Mese: Dicembre 2014

Azzardopatia/ 96 per cento di machinette in meno

no slotL’assessora della Regione Lombardia Viviana Beccalossi al convegno per i giornalisti Ludopatia e gioco d’azzardo patologico: una comunicazione corretta, a Brescia il 15 dicembre,  ha comunicato la sua intenzione di dare ulteriore impulso alla “crociata etica” contro le macchinette mangiasoldi. Già approvato un finanziamento milionario per ifinaziare iniziative culturali per prevenire la ludopatia, allo studio incentivi per i gestori di esercizi commerciali che vogliono uscire da questa forma dei malaffare, ma l’azione più significativa sarà la modifica della legge regionale che dovrebbe consentire nei prossimi tre o quattro anni la chiusura del 96 per cento delle slot installate nei centri storici delle città. Per Como, una delle città più colpite dalla piaga del gioco d’azzardo patologico si apre quindi una concreta speranza. Nel frattempo la via più facilmente percorribile rimane il boicottaggio degli esercizi che lucrano sulla disperazione di tante e tanti. Nell’incontro si è fortemente criticato il termine “ludopatia” che è in realtà fuorviante e inesatto perché contiene l’idea del gioco come causa della patologia e si è indicato il termine “azzardopatia” che meglio coglie la realtà del fenomeno. nell’incontro è prevalsa una lettura “psicologistica” del fenomeno o quella psichiatrica, ma non sono mancati nelle relazioni accenni alle motivazioni economiche e di ingiustizia sociali che determinano una buona parte del problema stesso. Info No slot Regione Lombardia.

Santa Lucia/ Uicco

IMG_0651In occasione di Santa Lucia, l’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Como ha festeggiato la 56° giornata nazionale del cieco, invitando soci e volontari all’Hotel Continental di Como per fare un punto della situazione e delineare gli sviluppi futuri. La partecipazione della cittadinanza è stata considerevole, erano presenti più di 200 persone. I saluti di un emozionato presidente uscente, Daniele Rigoldi, hanno dato il via ad una serie di interventi. A rappresentare le istituzioni erano presenti il capo di gabinetto della prefettura Corrado Conforto Galli e l’assessore al patrimonio Marcello Iantorno. Entrambi hanno dimostrato vicinanza e stima per il lavoro che l’Unione ciechi svolge quotidianamente sul territorio. L’anima associativa è emersa grazie agli interventi di chi si impegna a dare un contributo significativo per raggiungere una migliore integrazione.Tra gli interventi da segnalare uno in particolare, quello di Bruno Venturini, responsabile provinciale dei disabili sensoriali. Nell’incertezza che ancora oggi circonda il destino delle provincie, si è impegnato a contribuire economicamente al progetto “Vado bene a scuola”. Il progetto si propone di rendere possibile la presenza di una tiflologa sul territorio, nell’interesse dei bisogni specifici dei bambini ciechi e ipovedenti e come supporto specifico al personale di sostegno.
Prima del pranzo sociale la compagnia teatrale “Nuove comparse” ha intrattenuto e divertito il pubblico. Nonostante le evidenti difficoltà in cui versano le politiche sociali è bello vedere un’organizzazione che fa il possibile per migliorarsi anno dopo anno.[Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Paolo Minoli in mostra alla Pinacoteca di Como

Una mostra misurata, di notevole intelligenza e di grande impatto visivo, ricorda Paolo Minoli a dieci anni quasi esatti dalla scomparsa (20 dicembre 2004). Nelle sale della Pinacoteca Civica di Como, per iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como e di Casaperlarte (la fondazione che proprio Minoli volle per promuovere l’arte contemporanea nelle sue varie espressioni), è riunito un gruppo essenziale di opere, distribuite lungo tutto l’arco della sua produzione e rappresentative delle diverse linee di ricerca percorse in un lavoro che, per quanto prematuramente interrotto, si è comunque sviluppato per tutta la seconda metà del Novecento.

