Mese: Maggio 2014

27 maggio/ Obiettivi del millennio: curiamo il nostro futuro

unicef 27-05-14Incontro martedì 27 maggio alle 10 alla Biblioteca comunale di Como, in piazzetta Venosto Lucati 1 organizzato dal Comitato provinciale di Como per l’Unicef.

 

Programma:

Saluti, Enrico Ganzerla, presidente Comitato provinciale di Como per l’Unicef; Saluto delle autorità; 2015: raggiungeremo gli obiettivi di sviluppo del millennio? Francesco Grassotti, volontario Unicef; Nascere e crescere sani, protetti e in buona salute negli anni degli Obiettivi del Millennio, Marco Onofri, direttore generale Azienda ospedaliera S. Anna; La “Pigotta in Divisa”: diario di viaggio Manuela Bovolenta, segretaria Comitato provinciale di Como per l’Unicef; Consegna Pigotte ai comandanti delle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco, Enrico Ganzerla; I 40 anni di Unicef Italia, Giuseppe Veca, volontario onorario Unicef. Per informazioni tel. 031.571174, e-mail comitato.como@unicef.it, Internet www.facebook.com/comitatounicefcomo.

Scambio dall’America a Como e viceversa

2014-05-14 10.47.52Studentesse americane sul lago di Como grazie a un accordo fra Albergatori di Confcommercio Como, Università dell’Insubria e Niagara University.

 

«Grazie alla sinergia tra l’Associazione albergatori di Confcommercio Como e l’Università dell’Insubria di Como, in collaborazione con College of Hospitality & Tourism Management della Niagara University, alcuni alberghi della provincia di Como accoglieranno undici studentesse provenienti dall’Università americana – spiega un comunicato di comunicazione Confcommercio Como –. Le giovani studentesse specializzate in alberghi di lusso, svolgeranno uno stage di due mesi, sotto la supervisione dell’Insubria. Non solo. Otto studentesse dell’Insubria si recheranno da agosto a dicembre, presso la Niagara University per seguire alcuni corsi, che saranno accreditati nel curriculum accademico al superamento di un esame».

Venerdì 23 maggio le studentesse statunitensi, che faranno uno stage in diverse strutture ricettive comasche, tra cui Villa d’Este, Grand Hotel Serbelloni, Hotel Du Lac e Grand Hotel di Como, sono state accolte nell’Aula magna dell’Insubria.

«Sono sicuro che per loro sarà una bellissima esperienza da cui sarà possibile conoscere e approfondire le diversità culturali e lo stile di vita – ha dichiarato Roberto Cassani, presidente Associazione albergatori diConfcommercio Como –. È uno scambio di esperienze reciproche. E lavorare nei nostri alberghi sarà come essere in famiglia».

«La collaborazione con la Niagara è di lunga data e ha risvolti positivi sul territorio anche per ciò che attiene alla diffusione del brand lago di Como – prosegue la nota–: “Sono ragazze che hanno un’ottima preparazione – spiega Luca Leoni, titolare dell’Hotel Du Lac, che fu il primo presidente degli albergatori a supportare l’iniziativa e che da lunedì ospiterà due studentesse – arrivano preparate e cercano di tenersi aggiornate, riescono anche a girare i vari reparti dell’albergo, non solo quindi il ricevimento. Hanno sempre un impatto positivo e quando tornano in America, se ne vanno sempre con un ricordo stupendo della loro esperienza e del nostro territorio. Di più. L’iniziativa ci è anche servita per farci conoscere all’estero. Chi ha lavorato per noi, in seguito è andato infatti a lavorare nei grandi alberghi di New York».

