Giorno: 12 Luglio 2015

Lettera di école NEWS/ luglio 2015

ecolenews1ritÈ in distribuzione il sesto numero della Lettera di école NEWS. In questo numero l’editoriale di Andrea Bagni e una selezione degli articoli comparsi nei trenta blog tematici animati dall’associazione Idee per l’educazione.

Finita la prima parte di discussione del Bilancio

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi ha terminato la discussione si aspetta ora la consegna degli emendamenti.

Dopo 4 sedute, di cui l’ultima dalle 9.30 di mattina di sabato 11 luglio, 16 ore di discussioni, è finita la prima parte di trattazione del Bilancio di previsione 2015 del Comune di Como.

Alle richieste di chiarimento, dopo la presentazione, gli assessori della Giunta Lucini hanno dato, come da prassi, le risposte, ma alcune hanno sconcertato i richiedenti come Alessandro Rapinese, Adesso Como, che ha avuto conferma dall’assessore Frisoni che sul referendum per il monumento di Libeskind, «non ci sono i fondi». L’assessora Magni, tra gli altri, ha dato i dati sulle morosità di mense e nidi (3% e 0,1%), ricordato che non sono state aumentate le rette e che anche la Giunta condivide la preoccupazione dei consiglieri per il futuro del Politecnico in città. Il sindaco sulla secretazione dei documenti sulla ex Ticosa ha parlato di una atto temporaneo «fino alla chiusura dell’istruttoria, non credo sia difficile capire che non dipende completamente da noi». Il clima si è fatto subito teso dopo la richiesta di una sospensione per un confronto fra le minoranze da parte di Luca Ceruti, M5s, in un primo tempo rifiutato dal presidente Legnani, concesso solo dopo alcune escandescenze del consigliere leghista Diego Peverelli, che ha rimarcato la propria contrarietà anche nelle sedute successive: «Lei è qui per dirigere i lavori, non per comandare».

Poi è cominciato il dibattito.

12 lunghissime ore di interventi, ogni consigliere ha diritto a prendere la parola per mezz’ora, il consueto teatro della politica locale, con diversi interventi sia dai banchi di maggioranza che da quelli di opposizione.

Scontate le contrarietà delle minoranze, qualche stoccata si è registrata fra la maggioranza, che data la calendarizzazione di una infinita serie di assemblee, 12 entro la fine del mese, il termine ultimo per l’approvazione della delibera, sì è sentita libera di intervenire.

Contro l’intervento del primo cittadino nei confronti del presidente del Consiglio per la ridefinizione dei contributi al Fondo di solidarietà, una richiesta fatta anche dalla consigliera di opposizione Ada Mantovani, Adesso Como, ha preso la parola Gioacchino Favara, Pd. «Siamo una delle città più ricche d’Italia» ha affermato proclamandosi deluso del documento: «Sembra un Bilancio di fine mandato». «Manca la progettualità» ha aggiunto «è uno strumento matematico, non uno strumento politico» e ha concluso con la speranza di u nuovo soggetto politico con un nuovo progetto politico per la città. Con lui Anna Veronelli, Fi, ha definito tardivo l’intervento del primo cittadino comasco. «È doveroso chiedere quali sono le regole con cui si sviluppa questo sistema» ha affermato Marco Tettamanti, Como civica, che ha invitato a intervenire i parlamentari comaschi in primis il leghista Molteni, mentre per Roberta Marzorati, Per Como, «la città è molto più povera, ormai non chiedo più dove si va in vacanza, ma se si va».

Eva Cariboni, Amo la mia città, ha invece chiesto una svolta nella amministrazione della città richiedendo la reintroduzione della progressività delle aliquote e la lotta contro le morosità, oltre che una nuova gestione del patrimonio cittadino. Un tema caro anche a  Pasquale De Feudis, Pd, che ha chiesto di: «Evitare svendite del patrimonio comunale».

I toni si sono inaspriti quando Laura Bordoli, Ncd, ha dato del bugiardo all’assessore Frisoni per la promessa di presentazione del Bilancio entro marzo, l’assessore adirato ha abbandonato l’aula, e occasionalmente quando con qualche consigliere di opposizione che si è divertito volutamente a scendere nel turpiloquio, come Sergio Gaddi, Fi, per épater le bourgeois e creare i consueti siparietti fini a se stessi. Sulle paratie il capogruppo di Forza Italia ha attaccato: «La necessità della variante è una enorme balla, dettata dalla volontà politica di lasciare un proprio segno».

Riallacciandosi al discorso introduttivo di Frisoni, Guido Frigerio, Pd, ha sottolineato il problema dell’invecchiamento della popolazione, seguito dalla collega di partito Patrizia Lissi, che ha ribadito quanto fatto dall’amministrazione come per lo sblocco dell’area ex Trevitex o l’accoglienza dei minori non accompagnati.

«Dite che non avete alzato le tasse, ma cosa si poteva alzare ancora?» ha fatto un affondo dai banchi dell’opposizione Peverelli a cui ha risposto Andrée Cesareo, Pd, «abbiamo mantenuto l’esenzione Irpef a 15mila euro e l’Imu al 9,6 e non al 10,6, che avrebbe comportato entrate per 3,5 milioni di euro». «Il nostro è un impegno sotterraneo che non chiede applausi e non mette medagliette sulla giacca» ha proseguito la consigliera democratica attaccando l’immobilismo delle amministrazioni precedenti e rivendicando riforme come quella della gestione del personale. «Non abbiamo la bacchetta magica, ma tanto impegno e tanta buona volontà».

Sulle voci per la formazione di un nuovo gruppo politico ha invece preso la parola Vincenzo Sapere, Paco-Sel, dichiarando il proprio sostegno alla Giunta per quanto riguarda il programma di mandato, con la possibilità, come già fatto in passato, di scegliere in autonomia per quanto riguarda scelte che esulano da quella piattaforma.

Il decano del Consiglio comunale, amareggiato dal dibattito «mi sarei aspettato dai colleghi di minoranza un altro tipo di onestà intellettuale», ha fatto alcune proposte per recuperare fondi. L’esternalizzazione del recupero dell’evasione fiscale, la ristrutturazione degli uffici, la ricontrattazione del bando calore e a chi prospetta riformulazione dello stato sociale cittadino ha risposto: «Non si pensi di diminuire gli asili e le scuole materne».

A tutti ha replicato l’assessore Frisoni: «Sono sempre disponibile al dialogo e penso di non avere offeso nessuno». Ha ribadito l’impostazione del proprio intervento iniziale «non si può pensare che Como non sia influenzata da quello che succede nel mondo» e che il problema dell’invecchiamento della popolazione è un problema reale e cogente. Non potendo rispondere a tutti puntualmente ha dichiarato di prendere atto delle diverse dichiarazioni e che: «Questo Bilancio non è mio, non è della Ragioneria, ma il Bilancio della città di Como». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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