Da Firenze a Atene

fsfTra i molti, alcuni impresentabili, personaggi che frettolosamente salgono sul carro dei vincitori, c’è una grande gamma di liberisti convinti, uomini e donne di potere disponibili a qualsiasi equilibrismo pur di mantenere il potere. Eppure in Italia, luogo che in un certo senso è all’origine (per ammissione degli stessi protagonisti attuali) del percorso politico di Syriza e di Podemos, tutto iniziò con i Gsf ed ebbe a Firenze, con il Social forum europeo, il punto forse più alto di elaborazione politica innovativa e feconda degli ultimi decenni. Con immodestia ricordo che l’Arci (anche quella di Como) c’era, anzi mi permetto di affermare che quella straordinaria iniziativa che contribuì a cambiare l’Europa (e oggi si vede tanto) non si sarebbe potuta svolgere senza l’Arci. E di quale portata storica fu quell’incontro (non evento per carità) è del tutto comprensibile ricordando come le destre da allora e tuttora si affannano a criminalizzarne o deriderne, rappresentandoli come “anime belle”, i protagonisti mentre anche a sinistra non si è ancora saputo tessere una nuova tela che come in quelle belle giornate alla Fortezza da basso (“fortezza”, ma “da basso”, quasi uno slogan) metta insieme politici senza i perennemente rancorosi, movimenti senza analisi del sangue per dimostrarne la percentuale di antagonismo, associazioni, persone. Allora a me sembra che partire da quell’esperienza, mettere a fuoco (come avvenne allora a Firenze) i saperi da condividere ma anche da elaborare, avviare un percorso di formazione degli attivisti della sinistra, spesso non meno disponibili di quelli delle destre a inutili semplificazioni sloganistiche, replicarla ovunque possibile possa essere una delle vie. Per questo a Human factor mi sono sentito a casa. Sarà stata la presenza di tante e tanti compagni e compagne dell’Arci e dei diversi percorsi che anche la mia vita ha attraversato, sarà stato l’incredibile numero di sorrisi soprattutto di giovani donne e giovani uomini che mi è capitato di intercettare (è mia abitudine un po’ strabica guardare più spesso la sala che il palco) sarà stata la stima (che non è fanatica adesione a tutto ciò che dicono) per Ferrero, Castellina, Maltese, Piovani, Bolini, Mantegazza, Vendola, Revelli, ecc., sarà stata l’ammirazione per la maestria con la quale le coordinatrici dei lavori hanno reso possibile accogliere la ricchezza della sapienza antiliberista e libertaria espressa da tante e tanti, sarà stato perché trovarsi inaspettatamente in duemila ti impedisce di alzarti anche quando hai voglia di un cappuccio (altrimenti perdi il posto) ma mette in circolo più energia del Red bull, ma mi sono sentito a casa e nella stessa casa della Brigata Kalimera (ecoinformazioni c’era acnhe a Atene) che già iniziava la festa per la vittoria di Tsipras insieme a molte e molti di Human factor. Altri, tra loro molti miei colleghi giornalisti assai più autorevoli di me, hanno invece visto un’altra storia che pure c’era. Hanno visto solo la prima fila con esponenti di spicco del pd lacerati da dubbi (comprensibili) e vittime delle loro stesse incoerenze. Hanno raccontato, come si usa, solo la prima fila, non si sono accorti dei contenuti, né delle persone, non hanno visto altre trasformazioni se non quelle misurate rispetto alla distanza da Renzi (che pure la scienza ci dice non essere il centro dell’Universo). Mi hanno ricordato quei colleghi giornalisti che raccontarono i Social forum indicando prima il rischio di disordini e poi a Firenze nel 2002, dopo centinaia di ore di elaborazione politica collettiva, titolarono: “Non ci sono stati scontri con la polizia”. Altro non c’era da raccontare? [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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