Palazzo Cernezzi incartato/ Gli emendamenti tra ostruzionismo e silenzi

 

cernezzi2Continua l’infinita discussione sul Bilancio di previsione 2015 al Consiglio comunale di Como. Nelle ultime due sedute di mercoledì e giovedì 15 e 16 luglio solo una parte è stata affrontata e discussa, e mancherebbero poi gli ordini del giorno. In calendario sono previste altre 4 sedute, nelle serate da lunedì (l’inizio è anticipato alle 17.30) a giovedì prossimi. Il dibattito si è però bloccato in un discorso fra sordi fra maggioranza e opposizione che si è data all’ostruzionismo.

Se la maggioranza sperava in un passaggio, magari complicato, ma certamente più indolore per il Bilancio, calendarizzando una miriade di sedute. Certa della bontà del documento presentato, si è dovuta ricredere perché tanta sicurezza, per le minoranze sicumera, si è scontrata contro il muro dell’opposizione che cerca di ritrovare un qualche protagonismo intervenendo sul documento finanziario principale dell’amministrazione.

Ma le stesse minoranze che denunciano una incapacità progettuale da parte della Giunta Lucini, che hanno applaudito alle esternazioni in tal senso del consigliere democratico, a tratti dissidente, Gioacchino Favara nella prima parte della discussione, non hanno una richiesta impellente qualificante e si presentano, scontando la completa assenza di un leader riconosciuto, con una progressione in ordine sparso.

Gli emendamenti sono infatti presentati per lo più da singoli consiglieri, come Marco Butti, Gruppo misto, che ha visto alcune delle sue proposte approvate, Giampiero Ajani, Lega, Luca Ceruti, M5s, o da membri dello stesso gruppo, Francesco Scopelliti e Enrico Cenetiempo, Ncd. Al di là delle singole proposte si sviluppa un dibattito, ma manca un filo conduttore. Tanto che molti degli emendamenti sono stati discussi assieme interessando uno stesso capitolo di spesa come per alcuni presentati da Ceruti. Il 6, 7, 8 10 che andavano a pescare fondi dallo stesso punto dei 66, 67, 68 di Ajani e del 73 di Scopelliti oltre che del 74 di Scopelliti e Cenetiempo. Tutti quindi discussi assieme per valutare quanto togliere, in questo caso da consulenze varie (177.615 euro), e dove indirizzare questi fondi. Anche la maggioranza ha presentato per bocca del sindaco Mario Lucini un emendamento per impegnare i fondi per la piazzola per camper a Tavernola.

Gli argomenti poi sono i più vari dalla richiesta di Butti, approvata, che ha ricordato in tal senso l’impegno dell’ex consigliere Bruno Saladino, di apporre una cartellonistica che segnali Como come città di Alessandro Volta, alla proposta della Lega, bocciata, di non agevolare «l’accoglienza selvaggia di cittadini extracomunitari» della Lega, «solo il 10-12 per cento ha poi diritto all’asilo» ha affermato Ajani, fino alla richiesta di Ajani di sistemazione dei parapetti in via per Brunate.

La possibilità di subemendare da parte del proponente, anche per correggere errori o cercare di ottenere un parere favorevole da parte degli uffici, con il rinvio della discussione dell’emendamento a una seduta successiva in attesa di un nuovo parere, è poi una ghiotta tentazione, di cui molti si sono avvalsi.

Tattiche che hanno estenuato parte della maggioranza sempre più innervosita, mentre dall’opposizione si prende la parola quando il presidente ha ormai chiuso la discussione: «Lei non lascia il tempo ai consigliere di poter riflettere sugli interventi dei colleghi che precedono» ha attaccato il presidente Legnani in uno dei battibecchi Scopelliti. «Ma poteva prenotarsi per parlare prima» la replica, «magari prendo spunto dalle ultime parole dette dal collega, però se vuol che non parli allora non prendo la parola» la controreplica del consigliere. O come uno stizzito Ajani, che pretende il silenzio assoluto durante i suoi interventi, «non riesco a parlare e perdo il filo se no», con continue lamentele e indirizzi a tacere per i rei e richieste di recuperi di tempo: «Presidente può richiamare i consiglieri, non riesco a intervenire».

Dalla maggioranza, a parte qualche intemperanza di qualcuno fuori microfono, a volte anche dello stesso sindaco, riprese dal presidente, il silenzio più assoluto, per cercare di sveltire i tempi.

Una situazione insostenibile e folle, tanto che poco dopo le 23.30 di giovedì 17 luglio il sindaco Lucini ha chiesto una sospensione per valutare il da farsi in vista di quella che dovrebbe essere la prossima e ultima settimana di sedute sul Bilancio, che va approvato entro fine mese, prima della pausa estiva. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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