Carlo Pirovano, coordinatore generale della fondazione, ha tenuto – durante la sua presentazione – a sottolineare la centralità nell’opera di Minoli di alcuni concetti/ricerche che nella mostra di Como sono facilmente riconoscibili: lo spazio, il colore, la musica. Le tre linee non sono ovviamente indipendenti e, anzi, anche il pubblico meno avvertito può facilmente riconoscerne la sintesi dinamica nella maggioranza delle opere (per non dire in tutte). È proprio nella estrema godibilità delle opere uno dei punti di forza di questa mostra: sostare con attenzione di fronte alle opere significa riuscire a entrare nelle logiche generative di questi “quadri”, solo apparentemente semplici. I ritmi, le simmetrie, i piani si incrociano e si richiamano: risulta molto interessante (e, in un certo senso, estremamente divertente) identificare le modalità con cui da modularità di rigorosa geometria, attraverso elaborazioni di cristallina semplicità, si giunge a immagini vibranti, continuamente in evoluzione. Le grandi superfici articolare in colori “semplici” (rosso, aranciato, giallo, verde, azzurro, indaco, violetto) non sono mai statiche, e anzi continuano a vibrare con pulsazioni ritmiche (musicali o poetiche che dir si voglia), con grande intelligenza ma senza intellettualismi.

L’esposizione, che si propone come sintesi dell’intero lavoro di Paolo Minoli, inizia accostando intelligentemente le prime opere con l’ultima, per mostrare come l’esplorazione dell’artista sia stata ben diversa da una banale progressione lineare, e – più in generale – come la ricerca dell’arte contemporanea sia qualcosa di molto più complesso (ma anche di meno “difficile”) che non una solitaria riflessione su se stessa.

L’esposizione, che si è voluta programmare per un periodo abbastanza lungo da garantire un’agevole rispondenza da parte del pubblico (resterà aperta infatti fino al 1° marzo 2015), merita sicuramente una attenta considerazione da parte di tutti: anche coloro che pensano di “non capire l’arte moderna” troveranno molti motivi di interesse, di riflessione e di divertimento. E un ulteriore capitolo di quella storia dell’arte legata al territorio, ma non al campanile… [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcune delle opere in mostra a Comoi

Compenetrazionirotatorie 1972

Compenetrazioni reticolari

Canzone veneziana 1995

 

Centrosinistra a Como/ Aperto il confronto

cambia passoLe forze politiche che hanno determinato il successo elettorale del centrosinistra e sostengono la giunta Lucini al governo della città di Como (Pd, Como civica, Paco-Sel , Amo la mia città, Italia dei valori e Partito socialista) hanno avuto un primo incontro di verifica di metà mandato sabato 13 dicembre mattina alla Cascina Massée. E’ stata una riunione a porte chiuse, inizio di un percorso di valutazione della prima fase dell’impegno di maggioranza nell’amministrare Como.  Seguiranno altri momenti di confronto «relativi alle prospettive per la Como futura e alla costruzione del bilancio preventivo». La mattinata che ha visto la partecipazione del sindaco Mario Lucini, della giunta, dei responsabili delle forze politiche di tutta la maggioranza e di molti consiglieri viene descritta dal comunicato inviato al suo termine caratterizzata da «un clima positivo e di confronto costruttivo». Difficile valutare il reale esito politico dell’incontro. Certamente la coalizione si rafforza con la ritrovata presenza di Amo la mia città, mai uscita formalmente dalla maggioranza ma, dopo il rimpasto che ha sacrificato Introzzi, priva di una rappresentanza in giunta, e dall’avvio di una sede di dialogo politico fino ad ora sostanzialmente mancato o, quando realizzato, tenuto in maniera incomprensibile riservato, quasi che la ricerca di un equilibrio tra le posizioni di diverse forze politiche fosse una vergogna ed il dibattito una caduta di stile con la conseguenza di far sembrare anche le diverse posizioni delle forze politiche e dei consiglieri di maggioranza come “tradimenti” quando non perfettamente allineate con la posizione prevalente nella coalizione. Leggi il comunicato ufficiale dell’incontro.