«Queste iniziative dovrebbero essere incentivate e sostenute sempre perché arricchiscono noi che li accogliamo e arricchiscono anche gli studenti che in tal modo hanno la possibilità di vivere giorno dopo giorno la nostra terra, le nostre bellezze, la nostra gastronomia e questo genera un circuito virtuoso verso l’estero – conclude Graziano Monetti, direttore Confcommercio Como –. Non solo. Dobbiamo essere orgogliosi che dall’America attraversino l’oceano per conoscere e apprendere l’arte dell’ospitalità, proprio qui da noi». [md, ecoinformazioni]

Per tutto il giorno una montagna di libri al Sociale

Una giornata speciale, il 24 maggio,, dalla mattina al tramonto, per festeggiare i libri e i piccoli editori locali. Al foyer del Teatro Sociale di Como (piazza Verdi), dalle 10 alle 18.30, una montagna di libri da guardare, scoprire, leggere e anche comprare (con forti sconti).

MontagnaLibri

Una giornata intensa con incontri, presentazioni, proiezioni, letture, racconti, immagini e canzoni. Una giornata di festa per grandi e piccoli; tutti insieme a sfogliare e parlare di libri, ma anche a giocare (c’è una battaglia navale) e a discutere con autori ed editori.
Gli “Editori del Lago di Como e Associati” portano al Foyer del Teatro Sociale molti titoli del loro catalogo; l’Università Popolare legge testi di autori che narrano di Como, del Lario e del Ticino; tre fotografi (Gin Angri, Max&Douglas, Carlo Pozzoni) presentano immagini del Teatro Sociale; gli autori si raccontano e si confrontano; Luca Ghielmetti narra con la sua voce storie e poesie in musica. L’ingresso è libero.

Gli editori presenti: Babyguide • Carlo Pozzoni Fotoeditore • CesareNani • Dominioni Editore • Editoriale Lariana • Edizioni Tecnografica • Giampiero Casagrande Editore • Ibis • L’ora d’Oro • NewPress Edizioni • NodoLibri • Società Archeologica Comense • Storia Di Como • Xenia

In collaborazione con Teatro Sociale di Como e con Università Popolare, Como e Amici dei Musei, Como

Il programma: UnaMontagnaDiLibri

Resistenti e resistenza/ Ultimato il secondo ciclo

ISCCo-23maggio-RosariaAllIstituto di Storia Contemporanea P.A.Perretta, venerdì 23 maggio, si è concluso il secondo ciclo di seminari sulla storiografia resistenziale del comasco. Gli ultimi volumi presi in considerazione dai ricercatori dellIstituto sono stati Como dal fascismo alla democrazia di Marco Pippione (Franco Angeli, 1991) e Cera la guerra di Rosaria Marchesi (Nodo Libri, 1992). Due testi che si supportano a vicenda per arricchire il quadro della città nel periodo che va dal 1940 al 1945. Come ha ricordato in apertura Gerri Caldera, il testo di Pippione è quello che viene definito un libro istituzionale, attento alle vicende dei partiti e alle loro rappresentanze. Un lavoro che si è avvalso di testi noti sulla resistenza comasca, materiali d’archivio e fonti (tra cui Coppeno e Morandi) che sono stati più volte messi in discussione durante il ciclo dei seminari, in quanto ampiamente inattendibili. Quella che emerge è una Como vista in modo politico e generale, mentre mancano le persone e il rapporto tra i resistenti e la città. Ma come spesso accade, solo l’anno successivo viene pubblicato un libro che sembra riempire, dando voce alle persone, i vuoti lasciati da Pippione. Rosaria Marchesi si è sempre occupata di divulgazione storica, ed ha contribuito con Cera la guerra ad un percorso intrapreso da Nodo Libri (collana In prima persona), per la raccolta di testimonianze il meno filtrate possibili. A distanza di ventidue anni, l’autrice ha ripercorso, con un piacere frizzante, la genesi del suo libro d’interviste, capace di mostrare il clima di un’epoca. Attraverso i contribuiti inediti di alcuni personaggi, che in modo diverso hanno cercato di ricostruire un puzzle del periodo storico, ha preso vita un libro ancora attuale e importante per descrivere Como e i comaschi e i non comaschi a Como. Le interviste, di differente spessore e con la presenza di persone appartenenti a tutti i ceti sociali (tra cui: operai, docenti, donne e preti), hanno permesso al lavoro di avere un ampio respiro, complice anche l’inclusione della testimonianza di un uomo che aderì alla Repubblica sociale. Con il senno del poi, ha dichiarato Marchesi, qualche domanda più scomoda, o una dose maggiore di dettagli, avrebbero reso il lavoro ancor più completo. Ed é proprio da queste mancate occasione che il presidente Calzati parte per la sua riflessione sul ciclo dei seminari e sul lavoro futuro. Alcuni nodi non sono stati ancora sciolti, forse perché i protagonisti hanno intrapreso vie istituzionali per la trasmissione della memoria. Servirebbero le persone: la popolazione civile e il loro vissuto. Le biografie aiutano a comprendere la scelta, perché dopo l’8 settembre chi ha scelto, per le ragioni più diverse, lo ha fatto sapendo di rischiare la vita. Manca la ricostruzione della guerra civile; il territorio non ha permesso il formarsi di grandi formazioni partigiane, poiché i gruppi dovevano essere mobili (basti pensare al problema del vettovagliamento per i gruppi stanziati sul lago); torna a sgomitare l’ingombrante assenza delle donne, che sembrano scivolate via (solo da vent’anni se ne parla, ha ricordato Roberta Cairoli). Quello che emerge, oltre alla carenza dei fatti e dei contesti, è uno spaccato fatto da tanti piccoli gruppi: come ha concluso Caldera:« bisogna mettere insieme il binocolo e il cannocchiale per capire la catena di comando». Quello dell’ Istituto è un piccolo gruppo di ricercatori, ma è molto attivo: difatti, si prevede un terzo ciclo di seminari dopo l’estate. Il prossimo appuntamento in programma in Istituto è per venerdì 30 maggio ore 18.00, per la presentazione del volume Como 1915-1945: protezione dei civili e rifugi antiaerei, di Maria Antonietta Breda e Gianluca Padovan. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Elisoccorso di Villa Guardia

