“Listarelle civiche” a Como/ Dopo le dimissioni di Introzzi

pacoselamolamiacittàPer Luca Michelini a Como è l’irrilevanza delle liste civiche il problema e sarebbe meglio che Amo la mia città restasse in maggioranza con Gisella Introzzi impegnata «per costruire un discorso politico-amministrativo che sappia incalzare la giunta Lucini, spostandone l’asse politico, e cercando di costruire un ragionamento politico per il futuro».

«A leggere l’intervita a Comozero di Gisella Introzzi a riguardo delle sue dimissioni da assessore e della probabile e paventata uscita della sua lista dalla maggioranza c’è da rimanere perplessi per più motivi.

Certo: in molti si lamentano dello strapotere del Pd comasco. Anche in questo caso ci si può lamentare che alla pratica dell’egemonia esso ha preferito quella della legge del più forte, avendo sostituito una persona di alto profilo culturale e tecnico (Introzzi), per di più a capo di una lista civica, con assessori eminentemente politici e legati al Pd.

E tuttavia non ci si può dimenticare (e lamentare) che la politica ha le sue leggi: e cioè che se le listerelle civiche (Amo la mia città, Paco-Sel) che hanno contribuito alla vittoria di Lucini avevano ed hanno una prospettiva politica di un qualche respiro, avrebbero dovuto, e dovrebbero: a) lavorare all’unisono, magari studiando di fondersi per le prossime elezioni; b) avrebbero dovuto, e dovrebbero, individuare obiettivi politici chiari e qualificanti; c) su questi obiettivi combattere battaglie, e non solo politiche – cioè in giunta o in consiglio comunale o nelle conventicole di militanti, quanto nella città e per la città, organizzandosi seriamente.

Nulla di tutto questo, invece, è accaduto e sta accadendo.

La storia di queste liste civiche non sembra riuscire, e nemmeno sembra volersi prefiggere, di uscire dalla logica ultra-municipale, dove è difficile distinguere un discorso politico da un discorso poco più che elettorale.

A rimetterci, ovviamente, è la città nel suo complesso, a cui manca una dialettica politica di alto profilo: sia perché manca una dialettica interna efficace, cioè manca la gamba sinistra della coalizione, insomma; sia perché le opposizioni appaiono assolutamente prive di idee (il che, però, è già un risultato, visto che le idee che hanno avuto spesso sono state davvero senza capo né coda).

L’auspicio, dunque, è che le dimissioni di Gisella Introzzi non diventino l’occasione, incomprensibile, di un passaggio all’opposizione. Ma diventino, al contrario, l’occasione perché l’ex-assessora continui il suo impegno, questa volta sul piano eminentemente politico, appunto per costruire un discorso politico-amministrativo che sappia incalzare la giunta Lucini, spostandone l’asse politico, e cercando di costruire un ragionamento politico per il futuro.

Quale migliore occasione, insomma, per fare un bilancio di quanto sin qui fatto e per proporre al contempo un’analisi approfondita e chiara della realtà cittadina e delle possibili priorità che la riguardano? » [Luca Michelini per ecoinformazioni]

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