Mese: Gennaio 2015

30 gennaio/ Chiude il bando per start up per la lotta allo spreco alimentare

ComoNextScade il 30 gennaio il bando per la selezione di idee innovative finalizzate alla costituzione di start up coerenti con le tematiche della riduzione dello spreco alimentare promosso da ComoNExT e SiFooD Science & Innovation Food District, associazione promossa da Whirlpool R&D nata con lo scopo di trasferire innovazione e conoscenza nel settore delle tecnologie per la riduzione dello spreco alimentare.

ComoNExT e SiFooD Science & Innovation Food District, inoltre, hanno sottoscritto un protocollo di intesa condividendo l’opportunità di valorizzare le competenze scientifiche, tecnologiche e tecniche disponibili e la loro messa a disposizione e condivisione fra più soggetti per lo sviluppo del settore della catena domestica del cibo e per il più ampio contesto della riduzione degli sprechi. Contestualmente alla firma del protocollo, SiFooD Science & Innovation Food District ha scelto di aprire una propria sede anche presso il Parco Scientifico ComoNExT e ha avviato il bando per start up coerenti con le tematiche della riduzione dello spreco alimentare che si chiuderà, appunto, il 30 gennaio. Il testo del bando è  disponibile cliccando qui oppure sul sito www.comonext.it.

Da Firenze a Atene

fsfTra i molti, alcuni impresentabili, personaggi che frettolosamente salgono sul carro dei vincitori, c’è una grande gamma di liberisti convinti, uomini e donne di potere disponibili a qualsiasi equilibrismo pur di mantenere il potere. Eppure in Italia, luogo che in un certo senso è all’origine (per ammissione degli stessi protagonisti attuali) del percorso politico di Syriza e di Podemos, tutto iniziò con i Gsf ed ebbe a Firenze, con il Social forum europeo, il punto forse più alto di elaborazione politica innovativa e feconda degli ultimi decenni. Con immodestia ricordo che l’Arci (anche quella di Como) c’era, anzi mi permetto di affermare che quella straordinaria iniziativa che contribuì a cambiare l’Europa (e oggi si vede tanto) non si sarebbe potuta svolgere senza l’Arci. E di quale portata storica fu quell’incontro (non evento per carità) è del tutto comprensibile ricordando come le destre da allora e tuttora si affannano a criminalizzarne o deriderne, rappresentandoli come “anime belle”, i protagonisti mentre anche a sinistra non si è ancora saputo tessere una nuova tela che come in quelle belle giornate alla Fortezza da basso (“fortezza”, ma “da basso”, quasi uno slogan) metta insieme politici senza i perennemente rancorosi, movimenti senza analisi del sangue per dimostrarne la percentuale di antagonismo, associazioni, persone. Allora a me sembra che partire da quell’esperienza, mettere a fuoco (come avvenne allora a Firenze) i saperi da condividere ma anche da elaborare, avviare un percorso di formazione degli attivisti della sinistra, spesso non meno disponibili di quelli delle destre a inutili semplificazioni sloganistiche, replicarla ovunque possibile possa essere una delle vie. Per questo a Human factor mi sono sentito a casa. Sarà stata la presenza di tante e tanti compagni e compagne dell’Arci e dei diversi percorsi che anche la mia vita ha attraversato, sarà stato l’incredibile numero di sorrisi soprattutto di giovani donne e giovani uomini che mi è capitato di intercettare (è mia abitudine un po’ strabica guardare più spesso la sala che il palco) sarà stata la stima (che non è fanatica adesione a tutto ciò che dicono) per Ferrero, Castellina, Maltese, Piovani, Bolini, Mantegazza, Vendola, Revelli, ecc., sarà stata l’ammirazione per la maestria con la quale le coordinatrici dei lavori hanno reso possibile accogliere la ricchezza della sapienza antiliberista e libertaria espressa da tante e tanti, sarà stato perché trovarsi inaspettatamente in duemila ti impedisce di alzarti anche quando hai voglia di un cappuccio (altrimenti perdi il posto) ma mette in circolo più energia del Red bull, ma mi sono sentito a casa e nella stessa casa della Brigata Kalimera (ecoinformazioni c’era acnhe a Atene) che già iniziava la festa per la vittoria di Tsipras insieme a molte e molti di Human factor. Altri, tra loro molti miei colleghi giornalisti assai più autorevoli di me, hanno invece visto un’altra storia che pure c’era. Hanno visto solo la prima fila con esponenti di spicco del pd lacerati da dubbi (comprensibili) e vittime delle loro stesse incoerenze. Hanno raccontato, come si usa, solo la prima fila, non si sono accorti dei contenuti, né delle persone, non hanno visto altre trasformazioni se non quelle misurate rispetto alla distanza da Renzi (che pure la scienza ci dice non essere il centro dell’Universo). Mi hanno ricordato quei colleghi giornalisti che raccontarono i Social forum indicando prima il rischio di disordini e poi a Firenze nel 2002, dopo centinaia di ore di elaborazione politica collettiva, titolarono: “Non ci sono stati scontri con la polizia”. Altro non c’era da raccontare? [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