elisoccorso villa guardiaPedemontana e eliporto incompatibili? Gaffuri chiede spiegazioni in Regione: «Non è tutta responsabilità di Enac, Infrastrutture Lombarde ha grosse responsabilità».

 

L’elisoccorso di Villa Guardia è troppo vicino al tracciato delle opere connesse alla Pedemontana e perciò andrà spostato di 100 metri con lavori per mezzo milione di euro. Una situazione paradossale, dato che entrambe le strutture sono costruite da Infrastrutture lombarde, su cui interviene il consigliere regionale comasco del Partito democratico Luca Gaffuri: «Non si scarichi tutta la colpa su Enac, anche Infrastrutture Lombarde ha grosse responsabilità».

«È vero che Enac ha cambiato il regolamento, ma Infrastrutture lombarde, che è il braccio operativo della Regione, era coinvolta sia nei lavori di costruzione del Sant’Anna, e del relativo eliporto, che della Pedemontana, attraverso la Concessionaria autostradale lombarda – prosegue Gaffuri –. Alla stessa ILSpa nel 2010 era stato affidato dalla Regione uno studio sull’implementazione del trasporto elicotteristico, con la precisa indicazione di tenere conto del fatto che Enac stava cambiando il regolamento per adeguarlo alle norme internazionali. È chiaro che non si possono scaricare tutte le responsabilità sull’ente per l’aviazione civile».

«Ora dall’assessorato vogliamo capire di più, a partire da chi, ora, dovrà pagare i costi conseguenti allo spostamento della piazzola – conclude il consigliere democratico –. Vorremmo anche sapere per quale ragione a nessuno in Infrastrutture lombarde né in Regione sia sorto un dubbio sulla compatibilità delle nuove norme, di cui c’erano già le bozze, con la localizzazione scelta per l’eliporto». [md, ecoinformazioni]

Azione cattolica e Acli/ Un voto per crescere insieme

acliL’Azione cattolica e le Acli per le elezioni europee e amministrative. «L’Unione Europea (Ue), è al bivio tra la conclusione di un percorso iniziato al termine della seconda guerra mondiale e la sua metamorfosi: con questa  immagine  Jacques Delors, già presidente della Commissione Ue,  richiama  la responsabilità  della scelta a  cui si è chiamati con il voto del 25 maggio.  Di fronte alle difficoltà e alle fragilità che anche l’Ue sta vivendo in un tempo di crisi non solo economica  è più che mai necessario un discernimento  per distinguere  le inadempienze politiche e istituzionali a cui porre rimedio  e il valore di un’esemplare, se non unica, esperienza fondata sulla pace, sulla solidarietà e sulla crescita.

