Condannato il dirigente dell’ex caserma De Cristoforis

PresentazioneCaserma02Il Tribunale di Como dà ragione alla Cisl contro il comandante del Centro documentale comasco.

 

«Il comandante dell’ex distretto militare, caserma De Crisoforis di Como, colonnello Marco Tesolin, già subito il suo arrivo (ottobre 2013) ha tenuto un rapporto non facile con i sindacati, volendo da subito imporre diversi cambiamenti che erano frutto di accordi già consolidati negli anni, tra cui, l’orario di lavoro dei dipendenti con conseguente restrizione delle fasce di flessibilità – afferma un comunicato stampa della Cisl dei Laghi –. I problemi più forti, tuttavia, incominciano quando il personale, in data 6 febbraio 2014, decide di cambiare il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori. In tale data, infatti, si è svolta un’assemblea sindacale nel contesto della quale viene eletto a schiacciante maggioranza il sig. Giuffrida Carmelo, dirigente sindacale della Cisl-Fp presso lo stesso Centro, quale rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, figura questa prevista dal D. L.gs. 81/08, con conseguente revoca implicita del precedente rappresentante dei lavoratori, espresso dalla Rsu, nel frattempo decaduta per dimissioni ed in attesa di rinnovo».

«Tale votazione – nonostante proveniente dal plenum dei lavoratori – è stata contestata dal colonnello Tesolin, secondo il quale sosteneva, invocando una nota dell’Aran prot. 5798/08, che il precedente rappresentate per la sicurezza dei lavoratori eletto nel 2012 dalla Rsu locale “restava in carica tre anni non essendo previsto nel Ccnq del 1996 la loro decadenza contestuale a quella delle RSU” – prosegue la nota –. A nulla è valso il tentativo di far tornare il comandante sulla sua decisione, nonostante un ricco scambio di corrispondenza. Nel frattempo a marzo 2014 il sig. Giuffrida viene sollevato dal suo incarico per motivazioni inerenti l’attività lavorativa e il suo ufficio viene chiuso con una catena. A questo punto Gesuele Bellini, dirigente della Cisl-Pf, che segue per delega il comparto Ministeri a Como – tra cui anche il Centro documentale – decide di sottoporre la questione alla segreteria provinciale Cisl-Fp per passare la pratica ad un legale e procedere alla proposizione di un ricorso denunciando il colonnello Tesolin per condotta antisindacale».

«Il giudice del lavoro si è definitivamente espresso nell’ordinanza del 7 luglio 2014 ritenendo il ricorso fondato – aggiunge lo scritto –. Nel corso del giudizio non è stato possibile provare la lesione della chiusura dell’ufficio del sig. Giuffrida stante la contraddittorietà dei testi proposti dalle parti, ma la vittoria della CISL-FP dei Laghi è stata schiacciante in merito al riconoscimento del rappresentante della sicurezza eletto dai lavoratori».

«In particolare – conclude la nota – per il Tribunale di Como “il comandante dell’amministrazione militare non aveva alcun potere di contestare la legittimità dell’assemblea dei dipendenti, non potendo ingerisci nel potere sovrano dei dipendenti di nominare il rappresentante per la sicurezza” poiché “l’elezione e designazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza appartiene esclusivamente – tanto nel momento dell’iniziativa che in quello successive dell’organizzazione e dello svolgimento – ai lavoratori presenti in azienda senza che possa in alcun modo delinearsi al riguardo una procedura aperta al concorso della volontà e degli interessi del datore di lavoro. È pertanto assolutamente vietato al datore di lavoro interferire in alcun modo con la libera facoltà di scelta che la legge attribuisce ai lavoratori medesimi”». [md, ecoinformazioni]

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