgovico (390.000), e dell’ex Scuola elementare di Lora (1.000.000).

In realtà il processo di dismissione del patrimonio è già iniziato, un’asta pubblica è già stata fatta per l’ex Speakeasy’s di lungolario Trieste e per tre negozi sfitti in via Milano.

Dopo la contestata (da Paco-Sel in maggioranza e dalla Cgil) privatizzazione delle farmacie comunali, di Sagnino e Muggiò, si vendono i muri di quelle, già private, di Monte Olimpino e Tavernola e si procede poi alla dismissione di strutture scolastiche ora inutilizzate, data la contrazione delle nascite, poste anche in luoghi interessanti come la Scuola all’aperto di via Binda (vedi l’intervento, del 2008, de la Città possibile qui), dove dovrebbe essere impiantata edilizia residenziale, rendendo più rada la rete di spazi comunali nei quartieri periferici, Lora e Garzola, mentre un caso a parte è l’ex Scuola media Baden Powell.

affittiLa struttura fra via Tommaso Grossi e via Dante Alighieri, ex monastero ed ex orfanotrofio maschile, è stata sede della Scuola media, chiusa all’inizio degli anni 2000, e del Centro per l’educazione degli adulti (Eda) di Como, ora in via Gramsci. Nei vari cortili sono state ospitate anche per anni la sede della Circoscrizione 5 (Como Est, Como Nord) e diverse associazioni (tra le altre l’associazione radioamatori italiani, Como 90, la storica Italia-Urss, poi Italia-Russia), alcune strutture della Cooperativa Arca, oltre che alcuni appartamenti di edilizia residenziale pubblica. Fino a poco tempo fa venne anche ospitata una chiesa ortodossa, fedele al patriarcato di Mosca, ora trasferitisi nella chiesa all’interno del parco del S. Martino.

Ora dovrebbero essere stati tutti allontanati, tranne il ristorante pizzeria al civico 2 (il cui contratto d’affitto scadrà nel 2018) e alcuni posti auto in affitto in quello stesso cortile e forse tre inquilini delle case popolari comunali (gli altri 19 appartamenti della struttura risultano inagibili).

Non è di proprietà comunale poi il fronte ferrovia, con la chiesa di S. Orsola, con vincolo monumentale (per una parte della storia della chiesa vedi il Piano delle regole del Pgt paragrafo 2.6), e l’attigua parrocchia.

Fino al primo Piano delle alienazioni tutto il comprensorio non era stato preso in considerazione per una eventuale dismissione, stante l’ipotesi della Giunta Bruni e di Univercomo, fallita, della creazione di uno Studentato universitario, per cui si speravano fondi dal ministero partita nell’estate 2011.

Si prevedeva una ristrutturazione di tutto l’edificio, salvo il lato della parrocchia e l’area del ristorante. Tra l’altro il Piano di governo del territorio (Pgt), prevede, forse a tal fine, che in caso di ristrutturazione nelle zone attigue (Telecom, ex Seminario…): «Tutti i comparti che promuoveranno gli interventi concorreranno economicamente in quota parte, da definire in fase di negoziazione, al recupero degli immobili di proprietà comunale posti all’angolo tra via Tommaso Grossi – via Dante Alighieri» (Ambito strategico dell’ex seminario).

Una prospettiva che avrebbe voluto essere organica alla implementazione del Campus universitario a S. Martino, che sembra ormai sempre più lontano, visto il mancato finanziamento da parte della Fondazione Cariplo, che porta quindi la Giunta Lucini a pensare semplicemente di ricavare dall’area, posta nel cuore della città, ben 9.702.620 euro, salvo un parere contrario della Soprintendenza.

Ora la parola spetta al Consiglio comunale che dovrà ratificare la proposta per renderla effettivamente operativa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Proseguono le alienazioni di Palazzo Cernezzi

lungo lario trieste comoUn immobile commerciale all’asta: il 18 aprile alle 10 in Sala stemmi all’asta bar sul lungo Lario Trieste.

 

«Il locale, 50 metri quadri, si trova sul tratto di lungolago tra via Dionigi da Parravicino e piazza De Gasperi – precisa il Comune di Como –. Il prezzo a base d’asta è di 400mila euro e l’attuale affittuario (il contratto scade il 31 marzo 2019) potrà esercitare il diritto di prelazione al medesimo prezzo proposto dal miglior offerente.

«Si tratta di una cessione deliberata l’anno scorso con il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari – spieg l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno –. Non è un bene che rientra tra quelli vincolati per fini istituzionali, ma un piccolo locale ad uso commerciale, appetibile vista la sua posizione».

Per informazioni Internet www.comune.como.it (Albo Pretorio on-line e poi Avvisi). [md, ecoinformazioni]

Approvata l’alienazione degli immobili comunali e il Regolamento antenne

comuneIn vista del Bilancio e proprio per farlo quadrare Palazzo Cernezzi approva la dismissione, in tre anni degli immobili commerciali, alcuni anche di pregio come il bar di Palazzo Natta, e il prezzo della cessione aree. Unanimità per il nuovo Regolamento per minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici (altro…)

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