Ebola: tra paura e realtà

ebola vauroUn centinaio di persone ha assistito, nella serata di giovedì 11 dicembre, all’incontro Ebola: tra paura e realtà, l’incontro organizzato dall’associazione Medici con l’Africa – Cuamm e patrocinato dal Comune e dall’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Como. Tra gli ospiti, oltre al presidente comasco dell’associazione Italo Nessi e al primario del reparto Malattie infettive del Sant’Anna Domenico Santoro, anche i medici Massimo Brenna e Chiara Maretti, volontari in Africa. Già disponibili sul canale di ecoinformazioni tutti i video della serata

Una “storia” lunga trent’otto anni, da quel 1976 quando venne per la prima volta riscontrata nella regione da cui prende il nome, fino ad arrivare alle più recenti epidemie, capaci di devastare interi Paesi e di far tremare l’intero Pianeta. Di questo e altro si è parlato a Ebola: tra paura e realtà, l’incontro organizzato dall’associazione Medici con l’Africa – Cuamm, con il patrocinio del Comune di Como, presso la Biblioteca comunale nella serata di giovedì 9 dicembre.

Introdotti e coordinati da Italo Nessi, presidente della sezione comasca dell’Associazione e medico dalla lunga esperienza nelle zone interessate dal virus, i vari ospiti hanno così compiuto un’ampia panoramica sulle “ragioni” delle ultime emergenze connesse all’Ebola, sui motivi delle recenti propagazioni e sulla particolarità di queste, oltre a fotografare la situazione sul campo e l’attività dei volontari impegnati a combattere la malattia.

Se lo stesso Nessi ha presentato i trascorsi storici del virus, capace di innestarsi in questi ultimi casi in una situazione già complessa per le popolazioni locali, il direttore del reparto Malattie Infettive del Sant’Anna Domenico Santoro ha spiegato la natura epidemiologica del problema, le ragioni del suo pericolo e le procedure attivate anche nel nostro territorio per prevenirne la diffusione.

Originaria del regno animale, con tutta probabilità dal pipistrello della frutta tipico di quelle zone, l’Ebola ha avuto i suoi primi riscontri umani verso la metà degli anni ’70 nella regione del fiume omonimo, come ha illustrato il medico anche con l’uso di diapositive. Una malattia gravissima, con una percentuale di mortalità tra il 50 e il 90% e dalla propagazione estremamente veloce, che ormai imperversa in diversi stati come la Liberia, la Guinea e la Sierra Leone, fino ad arrivare in Senegal, Mali e in Nigeria, per fortuna con numeri estremamente ridotti. Così non è stato invece per i primi focolai dell’ultima malattia, quelli appunto nel Corno d’Africa, che sfruttando anche una serie di tradizioni culturali, come l’abitudine di toccare o lavare i morti durante i funerali, ha conosciuto una diffusione amplissima, per la prima volta estesa anche ai grandi centri abitati come Monrovia in Liberia e Freetown in Sierra Leone. Una vera e propria emergenza quindi, che ha parzialmente interessato anche i Paesi occidentali, come la Spagna e gli Stati Uniti, e che ha spinto anche l’Italia ad attivarsi per rispondere ad eventuali casi. All’ospedale Sant’Anna, ha concluso Santoro, sono state per esempio attivate da mesi procedure ad hoc, sia nella prima fase di Triage che nella cura del malato.

Se Santoro ha così esaurito la parte “accademica”, gli altri ospiti si sono invece concentrati sui costi sociali dell’emergenza, oltre che a mostrare l’azione di Medici con l’Africa. Il dottor Massimo Brenna, chirurgo e volontario dell’associazione, ha per esempio ragionato sulla situazione particolare del Corno, a cominciare dalla reale capacità d’azione dei vari sistemi sanitari e sui motivi delle mancate azioni nel contrasto alla malattia. Ragioni culturali o d’abitudine secolare, come già introdotto da Santoro, ma anche ragioni più pratiche, come la pochezza delle strutture ospedaliere, la mancanza di risorse e la concentrazione delle poche presenti nel contrasto all’Ebola, abbandonando la cura di altre malattie ugualmente gravi, oltre alla mancanza “fisica” di un buon numero di medici e operatori locali. Un orizzonte quasi fosco, in zone che rimangono tra le più povere del pianeta, che non è più solo africano e che ha quindi originato episodi di vera e propria psicosi globale, tra enfasi mediatica e impreparazione degli stessi organismi internazionali, a cominciare dall’Oms.