27 gennaio/ Giorno della memoria – Schiavi di Hitler

giornata della memoria«Martedì 27 gennaio il Teatro Sociale ospiterà alle 9 e alle 11 Come sorelle spettacolo teatrale della Compagnia Teatrale Mattioli, liberamente ispirato al racconto di Lia Levi Sorelle e dedicato alle scuole secondarie di primo grado. In scena, la storia di due famiglie italiane, una delle quali di origine ebrea, le leggi razziali fasciste e lo sterminio del popolo ebraico – annuncia il Comune di Como –. Sempre martedì 27 gennaio alle ore 11, a Villa Olmo, si svolgerà la cerimonia di commemorazione dei 70 anni dall’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore ai cittadini deportati o internati. Per l’occasione un riconoscimento sarà consegnato ad Ines Figini. Interverranno Giuseppe Calzati dell’Istituto Pier Amato Perretta, Valter Merazzi di Schiavi di Hitler, Paola Fargion autrice di Diciotto Passi».

29 gennaio/ L’emozione della poesia

emozione poesia 290115Serata in ricordo di Giovanni Raboni, a dieci anni dalla scomparsa, «attraverso una serie di testimonianze e di testi editi e soprattutto inediti raccolti nel libro L’emozione della poesia. Testi e interventi sull’opera e la figura di Giovanni Raboni a cura di Valeria Poggi (Stampa2009, 2014)», con Maurizio Cucchi e Valeria Poggi, la partecipazione di Patrizia Valduga, coordina Laura Garavaglia, giovedì 29 gennaio alle 18 alla Libreria Ubik in Piazza San Fedele a Como «Durante l’incontro saranno presentate le raccolte di poesie Gianmorte violinista di Marco Ceriani (Stampa2009, 2014) e La prima ora di Wolfango Testoni (Stampa200, 2013)», organizza La casa della poesia di Como. Per informazioni Internet www.lacasadellapoesiadicomo.it.

Arci/ Francesca Chiavacci a Human factor

chiavaccihfAll’incontro delle sinistre politiche, culturali e sociali organizzato da Sel alla Permanente di Milano grande è stata la partecipazione nei diversi laboratori di esponenti dell’Arci. Domenica 25 gennaio, è intervenuta anche la presidente nazionale Francesca Chiavacci che ha ricordato l’importanza del lavoro dell’associazione nella formazione di una politica fatta per le persone e dalle persone. Per Chiavacci non solo è necessario pensiero critico, ma anche azione, promozione sociale, presenza nel territorio. 

Syriza verso la maggioranza assoluta

con TsiprasA pochi minuti dalla chiusura dei seggi ad Atene si respira un’atmosfera di speranza tra i militanti di Syriza e le centinaia di supporter internazionali accorsi a sostegno di Tsipras. Oltre 200 gli italiani della Brigata Kalimera, riuniti alla sede del comitato elettorale di Syriza in piazza Klaftmonos.

Poco prima delle 18, ora di chiusura dei seggi, ad Atene si attendono i primi numeri delle elezioni politiche che dovrebbero vedere l’affermazione di Syriza, la coalizione della sinistra radicale. In piazza Klaftmonos, vicino alla sede del Parlamento, si sono dati appuntamento gli oltre 300 attivisti sociali, politici, sindacali della “brigata Kalimera”, il gruppo italiano promosso dalla lista L’Altra Europa con Tsipras giunto in Grecia negli scorsi giorni per sostenere Syriza e conoscerne da vicino le pratiche. Ieri la delegazione si è spostata nella periferia di Atene per visitare un ambulatorio sociale e una mensa popolare gestiti proprio dal partito guidato da Alexis Tsipras.

