Emarginazione, ci sei anche tu!/ L’incontro al Gloria

animatamente  Con la proiezione del docufilm di Marco Paolini Ausmerzen- storie di vite indegne di essere vissute, si è aperto Emarginazione: ci sei anche tu!, l’incontro organizzato da Animatamente in collaborazione con Arci Noerus-Altra Como, ed ospitato nella serata di martedì 27 maggio dall’Arci Xanadù. Presto on line i video dell’incontro su Altra Como.

Istantanee. Istantanee di vita, di storie diverse, di dolore e commozione, di riflessione ma anche di impegno. Tanto, tanto impegno. Si può riassumere così Emarginazione, ci sei anche tu!, l’incontro organizzato dall’associazione Animatamente e da Altra Como, con l’importante patrocinio del Comune di Como, rappresentato in sala dalle consigliere comunali Patrizia Lissi ed Andreè Cesareo.

Un occasione per parlare di un tema molto complesso, a cominciare dai suoi esiti più terribili, come quelli raccontati dal film di Paolini. La pellicola si concentra infatti su Aktion T4, il progetto della Germania nazista per lo sterminio di tante “vite indegne di essere vissute”, come ricordato nel sottotitolo, vero e proprio banco di prova per la Soluzione Finale. Un incubo con radici ben profonde, dal trionfo delle teorie eugenetiche nella Belle Epoque ai deliri sulla sterilizzazione dei“malati ereditari” nel nord America nel primo Novecento, per arrivare alle forme di sterminio industrializzato proprie del Terzo Reich.

Il documentario ha così svolto da efficace introduzione alla serata, sia per rivelare inquietanti paralleli con la situazione attuale, sia per mettere in guardia: emarginazione e discriminazione possono nascere dappertutto, anche nei i luoghi più impensabili.
«Abbiamo voluto distribuire-ha esordito Vittoria Speltoni, esponente di Animatamente, associazione per la tutela dei malati psichici- un questionario per chiedere ad ognuno a quale categoria ognuno avesse mai fatto discriminazione, di genere, di orientamento sessuale, di credo e di tante altre. Una piccola provocazione per dimostrazione una cosa: è umano essere “diffidenti”, il problema è quando diventa sentimento patologico».

Patologico, come considerare specifiche categorie un peso per la collettività, come basare su pseudo caratteristiche fisiche e psicologiche il valore di una persona. Patologico, come “lato oscuro” sempre dietro l’angolo della nostra società, a cominciare dalle tante corrispondenze tra gli anni ’30 e i giorni nostri, l’era della “Grande Crisi”. « Tagli alla sanità, sentimenti egoistici, “perché a loro sì e a me no”, tanta rabbia e voglia di sfogarla. Molte parole che abbiamo sentito nel film si possono ritrovare anche oggi»- ha continuato l’attivista.

Tante storie, si diceva all’inizio. Come quella di Cristina, di Arci Lesbica Milano, che ha portato la sua esperienza nell’attivismo contro l’omofobia, di Veronica, di Al Anon-gruppi familiari di bevitori problematici, di Gianfranco, medico da sempre interessato alle tematiche della psichiatria, o ancora di Nuccio, del comitato Curo senza Confini, realtà anch’essa impegnata nella lotta contro tutte le barriere. Tante esperienze, ancora: quella di Roberta Marzorati, per la quale la «vicinanza al fratello malato è alla base del mio impegno nel lavoro di medico e di personalità pubblica», quella di Ida Angela Sala, del suo impegno e dei pericoli che il mondo del volontariato corre ogni giorno, basti vedere «alcune nuove norme del governo Renzi in campo sanitario, all’insegna dei tagli e della mancanza di scelta per il malato», arrivando infine al contributo di Patrizia Lissi, che ha fornito numerosi dati sulle nuove forme di povertà nel nostro territorio, delineando un panorama non proprio roseo.

Tante testimonianze, di nuovo, che hanno coinvolto anche il pubblico, tra discussioni e racconti di vita, per sfogarsi e per trovare “piattaforme” comuni, tra chi si trova ogni giorno sul campo per rivendicare un ruolo attivo per l’emarginato, o almeno per chiunque venga considerato tale dalla società circostante. Un qualcosa che può cominciare da un dato di fatto, come ripetuto fin dalle prime battute da Vittoria Speltoni: «l’Oms negli ultimi anni ha individuato 350 nuove malattie, tra cui la dipendenza da caffè e il bruxismo.Probabilmente nessuno di noi, tra quelli presenti, risulterebbe “sano” rispetto a questi parametri». [Luca Frosini, ecoinformazioni]

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