Avvicinare le Istituzioni, in particolare quelle europee, ai cittadini è un impegno urgente e irrinunciabile che anche la cultura e l’educazione devono assumere  con convinzione e competenza per restituire alla politica, quale servizio al bene comune, il primato  sul mercato,  sulla finanza, sulla burocrazia e sulla tecnocrazia.

Nell’invito al voto per il rinnovo delle Istituzioni europee l’Azione Cattolica della diocesi di Como e le ACLI, Associazioni cristiane lavoratori della provincia di Como richiamano quanto scritto nei giorni scorsi dalla Comece, la Commissione degli episcopati della comunità europea: “È nostra convinzione che il progetto europeo sia ispirato da una visione nobile del genere umano. Singoli cittadini, comunità e anche Stati-nazione devono essere capaci di mettere da parte l’interesse particolare alla ricerca del bene comune”.  I vescovi europei, dopo aver richiamato tra i “pilastri” dell’edificio europeo la sussidiarietà e la solidarietà che sono messi a dura prova da nuove povertà ed emarginazioni, ricordano che “tutte le aree delle politiche socio-economiche sono sorrette da una visione dell’uomo radicata in un profondo rispetto della dignità umana.  La vita umana deve essere protetta dal momento del concepimento fino a quello della morte naturale. La famiglia, quale elemento costruttivo fondamentale della società, deve anch’essa godere della protezione di cui necessita».

Ai candidati che si accingono ad entrare nel Parlamento Europeo, le Acli e l’Azione cattolica chiedono  di lavorare affinché l’Unione europea  si impegni a:

– rinnovare e rivitalizzare la tensione ideale verso un’autentica democrazia, vista come tutela della dignità delle persone e delle loro aggregazioni, strumento di partecipazione e di esercizio di responsabilità di tutti i cittadini, sacro rispetto delle regole condivise;

– ricostruire nuove forme di politiche economiche capaci di creare sviluppo e promuovere occupazione;

– rafforzare l’impegno comune contro ogni forma di razzismo, xenofobia , discriminazione e  rivedere le politiche in materia di immigrazione e asilo nonché  di sviluppo dei Paesi poveri.

L’Azione Cattolica della diocesi di Como e le ACLI provinciali di Como, forti del senso di responsabilità verso una autentica cittadinanza attiva che da sempre sono impegnate a realizzare,  invitano i cittadini alla partecipazione al voto, scegliendo quelle forze politiche  credibili nel loro impegno per un Europa della Pace, della Solidarietà,  della Democrazia e dello Sviluppo sostenibile.

In concomitanza con le elezioni  europee anche in molti Comuni delle province di Como e Sondrio  si terranno le  elezioni amministrative.  Sottolineandone  l’importanza quale  occasione di pratica democratica,   ACLI e Azione Cattolica  invitano a scegliere i candidati nei  cui  programmi  prevalgano   le istanze della giustizia sociale, la tutela  degli ultimi, la promozione della famiglia, la ripresa economica e occupazionale del territorio». [Acli, Azione cattolica]

 

Aspettando Carovana 2014/ L’incontro a Rebbio

CAR MAGGIO WEB (LOGHI)-1Ottimo riscontro di pubblico, nonostante il tempo inclemente, per Aspettando Carovana…next stop: Rebbio, primo “aperitivo” dell’edizione 2014 di Carovana Antimafia ed ospitato, nella serata di giovedì 22 maggio, dal centro di aggregazione giovanile Oasi. Un’occasione, alla presenza tra gli altri del vicesindaco Silvia Magni e dell’assessore Vincenzo Iantorno, per parlare di legalità e diritti in un contesto molto particolare: Rebbio.