Dopo il comizio finale del leader della sinistra, giovedì sera, a piazza Omonia, crescono le aspettative e le speranze per questo cambio di passo, perchè, come ha detto proprio Tsipras dal palco, la Grecia possa smettere di avere paura. Rinegoziazione del debito, disobbedienza e ricontrattazione dei trattati, innalzamento del salario minimo al livello che aveva prima dei tagli (751 euro lordi al mese) e dell’imposta sul reddito al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno: questi sono alcuni dei punti del programma di Syriza. Un programma politico condiviso dal Partito della Sinistra Europea, del quale Syriza fa parte e che ha sostenuto con una massiccia presenza qui ad Atene, anche nella serata di giovedì alla quale hanno partecipato Paolo Ferrero per Rifondazione Comunista e Pierre Laurent per il Partico Comunista Francese, tra gli altri. Presenti all’evento finale della campagna elettorale di Syriza anche molti rappresentanti del Gue, il gruppo della Sinistra Unitaria Europea al Parlamento Europeo, a partire dagli italiani Eleonora Forenza e Curzio Maltese, fino a Pablo Iglesias, leader di Podemos, che insieme ad Tsipras sul palco ha gridato “Syriza, Podemos, venceremos”.

Intanto il primissimo exit poll delle 18 attribuisce a Syriza tra 146 e 158 seggi al Parlamento…Si prospetta una lunga serata per la sinistra ad Atene e per tutti quelli che guardano al risultato greco come una possibilità per cambiare le politiche della troika e dell’Europa “targata” Merkel. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

Qui la diretta streaming da Atene: http://www.cambialagreciacambialeuropa.eu/

Ritratto dell’artista da giovane: Faber e Mimmo Dabbrescia al Gloria

Inaugurata, in occasione del tributo a Fabrizio De André, allo Spazio Gloria, la mostra Il giovane Faber con le fotografie di Mimmo Dabbrescia verrà trasferita dal prossimo 6 febbraio a San Pietro in Atrio, in centro a Como, per essere alla portata di un più vasto pubblico.

Le fotografie, realizzate tra 1969 e 1974, mostrano, nonostante fossero destinate a un uso promozionale, un De André non agiografico, ma quasi intimo e familiare. Mentre nella sala del cinema provano i gruppi del tributo serale al più amato dei cantautori, il fotografo Mimmo Dabbrescia racconta volentieri la storia del suo incontro col Faber.

«Io ero a Milano, perché sono del sud, ma professionalmente milanese (del resto in Puglia, cosa vuoi?, allora potevo giusto fotografare i vini), e mi dicono di andare a Genova per delle foto a Fabrizio De André. Ci vado. Solo che lui non c’era. La moglie mi dice “se ne sarà dimenticato, è a Londra”. Io dico “non c’è modo di rintracciarlo?”. Lo rintracciamo e per farlo c’è voluto un giorno intero… L’appuntamento me lo dà di nuovo due giorni dopo e quella volta c’era e anche le altre volte che l’ho fotografato dopo. Mi avevano detto “E’ un tipo difficile”, ma non era vero.»

La storia professionale di Mimmo Dabbrescia comincia prestissimo: a dieci anni a bottega dal fotografo conosciuto dalla famiglia, «Ma la mia scuola è stato il Navale» (nel senso di Istituto Tecnico), poi, trasferito a Milano, entra nell’agenzia News Blitz, dove inizialmente – come gavetta – passa giorni e notti a sviluppare e stampare. «Soprattutto nel ’56, durante la rivolta dell’Ungheria; i Russi impedivano di trasmettere qualsiasi materiale, ma uno dei nostri era riuscito a portare a casa dei rullini, che erano l’unico documento di quanto stava succedendo». Poi è all’agenzia di Fedele Toscani, poi al servizio fotografico del “Corriere della Sera”.

