Medioevo passato o prossimo?

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Passando in questo fine settimana di maggio a Como in viale Varese si poteva essere colti da uno strano senso di straniamento. “Como città medievale” è la manifestazione organizzata da Pro Loco Como, con intenti – se così si può dire – evocativi e didattici…Medioevo07

Lungo le mura, più moderne che medievali in verità (ma la filologia non è merce che abbondi a disneyland o nelle limitrofe città dei balocchi), è sorto un villaggetto dal vago sapore antiquato.
Con qualche particolarità: i gazebi sembrano provenire direttamente da qualche raccolta firme di piazze di paese, semplicemente antichizzati con un po’ di tele di juta o di tessuti smerlati (ma, in tempi di indispensabile riciclaggio, questo può essere certamente un merito); gli animali sono pochini: un cavallo e un pony; in compenso ci sono le automobili prodotte da una nota casa gallica; ci sono i duelli (ma il dubbio è che qualcuno si sia confuso tra la saga della tavola rotonda e quella delle guerre stellari).

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Ci sono anche vari banchetti: gioielli e varie amenità. Ci sono le patate (che in Europa si sono cominciate a coltivare a fine Settecento) fritte; ci sono le pannocchie (che in Europa non sono arrivate prima dell’inizio del Cinquecento); ci sono persino i manghi!
E poi c’è la birra, che ormai non può mancare in nessuna occasione di spettacolo e di cultura; inutile opinare che in Lombardia nel medioevo era quasi sconosciuta e comunque assolutamente non apprezzata (“amara come il tossico” scrivevano ancora all’inizio dell’epoca moderna gli emigrati a nord delle Alpi ai loro parenti rimasti sulle rive dei laghi prealpini, lamentandosi del fatto di doverla bere al posto del tanto amato vino…).
E poi c’è il viandante con cappuccio, bordone ed occhiali (diffusi non prima del Quattrocento).

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E poi c’è il giullare, col cellulare.

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Insomma c’è proprio tutto. Non manca niente.

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Dopo tanta esibizione, sorge un dubbio: che in realtà non sia in mostra il medioevo passato, ma quello prossimo, cui approderemo al termine di questi inarrestabile spreco di risorse. Forse la messa in scena di quel medioevo futuro potrebbe essere realistica.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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