Ancora più nello specifico è entrata la dottoressa Chiara Maretti, arrivata in sostituzione del collega Giovanni Putoto bloccato all’estero, che ha illustrato la sua esperienza nell’ospedale di Pujehun in Sierra Leone e gestito direttamente dal Cuamm. Un reportage molto forte, che ha mostrato al pubblico i luoghi dove operano gli ormai famosi Ebola fighters recentemente premiati dalla rivista Time come personalità dell’anno, tra le procedure di isolamento e cura dei malati, volti di pazienti e operatori arrivando ad alcune testimonianze dei tentativi dell’ autorità locali, tra cartelli esplicativi e pompe per il lavaggio delle mani posizionati in ogni luogo.

La serata si poi conclusa con la proiezione di un breve filmato dedicato all’attività dell’associazione, attiva dal 1950 e tra le maggiori del nostro Paese nell’ambito dell’assistenza sanitaria, oltre ad alcune domande dalla platea, a simboleggiare l’interesse che la materia continua a suscitare nell’opinione pubblica. Un incontro proficuo da questo punto di vista, che si chiuso con una frase simbolica dello scrittore Samuel Johnson: “dove non c’è speranza non ci può essere sforzo”[Luca Frosini, ecoinformazioni]

Sciopero generale: nel Comasco, adesione attorno al 50%

20141212_105508Fra i diversi settori, nelle aziende metalmeccaniche e agricole ha aderito allo sciopero organizzato da Cgil e Uil circa l’80% dei lavoratori, 40% nel pubblico impiego, 45% nei trasporti, 30% nei tessili e 15 % nella scuola

«Lo sciopero è riuscito – commenta Alessandro Tarpini, segretario Cgil Como – Ed e’ da queste piazze e da questi contenuti che bisogna partire per ricostruire un terreno unitario e per mantenere alto il livello di partecipazione e di mobilitazione in tutte le forme, affinché il lavoro, i diritti e la dignità dei lavoratori diventino le priorità per tutto il Paese».
Da Como, hanno partecipato alla manifestazione di Milano circa 500 persone. [aq, ecoinformazioni]
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Intervista/ Toubab Seve e i mattoni solidali

BannerSito-300x133Non concede soste l’attività de I bambini di Ornella, né mai si ferma Severino Proserpio che da qualche giorno in Italia si muove per tessere i fili della solidarietà con Les enfant de Ornella che ormai intrecciano non solo Como e Kelle (Senegal) ma anche Caserta, la Sicilia e tanti altri luoghi dove persone e associazioni costruiscono progetti e  azioni di solidarietà qui e in Africa. Così per restare solo nel Comasco il 7 dicembre grande concerto Gospel a Villa Olmo, sabato 13  Cavalchiamo un  sorriso al Teatro Smeraldo di Montano Lucino alle 21 con Falco della Rupe (Graziano Castaldi) che si esibirà anche in un’interpretazione de A livella di Totò,  e già si annuncia un nuovo appuntamento per il 17 gennaio ancora a Villa Olmo. Abbiamo chiesto a Seve, così viene chiamato il toubab- comasco più impegnato per i Diritti umani  di Kelle di raccontarci la sua Africa e come vede la sua Italia. Ci ha parlato delle novità e dei progetti di espansione delle attività del Centro Giovanni Quadroni, di Sofhie Diop, venuta a Como per contaminare di tecniche lombarde la sua cucina africana, della psicosi di Ebola che ingiustamente spaventa i volontari e della lotteria solidale Adotta un mattone in Senegal.

16 dicembre/ Karl Marx a Cantù

fomazione politicaDopo gli interventi di Maurizio Migliori La democrazia degli antichi e la democrazia moderna, di Filippo Di Gregorio Niccolò Machiavelli e di Paolo Ceccoli Il pensiero liberale, gli incontri di  Spunti di vista – Corso di formazione politica, organizzati dall’associazione Cultura politica in collaborazione con Cantù oggi, proseguono martedì 16 dicembre alle 21 a Cantù in via Ettore Brambilla 3 con  la lezione di Gianfranco Giudice  Karl Marx. È possibile iscriversi direttamente all’inizio delle lezioni oppure contattando il numero 333.6127732. Costo per lezione 3 euro, intero corso 15 euro. #Keepcalmandstudypolitics

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