Nasci come fotografo di cronaca quindi? «Certo, il fotografo è di cronaca». Poi quando fonda la sua agenzia, comincia a lavorare con molti settimanali, tra cui quelli che si occupano di spettacolo. Tra gli altri “Tv Sorrisi e Canzoni”. «Sai, adesso molti storcono il naso, ma TV Sorrisi e Canzoni era un giornale da due milioni di copie…». I contatti si ampliano con le conoscenze delle case discografiche: «Facevo le foto che poi venivano usate da tutti i giornali, in base al successo del cantante, ma è vero anche che comparire sui giornali aumentava il successo…». Nel suo archivio c’è Fabrizio De André, così come ci sono Lucio Dalla, Lucio Battisti, Gino Paoli e Ornella Vanoni, e anche i Beatles a Milano. «Con alcuni siamo diventati amici. Johnny Dorelli, per esempio: sono stato l’unico fotografo invitato al suo matrimonio a Meda. Ero ad Ancona e lui mi telefona “Domani mattina alle 10 mi sposo, vedi tu se venire…”. Ho lasciato la macchina ad Ancona e ho preso il treno, viaggiando tutta la notte. Poi tutti volevano le foto, ma non era possibile darle a tutti i giornali, perché Johnny Dorelli prima di sposare Catherine Spaak aveva avuto una relazione con Lauretta Masiero e c’era chi era per l’una e chi per l’altra e allora bisognava stare attenti».

Le foto dei cantanti sono spesso all’aperto, in situazioni non convenzionali. Come lavoravi? «Con una Pentax e una Hasselblad. Le foto di De André sono fatte in gran parte a casa sua». In luce naturale? «Sì, semmai con un flash riflesso sul soffitto. Non mi è mai piaciuto portare le persone in sala di posa». Mostra una foto con Fabrizio e Dori Ghezzi seduti in teatro e dice «Ecco, questa è la sera che si sono conosciuti. Anche se io Dori Ghezzi la conoscevo da qualche anno e l’avevo già fotografata, perché lei era della casa discografica Durium, per cui io lavoravo spesso».

Le storie sono molte, e Mimmo Dabbrescia si concede volentieri anche alle domande del pubblico intervenuto all’inaugurazione della mostra. Ci sono i cantanti, i musicisti, ma ci sono anche gli artisti e i letterati. A chi gli chiede «Se è passato al digitale» risponde: «Sì, ma non per scelta, solo perché non ci sono più i laboratori che sviluppano e che stampano bene». Le fotografie, comunque ci sono sempre. Come le canzoni di Fabrizio, che tra breve, riempiranno il Gloria, per il nono anno.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

La mostra al Gloria

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Mimmo Dabbrescia

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Le prove del tributo a De André

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25 gennaio/ Il Requiem di Mozart a Cantù

Il Requiem di Mozart è al centro dello spettacolo di domenica 25 gennaio al Teatro San Teodoro di Cantù (due rappresentazioni: alle 17 e alle 21), in cui la musica sarà affiancato dal racconto delle “Leggende e verità di Costanza, moglie di Mozart”.

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Così lo spettacolo viene presentato da Eduardo Rescigno, autore del testo:

“Costanza, la vedova, e due figli, Karl Thomas di sette anni e Franz Xaver Wolfgang, di sei mesi: questa era la situazione della famiglia Mozart al momento della morte del capofamiglia, nella notte fra il 4 e il 5 dicembre 1791. Mezzi di sussistenza? pochi, per non dire irrisori. Aiuto da parte di amici e ammiratori? inconsistente, se non addirittura nullo. L’imperatore Leopoldo II? qualcosa era disposto a fare, e a dare; ma per stimolare l’appoggio delle autorità, era necessario che il nome di Mozart, e soprattutto la sua musica, continuasse a vivere, a circolare, a essere richiesta. Potremmo stupircene, oggi; ma allora, sul finire del Settecento, non era per nulla consueto riascoltare le opere, le sinfonie, le sonate di un compositore defunto. Bisognava impegnarsi, chiedere, sollecitare; bisognava che i teatri rappresentassero le opere di Mozart, che gli editori stampassero le sue partiture. Per Costanza non esisteva un’altra strada: se voleva sopravvivere, se voleva dare ai figli una onorevole esistenza, doveva dedicarsi a tener vivo il ricordo del marito. Ritornò a fare la cantante, chiedendo anche aiuto ad altre due cantanti, assai più qualificate di lei, le sue sorelle Aloysia e Josepha, e fece più volte eseguire la Clemenza di Tito e l’Idomeneo. Si rivolse a due importanti editori tedeschi, e diede avvio alla pubblicazione di molti inediti mozartiani. Fra questi inediti c’era anche il Requiem, che era necessario giungesse nelle mani del conte Walsegg che l’aveva ordinato e preventivamente pagato; ma poiché era rimasto in sospeso, Costanza fece in modo che diventasse eseguibile, grazie ai completamenti realizzati da Süssmayr, il giovane allievo del Maestro. Ma il Requiem, una volta nelle mani del conte Walsegg, avrebbe potuto perdersi nel nulla, poiché il committente intendeva eseguirlo in memoria della moglie defunta facendolo passare per una propria composizione, e non era nel suo interesse divulgarne l’autentica paternità svelando la sua infantile velleità di compositore. Fu così che Costanza decise di cederlo a un editore, affinché venisse pubblicato con il nome di Mozart: una scorrettezza, non c’è alcun dubbio, che noi tutti siamo propensi a perdonarle. Ed è lei stessa, oggi, a raccontarci con le sue parole questa strana vicenda, che saremmo portati a considerare del tutto improbabile, se non fosse assolutamente vera.”