Come può un quartiere avere un ruolo nella lotta contro la mafia e l’illegalità? Si può riassumere con una domanda l’incontro andato in scena all’interno del centro Oasi, prima tappa verso l’appuntamento annuale con Carovana Antimafia. Di fronte ad una sala gremita i vari ospiti hanno cercato risposte sia dal lato “giuridico”, tra la presenza mafiosa nel nostro territorio e la crescente piaga della tratta di esseri umani, sia dal punto di vista più specificamente “locale”, con le varie dimostrazioni di quanto può fare, anche in un contesto apparentemente piccolo, una “rete” attiva di cittadini, associazioni ed istituzioni, un processo che ha proprio nell’ Oasi di via Negretti, gestito dalla Cooperativa Lotta contro l’emarginazione per “conto” del Comune di Como, un importante punto di riferimento.

Gianluca Giovinazzo, avvocato ed esponente locale di Libera, e l’assessore Iantorno hanno così affrontato il tema sul suo versante tecnico, parlando dei pericoli connessi all’aumento della presenza mafiosa e dei segni per individuarla. In particolare, mentre il primo ha insistito sul « concetto di mafiosità, ossia il trionfo della sopraffazione e della violenza», evidenziando il carattere ormai «globale della presenza criminale, qui al Nord la Piovra è presente dovunque vi siano soldi», l’esponente di Palazzo Cernezzi, intervenuto dopo i saluti “istituzionali” della collega Magni, ha rivendicato gli sforzi dell’Amministrazione nel «perseguire una politica di trasparenza e di legalità, come dimostrato dalla nostra adesione ad Avviso Pubblico, unici in tutta la Provincia», un segnale che acquista ancora maggior valore in «un momento come quello attuale, dominato da scandali e corruzione. Dopotutto l’Italia è il Paese più corrotto d’Europa», ha concluso l’assessore, «il 15% del nostro Pil viene da attività illegali».

Dati impressionanti, che insieme a quelli riportati da Tiziana Bianchini, responsabile emigrazione della Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, «attiva dal 1994», contribuiscono a formare un panorama molto sconfortante. L’esperta, attiva soprattutto nella zona del Milanese, ha infatti evidenziato la crescita del «fenomeno della tratta degli esseri umani, seguendo linee di espansione proprie di logiche di mercato e profitto», particolarmente consistente nell’ambito della «prostituzione e del cosiddetto grave sfruttamento del lavoro», tanto che risulta sempre più difficile intervenire in modo efficace. «La criminalità è sempre un passo avanti, per esempio adesso sono disponibili app per il cellulare per individuare i percorsi migliori per la prostituzione notturna», ha continuato sconfortata l’esperta, e tutto questo nonostante «la legislazione italiana sia estremamente avanzata, 700-900 persone l’anno riescono comunque ad uscire dal racket».

C’è solo quindi altro buio, in fondo al tunnel? No, perché una soluzione già esiste: il fare rete, il coordinarsi insieme tra tutte le realtà impegnate, come avviene da tempo nel popoloso quartiere comasco. «Il lavoro è stato duro, ma ce l’abbiamo fatta», ha ammesso commossa Elisa Roncoroni, tra i responsabili della struttura e presente in sala insieme ai colleghi Alessio e Laura, che ha così evidenziato l’importanza dell’aggregazione e della formazione di «cittadinanza attiva» come momenti fondamentali nel contrasto all’illegalità. D’incontro come base di un progetto sociale parla anche Paola Passera, della cooperativa Questa Generazione, sicura che i tanti risultati ottenuti nel quartiere, dalla banca del tempo alla sistemazione del parco Negretti, dimostrino come «un quartiere consapevole può vincere, nella quotidianità e in ogni piccolo gesto».

C’è speranza, quindi. Lo conferma don Federico, religioso della parrocchia, che riprendendo una citazione di don Pino Puglisi ha ricordato che «non si può fermare alla semplice protesta, ma bisogna rispondere alle parole con i fatti, come qui sta avvenendo». Quattro sono le parole chiave per il religioso, da utilizzare come strumento per continuare l’impegno: «porta, per delimitare od indicare un’ appartenenza, verso cui comunque poter scegliere, popolo, perché è fondamentale stare insieme, ricamo punto e croce, per avere coraggio anche quando le cose sembrano complesse, ed orologio, perché è ora di cambiare».