Orchestra Sinfonica del Lario
Coro Sine Nomine
direttore Pierangelo Gelmini
attrice Elisa Salvaterra

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
“Io ti lascio, oh cara, addio”
Aria per basso e orchestra KV 621 a (Praga, 1791)

“Ave verum corpus”
Mottetto in re maggiore KV 618 (Baden, 1791)

Franz Xaver Süssmayr (1766-1803)
Sanctus in re maggiore (Vienna, 1792)

Wolfgang Amadeus Mozart
Requiem in re minore
per soli, coro e orchestra KV 626 (Vienna, 1791)

Introitus, Kyrie, Dies Irae, Tuba mirum, Rex tremendae majestatis, Recordare, Jesu pie, Confutatis maledictis, Lacrimosa dies illa, Domine Jesu Christe, Versus: Hostias et preces, Agnus Dei, Lux aeterna
testo drammaturgico
Eduardo Rescigno

Inserito nella stagione Prosa
Prezzo dei biglietti: intero € 15,00 – ridotti € 13,00 / € 12,00 / € 7,50

24 gennaio/ Dai diamanti non nasce niente. De Andrè per la nona volta al Gloria

don-gallo-fabrizio-de-andreSabato 24 gennaio lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, organizza dalle 21 la nona edizione di Dai diamanti non nasce niente, la serara di tributo all’arte e alla musica di Fabrizio De Andrè che il circolo Arci Xanadù intitola all’artista dal 2007. Questa edizione sarà dedicata alla memoria di don Andrea Gallo, prete partigiano, fraterno amico di De Andrè scomparso nel maggio 2013. Porteranno un saluto durante la serata dei rappresentanti della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, comunità fondata proprio dal Gallo. Si esibiranno sul palco del Gloria : Gianfranco D’Adda Set da Rescaldina (Mi), Ostinati e contrari Zena  da Genova, Sciaccanuxe da Saronno (Mi), Den Gallo da Gallarate (Va), Renato Franchi & l’Orchestrina Suonatore Jones da Legnano (Mi) e i Sulutumana, noto gruppo d’autore comasco. Walter Pistarini parteciperà con Racconti e Frammenti e la serata sarà condotta dal giornalista e musicista Alessio Brunialti. Alle 18.30 verrà inoltre inaugurata la mostra fotografica Il giovane Faber – nelle fotografie di Mimmo Template Piccolo formatoDabbrescia. La mostra raccoglie i magnifici scatti che il fotografo di fama internazionale Mimmo Dabbrescia realizzò a De Andrè tra il 1969 e 1974. L’esposizione è realizzata in collaborazione con la galleria Prospettive d’arte di Milano, vanta il patrocinio morale della Fondazione De Andrè presieduta da Dori Ghezzi ed il patrocinio del comune di Como. Entrambi gli eventi sono parte del progetto Luogo Comune realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo. L’ingresso all’inaugurazione della mostra, che resterà esposta fino al 13 febbraio è gratuito, mentre i biglietti per la serata (riservata ai soci e alle socie Arci) sono già disponibili in prevendita a 12 euro presso lo Spazio Gloria negli orari di apertura (tutti i giorni tranne il martedì dalle 20.30 alle 23; il venerdì anche dalle 15 alle 17 e la domenica anche dalle 17 alle 19). [jl, ecoinformazioni]

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