Tanto lavoro da fare, quindi. Non resta che continuare, tra limiti ed incertezze di una situazione difficile, sicuri che «questa sia la strada giusta», come ha concluso ancora la Roncoroni. La serata ha inoltre visto dei piacevoli intermezzi musicali, grazie alle esibizioni dei percussionisti della Parada par Tucc, i ballerini della break dance e i giocolieri. [Luca Frosini, Ecoinformazioni]

 

 

 

Grazia Villa/ Appello al voto per le Europee/ Contenta, consapevole, convinta

sgrena tsipras«Carissima e carissimo, domenica 25 maggio andrò a votare per le Elezione europee e spero di farlo con voi. Contenta, consapevole, convinta di votare la lista Tsipras con preferenza a Giuliana Sgrena (vergognosamente attaccata sui social!!!).

Contenta di poter andare a votare perché sono ancora viva, cittadina di un paese, abitante in un continente in cui posso esprimere consensi e dissensi ed eleggere chi mi può rappresentare;
contenta di avere delle alternative possibili per la mia decisione, libera da vessazioni, ricatti e logiche di voto di scambio;

contenta di poter votare una donna che stimo, una persona di cui mi fido, una lista della quale condivido gran parte dei contenuti;

contenta di poter essere ancora una volta in fila nelle mia circoscrizione insieme alle fedelissime persone anziane che mi hanno insegnato il valore della conquista del voto ed ai ragazzi ed alle ragazze che per la prima volta lo eserciteranno liberi di protestare, ribellarsi, costruire.
Consapevole del fatto che questi motivi di gioia rischiano di essere o di diventare dei privilegi di status (cittadinanza) o di classe sociale (indipendenza economica) quindi scandalosi ed irridenti se non possono essere condivisi;

consapevole del fatto che la morsa del ricatto economico così come condiziona le vite, le relazioni, il futuro, ora anche nel nord del mondo, può uccidere la speranza di un cambiamento rendendoci schiavi dell’ineluttabilità del male;

consapevole del fatto che la delusione delle aspettative politiche e sociali, la vergogna della corruzioni e dell’illegalità diffuse, la perdita di credibilità di alcune istituzioni spingono non solo allo scoraggiamento ed alla rabbia sterile, ma possono legittimamente provocare la diserzione delle urne o il voto di mera protesta;

consapevole del fatto che l’assenza di prospettiva di futuro, reale, indotta che sia o anche solo percepita, possa condurre ad una resa incondizionata all’impossibilità di spostare anche se di un poco con il nostro contributo, i binari della storia, oggi di quella europea;
convinta che la responsabilità di queste disillusioni può essere in parte addebitata alla mia generazione quando le alternative che abbiamo pensato, per le quali abbiamo vissuto e lottato sono o rischiano di diventare perdenti, o minoritarie, fatta salva la nobiltà del principio democratico del valore della minoranza;

convinta che altre gravissime responsabilità sono addebitabili a soggetti politici ben precisi, con volti, nomi e cognomi noti che continuano ad infangare la nostra storia, che imperano ancora sui media compiacenti, che pontificano continuando a traslare significati, imbonire le menti, mentire senza ritegno;

convinta che domenica prossima la nostra responsabilità è quella di non perdere una nuova occasione che ci è data per tentare di imprimere un cambiamento, una direzione, una possibile alternativa;

convinta che l’Europa in cui siamo e che vogliamo per non sentirci extra europei possa essere quella sognata dalle ragazze dei ragazzi della Rosa Bianca “Libertà di parola, libertà di fede, difesa dei singoli cittadini dall’arbitrio degli stati criminali fondati sulla violenza: queste sono le basi della nuova Europa.»(dal quinto volantino della Rosa Bianca).

Sarà perché mi sembra di aver respirato questa Europa possibile, perchè sono appena stata in Renania (Germania al confine con la Francia) terra di Hildegarde di Bingen , scienziata, musicista, monaca e mistica, donna libera e forte dell’anno 1100/1200, che mi ha ricordato la forza di tante donne europee, sarà perché ho visto Worms, la città della dieta e di Lutero alacremente abitata dalla comunità turca, che mi ha ricordato le nostre città del Sud, della Spagna, della Grecia, sarà perché ho visto Heidelberg, piena di studenti di tutto il mondo che mi ha ricordato Perugia, Cosenza, Padova o Barcellona, e tanti altri posti che non ho visitato o non potrò visitare ma che posso raggiungere in maniera straordinaria con internet, luoghi dove abiteranno i nostri giovani e le nostre ragazze tutti e tutte migranti.

Sarà che poi sono tornata in studio dove ho ritrovato i “miei” richiedenti asilo, le persone del profondo nord contente per l’arrivo dell’estate in cui le giornate si allungano e non fa freddo e si può stare anche senza corrente elettrica, i miei licenziati, cassaintegrati, precari ed esodati che non riesco più a difendere, le “mie” donne coraggiose che lottano per il loro quotidiano, per la loro libertà dentro la crisi, sarà per tutto questo che continuo a sognare UN’ALTRA EUROPA , per loro, per me, per i miei nipoti, per le ragazze ed i ragazzi che incontro alla Rosa Bianca, a Libera, al Coordinamento per l pace, agli scouts, nelle scuole, al cineforum, per la strada, per chi non si rassegna, per chi si sente vinto o vittima di un mondo che non vogliamo, del quale la nostra Europa, L’altra Europa , non può essere complice.
Sarà così che voterò contenta, consapevole e convinta la lista Tsipras con preferenza a Giuliana Sgrena.

Spero di poter votare con te, cerca anche tu chi votare in questa lista nella tua circoscrizione e se non vuoi votare questa lista ti prego di individuare nella tua lista di riferimento, candidate e candidati che spingano le alleanze almeno nella stessa direzione.
Grazie per la paziente o impaziente lettura, buon voto». [Grazia Villa]

ué!/ Vota a sinistra

ue!Spot di ecoinformazioni per le elezioni europee del 25 maggio. Come è nella tradizione dell’Arci, nessuna scelta di partito ma un appello al rafforzamento della sinistra europea. Condividi l’evento facebook. Scarica e usa l’immagine ué! per il tuo profilo. Guarda e diffondi il video.  Inserisci il link al video  http://youtu.be/fJDUW2xP6C8 ovunque.

27 maggio/ Il riparo che non ho

fierro riparo che non hoPresentazione del libro di Giovannni Fierro (Le Voci della Luna 2011), che dialogherà con Laura Garavaglia, martedì 27 maggio alle 21 a Villa Olmo, via Cantoni 1, a Como.

 

«Una cosa molto bella nella poesia di Giovanni Fierro è il desiderio continuo, necessario come il respiro, di imparare – si legge nella prefazione di Claudio Damiani –. La cosa vista, la visione poetica, è sempre maestra. Ed è vista con tanta attenzione, e nettezza, e interezza, perché insegna. Parla a noi e ci dice: fai anche tu così. Si può imparare a far l’amore da una coccinella. Si può imparare anche da cose banali e quotidiane. Soprattutto si impara da cose vere, necessarie, evidenti. Come le nuvole ad esempio. Stanno lì, sono evidenti, e possono insegnare molto. Noi stessi ad esempio siamo come un proiettile sparato da un fucile, o un coriandolo lanciato dalla mano della notte. Abbiamo un volo breve ma assolutamente inevitabile e dato, predeterminato potremmo dire».

«In questa poesia filosofica, come è filosofica secondo me ogni poesia, la figura determinante è la similitudine prosegue Fierro –. La similitudine presuppone che fra le cose ci siano somiglianze, e è attraverso queste somiglianze che è possibile insegnare, e  imparare».

Per informazioni e-mail lacasadellapoesiadicomo@gmail.com. [md, ecoinformazioni]

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